J.R. WARD.
...
.
...
UN AMORE SELVAGGIO.
Ciclo: La confraternita del pugnale nero. 8.
...
.
...
Parte 2.
...
...
.
...
Titolo originale: Lover Mine. 2010.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
...
.
...
Capitolo 34.
...
.
...
Lash si svegli nella stessa posizione in cui si era addormentato: seduto per terra, nel gabinetto della
topaia, le braccia incrociate in cima alle ginocchia, la testa abbandonata sul petto.
Quando apr gli occhi, ebbe una visione della propria erezione.
Aveva sognato Xhex, immagini cos nitide, sensazioni cos vivide che era un miracolo se non era
venuto nei calzoni: nella camera da letto della casa di arenaria lottavano e si mordevano, poi lui
l'aveva presa, schiacciandola gi sul materasso e costringendola ad accettarlo anche se lei non voleva.
Era innamorato pazzo di lei.
Un gorgoglio gli fece alzare la testa. Plastic Fantastic stava rinvenendo, le dita si contraevano, le
palpebre tremolavano come veneziane rotte.
Guardando i capelli arruffati e il corpino macchiato di sangue della donna, Lash sent una fitta di
dolore alle tempie, una specie di doposbornia che non lasciava presagire niente di buono. Quella
troia lo disgustava, stesa l, accasciata nel suo stesso vomito.
Doveva aver dato di stomaco; meno male che lui dormiva, quando era successo.
Scostandosi i capelli dagli occhi, sent le zanne che si allungavano e cap che era giunto il momento
di usarla; Cristo, per... era appetitosa come un pezzo di carne avariata.
Ancora un po' d'acqua. Ecco cosa occorreva a quell'incubo. Ancora un po' d'acqua e...
Mentre Lash si allungava per riaprire il rubinetto della doccia, la donna spost gli occhi su di lui.
L'urlo che le usc dalla bocca insanguinata riecheggi contro le pareti piastrellate del bagno, fino a
stordirgli le orecchie come le campane di una chiesa.
Maledette zanne, l'avevano spaventata a morte. I capelli gli ricaddero sugli occhi e lui li scost di
nuovo, valutando se sgozzarla tanto per farla tacere. Non si sognava neanche lontanamente di
morderla, se prima non riusciva a lavarla...
Lei, per, non stava guardando la sua bocca. I suoi occhi sbarrati, atterriti, erano fissi sulla sua
fronte.
Quando i capelli tornarono a infastidirlo, Lash se li tir indietro... e qualcosa gli rimase in mano.
Al rallentatore guard in gi.
No, non erano i suoi capelli biondi.
Era la sua pelle.
Voltandosi verso lo specchio, si ritrov a gridare. Il suo riflesso era irriconoscibile; il pezzo di carne
che si era staccato aveva messo in luce uno strato nero melmoso sopra il cranio bianco. Con l'unghia
gratt leggermente il bordo di quello che era rimasto attaccato e scopr che era molliccio; ogni
centimetro quadrato di faccia non era altro che un lenzuolo steso sopra l'osso.
No! url, tentando di riattaccare la pelle...
Le mani... oh, Dio, no, anche le mani. Lembi di pelle penzolavano dal dorso; si tir su bruscamente le
maniche della camicia e subito rimpianse di non essere stato pi delicato, perch l'epidermide venne
via con la seta finissima.
Cosa gli stava succedendo?
Dietro di lui, nello specchio, vide la puttana schizzare via correndo a rotta di collo, come Sissy
Spacek in Carrie - Lo sguardo di Satana, solo senza il vestito dei ballo studentesco.
Con uno sforzo estremo la insegu, muovendosi senza un briciolo della potenza e della grazia di un
tempo. Rincorrendo la sua preda, sentiva la frizione degli indumenti contro la pelle e poteva
facilmente immaginare cosa stava succedendo a ogni centimetro del suo corpo.
Agguant la prostituta davanti alla porta di servizio, mentre gi stava armeggiando con le serrature.
Piombandole addosso da dietro, l'afferr per i capelli, le tir indietro la testa con uno strattone e le
affond le zanne nel collo, succhiando il suo sangue nero.
Bevve fino a prosciugarla, finch non venne fuori pi niente; alla fine la lasci andare, e lei si
afflosci sul tappeto.
Barcollando come un ubriaco, torn in bagno e accese le luci ai due lati dello specchio.
Cominci a spogliarsi, rivelando a poco a poco l'orrore che si stava gi manifestando sulla sua faccia:
sotto la luce delle lampadine, ossa e muscoli luccicavano di un nero velo oleoso.
Era un cadavere. Un cadavere ambulante. Camminava e respirava, ma gli occhi ruotavano nelle
orbite senza pi palpebre o ciglia e della bocca erano rimaste solo le zanne e i denti.
L'ultimo lembo di pelle era quello che ancorava al cranio i bei
capelli biondi, ma anche quella stava scivolando via da dietro, come una parrucca senza pi colla.
Lash stacc l'ultimo pezzo di cuoio capelluto e, con le mani scheletriche, accarezz la chioma di cui
un tempo era andato tanto fiero. Peccato che cos la rovin: quella specie di fanghiglia nera si
rapprese sulle ciocche, macchiandole, insozzandole... tanto che alla fine non erano molto meglio dei
capelli ancora attaccati alla testa della puttana svenuta vicino alla porta.
Lash lasci cadere lo scalpo sul pavimento e si guard.
Attraverso la gabbia toracica guard il cuore che batteva e si chiese con orrore cos'altro sarebbe
marcito, staccandosi dal suo corpo... e cosa gli sarebbe rimasto al termine di quella trasformazione.
Oh, Dio... esclam; la voce suonava strana, un'eco fuori posto che distorceva le parole in un modo
spaventosamente familiare.
Blay era fermo davanti all'armadio, con l'anta aperta e tutti i suoi vestiti appesi in bella mostra. Era
assurdo, ma voleva chiamare sua madre per un consiglio. Che poi era quello che faceva sempre,
prima, quando doveva mettersi in ghingheri.
Quella, per, non era una conversazione che aveva fretta di fare. Lei avrebbe dato per scontato che si
trattava di una femmina, sarebbe stata tutta eccitata all'idea che suo figlio stesse andando a un
appuntamento, cos lui sarebbe stato costretto a mentirle... o a confessarle la verit.
I suoi genitori non lo avevano mai giudicato... Ma lui era figlio unico e niente fidanzate significava
non solo niente nipotini, ma anche la censura da parte dell'aristocrazia. Com'era prevedibile, la
glymera non ti vietava di essere omosessuale, purch fossi sposato con una femmina, non ne parlassi
mai e poi mai e non facessi nulla per confermare apertamente quello che eri dalla nascita. Bisognava
salvare le apparenze. Soltanto questo contava. E se venivi allo scoperto? Eri tagliato fuori.
E con te, tutta la tua famiglia.
Da un certo punto di vista non riusciva a credere che stava per vedersi con un maschio. In un
ristorante. Per poi andare con lui in un locale aperto fino a tardi.
II ragazzo con cui stava per uscire sarebbe stato elegantissimo. Lo era sempre.
Cos Blay tir fuori un completo di Zegna, un gessato grigio a sottilissime righine rosa. Poi una bella
camicia di cotone button-down Burberry, rosso chiaro, con il colletto e i polsini alla francese di un
bianco immacolato. Scarpe... scarpe... scarpe...
Barn, barn, barn alla porta. Ehi, Blay.
Merda. Aveva gi steso il vestito sul letto ed era fresco di doccia, in accappatoio e col gel sui capelli.
Gel: indizio che lo avrebbe tradito di sicuro.
And alla porta e la socchiuse di qualche centimetro. Fuori in corridoio, in calzoni di pelle e New
Rock, e col fodero dei pugnali che gli penzolava dalla mano, Qhuinn era pronto per combattere.
Buffo, per, pens Blay, la tenuta da guerriero non gli faceva pi tutta questa impressione. Era
troppo preso a ricordare come o aveva visto la sera prima, steso sul letto con gli occhi fissi sulla
bocca di Layla.
Bella pensata averle permesso di nutrire Qhuinn l, nella sua stanza: adesso non faceva che chiedersi
fino a che punto si erano spinti quei due sul suo materasso.
Conoscendo Qhuinn, comunque, dovevano essere arrivati fino in fondo. Fantastico.
John mi ha mandato un SMS, disse Qhuinn. Lui e Xhex vogliono fare un giro per Caldie e per
una volta quel figlio di buona donna ...
Lo sguardo bicolore di Qhuinn and su e gi, poi lui si pieg di lato buttando l'occhio al di l della
spalla di Blay. Cosa stai facendo?
Blay si strinse l'accappatoio sul petto. Niente.
Hai cambiato acqua di colonia... che cos'hai fatto ai capelli?
Niente. Cosa stavi dicendo di John?
Ci fu una pausa. S... okay. Be', vuole uscire e dobbiamo andare con lui. Dobbiamo starcene in
disparte, per. Quei due vorranno un po' di intimit. Ma possiamo...
Io stanotte sono di riposo.
Il sopracciglio col piercing di Qhuinn si abbass. E allora?
Allora... sono di riposo.
Non ha mai fatto nessuna differenza, prima.
Adesso per s.
Qhuinn si spost ancora di lato, gettando un'occhiata dietro la testa di Blay. Ti metti quel vestito
solo per fare colpo su noi della casa?
No.
Segu un lungo silenzio, poi due parole: Chi ?
Blay lasci andare la porta e indietreggi nella stanza. Se dovevano mettersi a litigare non aveva
senso farlo fuori in corridoio, facendosi vedere e sentire da tutti.
Ha qualche importanza? chiese, con un moto di rabbia.
La porta si chiuse. Sbattendo. S. Ce l'ha.
A mo' di vaffanculo, Blay si slacci l'accappatoio e lo lasci cadere, mostrandosi in tutta la sua
nudit. E si infil i pantaloni... senza mutande.
Siamo solo amici. Maschio o femmina?
Come ho gi detto, ha qualche importanza?
Altra lunga pausa, durante la quale Blay si infil la camicia e la abbotton.
Mio cugino, ringhi Qhuinn. Esci con Saxton.
Forse. Blay and al cassettone e apr il portagioie. All'interno scintillarono gemelli di ogni tipo. Ne
scelse un paio con dei rubini.
Vuoi farmela pagare per ieri sera, con Layla?
Blay si blocc con la mano sul polsino. Cristo santo.
E cos, allora.  per...
Blay si volt. Ti  mai passato per la testa che potrebbe non avere niente a che fare con te? Che un
tipo mi ha invitato fuori e io voglio andarci? Che  una cosa normale? O sei cos preso da te stesso
che devi sempre filtrare tutto e tutti attraverso il tuo narcisismo?
Qhuinn trasal impercettibilmente. Saxton  una troia.
Be', immagino che tu sia un esperto in materia.
E una troia, di gran classe e molto chic, ma pur sempre una troia.
Forse quello che voglio  solo un po' di sesso. Blay inarc un sopracciglio. E passato parecchio
tempo per me, dall'ultima volta, e quelle femmine che mi sono fatto nei bar solo per stare al passo
con te non erano neanche 'sto gran che, tanto per cominciare. Penso sia ora di sfogarmi, e nel modo
giusto.
Quel bastardo di Qhuinn ebbe la faccia tosta di impallidire. Senza scherzi. E addirittura barcoll
all'indietro e si appoggi alla porta.
Dove andate? chiese brusco.
Mi porta da Sai. Poi andiamo in quel locale per fumatori. Blay si chiuse l'altro polsino e and al
com a prendere le calze di seta. Dopo... chiss.
Un aroma speziato invase la camera da letto, lasciandolo senza parole. Di tutti i possibili sviluppi di
quella conversazione... che innescasse in Qhuinn l'odore tipico dei vampiri innamorati proprio non
era previsto.
Blay si volt di scatto.
Dopo un lungo momento carico di tensione, si avvicin al suo migliore amico, attratto da quella
fragranza. Gli occhi di fuoco di Qhuinn seguivano ogni suo passo; il legame tra loro, che da
entrambe le parti era stato sepolto, esplose all'improvviso nella stanza.
Quando furono a pochi centimetri di distanza, Blay si ferm; il petto, sollevandosi nel respiro, tocc
quello di Qhuinn. Dillo, sussurr aspro. Dillo e io non ci andr.
Le mani di Qhuinn si strinsero intorno al suo collo; la pressione
costrinse Blay a reclinare la testa all'indietro, aprendo la bocca per respirare. I pollici affondarono
con forza ai due lati della mascella.
Momento elettrico.
Potenzialmente incendiario.
Sarebbero finiti a letto, pens Blay, stringendo i palmi sui grossi polsi di Qhuinn.
Dillo, Qhuinn. Fallo e passer la notte con te. Usciremo con Xhex e John e, quando loro ne avranno
abbastanza, torneremo qui. Dillo.
Gli occhi azzurro e verde che Blay aveva passato una vita a guardare si posarono sulla sua bocca; i
pettorali di Qhuinn pompavano su e gi come se stesse correndo.
Meglio ancora, sussurr sensuale Blay, perch non mi baci...
Blay venne spinto con forza contro il cassettone, che and a sbattere contro il muro con un fragore
assordante. Mentre i flaconi di acqua di colonia tintinnavano e una spazzola cadeva per terra,
Qhuinn premette le labbra con forza su quelle di Blay, affondandogli le dita nella gola.
Ma non aveva importanza. Un bacio duro e disperato era ci che voleva da lui e Qhuinn era
d'accordo, chiaramente; la sua lingua scatt in fuori, imperiosa... prepotente.
Con gesti convulsi, Blay si sfil la camicia dai calzoni e fece per aprirsi la patta. Aspettava quel
momento da tanto di quel tempo...
Ma tutto fin prima ancora di cominciare.
Quando i calzoni di Blay toccarono terra, Qhuinn si volt di scatto e letteralmente si lanci verso la
porta. Con la mano sulla maniglia picchi la fronte con forza contro i pannelli di legno. Due volte.
Poi, con voce atona, spenta, disse, Vai. Divertiti. Ma stai attento, per piacere, e cerca di non
innamorarti di lui. Ti spezzer il cuore.
Poi in un lampo usc dalla stanza e la porta si chiuse senza il minimo rumore.
Blay rimase impalato dov'era, i calzoni intorno alle caviglie, l'erezione che si ammosciava in modo
imbarazzante, anche se era da solo. Mentre il mondo intorno a lui diventava sfocato e il petto si
stringeva in un pugno, batt convulsamente le palpebre, cercando di trattenere le lacrime.
Come un vecchio, si chin adagio a raccogliere i pantaloni, armeggiando con cerniera e bottoni.
Senza infilare dentro la camicia, and a sedersi sul letto.
Quando gli suon il cellulare sul comodino, si volt a guardare il display. Per certi versi si aspettava
che fosse Qhuinn, ma era l'ultima persona con cui voleva parlare, quindi lasci scattare la casella
vocale.
Per qualche motivo pens all'ora trascorsa in bagno a prepararsi, facendosi la barba, tagliandosi le
unghie e modellandosi i capelli con quel gel del cavolo. Poi al tempo passato davanti all'armadio.
Adesso sembrava tutto tempo sprecato.
Si sentiva sporco. Sudicio.
Quella sera non sarebbe uscito con Saxton n con nessun atro. Non nello stato d'animo in cui era.
Non c'era motivo di ammorbare qualche povero innocente con la propria angoscia.
Porco...
Mondo.
Quando si sent in grado di parlare, si allung verso il comodino per prendere il telefono. Aprendolo,
vide che a chiamare era stato Saxton.
Forse per disdire? Sarebbe stato un enorme sollievo. Essere scaricato due volte nella stessa serata non
si poteva certo definire una bella notizia, ma gli avrebbe risparmiato la fatica di scusarsi perch gli
stava dando buca.
Fece partire la casella vocale, la fronte appoggiata al palmo, gli occhi fissi sui piedi nudi.
Buonasera, Blaylock. Immagino che in questo preciso momento tu sia in piedi di fronte all'armadio
cercando di decidere cosa indossare. La voce profonda e carezzevole di Saxton, cos bassa e
rassicurante, era un curioso balsamo. Be', in effetti anch'io sono davanti ai miei vestiti... credo che
opter per un completo con panciotto in un pied-de-poule piuttosto sbarazzino. Penso che un
gessato, da parte tua, sarebbe un abbinamento perfetto. Segu una pausa e una risata. Non che
voglia suggerirti cosa mettere, naturalmente. Ma chiamami, se sei indeciso. Sul tuo guardaroba,
naturalmente. Un'altra pausa; poi, in tono serio. Non vedo l'ora di vederti. Ciao.
Blay allontan il telefonino dall'orecchio col pollice sospeso sopra l'opzione cancella. D'impulso,
salv il messaggio.
Dopo un respiro lungo e profondo si impose di alzarsi. Con le mani che tremavano si infil la bella
camicia nei calzoni e torn davanti al cassettone, adesso tutto in disordine.
Raddrizz le bottiglie di colonia e raccolse la spazzola da terra. Poi apr il cassetto con le calze... e tir
fuori quello che gli occorreva.
Per finire di vestirsi.
Capitolo 35
Darius doveva incontrare il suo giovane protetto al calar del sole, ma prima di dirigersi verso la
propriet degli umani che lui e Tohrment avevano spiato attraverso gli alberi, si materializz nei
boschi davanti alla grotta della confraternita.
Con i fratelli sparpagliati qua e l, le comunicazioni potevano subire dei ritardi, cos avevano
escogitato un sistema per scambiarsi notizie e informazioni. Tutti si recavano in quel luogo ogni
notte, per vedere cosa era stato lasciato per gli altri o per lasciare essi stessi delle missive.
Dopo essersi assicurato che non vi fossero occhi indiscreti, Darius sgattaiol dentro il pertugio
tenebroso, imbocc il passaggio segreto nella parete rocciosa e varc la serie di cancelli che
conducevano al sancta sanctorum della confraternita. Il "sistema di comunicazione" non era altro
che una rientranza nella parete rocciosa entro cui si poteva riporre la corrispondenza e, a causa della
sua semplicit, era situato verso il fondo della caverna.
Darius non riusc a vedere subito se i suoi fratelli avessero qualcosa da dirgli, tuttavia, poich fu
indotto a fermarsi molto prima.
Giunto davanti all'ultimo cancello, scorse sul pavimento di pietra quella che a un primo sguardo
poteva sembrare una pila di indumenti ripiegati accanto a una sacca.
Mentre sfoderava il pugnale nero, una testa scura di lev dal mucchio di vestiti.
Tohr? Darius abbass l'arma.
S. Il giovane si volt sul suo giaciglio di stracci. Buonasera, signore.
Che cosa ci fai qui?
Ho dormito.
Questo mi pare ovvio. Darius and a inginocchiarsi accanto a lui. Ma per quale motivo non sei
tornato a casa tua?
Era stato ripudiato, certo, ma Hharm rincasava di rado dalla sua compagna, dunque il ragazzo
poteva stare con la sua mahmen.
Tohrment si alz in piedi con una spinta, reggendosi al muro. Che ore sono? Ho perso...
Darius lo afferr per il braccio. Hai mangiato?
Sono in ritardo?
Darius non perse tempo a rivolgergli altre domande. Le risposte che cercava erano nel modo in cui il
ragazzo si rifiutava di alzare gli occhi: gli avevano proibito di riparare a casa di suo padre.
Tohrment, quante notti hai trascorso qui? Sul pavimento gelido.
Posso cercarmi un altro posto dove stare. Non dormir pi qui.
Sarebbe andata cos, infatti, Ringraziando la Vergine Scriba. Aspetta qui, per favore.
Varcato il cancello, Darius and a controllare se c'erano comunicazioni. Trovando messaggi per
Muhrder e Ahgony, pens di lasciarne uno per Hharm. Qualcosa come, Come hai potuto cacciare di
casa tuo figlio costringendolo a passare le giornate con nient'altro che una lastra di pietra per
giaciglio e i suoi abiti per coperta?
Infame.
Tornato da Tohrment, vide che il ragazzo aveva radunato le sue cose nella sacca e si era agganciato le
armi.
Darius trattenne un'imprecazione. Per prima cosa andremo a casa della figlia di Sampsone. C' una
cosa che devo discutere con... quel sottomaggiordomo. Porta con te le tue cose, figliolo.
Tohrment lo segu, pi vigile di quanto molti sarebbero stati dopo chiss quanti giorni senza cibo o
riposo adeguato.
Non appena si materializzarono davanti alla dimora di Sampsone, Darius accenn col capo a destra,
a significare che dovevano girare intorno alla casa. Giunti sul retro, si diressero alla porta da cui
erano usciti la sera prima e suonarono il campanello.
Il maggiordomo apr la porta e li accolse con un profondo inchino. Signori, in cosa possiamo
servirvi?
Darius entr in casa. Gradirei conferire di nuovo con il sottomaggiordomo addetto al primo
piano.
Ma naturalmente. Un altro profondo inchino. Abbiate la compiacenza di seguirmi nel salottino
anteriore.
Aspetteremo qui, disse Darius, sedendosi al tavolo consunto della servit.
Il doggen impallid. Signore... questo ...
Il luogo in cui gradirei conferire con il sottomaggiordomo Fritzgelder. Non vedo il motivo di
incomodare i vostri padroni, gi cos provati dal dolore, costringendoli a incontrarci senza preavviso.
Non siamo ospiti... siamo qui per renderci utili nella tragedia che li ha colpiti.
Il maggiordomo si pieg in un inchino talmente profondo che fu un miracolo se non cadde per terra
a faccia in gi. Avete ragione. Vado subito a chiamare Fritzgelder. C' nient'altro che possiamo fare
per servirvi?
St. Gradiremmo delle vivande e un boccale di birra.
Oh, ma certamente, signore! Il doggen usc dalla stanza con una serie di inchini. Avrei dovuto
provvedere senza indugio, vogliate perdonarmi.
Non siete tenuto a farlo, disse Tohrment quando rimasero soli.
A fare che cosa? chiese Darius sornione, facendo scorrere le dita sul piano scheggiato del tavolo.
A chiedere del cibo per me.
Darius lo guard da sopra la spalla. Mio caro ragazzo,  stata una richiesta calcolata per mettere a
suo agio il maggiordomo. La nostra presenza in questa stanza  fonte di grande disagio per lui, cos
come la richiesta di porre altre domande al suo sottoposto. La richiesta di vettovaglie, per lui, sar un
sollievo. Ora per favore siediti, e quando arriveranno cibarie e libagioni dovrai consumarle. Io sono
sazio.
Si ud il rumore di una sedia che veniva spostata e poi uno scricchiolio quando il peso di Tohrment
vi si pos sopra.
Il sottomaggiordomo arriv nel volgere di pochi secondi.
Il che fu causa di imbarazzo, poich Darius, in verit, non aveva nulla da chiedergli. Ma dov'erano le
cibarie...
Signori, disse il maggiordomo con orgoglio, aprendo la porta con gesto teatrale.
I domestici sfilarono nella stanza con ogni sorta di vassoi, boccali e provviste; mentre imbandivano
la tavola, Darius inarc un sopracciglio rivolto a Tohrment, poi con intenzione guard le varie
portate.
Tohrment, beneducato come sempre, si serv.
Darius annu al maggiordomo. Questo banchetto  degno di una dimora di tal fatta. Il vostro
padrone dev'essere molto fiero di voi.
Dopo che il maggiordomo e gli altri doggen furono usciti, Fritzgelder attese con pazienza, insieme a
Darius, che Tohrment mangiasse a saziet. Alla fine, Darius si alz in piedi.
Permettete che vi chieda un favore, Fritzgelder?
Certamente, signore.
Sareste cos cortese da prendere in custodia per qualche ora la borsa del mio collega? Torneremo
dopo che avremo compiuto il nostro servizio di sorveglianza.
Ma certo, signori. Fritzgelder si pieg in un profondo inchino. Mi prender cura io delle sue
cose.
Vi ringrazio. Vieni, Tohrment, possiamo andare.
Uscendo, Darius avvert la collera del ragazzo e non fu affatto sorpreso nel sentirsi afferrare per il
braccio.
So badare a me stesso.
Darius si volt a guardarlo. Non ne ho il minimo dubbio. Tuttavia, non so che farmene di un
assistente indebolito da una pancia vuota e... Ma...
... se credi che una famiglia che dispone di tali e tanti mezzi voglia lesinare su un pasto a beneficio
di chi  impegnato nella ricerca della figliola scomparsa, sei in grave errore.
Tohrment lasci ricadere la mano. Mi trover un alloggio. E del cibo.
S. Darius annu in direzione degli alberi che circondavano la tenuta vicina. Ora, possiamo
procedere?
Quando Tohrment annu, entrambi si smaterializzarono nel fitto della boscaglia e da l si aprirono
un varco verso la propriet confinante.
Avvicinandosi alla meta, Darius era vieppi oppresso da un timore che crebbe al punto da togliergli
il respiro: il tempo giocava a loro sfavore.
Ogni notte che passava senza aver trovato la fanciulla era un altro passo verso la sua morte.
E avevano cos poco su cui lavorare.
[eBL 086]
Capitolo 36
A Caldwell, il terminal della Greyhound era ai margini dell'area industriale che si stendeva a sud
della citt. Il vecchio edificio dal tetto piatto era circondato da una rete metallica, neanche gli
autobus fossero a rischio di fuga, e la pensilina all'ingresso era infossata al centro.
John riprese forma al riparo di un autobus parcheggiato e attese Xhex e Qhuinn. Xhex fu la prima ad
arrivare. Stava davvero molto meglio; il secondo tentativo di rifocillarsi era andato a buon fine e ora
aveva un bel colorito sano. Aveva ancora addosso i pantaloni da chirurgo che le aveva prestato la
dottoressa Jane, ma sopra si era infilata una delle felpe nere con cappuccio di John, e una delle sue
giacche a vento leggere.
Gli piaceva da morire com'era vestita. Gli piaceva che avesse addosso i suoi vestiti. E che le andassero
grandi.
E che avesse un aspetto molto femminile.
Non che i suoi calzoni di pelle, le canotte attillate e i modi da "se non righi diritto ti stacco le palle"
non lo mandassero su di giri. Anche quelli erano un afrodisiaco eccezionale. Solo che... per qualche
motivo l'aspetto che aveva adesso sembrava pi privato, pi intimo. Forse perch era sicurissimo che
Xhex non si faceva vedere cos molto spesso.
Perch siamo qui? chiese lei, guardandosi intorno. Non aveva un tono deluso o seccato, grazie a
Dio. Era solo curiosa.
Qhuinn riprese forma a una decina di metri di distanza e incroci le braccia sul petto, come se
temesse di poter fracassare qualcosa. Era di cattivo umore. Pessimo, anzi. Non era riuscito a
spiccicare due parole civili nell'atrio, quando John gli aveva comunicato i luoghi in cui sarebbero
andati e in che ordine li avrebbero visitati, e la causa di tanto malumore non era chiara.
Oddio... almeno finch non era sopraggiunto Blay tutto in tiro nel suo completo gessato grigio.
Senza degnare di uno sguardo Qhuinn, si era fermato solo per salutare John e Xhex, prima di uscire
nella notte.
Profumava di acqua di colonia.
Stava andando a un appuntamento, chiaramente. Ma con chi?
Con un sibilo e un rombo, un autobus usc faticosamente dal parcheggio e il naso di John minacci
uno starnuto per i fumi di scappamento al diesel.
Andiamo, sillab rivolto a Xhex, spostando lo zaino sull'altra spalla e tirandola avanti.
Insieme, attraversarono il selciato umido verso le luci fluorescenti dell'autostazione. Si gelava, ma
John teneva aperto il giubbotto di pelle, nel caso dovesse afferrare i pugnali o la pistola, e anche Xhex
era armata.
I lesser potevano essere ovunque e gli umani potevano essere idioti.
Le tenne la porta aperta e fu sollevato nel vedere che, a parte il bigliettaio dietro il plexiglas
antiproiettile, c'era solo un vecchio che dormiva seduto su una delle panche di plastica, e una donna
con una valigia.
Questo posto... ti mette tristezza, disse Xhex a voce bassa.
Merda, forse s, pens John. Ma non per quello che aveva vissuto l dentro... pi per quello che sua
madre doveva aver provato mentre, sola e sofferente, affrontava le doglie e il parto.
John lanci un fischio e, quando i tre umani lo guardarono, alz il palmo. Offuscando la loro
coscienza, li fece cadere in una leggera trance, poi si diresse verso la porta di metallo con sopra il
cartello: DONNE.
Piantando la mano sul gelido pannello, s'infil dentro di mezzo passo e si mise in ascolto. Nessun
rumore. Il posto era deserto.
Xhex gli pass davanti, facendo scorrere gli occhi sulle pareti di calcestruzzo, i lavandini di acciaio
inox e i tre gabinetti. C'era odore di candeggina e pietra umida e gli specchi non erano di vetro, ma
lastre di metallo lucidate. Tutto era fissato con dei bulloni, dal gocciolante dispenser del sapone
liquido al cartello VIETATO FUMARE al cestino dei rifiuti.
Xhex si ferm davanti al gabinetto per disabili, gli occhi penetranti, lo sguardo acuto. Apr la porta a
vento con una leggera spinta e si ritrasse, confusa.
Qui... Indic il pavimento nell'angolo. Qui  dove sei... dove sei venuto al mondo.
Quando si volt a guardarlo, John si strinse nelle spalle. Non sapeva esattamente in quale dei
gabinetti era successo, ma sembrava ragionevole: se stavi per mettere al mondo un bambino, era
naturale scegliere quello pi spazioso.
Xhex lo fissava come se lo stesse trapassando con lo sguardo e John si volt brevemente per
controllare se era entrato qualcuno. No. C'erano soltanto loro due, insieme, nel bagno delle donne.
Cosa c'? sillab, lasciando chiudere la porta del gabinetto.
Chi ti ha trovato? Lui fece il gesto di lavare il pavimento. Un inserviente, mormor lei.
John annu; si vergognava di quel posto, della propria storia.
Non devi, disse lei, avvicinandosi. Io sono l'ultima a poterti giudicare, credimi. La mia nascita
non  avvenuta in circostanze migliori della tua. Anzi, si potrebbe dire che erano addirittura
peggiori.
John poteva immaginarlo, essendo lei una symphath mezzosangue. Le due razze, quella dei
symphath e quella dei vampiri, non si mescolavano quasi mai di buon grado.
E dopo dove sei finito?
Lui la condusse fuori dal bagno e si guard intorno. Qhuinn se ne stava nell'angolo in fondo,
guardando in cagnesco le porte del terminal, quasi sperasse di veder entrare qualcuno che puzzava
di borotalco. Quando si volt verso di lui, John annu; poi liber gli umani dalla trance e ripul la
loro memoria. A quel punto tutti e tre si smaterializzarono.
Quando ripresero di nuovo forma, si trovavano nel cortile dell'orfanotrofio di Nostra Signora, vicino
allo scivolo e alla sabbiera. Un pungente vento marzolino spazzava i terreni di quel santuario
ecclesiastico per gli indesiderati, facendo cigolare le catene delle altalene; i rami spogli degli alberi
non offrivano alcuna protezione. Poco pi avanti, le file di finestre del dormitorio erano buie... e cos
pure tutte quelle della mensa e della cappella.
Umani? chiese Xhex con un filo di voce, mentre Qhuinn li oltrepassava per andare a sedersi su
una delle altalene. Sei stato cresciuto dagli umani? Dio... buono.
John avanz verso l'edificio; forse non era stata una buona idea: Xhex sembrava inorridita...
Tu e io abbiamo in comune molto pi di quanto pensassi.
Lui rimase impietrito; Xhex doveva aver letto la sua espressione... o le sue emozioni: Anch'io sono
stata cresciuta da gente che non mi assomigliava. Anche se, considerato qual  l'altra mia met, forse
 stata una fortuna.
And a piazzarsi di fianco a John e lo guard in faccia. Sei stato pi coraggioso di quanto pensi.
Annu in direzione dell'orfanotrofio. Durante la tua permanenza qui dentro, sei stato pi
coraggioso di quanto pensi.
Lui non era d'accordo, ma si guardava bene dal mettere in discussione la fiducia che lei gli
accordava. Un attimo dopo le tese la mano e, quando Xhex la prese, camminarono insieme verso
l'ingresso posteriore. Scomparvero, e in un attimo furono dentro.
Oh, merda, usavano sempre lo stesso detersivo per pavimenti. Limone acido.
E neanche la disposizione delle stanze era cambiata. Il che significava che l'ufficio del direttore era
ancora in fondo al corridoio, affacciato sul davanti.
John fece strada fino alla vecchia porta di legno, tir gi lo zaino dalla spalla e lo appese alla
maniglia di ottone.
Cosa c' l dentro?
Lui alz la mano, sfregando medio e indice contro il pollice.
Soldi. Trovati quando avete fatto irruzione in...
Lui annu.
Questo  il posto giusto dove lasciarli.
John si volt e guard in fondo al corridoio, dove si trovava il dormitorio. A poco a poco i ricordi
venivano a galla; prima ancora di rendersene conto, i suoi piedi si incamminarono verso il luogo in
cui un tempo aveva dormito: com'era strano essere di nuovo l, ricordare la solitudine, la paura, la
tormentosa sensazione di essere completamente diverso... specie quando era in compagnia dei
maschietti della sua stessa et.
Questo gli aveva sempre reso tutto ancora pi difficile. Vivere gomito a gomito con coloro a cui
avrebbe dovuto essere sostanzialmente identico era la cosa che, pi di ogni altra, lo aveva riempito di
un senso di alienazione.
Xhex segu John lungo il corridoio, tenendosi leggermente alle sue spalle.
Lui camminava senza fare rumore, quasi in punta di piedi, e lei segu il suo esempio: due fantasmi
nel corridoio silenzioso. Mentre avanzavano, not che, malgrado la struttura dell'edificio fosse
vecchia, era tutto immacolato, dal linoleum tirato a lucido alle pareti tinteggiate infinite volte di
beige, alle finestre coi vetri rinforzati da reti metalliche a maglie strette. Non c'era un granello di
polvere, niente ragnatele, niente scalfitture o crepe nell'intonaco.
Tutto ci le dava qualche speranza che le suore e gli amministratori si prendessero cura dei piccoli
ospiti con analoga attenzione al dettaglio.
Giunta insieme a John davanti a una porta a due battenti, percep i sogni dei bambini dall'altra parte,
i fremiti emotivi scaturiti dal loro sonno profondo solleticavano i suoi recettori di symphath.
John infil dentro la testa e, mentre guardava coloro che adesso occupavano i letti dove un tempo
aveva dormito lui, Xhex si scopr di nuovo perplessa.
Nella griglia emotiva di John c'era come... un'ombra. Una struttura parallela ma separata che lei
aveva gi colto in precedenza, ma che adesso appariva in tutta la sua evidenza.
Non aveva mai percepito nulla di simile in nessun altro e non era in grado di spiegarlo... era anche
convinta che John non ne fosse consapevole. Per qualche motivo, tuttavia, quel viaggio nel suo
passato stava mettendo in luce quella faglia nella sua psiche.
Oltre a molte altre cose. Proprio come lei, John era cresciuto sperduto e isolato, accudito da estranei
per dovere, non per vero amore di consanguinei.
Una parte di lei avrebbe dovuto dirgli di interrompere quell'itinerario, perch sentiva quanto lo stava
logorando... e quanta strada ancora avevano da fare. Ma era ammaliata da quello che le stava
mostrando.
E non solo perch, in quanto symphath, si nutriva delle emozioni altrui.
No, voleva saperne di pi sul suo conto.
Mentre John scrutava i bambini addormentati, risucchiato dal suo passato, Xhex si concentr sul suo
profilo forte, illuminato dalla lampada di sicurezza sopra la porta.
Quando gli pos una mano sulla spalla, lui trasal leggermente.
Avrebbe voluto dirgli qualcosa di brillante e gentile, trovare le parole giuste per toccarlo nel
profondo, cos come l'aveva toccata lui portandola l. Ma c'era pi coraggio in quelle sue rivelazioni
di quanto lei ne avesse mai mostrato a chiunque e, in un mondo pieno di crudelt ed egoismo, di
gente capace solo di prendere, lui le spezzava il cuore con ci che le stava donando.
Si era sentito cos solo, l, e gli echi della sua angoscia lo stavano facendo soffrire terribilmente.
Eppure avrebbe tenuto duro perch glielo aveva promesso.
I begli occhi azzurri di John incontrarono i suoi e, quando inclin la testa con fare interrogativo,
Xhex cap che le parole non valgono niente in momenti come quelli.
Premendosi contro il suo corpo muscoloso, gli fece scivolare un braccio dietro la schiena, poi con la
mano libera lo prese per la nuca e lo attir a s.
John esit, poi cedette di buon grado, cingendole la vita e affondandole il viso nel collo.
Xhex lo tenne stretto, infondendogli forza, offrendogli riparo come soltanto lei era capace di fare.
Mentre se ne stavano cos, stretti l'uno contro l'altra, Xhex spinse lo sguardo oltre la sua spalla, fin
dentro lo stanzone, soffermandosi sulle testoline scure sui cuscini.
Nel silenzio, sent passato e presente agitarsi e mescolarsi, ma era un miraggio, un'illusione. Non
c'era modo di consolare il bambino perduto che John era stato un tempo.
Lei per aveva l'adulto.
Ce l'aveva proprio l, tra le braccia, e per un attimo fantastic di non lasciarlo andare mai pi.
Capitolo 37
Seduto nella sua stanza, a casa Rathboone, Gregg Winn avrebbe dovuto stare meglio di come stava.
Grazie alle riprese evocative di quel ritratto tanto espressivo gi in salotto e ad alcuni fotogrammi dei
giardini all'imbrunire, i pezzi grossi, gi a Los Angeles, erano elettrizzati dal video di lancio e
avevano deciso di mandarlo in onda. In pi, il maggiordomo aveva dimostrato la massima
disponibilit, firmando i documenti legali che lo autorizzavano ad avere libero accesso a tutto.
Stan, il cameraman, poteva quasi eseguire una gastroscopia di quella maledetta villa, con tutti gli
angoli in cui poteva ficcare il suo obiettivo.
Gregg, per, non assaporava la vittoria. No, aveva lo stomaco sottosopra per un malessere della serie
"qualcosa non va" e una cefalea tensiva che, dalla base del cranio, si irradiava su fino al lobo frontale.
Il problema era la telecamera nascosta che avevano piazzato in corridoio la notte prima.
Non c'era una spiegazione logica per quello che aveva ripreso.
Buffo che un "cacciatore di fantasmi", trovandosi di fronte a una figura che spariva nel nulla, dovesse
imbottirsi di compresse contro l'emicrania e i bruciori di stomaco. Avrebbe dovuto essere al settimo
cielo, visto che per una volta non doveva costringere il suo cameraman a truccare i filmati.
E Stan? Be', lui prendeva tutto con una scrollata di spalle. Oh, credeva che fosse un fantasma,
garantito... ma la cosa non lo turbava neanche un po'.
D'altronde, potevano legarlo alle rotaie del treno come in quel classico della suspense, I pericoli di
Paolina, e il suo unico pen siero sarebbe stato: perfetto, giusto il tempo di schiacciare un pi solino
prima di farmi una bella canna.
Essere sempre strafatto aveva i suoi vantaggi.
La pendola al piano di sotto batt le dieci; Gregg lasci il portatile e and alla finestra. Cavolo, si
sarebbe sentito molto meglio se non avesse visto quella figura coi capelli lunghi aggirarsi l intorno,
la notte prima.
Al diavolo: sempre meglio che vedere quello stronzo fuori in corridoio che con qualche trucco aveva
messo in piedi un'allucinazione della serie "ora mi vedi, ora non mi vedi pi".
Dal letto alle sue spalle, Holly disse, Speri di vedere il coniglietto pasquale, l fuori?
Lui la guard, pensando che era magnifica appoggiata contro i cuscini, col naso dentro un libro.
Quando lo aveva tirato fuori, Gregg era rimasto stupito nel vedere che era il saggio di Doris Kearns
Goodwin sui Fitzgerald e i Kennedy. Si aspettava che fosse pi una da biografie di gente del cinema,
tipo Tori Spelling.
S, ho un debole per quel bastardello, mormor. E penso che andr gi a vedere se riesco a
fregargli il cestino.
Non tornare con i marshmallow Peeps. Le uova colorate, i coniglietti di cioccolato e l'erba finta...
vanno tutti bene. Ma quei dolcetti a forma di pulcino mi fanno senso.
Dir a Stan di venire qui a tenerti compagnia, okay?
Holly alz gli occhi dalla storia di Camelot. Non mi serve una balia. Specialmente una che, novanta
su cento, si chiuderebbe al cesso a fumarsi uno spinello.
Non mi va di lasciarti qui da sola.
Ma io non sono sola. Holly annu in direzione della telecamera nell'angolo in fondo alla stanza.
Accendi quella.
Gregg si appoggi contro il telaio della finestra. Il modo in cui i capelli di Holly riflettevano la luce
era davvero bello. Certo, il colore era senza dubbio opera di una mano esperta... ma quella sfumatura
di biondo era proprio perfetta per la sua carnagione.
Non sei spaventata, eh? disse, chiedendosi quando esattamente si erano scambiati i ruoli.
Per ieri notte, vuoi dire? Holly sorrise. No. Credo che quell'"ombra" sia Stan che ha fatto uno
scherzo a tutti e due per vendicarsi di averlo fatto girare da una stanza all'altra. Sai quanto odia
spostare i bagagli. E poi,  servito a farmi tornare nel tuo letto, no? Non che tu ti sia dato granch da
fare.
Gregg prese la giacca a vento e le and vicino. L'afferr per il mento guardandola negli occhi. Mi
desideri ancora tanto?
Non ho mai smesso, Holly abbass la voce.  una specie di maledizione.
Una maledizione?
E dai, Gregg. Vedendo che lui la guardava senza capire, Holly alz le braccia, sconsolata. Non dai
affidamento. Sei sposato col tuo lavoro e venderesti l'anima al diavolo pur di fare carriera. Riduci
tutto e tutti quelli che ti circondano a un minimo comune denominatore, il che ti permette di
sfruttarli. E quando non ti servono pi, non ti ricordi neppure come si chiamano.
Ges... quella ragazza era pi intelligente di quanto pensasse. Allora perch vuoi avere a che fare
non me?
A volte... proprio non lo so. Gli occhi di Holly tornarono sul libro, ma non andavano avanti e
indietro, seguendo le righe. Erano fissi sulla pagina. Credo che sia perch ero proprio ingenua,
quando ti ho conosciuto, e tu mi hai dato una possibilit quando nessun altro me l'avrebbe data, e mi
hai insegnato un sacco di cose. E quella cotta iniziale dura ancora adesso.
La fai sembrare una cosa brutta.
Pu esserlo. Speravo di lasciarmela alle spalle, col tempo... ma poi tu fai delle cose tipo prenderti
cura di me ed ecco che ci ricasco di nuovo.
Gregg la fissava, ammirando la perfezione dei lineamenti, la pelle vellutata e il corpo incredibile.
Si sentiva strano e confuso, come se le dovesse delle scuse; and alla telecamera sul treppiede e
l'accese. Hai il cellulare a portata di mano?
Lei infil la mano nella tasca della vestaglia e tir fuori un Black-Berry. Proprio qui.
Chiamami se succede qualcosa di strano, okay?
Holly si accigli. Ti senti bene?
Perch me lo chiedi?
Lei si strinse nelle spalle.  che non ti ho mai visto cos...
Inquieto? Gi, credo che questa casa abbia qualcosa di particolare.
Stavo per dire... connesso, per la verit.  come se mi guardassi davvero per la prima volta.
Ti ho sempre guardata.
Non cos.
Gregg si ferm un attimo sulla porta. Posso farti una domanda un po' bizzarra? Ti... tingi i capelli?
Lei pos una mano sulle onde bionde. No. Non l'ho mai fatto.
Sono proprio cos al naturale?
Dovresti saperlo.
Holly inarc un sopracciglio con aria d'intesa e lui arross. Be', le donne possono tingersi anche gi
in bas... s, insomma, hai capito.
Be', io non lo faccio.
Gregg si accigli. Chi diavolo stava guidando il suo cervello? Sentiva girare nell'etere tutti quei
pensieri strambi, come se qual cun altro trasmettesse dalla sua stazione radio. Salut Holly agi tando
la mano e usc in corridoio. Guard prima a destra e poi a sinistra, ponendosi in ascolto. Niente
passi. Niente scricchiolii.
Nessuno con un lenzuolo sulla testa che girava per casa in stile "Casper il fantasmino".
S'infil la giacca a vento e, con passo deciso, si avvi verso le scale; detestava l'eco dei suoi passi. Gli
sembrava di essere inseguito.
Si lanci un'occhiata alle spalle. Niente, a parte il corridoio deserto.
Gi da basso guard le luci che erano state lasciate accese. Una in biblioteca. Una nell'atrio sul
davanti. Una nel salottino.
Svolt l'angolo e si ferm a esaminare il ritratto di Rathboone. Per qualche motivo non gli sembrava
pi cos romantico e affascinante.
Qualche motivo un corno. Quanto mai aveva chiamato Holly ad ammirarlo. Se non l'avesse fatto,
forse il quadro non avrebbe segnato il suo subconscio fino a ispirarle delle fantasie su quel tizio che
entrava in camera sua e faceva sesso con lei. Dio... quell'espressione sul suo viso mentre raccontava il
sogno. Non la parte spaventosa, ma il sesso, il sesso memorabile. Holly aveva mai avuto
quell'espressione, dopo aver fatto l'amore con lui?
Si era mai soffermato a vedere se l'aveva soddisfatta fino a quel punto?
Soddisfatta almeno un po'?
Apr la porta d'ingresso e usc come se avesse una missione da compiere, quando in realt non
doveva andare da nessuna parte. Be', tranne che lontano da quel computer e da quelle immagini... e
da quella stanza silenziosa, con una donna che forse aveva pi spessore di quanto lui avesse mai
sospettato.
Tipo un fantasma reale, pieno di sostanza.
Dio... com'era tersa l'aria, l fuori.
Si allontan dalla casa e dopo un centinaio di metri si ferm, sul prato ondulato per guardare
indietro. Al primo piano vide la luce accesa in camera sua e si figur Holly accoccolata contro i
cuscini, il libro tra le dita lunghe e sottili.
Riprese a camminare, diretto verso il filare di alberi e il ruscello.
I fantasmi hanno un'anima? si chiese. O sono anime essi stessi?
I dirigenti televisivi hanno un'anima?
Be', quella s che era una bella domanda esistenziale.
Fece il giro della propriet, senza fretta, fermandosi a tirare i filamenti di tillandsia, a toccare la
corteccia delle querce e ad annusare la terra e la foschia.
Stava tornando verso casa, quando all'ultimo piano si accese la luce... e un'ombra alta e scura pass
davanti a una delle finestre.
Gregg allung il passo. Poi si mise a correre.
Volava, quando balz sulla veranda spalancando di slancio il portone e precipitandosi su per le scale.
Se ne fregava altamente dell'avvertimento di non andare all'ultimo piano. E se svegliava qualcuno,
pazienza.
Giunto al primo piano, si rese conto che non aveva idea di quale porta potesse condurlo in solaio.
Percorse in fretta il corridoio; i numeri sugli stipiti indicavano senza ombra di dubbio le stanze
riservate agli ospiti paganti.
A un certo punto arriv davanti al Deposito. Ripostiglio.
Ges, ti ringrazio: USCITA.
Spalanc la porta e infil la scala di servizio salendo i gradini a due a due. Giunto in cima, trov una
porta chiusa a chiave con la luce che filtrava da sotto.
Buss energicamente. Niente.
Chi c' l dentro? grid, strattonando la maniglia. Ehi, rispondete.
Signore! Cosa sta facendo?
Gregg si volt di scatto: in fondo alle scale c'era il maggiordomo... che, malgrado l'ora tarda, era
ancora vestito di tutto punto.
Forse non dormiva in un letto, ma si appendeva dentro un armadio per non stropicciarsi durante la
notte.
Chi c' l dentro? chiese Gregg, indicando col pollice la porta alle sue spalle.
Spiacente, signore, ma il secondo piano  privato.
Perch?
La cosa non la riguarda. Ora, se non le dispiace, devo chiederle di tornare nella sua stanza.
Gregg apr la bocca per protestare, ma poi la richiuse. C'era un modo migliore per risolvere la
questione.
S. Okay. Va bene.
Fece gran mostra di scendere le scale e pass davanti al maggiordomo.
Poi si avvi da bravo verso la sua stanza e s'infil dentro.
Com' andata la passeggiata? chiese Holly, sbadigliando.
E successo qualcosa mentre ero fuori? Tipo, be', vediamo, un tizio morto da un pezzo  entrato qui
dentro a sbatterti?
No. Be', a parte qualcuno che si  messo a correre, qui fuori in corridoio. Chi era?
Boh!, farfugli Gregg, andando a spegnere la telecamera. Non ne ho idea...
Capitolo 38
John riprese forma accanto a un lampione che non doveva avere molte soddisfazioni sul lavoro. La
luce che si raccoglieva sotto il suo collo da giraffa illuminava la facciata di un caseggiato cne avrebbe
fatto pi bella figura al buio pi totale: mattoni e malta non erano, rispettivamente, rossi e bianca,
ma marrone e ancora pi marrone, e le tante finestre rotte o incrinate erano state aggiustate alla
bell'e meglio con coperte da quattro soldi fissate da strisce zigzaganti di nastro isolante. Persino i
bassi gradini che salivano fino all'androne erano tutti bucherellati, neanche fossero stati presi
d'assalto con un martello pneumatico.
Il posto era identico a com'era quando lui ci aveva passato la sua ultima sera, salvo che per una cosa:
il cartello giallo inchiodato al portone d'ingresso in cui veniva dichiarata l'inagibilit dell'edificio.
Da archiviare sotto un bel Ma va?! Bella scoperta. Quando Xhex emerse dalle tenebre e lo raggiunse,
John fece del suo meglio per emanare solo un calmo distacco... ma ogni sforzo fu vano. Il viaggio nel
merdoso paesaggio della sua vita passata era pi arduo del previsto. Ma, come in un giro al luna-
park, una volta che la giostra era in movimento non potevi pi fermarla.
Chi poteva immaginare che la sua esistenza avrebbe dovuto essere accompagnata da un divieto per
le donne incinta e gli epilettici.
Gi, impossibile fermarsi; Xhex avrebbe capito subito che aveva interrotto il percorso senza
concluderlo. Sembrava sapere sempre quello che lui provava... compreso, quindi, anche il senso di
fallimento che lo avrebbe pervaso se si tirava indietro prima del tempo.
Sei finito a vivere qui? sussurr lei.
Annuendo, John la condusse dietro l'angolo, nel vicolo di fianco al palazzo. Giunto davanti all'uscita
di sicurezza si ferm: chiss se la chiusura era ancora rotta...
La maniglia cedette subito e loro entrarono.
La moquette dell'atrio assomigliava pi che altro al pavimento in terra di certi capanni, compattata
com'era da macchie che erano penetrate fin dentro alle fibre per poi indurirsi. Il corridoio era
disseminato di bottiglie di whisky vuote, carte di snack accartocciate e mozziconi di sigaretta e l'aria
puzzava come l'ascella di un barbone.
Dio... neanche una cisterna di Febreze poteva intaccare quell'incubo olfattivo.
Appena Qhuinn entr dall'uscita di emergenza, John svolt a sinistra verso la scala e inizi un'ascesa
che gli fece venir voglia di mettersi a urlare. Man mano che salivano, i topi zampettavano via
squittendo e il fetore da casa popolare diventava ancora pi forte e pungente, quasi fermentasse ad
alta quota.
Al primo piano, John fece strada lungo il corridoio, fermandosi davanti a una grossa chiazza sul
muro. Ges Cristo... quella macchia di vino era ancora l... ma perch cavolo si stupiva? Credeva
forse che qualche impresa di pulizie si presentasse l a candeggiare tutto quanto?
Una porta pi in l, arriv davanti a quello che un tempo era stato il suo monolocale e... entr...
Dio, era tutto come l'aveva lasciato.
Nessuno ci aveva pi abitato, dopo di lui. Logico. A poco a poco la gente aveva cominciato ad
andarsene, gi quando lui viveva l... be', almeno quelli che potevano permettersi posti migliori.
Erano rimasti i tossici. E gli appartamenti vuoti erano stati occupati dai senzatetto, che si erano
intrufolati dentro come scarafaggi dalle finestre rotte e dalle porte sfondate al pianterreno. Il culmine
di quel cambiamento demografico era quell'avviso di inagibilit, l'edificio era stato ufficialmente
dichiarato morto, dopo che il cancro del declino aveva gi divorato tutto tranne l'involucro esterno.
Nel vedere Flex, la rivista che aveva abbandonato sul letto vicino alla finestra, la realt sub una sorta
di distorsione e lo trascin indietro nel tempo, malgrado avesse i piedi saldamente piantati nel qui e
ora.
E infatti, quando apr il frigorifero staccato... barattoli di Ensure alla vaniglia.
Gi, perch neanche dei barboni affamati e senza un soldo, abituati a rovistare tra i rifiuti, avrebbero
mangiato quello schifo di integratori alimentari.
Xhex fece il giro dell'appartamento, fermandosi davanti alla finestra da cui lui aveva guardato fuori
per tante notti. Volevi essere diverso da quello che eri.
John annu.
Quanti anni avevi quando ti hanno trovato? quando lui le mostr due volte due dita lei spalanc
gli occhi. Ventidue? E non avevi idea di essere...
John scosse la testa e and a prendere la rivista. Sfogliandola, si rese conto di essere diventato quello
che aveva sempre sognato: un cazzutissimo marcantonio che non aveva paura di menare le mani.
Chi l'avrebbe mai detto. Prima della transizione era un mingherlino pelle e ossa, in balia di tutta una
serie di...
Ributt la rivista sul letto, scacciando bruscamente quei pensieri. Era pronto a mostrarle quasi tutto,
ma quello no. Quella parte no... mai.
Non l'avrebbe portata nel primo palazzo in cui aveva vissuto da solo; Xhex non avrebbe scoperto
perch se n'era andato via di l per venire a quell'indirizzo.
Chi ti ha fatto entrare nel nostro mondo?
Tohrment, sillab lui.
Quanti anni avevi quando hai lasciato l'orfanotrofio? John alz un dito e poi sei. Sedici? E sei
venuto subito qui? Direttamente da Nostra Signora?
John annu e and ai pensili sopra il lavandino. Aprendone uno, vide l'unica cosa che si era aspettato
di trovare. Il suo nome. E la data.
Si fece da parte per farle vedere quello che aveva scritto. Ricord il momento in cui l'aveva fatto, in
fretta, di corsa. Tohr lo aspettava gi di sotto e lui era tornato su di volata a recuperare la bicicletta.
Aveva scribacchiato nome e data come una testimonianza di... non sapeva neanche lui cosa.
Non avevi nessuno, mormor Xhex, guardando l'armadietto. Anch'io ero cos. Mia madre 
morta di parto e io sono stata cresciuta da una famiglia di persone assolutamente perbene... con cui
sapevo di non avere niente in comune. Le ho lasciate presto e non sono mai pi tornata indietro,
perch quello non era il mio posto... e qualcosa dentro di me gridava che era meglio per loro se me
ne andavo. Non avevo idea di essere per met symphath e che fuori nel mondo non c'era niente, per
me... ma dovevo andarmene. Per fortuna ho incontrato Rehvenge e lui mi ha mostrato quello che
ero.
Lo guard da sopra la spalla. Le occasioni mancate per un pelo nella vita... dio, sono tremende, eh?
Se Tohr non ti avesse trovato...
Sarebbe morto nel bel mezzo della transizione perch non avrebbe avuto il sangue che gli serviva per
sopravvivere.
Per qualche motivo, non voleva pensarci. E neanche al fatto che lui e Xhex avevano in comune tanta
solitudine e tanto senso di smarrimento.
Dai, vieni, sillab. Andiamo alla prossima fermata.
In mezzo ai campi di granturco, Lash guidava lungo la stradina sterrata diretto alla fattoria. Aveva
attivato la sua copertura psichica per impedire all'Omega e al suo nuovo gigol di beccarlo, e girava
con un berretto da baseball, un impermeabile col colletto alzato e un paio di guanti.
Si sentiva come l'Uomo Invisibile.
'Fanculo, magari fosse stato davvero invisibile. Detestava guardarsi. Aveva aspettato due ore buone
per vedere cos'altro si sarebbe staccato dal suo corpo in quella discesa tra i morti viventi; ormai
sembrava essersi stabilizzato, ma non era certo di provare sollievo.
A quel punto era solo mezzo sciolto: i muscoli erano ancora attaccati alle ossa.
A un mezzo chilometro dalla meta, parcheggi la Mercedes in mezzo a un gruppetto di pini e scese.
Dovendo utilizzare tutti i suoi poteri per mascherarsi, non gliene restavano pi per smaterializzarsi.
Cos dovette farsi una lunga scarpinata fino a quel cesso di fattoria, imbestialito per tutta la faticaccia
che gli toccava fare soltanto per muoversi.
Ma quando giunse alla casupola rivestita di legno, si sent pervadere da un'ondata di energia. Sul
vialetto d'ingresso c'erano tre macchine... e lui le riconobbe tutte. Quei catorci degni di Willy Loman
- il commesso viaggiatore di letteraria memoria - erano di propriet della Lessening Society.
E, sorpresa, il posto era in gran fermento. Dentro c'erano almeno una ventina di tizi che si stavano
dando alla pazza gioia: dalle finestre vide i barili di birra e le bottiglie di alcolici e, tutt'intorno, quegli
stronzi che si accendevano pipe ad acqua per fumare l'hashish e sniffavano dio solo sapeva cosa.
Dov'era il bastardello?
Ah... tempismo perfetto. Stava arrivando una quarta macchina, e non era come le altre tre. La vistosa
verniciatura tipica delle auto per le corse clandestine doveva essere costata cara quanto il motore
truccato dentro il cofano, e la luce al neon sul telaio la faceva assomigliare a un aereo in fase di
atterraggio. Il ragazzino scese dal posto di guida e, caspita, era tutto in tiro anche lui: si era comprato
dei jeans nuovi di zecca e un giubbotto di pelle Affliction che era uno sballo, e adesso si accendeva le
sigarette con un accendino d'oro.
Be', quella era la prova del nove.
Se il ragazzino entrava e si metteva a fare baldoria e basta, Lash si era sbagliato sulla sua
intelligenza... e l'Omega si era trovato solo uno con cui andare a letto. Ma se aveva ragione, e quel
figlio di puttana era sveglio come pensava, allora la festa si sarebbe fatta interessante.
Stringendosi i baveri dell'impermeabile intorno alla carne viva a cui adesso era ridotto il suo collo,
Lash cerc di mettere a tacere la gelosia. Prima c'era lui al posto d'onore del ragazzino. Si era goduto
quella posizione privilegiata, gasandosi per quant'era speciale, convinto che la pacchia durasse per
sempre. Amen. Se l'Omega era pronto a prendere a calci il sangue del suo sangue, quell'ex pezzo di
merda umano non sarebbe durato a lungo.
Quando uno degli ubriaconi guard fuori dalla finestra nella sua direzione, Lash cap che stava
rischiando troppo a stare cos vicino, ma non gliene fregava un accidente. Non aveva niente da
perdere e non aveva nessuna voglia di passare il resto dei suoi giorni come un quarto di manzo
animato.
Essere orrendo, debole e sanguinolento non era per niente sexy.
Battendo i denti per il vento gelido, si scald con il ricordo di Xhex. Per certi versi non riusciva a
credere che fossero passati solo pochi giorni dal periodo trascorso con lei. Gli sembravano passati
secoli dall'ultima volta che l'aveva tenuta sotto di s. Scoprire quella prima lesione al polso era stato
l'inizio della fine, cazzo... solo che all'epoca non lo sapeva.
 solo un graffietto, aveva pensato.
S, come no.
Alzando la mano per tirarsi indietro i capelli, colp la visiera del cappellino da baseball e si ricord
che ormai non aveva pi niente da sistemare. Lass in cima gli era rimasta solo la calotta cranica.
Se avesse avuto pi energie si sarebbe messo a inveire contro l'ingiustizia e la crudelt del suo destino
di putrefazione. La vita non doveva andare cos. Lui non avrebbe dovuto guardarla dall'esterno come
uno spettatore che sbircia dalla finestra. Era sempre stato il centro dell'attenzione, lui, il motore di
tutto, quello speciale.
Per qualche stupido motivo pens a John Matthew. Quando quel coglione era entrato nel
programma di addestramento per soldati era un mingherlino in fase di pre-transizione, con solo un
nome da fratello e una cicatrice a forma di stella sul petto. Era il bersaglio perfetto da ostracizzare e
Lash ci aveva preso gusto a tormentarlo senza piet.
Cavolo, all'epoca non sapeva cosa volesse dire essere diverso, isolato, escluso. Ti faceva sentire una
merda che non vale niente. Guardavi gli altri, quelli a cui andava tutto bene, e avresti dato qualunque
cosa per essere uno di loro.
Meno male che allora non ne aveva la pi pallida idea, altrimenti forse ci avrebbe pensato due volte
prima di rompere le palle a quel cazzone.
In quel momento, appoggiato contro la ruvida, fredda corteccia di una quercia a spiare dalle finestre
della fattoria un altro golden boy cui era toccata la vita che avrebbe dovuto vivere lui, Lash cominci
a rivedere i suoi piani.
Avrebbe annientato quello stronzetto, fosse l'ultima cosa che faceva.
Era ancora pi importante di Xhex.
Non perch quel bastardo aveva osato condannarlo a morte, ma perch sentiva il bisogno di
mandare un messaggio a suo padre. In fondo lui era la classica mela marcia - non poteva esserci
metafora pi giusta, visto che stava marcendo nel vero senso della parola - e il frutto, come si sa, non
cade mai lontano dall'albero... e la vendetta  dolce.
Capitolo 39
Questa  la vecchia casa di Bella, disse Xhex, dopo aver ripreso forma in un prato di fianco a John
Matthew.
Lui annu e lei volse lo sguardo su quello scenario agreste. Al chiaro di luna, la fattoria bianca con la
veranda che girava tutto intorno alla casa e i comignoli rossi, era il soggetto perfetto per un quadro;
peccato che fosse rimasta vuota, con solo le luci di sicurezza esterne accese.
Il fatto che sul vialetto di ghiaia del fabbricato annesso fosse parcheggiato un pickup Ford F-150 e
che dalle finestre filtrasse una luce soffusa rendeva ancora pi acuto il senso di abbandono.
E stata Bella la prima a trovarti?
John fece un gesto ambiguo con la mano, indicando un'altra casetta lungo la stradina. Cominci a
usare la lingua dei segni, poi si ferm; il suo senso di frustrazione per la barriera comunicativa era
evidente.
Qualcuno in quella casa... lo conoscevi e ti ha messo in contatto con Bella?
Lui annu, infil la mano nel giubbotto e tir fuori quello che sembrava un braccialetto fatto a mano.
Xhex lo prese e vide i simboli nell'Antico Idioma incisi nel cuoio.
Tehrror. Quando John si tocc il petto lei disse, E il tuo nome? Ma come facevi a saperlo?
John si tocc la testa e poi si strinse nelle spalle.
Te lo sei ritrovato in testa. Xhex si concentr sulla casa pi piccola. C'era una specie di piscina, sul
retro, e lei avvert che l i ricordi di John erano pi vividi, perch ogni volta che guardava oltre quella
terrazza la sua griglia emotiva si infiammava, diventava un quadro di comando con un mucchio di
circuiti accesi.
All'inizio era andato l per proteggere qualcuno. Non per Bella.
Mary, pens. La shellan di Rhage, Mary. Ma come si erano conosciuti?
Strano... quello era un vicolo cieco. John la stava escludendo da quella parte della sua vita.
Bella si  messa in contatto con la confraternita e Tohrment  venuto a cercarti.
Quando John annu di nuovo, gli restitu il braccialetto e, mentre lui toccava i simboli che vi erano
incisi, Xhex si meravigli della relativit del tempo. Era passata appena un'ora da quando avevano
lasciato la grande casa della confraternita, ma le sembrava che avessero trascorso insieme un anno
intero.
Dio, le aveva dato pi di quanto si sarebbe mai aspettata... e adesso sapeva esattamente perch era
stato tanto disponibile quando lei aveva sclerato, in sala operatoria.
Ne aveva passate di tutti i colori: pi che vivere la prima parte della sua vita, vi si era trascinato a
fatica.
La domanda era: come aveva fatto a perdersi nel mondo degli umani? Dov'erano i suoi genitori? Il re
era stato il suo whard, prima della transizione... cos dicevano i suoi documenti la prima volta che lo
aveva incontrato, allo ZeroSum. Aveva supposto che sua madre fosse morta, e la visita alla stazione
degli autobus non smentiva quell'ipotesi... ma c'erano delle lacune nella storia. Alcune delle quali
deliberate, o almeno questa era la sua impressione, altre, invece, John stesso sembrava incapace di
colmarle.
Accigliandosi, sent che suo padre gli era ancora molto vicino, eppure John non l'aveva mai
conosciuto, a quanto pareva.
C' un ultimo posto in cui vuoi portarmi? mormor.
Dopo un'ultima occhiata intorno, John spar e lei lo segu, grazie a tutto il sangue che aveva
succhiato da lui e che adesso era dentro il suo organismo.
Quando ripresero forma davanti a una favolosa casa moderna, John venne sopraffatto dalla tristezza,
al punto che la sua sovrastruttura emotiva cominci letteralmente a crollare su se stessa. Con un
supremo sforzo di volont, tuttavia, riusc a bloccare in tempo la disintegrazione, prima che fosse
troppo tardi.
Una volta che la tua griglia collassava, eri spacciato. Finivi in balia dei tuoi demoni interiori.
Il che la fece pensare a Muhrder. Il giorno in cui lui aveva appreso la verit su di lei, Xhex ricordava
perfettamente come le era apparsa la sua struttura emotiva: le travi di acciaio che erano la base della
salute mentale erano ridotte a un caos indistinto.
Lei era stata l'unica a non sorprendersi quando era impazzito, sparendo per sempre.
Rivolgendole un cenno del capo, John and alla porta d'ingresso, infil una chiave nella toppa e fece
strada all'interno. Vennero accolti da una corrente d'aria che port con s odore di poi-vere e
umidit, a indicare che quella era un'altra casa vuota. Ma, a differenza del caseggiato dove John
abitava prima, l dentro non c'era niente di marcio.
Quando John accese la luce nell'ingresso, Xhex trattenne un'esclamazione. Sul muro, a sinistra della
porta, c'era un rotolo di pergamena in cui si dichiarava nell'Antico Idioma che quella era la casa del
fratello Tohrment e della sua legittima shellan, Wellsie.
Ecco spiegato perch stare l lo addolorava tanto. L'hellren di Wellesandra non era l'unico ad aver
salvato il giovane John dalle case popolari.
Anche la sua compagna era stata importante per John. Tantissimo.
John infil il corridoio e, lungo la strada, accese altre luci, le sue emozioni un misto di affetto
agrodolce e dolore straziante. Quando giunsero in una cucina spettacolare, Xhex and al tavolo
collocato in una rientranza.
John si era seduto l, pens, posando le mani sullo schienale di una delle sedie... la prima sera in cui
era stato in quella casa si era seduto l.
Specialit messicane, mormor. Avevi tanta paura di offenderli. Ma poi... Wellesandra...
Come un segugio che fiuta una traccia fresca, Xhex inseguiva ci che sentiva dei ricordi di John.
Wellesandra ti ha servito del riso allo zenzero. E... un budino. Ti sei sentito sazio per la prima volta
in vita tua, non avevi mal di stomaco ed eri... eri cos riconoscente che non sapevi cosa fare.
Guard John; era pallido e aveva gli occhi un po' troppo lucidi; Xhex cap che era tornato nel gracile
corpo di un tempo, seduto a tavola, tutto chiuso in se stesso... commosso per la prima gentilezza mai
ricevuta in vita sua.
Il rumore di un passo, fuori in corridoio, le fece alzare la testa; si rese conto che Qhuinn era ancora l
con loro, gironzolava per casa, il suo malumore un'ombra tangibile che lo avvolgeva tutto.
Be', ora non doveva pi seguirli passo passo. Erano arrivati alla fine della strada, l'ultimo capitolo
della storia di John, che pi o meno l'aggiornava fino al presente. E questo, purtroppo, significava
anche che dovevano tornare al quartier generale della confraternita... dove di sicuro John l'avrebbe
fatta mangiare ancora un po', tentando anche di convincerla a bere di nuovo il suo sangue.
Lei non voleva tornare laggi, per, non ancora. Nella sua mente aveva deciso di prendersi una
serata di libert, quindi quelle erano le sue ultime ore prima di imboccare la via della vendetta... e
perdere quel dolce rapporto con John, quella profonda comprensione reciproca.
Perch non voleva farsi illusioni: il forte legame che li univa era comunque fragilissimo, questa era la
triste realt, e si sarebbe spezzato non appena il presente fosse tornato in primo piano rispetto al
passato, non c'era il minimo dubbio.
Qhuinn, ci lasci da soli, per favore?
Lo sguardo bicolore della guardia del corpo si spost su John, e i due si scambiarono una serie di
gesti con le mani.
Fantastico, esclam sarcastico Qhuinn, prima di girare sui tacchi e uscire a passo di carica.
La porta che sbatteva riecheggi per tutta la casa; quando fu tornato il silenzio, Xhex guard fisso
John. Dove dormivi?
John indic un corridoio; insieme oltrepassarono numerose stanze con arredi moderni e pezzi di
arte antica, una combinazione che faceva assomigliare la villa a un museo d'arte abitabile. Xhex
curios un pochino, infilando la testa dentro salottini e camere da letto.
La camera di John era proprio in fondo. Appena entrata, Xhex immagin lo shock culturale che
doveva aver subito. Dallo squallore allo splendore, tutto in un semplice cambio di codice postale: a
differenza dello squallido monolocale, quello era un rifugio blu marino con splendidi mobili
moderni, un bagno di marmo e una moquette folta come il taglio a spazzola di un marine.
E, con in pi, una vetrata scorrevole affacciata su un terrazzo privato.
John and ad aprire l'armadio e, al di sopra del suo braccio forte e muscoloso, Xhex guard i vestiti
appesi alle grucce di legno. La taglia era quella di un ragazzino.
Con le spalle contratte e una mano stretta a pugno, John si sofferm a guardare camicie, felpe e
pantaloni. Era dispiaciuto per qualcosa che aveva fatto o per il modo in cui si era comportato, e non
c'entrava niente con lei...
Tohr. C'entrava Tohr.
Gli spiaceva il modo in cui erano andate le cose tra loro ultimamente.
Parlagli, disse piano lei. Digli quello che provi. Vi sentirete meglio tutti e due.
John annu e lei sent crescere la sua determinazione.
Dio, non avrebbe saputo spiegare come accadde... be', la dinamica in realt era molto semplice, ma la
cosa sorprendente fu che ancora una volta si ritrov ad abbracciarlo. Gli cinse la vita da dietro e,
posando la guancia in mezzo alle sue scapole, fu felice di sentire le mani di lui sulle sue.
John comunicava in talmente tanti modi diversi. E a volte toccarsi  meglio che parlare per
esprimere quello che abbiamo dentro.
Nel silenzio della stanza, Xhex lo tir indietro, verso il letto, c insieme si sedettero.
Cosa c'?, sillab lui, vedendo che Xhex lo fissava senza parlare.
Sei sicuro di volerlo sapere? Quando lui annu, lei lo guard dritto negli occhi. So che hai
tralasciato qualcosa. Lo sento. C' un buco, tra l'orfanotrofio e quel caseggiato popolare.
John non batt ciglio, non ci fu un solo fremito dei suoi muscoli facciali. Ma i tic di uno bravo a
nascondere le proprie reazioni come un giocatore di poker sono irrilevanti. Lei sapeva quello che
sapeva su di lui.
Okay, non far domande. E non insister.
Il leggero rossore di John era qualcosa che si sarebbe ricordata a lungo, dopo la sua partenza... e il
pensiero di lasciarlo fu ci che la spinse a sfiorargli le labbra con la punta delle dita. Quando lui
trasal per la sorpresa, Xhex si focalizz sulla sua bocca.
Voglio darti qualcosa di mio, disse con voce bassa, profonda. Non per pareggiare i conti. Solo
perch mi va di farlo.
Sarebbe stato fantastico portarlo nei suoi luoghi, accompagnandolo attraverso la sua vita, ma
conoscere meglio il suo passato gli avrebbe solo reso pi difficile accettare la sua missione suicida:
quali che fossero i suoi sentimenti per John, lei avrebbe dato la caccia al suo rapitore e non si faceva
illusioni sulle sue probabilit di sopravvivere a quella resa dei conti.
Lash conosceva dei trucchi.
Trucchi malvagi con cui faceva cose malvagie.
Ricordi di quel bastardo le affollarono la mente, ricordi orribili che le fecero tremare le gambe,
ricordi spaventosi che, ciononostante, servirono a spingerla verso qualcosa per cui forse non era
davvero pronta. Ma non poteva finire nella tomba avendo Lash come ultimo amante.
Non quando aveva davanti l'unico maschio che avesse mai amato.
Voglio fare l'amore con te, disse con voce roca.
Gli occhi azzurri di John la scrutarono in volto, scioccati, quasi stesse cercando indizi di un possibile
fraintendimento. Poi per un desiderio selvaggio, incontrollabile, travolse le sue emozioni,
spazzando via tutto tranne il virile bisogno di accoppiarsi.
A onor del vero, John fece del suo meglio per reprimere l'istinto, aggrappandosi a una qualche
parvenza di razionalit. Risultato? Fu lei a porre fine alla battaglia tra ragione e sentimento...
posando la bocca sulla sua.
Oh... Dio com'erano morbide le sue labbra.
A dispetto del tumulto che sentiva ribollire nel sangue, John riusc a dominarsi. Anche quando gli
fece scivolare la lingua in bocca. E quella compostezza le facilit le cose, mentre la sua mente saltava
avanti e indietro tra quello che stava facendo adesso...
E quello che Lash le aveva fatto solo pochi giorni prima.
Per non perdere la concentrazione cerc il suo petto, facendo
scorrere i palmi sui poderosi muscoli sopra il cuore. Spingendolo all'indietro sul materasso, inspir a
fondo e sent l'odore del desiderio che provava per lei. Un penetrante aroma di spezie che era
soltanto suo, e che non poteva essere pi lontano dal fetore ammorbante di un lesser.
Cosa che l'aiut a separare l'esperienza presente da quelle del recente passato.
Il bacio cominci come un'esplorazione, ma non per molto. John si fece pi vicino, strusciando il
corpo enorme contro il suo, sollevando la gamba fino a schiacciare quella di lei sotto il suo peso. Al
tempo stesso la cinse tra le braccia, stringendola a s.
Si muoveva adagio, come lei.
E tutto and bene finch non sent la sua mano sul seno.
Quel contatto la mand in confusione, strappandola a quella stanza e a quel letto, trascinandola via,
lontano da John e da quel momento di intimit con lui per catapultarla di nuovo all'inferno.
Lottando contro quella defezione mentale, tent di restare connessa al presente, a John. Ma nel
sentire il suo pollice che le accarezzava il capezzolo, dovette imporsi di restare immobile. A Lash
piaceva tenerla gi, graffiandola e palpandola prima di arrivare all'inevitabile, perch, per quanto
godesse al momento dell'orgasmo, godeva ancora di pi durante i preliminari, quando si divertiva a
fotterle il cervello.
Mossa psico-astuta da parte sua. Lei avrebbe infinitamente preferito farsi fottere e basta...
John spinse l'erezione contro il suo fianco.
Snap.
Giunto al limite, il suo autocontrollo si spezz in due, come un elastico: il suo corpo si ritrasse di
scatto da quel contatto fisico, rompendo la comunione con John, rompendo l'incantesimo.
Xhex balz gi dal letto; avvertiva l'orrore di John, ma era troppo scossa dalla paura per riuscire a
dare spiegazioni. Si mise a camminare su e gi per la stanza nel disperato tentativo di restare
ancorata alla realt, ansimando non per la passione, ma per il panico.
Be', se non era sfiga quella...
Maledetto Lash... moriva dalla voglia di ammazzarlo, per questo. Non per quello che stava passando
lei, ma per la posizione in cui aveva messo John.
Scusa, gemette. Non avrei dovuto cominciare. Mi dispiace tantissimo.
Quando se la sent, si ferm davanti al cassettone e guard nello specchio appeso al muro. Mentre lei
camminava frenetica, John si era alzato spostandosi davanti alla vetrata scorrevole, le braccia
incrociate sul petto, la mascella contratta, lo sguardo fisso fuori, nella notte.
John... non  per te. Te lo giuro.
Lui scosse la testa senza guardarla.
Xhex si stropicci la faccia; il silenzio e la tensione tra loro amplificava il suo impulso di scappare.
No, non ce la faceva ad affrontare tutto questo: quello che provava, quello che aveva fatto a John e
tutte le porcherie con Lash.
Punt gli occhi sulla porta, i muscoli in tensione per il desiderio di uscire. Un copione che conosceva
a memoria. Per tutta la vita si era sempre affidata al suo talento di sfuggire alle cose andandosene,
sparendo senza lasciare traccia, senza una spiegazione, senza lasciarsi dietro nulla.
Era l'ideale per un'assassina.
John...
Lui volt la testa; il suo sguardo riflesso nello specchio ardeva di rimpianto.
Aspettava che lei parlasse. Lei avrebbe dovuto dire che era meglio se se ne andava, avrebbe dovuto
buttare l un'altra scusa pietosa e poi smaterializzarsi fuori da quella stanza... fuori dalla sua vita.
Invece riusc a dire solo il suo nome.
Lui si volt per fronteggiarla sillabando, Scusa. Vai. Non c' problema. Vai.
Lei per non riusciva a muoversi. Poi schiuse la bocca. Quando si rese conto di quello che le
premeva in fondo alla gola, non riusc a credere che stava per dargli voce. Quella rivelazione andava
contro tutto ci che sapeva di se stessa.
Stava davvero per farlo, per l'amor dei cielo? John... io... io sono...
Devi lo sguardo, concentrandosi sul proprio riflesso. Le guance scavate e il pallore cadaverico erano
dovuti a molto pi che semplice mancanza di sonno e nutrimento.
Lash non era impotente, okay? Non era... impotente... sbott, in un improvviso impeto di rabbia.
La temperatura nella stanza precipit cos in fretta e cos tanto da condensarle il fiato in tante
nuvolette.
Ci che vide allo specchio la spinse a voltarsi di scatto, arretrando di un passo da John: i suoi occhi
azzurri brillavano di una luce scellerata, il labbro superiore si incresp, scoprendo due zanne lunghe
e affilate come pugnali.
Tutt'intorno, nella stanza, gli oggetti cominciarono a vibrare: le lampade sui comodini, i vestiti sulle
grucce, lo specchio alla parete. In un crescendo, quel tintinnio collettivo si trasform in un rombo
sordo e Xhex dovette aggrapparsi al com per non correre il rischio di cadere per terra.
L'aria era viva. Sovraccarica. Elettrica.
Pericolosa.
E John era l'epicentro di quell'energia violenta, furibonda, i pugni serrati talmente forte da far
fremere gli avambracci, le cosce contratte, mentre si piegava leggermente sulle ginocchia in posa da
combattimento.
Fece scattare la testa in avanti sulla spina dorsale, spalanc la bocca... e lanci un grido di guerra...
Il suono esplose tutto intorno a lei, talmente forte che dovette tapparsi le orecchie, talmente potente
che ne sent l'impatto in pieno volto.
Per un attimo credette che John avesse ritrovato la voce... ma quell'urlo roboante non era il prodotto
delle sue corde vocali.
Alle spalle di John la vetrata esplose, frantumandosi in migliaia di schegge che si dispersero
all'esterno; i frammenti rimbalzarono sulle lastre di ardesia, riflettendo la luce come gocce di
pioggia...
O come lacrime.
Capitolo 40
Blay non aveva idea di cosa gli avesse appena allungato Saxton. S, be', era un sigaro e, s, era caro,
ma non aveva ben capito come si chiamava.
Credo che ti piacer, disse Saxton, appoggiandosi all'indietro nella poltrona di cuoio e
accendendosi il suo sigaro lungo e sottile. Sono dolci. Scuri, ma dolci.
Blay fece scattare l'accendisigari Montblanc e si sporse in avanti per dare un tiro. Aspirando il fumo,
sent su di s lo sguardo intenso di Saxton.
Di nuovo.
Ancora non riusciva ad abituarsi a quell'attenzione, quindi lasci vagare lo sguardo per il locale:
soffitto a volta verde scuro, pareti di un nero lucido, spar e poltrone di cuoio color sangue di bue.
Una marea di umani col portacenere accanto al gomito.
In breve: nessuna distrazione anche solo lontanamente paragonabile a Saxton, ai suoi occhi, alla sua
voce, alla sua colonia o...
Allora dimmi, disse Saxton, soffiando nell'aria una nuvola azzurrina perfetta che per un attimo gli
ecliss il volto, Ti sei messo il gessato prima o dopo che ho chiamato?
Prima.
Sapevo che hai stile.
Davvero?
S. Saxton lo guard al di sopra del tavolino di mogano che li separava. Altrimenti non ti avrei
invitato fuori a cena.
La cena che avevano consumato da Sai era stata... molto gradevole, in effetti. Avevano mangiato in
cucina, a un tavolo riservato; iAm aveva preparato un menu speciale a base di antipasto e
pastasciutta, con cappuccino e tiramis per dessert. Avevano bevuto vino bianco con la prima
portata e rosso con la seconda.
Gli argomenti di conversazione erano stati neutri, ma interessanti... e comunque trascurabili. Il vero
motore di ogni parola, occhiata e movimento del corpo correva sul filo del "lo faranno oppure no"?
Dunque... quello era un appuntamento, pens Blay. Un negoziato sottotraccia, camuffato da amabile
conversazione sulle letture preferite e sui gusti musicali.
Non c'era da stupirsi che Qhuinn puntasse dritto al sesso e basta. Non avrebbe avuto la pazienza per
quel genere di sottigliezze. In pi, non gli piaceva leggere e la musica che si pompava nelle orecchie
era metalcore, un misto tra heavy metal e hardcore punk che solo i sordi o gli squilibrati potevano
sopportare.
Un cameriere vestito di nero si avvicin. Posso portarvi qualcosa da bere?
Saxton fece rotolare il sigaro tra pollice e indice. Due bicchieri di porto. Croft Vintage 1945, per
favore.
Ottima scelta.
Saxton riport gli occhi su Blay. Lo so.
Blay si volt verso la finestra davanti a cui erano seduti, chiedendosi se avrebbe mai smesso di
arrossire in sua presenza. Piove. Gi.
Dio, quella voce. Le parole di Saxton erano dolci e deliziose quanto il sigaro.
Blay spost le gambe, accavallandole.
Si scervell in cerca di qualcosa da dire per rompere il silenzio, ma la cosa pi ispirata che gli venne
in mente fu qualche banalissimo commento sul tempo. La fine della serata cominciava a profilarsi
all'orizzonte e, se aveva appreso che sia lui che Saxton piangevano la perdita di Dominick Dunne ed
erano fan di Miles Davis, non sapeva ancora cosa fare al momento dei saluti.
Sarebbe stata una cosa del tipo Dobbiamo rifarlo un'altra volta, chiamami? oppure l'infinitamente
pi complicato, insidioso e piacevole, S, in effetti, credo che verr a vedere la tua collezione di
farfalle.
Cosa a cui la sua coscienza imponeva di aggiungere: Anche se noti l'ho mai fatto con un maschio, e
sebbene chiunque potr essere solo un misero rimpiazzo di Qhuinn.
Quand' stata l'ultima volta che sei uscito con qualcuno, Blaylock?
Io... Blay diede un lungo tiro al sigaro.  passato un bel po' di tempo.
Che vita hai fatto? Tutto dovere e niente piacere?
Pi o meno. Okay, l'amore non corrisposto non rientrava esattamente in nessuna delle due
categorie, anche se di sicuro si poteva parlare di niente piacere.
Saxton abbozz un sorriso. Sono stato contento quando mi hai chiamato. E anche un po' sorpreso.
Perch?
Mio cugino ha una certa... possessivit nei tuoi confronti.
Blay volt il sigaro, fissando la punta incandescente. Credo che tu abbia ampiamente sopravvalutato
il suo interesse.
E io credo che questo sia un modo garbato per dirmi di farmi gli affari miei, sbaglio?
Qui non c' proprio nessun affare da farsi. Blay sorrise al cameriere, che pos due bicchieri di
porto sul tavolino rotondo e indietreggi. Fidati.
Sai, Qhuinn  un tipo interessante. Saxton allung la mano con gesto elegante e prese il suo porto.
E uno dei miei cugini preferiti, in realt. Il suo anticonformismo  ammirevole ed  sopravvissuto a
cose che avrebbero distrutto tanti altri meno forti di lui. Non so se innamorarsi di lui sarebbe facile,
per.
Blay non abbocc. E cos, vieni qui spesso?
Saxton rise; i suoi occhi chiari brillarono. Non ti va di parlarne, eh? Si guard intorno, aggrottando
la fronte. A dire il vero, ultimamente non sono uscito molto. Troppo lavoro.
Hai detto di essere un legale esperto di Antica Legge. Dev'essere interessante.
Mi sto specializzando in patrimoni in amministrazione fiduciaria e assi ereditari, quindi il fatto che
gli affari stiano andando a gonfie vele  motivo di rammarico. Il Fado si  riempito di troppi
innocenti, dall'estate scorsa...
Al tavolo accanto, un gruppo di ciccioni in completo di seta e orologio d'oro si sganasciavano dalle
risate, da quegli ubriaconi smargiassi che erano... al punto che il pi chiassoso di tutti si butt
all'indietro sulla poltrona, urtando Saxton.
Che non grad, a riprova del fatto che era un signore, ma non un cacasotto: Domando scusa, vi
dispiacerebbe abbassare la voce?
Quel cafone si volt, con la pancia che traboccava dalla cintura tanto da far temere che esplodesse
come in quell'episodio del film Monty Phyton - Il senso della vita, schizzando vomito dappertutto.
S che mi dispiace, disse socchiudendo gli occhi acquosi. E comunque quelli come voi due non
dovrebbero stare qui.
E non si riferiva al fatto che fossero vampiri.
Blay bevve un sorso di porto; sapeva di aceto... ma il costosissimo liquore non era andato a male:
l'amaro in bocca era dovuto a ben altro.
Un attimo dopo l'umano and a sbattere di nuovo contro Saxton, talmente forte da fargli quasi
rovesciare il porto. Accidenti, borbott Saxton prendendo il tovagliolo.
Quel maledetto idiota si sporse di nuovo verso il loro tavolo, col rischio di far saltare via la cintura
cavando un occhio a qualcuno. Ehi, belli, disturbiamo? Vedo che vi piace ciucciare il sigaro.
Ci state decisamente disturbando, s, disse Saxton con un sorriso tirato.
Oh, scuuuuusa, fece l'uomo alzando il mignolo dal sigaro in modo plateale. Non volevo
offendervi.
Andiamo via, disse Blay, chinandosi a spegnere il sigaro.
Posso chiedere di spostarci a un altro tavolo.
Scappate, ragazzi? disse beffardo Mister Boccalone. Andate a qualche festa dove ci sono tutti i tipi
di sigaro? Forse vi seguiremo, tanto per essere sicuri che arriviate a destinazione sani e salvi.
Blay teneva gli occhi fissi su Saxton. In ogni caso si sta facendo tardi.
Il che significa che siamo solo a met della nostra giornata.
Blay si alz, infilandosi una mano in tasca, ma Saxton allung il braccio per impedirgli di tirare fuori
il portafoglio. No, faccio io.
Un'altra fila di commenti dalla comitiva Super-Bowl-pi-spoglia-rello rese l'aria ancora pi
irrespirabile. Blay digrignava i molari; per fortuna Saxton si sbrig a pagare il cameriere, poi insieme
si avviarono all'uscita.
Fuori, la gelida aria notturna fu un toccasana per i sensi; Blay inspir a fondo.
Quel posto non  sempre cos, mormor Saxton. Altrimenti non ti ci avrei mai portato.
Non fa niente. Blay s'incammin e sent Saxton avanzare al suo fianco.
Giunti all'imbocco di un vicolo, si fermarono per permettere a un'auto di svoltare a sinistra sulla
Commerce.
Allora, come ti senti per tutto questo?
Blay si volt verso Saxton e decise che la vita  troppo breve per fingere di non sapere esattamente
cosa fosse il "questo". Onestamente, mi sento strano.
E non ti riferisci a quei gentiluomini l al bar, immagino.
Ho mentito. Questo  il mio primo appuntamento. Saxton inarc un sopracciglio e Blay non pot
fare a meno di ridere. Gi, sono un gran vitaiolo.
L'aria affabile di Saxton spar e nei suoi occhi Blay vide accendersi un calore sincero. Be', sono
contento di essere il primo con cui esci.
Blay lo guard negli occhi. Come facevi a sapere che sono gay?
Non lo sapevo. L'ho solo sperato.
Blay rise di nuovo. Be', ci hai preso. Dopo una pausa, gli tese la mano. Grazie per la serata.
Quando Saxton gliela strinse, tra loro corse un brivido di eccitazione. Lo sai, vero, che gli
appuntamenti di solito non finiscono cos. Ammesso che entrambe le parti siano interessate.
Blay si scopr incapace di lasciargli la mano. Ah... davvero?
Saxton annu.  consuetudine darsi un bacio.
Blay punt gli occhi sulle sue labbra e, all'improvviso, si chiese che sapore avessero.
Vieni qui, mormor Saxton, tirandolo per la mano al riparo del vicolo.
Sotto l'effetto di un incantesimo erotico che non gli andava di rompere, Blay lo segu nell'oscurit.
Quando furono a ridosso dei palazzi, sent il petto dell'altro contro il proprio, poi i loro inguini si
fusero.
Cos cap esattamente fino a che punto era eccitato Saxton.
E Saxton cap che lo stesso valeva per lui.
Dimmi una cosa, sussurr Saxton. Hai mai baciato un maschio?
Blay non voleva pensare a Qhuinn proprio in quel momento, quindi scosse la testa per scacciare
dalla mente quell'immagine. Ma non funzion: gli occhi azzurro e verde di Qhuinn non volevano
saperne di sparire; quindi fece l'unica cosa che, garantito, lo avrebbe I atto smettere di pensare al suo
pyrocant.
Colm la distanza che separava la bocca di Saxton dalla sua.
Qhuinn sapeva che avrebbe dovuto filare dritto a casa. Dopo essere stato sommariamente congedato
dalla casa di Tohr per permettere a John e Xhex di fare un po' di conversazione orizzontale, senza
dubbio avrebbe dovuto tornare al quartier generale della confraternita a godersi un bel bicchiere di
Herradura pensando agli affaracci suoi.
Ma invece nooooo. Aveva ripreso forma sul marciapiede di fronte all'unico locale riservato ai
fumatori di Caldwell ed era rimasto a guardare - sotto la pioggia, come uno sfigato - Blay e Saxton
che si accomodavano a un tavolo proprio davanti alla finestra. Aveva visto suo cugino guardare il
suo migliore amico con elegante lussuria, poi degli imbecilli li avevano importunati e loro due
avevano lasciato i sigari appena cominciati e i bicchieri di porto mezzi pieni.
Non volendo farsi scoprire a pedinarli, Qhuinn si era smaterializzato nel vicolo l accanto... che ben
presto si era rivelato il classico posto sbagliato nel momento sbagliato.
La voce di Saxton gli giunse sulle ali della brezza gelida. Lo sai, vero, che gli appuntamenti di solito
non finiscono cos. Ammesso t he entrambe le parti siano interessate.
Ah... davvero?
 consuetudine darsi un bacio.
Qhuinn strinse i pugni e, per una frazione di secondo, pens veramente di saltare fuori dal suo
nascondiglio dietro il cassonetto dell'immondizia. Ma per fare cosa? Piombare come un carro
armato davanti a quei due per la serie "semaforo rosso, piantatela ragazzi"?
Be', s. Esattamente.
Vieni qui, mormor Saxton.
Merda, quel bastardo sembrava l'operatore di una linea erotica, tutto voce sexy e arrapata. E... oh,
cavolo, Blay ci stava, lo seguiva nel buio del vicolo.
C'erano volte in cui l'udito finissimo dei vampiri era una gran rottura di palle. E naturalmente... era
anche peggio se facevi capolino dal mucchio di spazzatura vicino a cui ti eri piazzato per dare una
bella occhiata.
Quando quei due si avvicinarono fino a toccarsi, Qhuinn spalanc la bocca. Non perch fosse
scioccato o volesse intervenire.
Semplicemente, non riusciva a respirare. Era come se le costole gli si fossero bloccate, e anche il
cuore.
No... no, dannazione, no...
Dimmi una cosa, sussurr Saxton. Hai mai baciato un maschio?
S, voleva gridare Qhuinn...
Blay scosse la testa. Sul serio, scosse la testa.
Qhuinn chiuse gli occhi stringendo le palpebre con forza, imponendosi di calmarsi abbastanza da
riuscire a smaterializzarsi. Quando riprese forma davanti alla grande casa della confraternita,
tremava come una foglia... e per un attimo valut l'eventualit di piegarsi in due per fertilizzare i
cespugli con la cena consumata prima di uscire con Xhex e John.
Un paio di profondi respiri dopo decise che lo stuzzicava di pi procedere col piano A e bere come
una spugna. Con in mente questo obiettivo, entr nel vestibolo, si fece aprire il portone da Fritz e si
avvi in cucina.
Forse si sarebbe spinto un po' pi in l di una semplice sbronza, che cavolo. Saxton non si sarebbe
certo accontentato di uno o due baci in un vicolo freddo e umido, e Blay sembrava intenzionato a
prendersi finalmente quello di cui aveva bisogno sin dall'inizio.
Per cui aveva un mucchio di tempo per sbevazzare fino a perdere i sensi.
Ges... Cristo, pens, massaggiandosi il petto e risentendo senza sosta la voce di suo cugino: Dimmi
una cosa. Hai mai baciato un maschio?
L'immagine di Blay che scuoteva la testa era come una cicatrice nel suo cervello e, naturalmente, lo
spinse fino alla dispensa in fondo alla cucina, dove si trovavano le casse di alcolici.
Che clich. Ubriacarsi perch non avevi le palle per guardare in faccia la realt.
Ma tanto valeva fare almeno una cosa, nella vita, secondo tradizione.
Riattraversando la cucina, pens che c'era almeno una magni consolazione: il fattaccio doveva
accadere per forza a casa di Saxton, perch l a casa del re non erano ammessi visitatori occasionali.
Mai.
Emergendo nell'atrio, si blocc di colpo.
Blay stava emergendo dal vestibolo.
Sei tornato presto, lo apostrof brusco Qhuinn. Non dirmi che mio cugino  cos veloce.
Senza fermarsi neanche un secondo, Blay infil dritto le scale. Tuo cugino  un gran signore.
Qhuinn si accod al suo migliore amico, standogli alle calcagna. Credi? In base alla mia esperienza,
 tutta scena.
Questo spinse Blay a voltarsi. Prima ti  sempre piaciuto. Era il tuo preferito. Ricordo che ne parlavi
come se fosse un dio.
Crescendo ho cambiato idea.
Be', a me piace. Molto.
Qhuinn aveva voglia di ringhiare, ma soffoc quell'impulso stappando l'Herradura sgraffignato in
dispensa e bevendone un sorso. Buon per te. Sono proprio strafelice per voi due.
Davvero? Allora perch ti sei attaccato alla bottiglia senza neanche usare il bicchiere?
Qhuinn gir intorno al suo amico e non si ferm neanche quando Blay chiese, Dove sono John e
Xhex?
Fuori. Nel mondo. Da soli.
Ma non dovevi restare con loro?
Sono stato momentaneamente congedato. In cima alle scale si ferm un attimo, battendo il dito
sulla lacrima tatuata sotto all'occhio. Xhex  una killer, santo cielo. E perfettamente in grado di
proteggerlo. E poi volevano starsene un po' nella vecchia casa di Tohr.
Giunto in camera sua, Qhuinn chiuse la porta con un calcio e si spogli. Dopo aver tracannato dalla
bottiglia, chiuse gli occhi e invi un richiamo.
Layla sarebbe stata un'ottima compagnia.
Proprio quello che ci voleva.
In fondo era stata educata apposta per fare sesso, e tutto quello che voleva era usare lui come una
palestra erotica. Non doveva preoccuparsi di farla soffrire, o che si affezionasse a lui. Era una
professionista, per cos dire.
O lo sarebbe stata, una volta finito di fare pratica con lui.
E Blay? Non aveva idea del perch fosse tornato, invece di infilarsi nel letto di Saxton. Ma una cosa
era chiara: c'era attrazione reciproca tra quei due e Saxton non era tipo da aspettare, quando voleva
qualcuno.
Qhuinn e suo cugino erano parenti, in fin dei conti.
Ma questo non avrebbe minimamente salvato quel figlio di puttana, se avesse spezzato il cuore di
Blay.
[eBL 086]
Capitolo 41
La festa alla fattoria and avanti parecchio. Continuava ad arrivare gente; parcheggiavano le auto sul
prato e si accalcavano nelle stanze al pianterreno. Per la maggior parte erano tizi che Lash aveva visto
all'Xtreme Park, ma non tutti. E continuavano a portare roba da bere. Confezioni da sei di birre,
bottiglie, barilotti.
Dio solo sapeva che razza di sostanze illegali avevano in tasca.
Ma che cazzo... cominci a pensare Lash. Forse si era sbagliato e l'Omega era stato sopraffatto dalle
sue stesse perversioni...
Quando un vento teso cominci a soffiare da nord, Lash rimase perfettamente immobile,
mantenendo il suo camuffamento e sprangando la propria mente.
Un'ombra... proiett un'ombra dentro di s, attraverso di s e intorno a s.
L'arrivo dell'Omega fu preceduto da un'eclissi di luna; quegli idioti dentro casa non capirono cosa
stava succedendo... ma lo stronzetto s. Il ragazzino usc dalla porta, avvolto dalla luce proveniente
dall'interno.
Il padre di Lash prese forma sul prato infestato di erbacce, i bianchi panneggi che sventolavano, e il
suo arrivo abbass ulteriormente la temperatura. Non appena l'Omega prese forma, lo stronzetto gli
and incontro e i due si abbracciarono.
Lash fu tentato di affrontarli, dicendo a suo padre che era solo un volubile succhiacazzi e avvertendo
quel verme della sua putta nella che aveva i giorni contati...
Il volto incappucciato dell'Omega si volse nella sua direzione.
Trattenendo il fiato, Lash svuot la mente, in modo da risultare invisibile dentro e fuori. Ombra...
ombra... ombra...
La pausa dur una vita; se l'Omega avesse avvertito la presenza di Lash, sarebbe stata la fine.
Un istante dopo l'Omega torn a concentrarsi sul suo golden boy, ma proprio in quel mentre un
cretino usc dalla fattoria, incespicando e barcollando, le braccia e le gambe che andavano da tutte le
parti nel tentativo di non cadere. Una volta sull'erba, si avvicin a un orticello di cavoli, ma prima di
raggiungerlo cadde in ginocchio, vomitando contro le fondamenta della casa. Mentre i suoi compari
ridevano di lui e i rumori della baldoria si spandevano nella notte, l'Omega fluttu fino alla porta.
Quando l'Omega entr in casa, la festa continu come se niente fosse, senza dubbio perch quei
coglioni erano troppo sbronzi e strafatti per rendersi conto che, sotto quella veste bianca, il Male si
era appena insinuato tra loro.
Non rimasero ignari a lungo, per.
All'improvviso scoppi una potentissima bomba luminosa; l'esplosione accecante spazz l'intera
casa, uscendo dalle finestre fino al filare di alberi. Quando la luce abbagliante si attenu in un
chiarore soffuso, non c'erano superstiti: tutti quegli ubriaconi erano caduti per terra in un colpo solo;
i bei tempi erano finiti, per usare un eufemismo.
Porca puttana. Se le cose prendevano la piega che sembrava...
Lash si avvicin furtivamente alla casa, attento a non lasciare tracce, n in senso proprio n figurato.
A un certo punto ud uno strano raschiare.
Giunto all'altezza di una delle finestre del salotto, sbirci all'interno.
Lo stronzetto trascinava i corpi per la stanza, allineandoli uno di fianco all'altro sul pavimento, a una
trentina di centimetri l'uno dall'altro, con le teste rivolte verso nord. Ges... quanti cadaveri: la fila di
bravi soldatini defunti arrivava fino in corridoio e, da l, in sala da pranzo.
L'Omega si teneva in disparte, come se gli piacesse guardare il suo gigol che spostava gli uomini a
forza di braccia.
Che tenerezza.
Gli ci volle quasi mezz'ora per metterli tutti in fila; quelli su al primo piano vennero trascinati gi
per le scale, con le teste che rimbalzavano su ogni gradino, e lasciavano una scia di sangue rosso
vivo.
Logico. Trascinare un peso morto per i piedi  pi facile.
Quando furono tutti riuniti, lo stronzetto si mise all'opera col coltello dando vita a una catena di
montaggio di iniziazioni. Partendo dalla sala da pranzo, cominci a tagliare gole e polsi, caviglie e
toraci, poi a ruota arrivava l'Omega, che faceva colare il sangue nero dentro i petti squarciati e li
investiva con una scossa elettrica prima di procedere alla cardio-ectomia.
Niente vasi, per quell'infornata. I cuori estratti venivano gettati in un angolo.
Molto stile mattatoio.
Alla fine c'era un'enorme pozza di sangue in mezzo al soggiorno, dove le assi del pavimento si erano
imbarcate, e un'altra in corridoio, ai piedi delle scale. Lash non riusciva a spingere lo sguardo fino in
sala da pranzo, ma era sicurissimo che ce n'era un'altra anche l.
Poco dopo ebbero inizio i lamenti degli affiliati, un coro
destinato a diventare sempre pi assordante e caotico via via che la transizione si concludeva
vomitando gli ultimi residui di umanit.
Nel mezzo di quella messe di atroci sofferenze, l'Omega volteggiava tutt'intorno, scavalcando i corpi
che si contorcevano, danzando avanti e indietro, la lunga veste sempre immacolata malgrado venisse
trascinata nello schifo che si stava rapprendendo per terra.
In un angolo, lo stronzetto si accese uno spinello e si mise a fumare tranquillo, neanche stesse
tirando il fiato dopo un lavoro ben fatto.
Lash arretr dalla finestra, ritirandosi verso gli alberi senza staccare gli occhi dalla fattoria.
Maledizione, avrebbe dovuto fare una cosa cos, ma gli mancavano i contatti nel mondo umano. A
differenza dello stronzetto.
Dio, questo avrebbe cambiato tutto per i vampiri. Quegli stronzi si sarebbero trovati di fronte
un'altra volta un esercito di nemici.
Giunto alla Mercedes, mise in moto e, facendo il giro largo per non avvicinarsi alla casa, usc da
fattorilandia. Seduto al volante, con l'aria gelida che gli soffiava in faccia per via del finestrino rotto,
era nero. Al diavolo le femmine e tutte le altre stronzate, sul serio. Il suo unico obiettivo nella vita,
adesso, era mettere KO lo stronzetto. Togliere all'Omega il suo giocattolino. Distruggere la Lessening
Society.
Oddio... le femmine poteva mandarle al diavolo solo fino a un certo punto. Si sentiva esausto perch
aveva bisogno di nutrirsi... qualunque cosa stesse succedendo al suo involucro esterno, il suo interno
era ancora assetato di sangue e, prima di affrontare il suo caro paparino, doveva risolvere quel
problema.
Altrimenti avrebbe fatto una brutta fine.
Guidando verso il centro di Caldwell tir fuori il cellulare, meravigliandosi di quello che stava per
fare. Ma d'altronde, non c' come , avere un nemico in comune per stringere strane alleanze.
Al quartier generale della confraternita, intanto, Blay si spogliava nel bagno di camera sua e s'infilava
sotto la doccia. Insaponandosi le mani, ripens al bacio in quel vicolo.
A quel maschio.
A... quel bacio.
Muovendo i palmi sui pettorali, pieg indietro la testa e lasci scorrere l'acqua calda sui capelli e
sulla schiena, fino alle natiche. Sentiva il bisogno fisico di inarcarsi e lo fece, stirandosi, godendosi il
getto caldo. Senza fretta si lav i capelli, facendo scorrere sulla testa la mano scivolosa di shampoo.
Ripensando ancora un po' a quel bacio.
Dio, il ricordo delle loro labbra unite era come una calamita che lo attirava di continuo, un richiamo
troppo forte da contrastare, un legame troppo allettante per aver voglia di evitarlo.
Passandosi i palmi sul torace, si chiese quando avrebbe rivisto Saxton.
Quando sarebbero stati di nuovo soli.
Spostando la mano ancora pi in basso,...
Padrone?
Blay si volt di scatto, facendo stridere il tallone sul marmo. Coprendosi con entrambe le mani il
membro grosso e duro, fece capolino dalla porta di vetro. Layla?
L'Eletta gli sorrise timidamente, lasciando scorrere lo sguardo sul suo corpo. Mi avete chiamato?
Per servirvi?
Io non ho chiamato nessuno. Forse si era confusa? A meno che...
Mi ha convocata Qhuinn. Credevo di dover venire in questa stanza.
Blay chiuse brevemente gli occhi, con l'erezione che si afflosciava. Poi, con un metaforico calcio nel
sedere, chiuse l'acqua calda. Tastando alla cieca, prese un asciugamano e se lo leg in vita.
No, Eletta, disse piano. Non qui. In camera sua.
Oh! Perdonatemi, padrone, esclam Layla, indietreggiando verso la porta del bagno con le guance
in fiamme.
Non fa niente... attenta! Blay si lanci in avanti, afferrandola proprio mentre andava a urtare
contro la vasca, sbilanciandosi. Tutto bene?
Dovrei guardare dove metto i piedi, in verit. Layla lo guard negli occhi, posando le mani sulle
sue braccia nude. Grazie.
Aveva un volto bellissimo, perfetto; non c'era da stupirsi che Qhuinn fosse interessato. Layla era
eterea, certo, ma in lei c'era qualcosa di pi... specie quando abbass le palpebre e un lampo si accese
nei suoi occhi verdi.
Innocente, ma erotica. Ecco. Incarnava quella combinazione affascinante di purezza e sesso selvaggio
che i maschi normali trovano irresistibile... e Qhuinn non era neanche lontanamente normale. Si
sarebbe scopato qualunque cosa.
L'Eletta lo sapeva? E sapendolo, le sarebbe importato?
Accigliandosi, Blay la scost da s. Layla...
S, padrone?
Be', cavolo... cosa poteva dirle? Era evidente che Qhuinn non l'aveva chiamata per nutrirsi, perch
l'aveva fatto la sera prima...
Cristo, forse il punto era proprio quello. Avevano fatto sesso gi una volta e lei era tornata per farlo
di nuovo.
Padrone?
Niente. Farai meglio ad andare. Sono sicuro che Qhuinn ti sta aspettando.
Avete ragione. La fragranza alla cannella, tipica di Layla, gli invase le narici. E gliene sono
infinitamente grata.
Layla si volt e usc; nel vederla ancheggiare, Blay fu assalito dall'impulso di gridare. Non voleva
pensare a Qhuinn che faceva sesso nella stanza accanto... quella casa era l'unico luogo ancora
incontaminato da tutta la sua "ginnastica" extracurricolare, per l'amor del cielo.
E adesso, invece, non vedeva altro: Layla che entrava nella stanza di Qhuinn e lasciava scivolare la
veste bianca gi dalle spalle, rivelando seni, ventre e cosce al suo sguardo bicolore. In un batter
d'occhio sarebbe stata nel suo letto e sotto di lui.
E Qhuinn l'avrebbe fatta godere. Era quello il fatto, almeno quando si trattava di sesso: era generoso
col suo tempo e coi suoi talenti. Si sarebbe dedicato a lei con tutto ci che aveva, mani, bocca...
Gi, be', meglio non toccare quel tasto.
Asciugandosi, gli venne da pensare che forse Layla era la compagna ideale per Qhuinn. Data la sua
formazione di ehros, non solo lo avrebbe soddisfatto a tutti i livelli, ma non avrebbe mai preteso che
fosse monogamo, non gli avrebbe rimproverato le sue prodezze sessuali con le altre femmine n lo
avrebbe stressato affinch le manifestasse sentimenti ed emozioni che non provava. Forse avrebbe
addirittura condiviso il suo divertimento, perch da come si muoveva era evidente che si sentiva a
suo agio col proprio corpo.
Layla era perfetta per lui. Sicuramente meglio di Blay.
E poi, Qhuinn aveva messo bene in chiaro che alla fine voleva sistemarsi con una femmina... una
femmina tradizionale con dei valori tradizionali, preferibilmente aristocratica, sempre ammesso che
ne trovasse una disposta ad accettarlo malgrado quel difetto degli occhi di due colori diversi.
Layla rispondeva a tutti i requisiti richiesti... non c'era nulla di pi vecchio stile o altolocato di una
Eletta, ed era chiaro che lei desiderava Qhuinn.
Sentendosi vittima della malasorte, Blay and all'armadio e si infil un paio di pantaloncini di nylon
e una maglietta Under Armour. Non aveva nessuna intenzione di starsene l seduto a leggere un
buon libro mentre nella stanza accanto succedeva quello che doveva succedere, qualunque cosa
fosse...
Gi. Meglio evitare quelle immagini, anche sul piano ipotetico.
Usc nella galleria delle statue, passando di volata davanti alle figure marmoree; invidiava le loro
pose calme e i loro volti sereni. A vederle, con quell'aria della serie " tutto okay", veniva da pensare
che essere un oggetto inanimato  un affarone. Non provavano nessuna gioia, certo, ma non
dovevano neanche sopportare quel dolore bruciante.
Nell'atrio, aggir l'estremit arrotondata della ringhiera, infilandosi dentro la porta nascosta. Nel
tunnel che portava al centro di addestramento, cominci a scaldarsi con un corsetta e non rallent
neanche quando emerse dal fondo dell'armadio nell'ufficio. La sala pesi era l'unico posto in cui gli
andava di stare in quel momento. Un'oretta buona sullo stepper e forse gli sarebbe passata la voglia
di levarsi la pelle con un cucchiaio arrugginito.
In corridoio, si ferm di colpo alla vista di una figura solitaria appoggiata al muro di cemento.
Xhex? Che cosa ci fai qui? Be', a parte fissare un buco nel pavimento.
Lei lo guard; gli occhi grigio scuro sembravano due pozzi senza fondo. Ehil.
Blay le and vicino, aggottando la fronte. Dov' John?
E l dentro. Xhex annu in direzione della sala pesi.
Ecco spiegati i tonfi sordi in sottofondo. Qualcuno stava chiaramente mettendo a dura prova uno dei
tapis roulant.
Cos' successo? Blay fece due pi due, mettendo insieme l'espressione di Xhex e la corsa sfrenata
delle Nike di John... il risultato era pi o meno un grosso "oh cazzo".
Xhex abbandon la testa contro il muro che la teneva su.  gi tanto se sono riuscita a riportarlo
qui.
Perch?
Lei lo guard. Diciamo solo che vuole dare la caccia a Lash.
Be',  comprensibile. Gi.
Quando quella parola le usc dalle labbra, Blay ebbe la sensazione che sotto ci fosse molto di pi, ma
era chiaro che Xhex non si sarebbe spinta oltre con i commenti.
D'un tratto, il suo sguardo color nuvola temporalesca si appunt sul viso di Blay. E cos sei tu il
motivo per cui Qhuinn era di umore nero, stanotte.
Blay trasal, poi scosse la testa. Io non c'entro niente. Qhuinn  quasi sempre di cattivo umore.
Capita, quando si imbocca la strada sbagliata. Cercare la quadratura del cerchio  come chiedere la
luna, impossibile.
Blay si schiar la gola; i sympbath, anche quelli che presumibilmente non ce l'hanno con te, non sono
il genere di persone da avere attorno quando sei gi di morale e vulnerabile. Tipo quando il maschio
dei tuoi sogni si sta dando da fare con una Eletta dal viso d'angelo e un corpo fatto per peccare,
diciamo.
Dio solo sapeva cosa stava captando Xhex di ci che gli frullava per la testa.
Be'... vado ad allenarmi un po'. Come se la sua tenuta non fosse gi un indizio sufficiente.
Bene. Magari potresti parlargli.
Lo far. Blay esit; Xhex sembrava afflitta quanto lui. Senti, non per niente, ma  chiaro che sei
sfinita. Perch non vai su a dormire in una delle stanze per gli ospiti?
Lei scosse la testa. Non voglio lasciarlo. Sto qui fuori ad aspettare solo perch non voglio farlo
impazzire. Vedermi... non fa bene alla sua salute mentale, al momento. Spero che andr meglio dopo
che avr rotto il secondo tapis roulant.
Il secondo?
Sono quasi certa che lo schianto e la puzza di bruciato che ho sentito un quarto d'ora fa significano
che ne ha gi distrutto uno.
Accidenti. Gi.
Facendosi forza, Blay entr nella sala pesi...
Ges... Cristo. John.
Inutile chiamarlo: il baccano del tapis roulant, unito ai tonfi di quella marcia forzata, avrebbero
sovrastato anche il ritorno di fiamma di un motore.
John correva come un matto; la T-shirt e il torace grondavano sudore e dai pugni chiusi schizzavano
goccioline che si depositavano in due scie gemelle ai lati dell'attrezzo. I calzettoni bianchi erano
striati di rosso sul tallone, come se interi lembi di pelle si fossero staccati, e i calzoncini di nylon
sbattevano come una salvietta bagnata.
John? grid Blay, esaminando l'attrezzo bruciato vicino a quello in funzione. John!
Quando neanche gridando riusc a fargli voltare la testa, gli si piazz davanti agitando le mani nel
suo campo visivo. Poi si pent di averlo fatto. Gli occhi che si puntarono nei suoi ardevano di un odio
cos mortale che Blay fece un passo indietro.
Quando John torn a concentrarsi sul nulla davanti a s, apparve chiaro che voleva continuare cos
fino a ridurre le gambe a due monconi.
John, cosa ne dici di scendere! grid Blay. Prima di cadere!
Nessuna risposta. Solo il ronzio acuto dell'attrezzo e i tonfi assordanti di quei piedi sul tappeto.
John! Basta, adesso! Ti stai ammazzando!
'Fanculo.
Blay si spost dietro al tapis roulant e strapp via il cavo dal muro. Il rallentamento improvviso fece
inciampare John, che cadde in avanti, ma riusc ad aggrapparsi alla consolle. O forse, semplicemente,
ci croll sopra.
Ansimava a bocca spalancata, la testa che ciondolava sul braccio.
Blay avvicin una panca per i pesi e vi si sedette per riuscire a guardarlo in faccia. John... cosa
cavolo ti prende?
John lasci andare la consolle e cadde sul sedere; le gambe avevano ceduto di schianto. Dopo una
serie di respiri affannosi, si pass le mani tra i capelli fradici.
Parlami, John. Rester tra noi. Lo giuro sulla vita di mia madre.
Ci volle un po' prima che John alzasse la testa; quando lo fece, aveva gli occhi lucidi. E non per il
sudore o per lo sforzo.
Parla; non uscir da queste mura, sussurr Blay. Cosa  successo? Dimmelo.
Quando alla fine John si decise a parlare, lo fece con gesti confusi, ma Blay riusc a interpretarli
comunque.
Le ha fatto male, Blay. Lui... le ha fatto male.
Be', s, lo so. Ho sentito in che stato era Xhex quando...
John strinse gli occhi con forza, scuotendo la testa.
Nel silenzio carico di tensione che segu, Blay sent tendersi la pelle sulla nuca. Oh... merda.
Aveva visto giusto, allora. C'era sotto qualcosa di grave.
Quanto male?, ringhi Blay.
Peggio di cos non si pu, sillab John.
Figlio di puttana. Lurido bastardo figlio di puttana. Razza di bastardo schifoso figlio di puttana!
Blay non era un patito del turpiloquio, ma a volte gli improperi sono l'unica cosa che possiamo
offrire alle orecchie altrui. Xhex non era la sua femmina, ma per lui valeva la regola che non si deve
far del male al gentil sesso. Per nessun motivo al mondo... e mai e poi mai cos.
Dio, l'espressione addolorata di Xhex non era solo preoccupazione per John. Era dovuta ai ricordi.
Ricordi terribili, spaventosi...
John... mi dispiace tanto.
Altre gocce caddero dal mento dell'amico sopra il tappeto nero, e John si asciug gli occhi un paio di
volte prima di guardare Blay. Sul suo volto l'angoscia era in lotta con una furia selvaggia.
Pi che logico. Con la sua storia personale, quella era una batosta sotto molti punti di vista.
Devo ucciderlo, disse John nella lingua dei segni. Non posso vivere in pace con me stesso, se non lo
faccio fuori.
Blay annu, i motivi della sua sete di vendetta erano ovvi. Un vampiro innamorato con una tragica
storia di abusi?
Il destino di Lash era segnato, la sua condanna a morte aveva gi la data stampata sopra.
Blay strinse il pugno e tese le nocche. Qualunque cosa ti serva, qualunque cosa tu voglia, io sto con
te. E non dir una parola.
John attese un istante, poi batt il pugno contro quello dell'amico. Sapevo di poter contare su di te,
sillab.
Sempre, promise solennemente Blay. Sempre.
Capitolo 42
Un'oretta dopo la puntatina abortita al secondo piano, la casa di Eliahu Rathboone ripiomb nel
silenzio, ma prima di azzardare un altro tentativo, Gregg attese parecchio, dopo che il maggiordomo
fu sceso da basso.
Lui e Holly passarono il tempo non scopando, secondo il loro vecchio modus operandi, ma
parlando. E pi parlavano, pi Gregg si rendeva conto di non conoscerla per niente. Non aveva idea
che i suoi passatempi preferiti fossero preparare torte di mele e lavorare a maglia, o che la sua
aspirazione fosse di passare ai tig della televisione pi seria... che non era poi questa gran sorpresa, a
ben vedere: un sacco di veline e ragazze pi o meno facili, nel mondo dei reality e affini, nutrivano
ambizioni pi elevate che presentare attrezzi per fare stepping o commentare come si mangiano gli
scarafaggi. E sapeva anche che Holly aveva mosso i primi passi nei notiziari locali, sul mercato di
Pittsburgh, prima di essere licenziata.
Ci che non sapeva era il vero motivo per cui aveva lasciato quel suo primo impiego. Il direttore
generale, un uomo sposato, si aspettava che Holly si esibisse davanti a un tipo di telecamera diverso,
pi privato, e quando lei gli aveva detto di no, lui le aveva dato il benservito, dopo aver posto le
condizioni per farla sbagliare in onda.
Gregg aveva visto il nastro del servizio in cui si era impappinata, incasinando tutto. Aveva fatto i
compiti: anche se l'audizione che Holly aveva fatto per lui era andata alla grande, controllava sempre
le referenze.
Forse era stato proprio quel nastro a mettergli in testa dei pregiudizi su di lei: bel faccino, davanzale
da urlo, ma non molto altro da offrire.
E quello non era il peggiore dei suoi errori di valutazione. Non aveva mai saputo che Holly aveva un
fratello. Che era handicappato. E che lei manteneva.
Holly gli aveva mostrato una fotografia di loro due insieme.
E quando Gregg le aveva chiesto com'era possibile che lui non sapesse niente del ragazzo, lei aveva
avuto l'onest di dirgli come stavano le cose: Perch tu avevi messo dei paletti e questo era fuori dai
paletti.
Naturalmente lui si era difeso, secondo la classica reazione maschile, ma Holly aveva ragione, questo
era il fatto. Lui aveva tracciato dei confini in modo molto chiaro. Ovvero niente gelosia, niente
spiegazioni, niente di stabile e niente di personale.
Non esattamente l'ambiente ideale per mostrarsi vulnerabile.
Quella consapevolezza lo aveva spinto a stringerla al petto, posandole il mento sulla testa e
accarezzandole la schiena. Appena prima di sprofondare nel mondo dei sogni, Holly aveva
farfugliato qualcosa sottovoce. Tipo che quella era la notte migliore che avesse mai passato con lui.
E questo malgrado gli orgasmi mostruosi che le aveva regalato.
Be', quando gli faceva comodo. C'erano stati molti appuntamenti disdetti all'ultimo momento,
messaggi telefonici a cui non aveva risposto e momenti in cui l'aveva trattata con freddezza,
snobbata, respinta, sia verbalmente che fisicamente.
Dio... che stronzo era stato.
Quando finalmente si alz per uscire, Gregg le rimbocc le coperte, accese la telecamera a sensori di
movimento e sgattaiol in corridoio. Tutt'intorno regnava il silenzio.
Risal il corridoio fino al cartello che segnalava l'uscita e si infil nelle scale di servizio. Su per i
gradini, pianerottolo, altra rampa di scale, ed eccolo davanti alla porta.
Questa volta non perse tempo a bussare. Tir fuori un piccolo cacciavite solitamente usato
sull'attrezzatura per le riprese e si diede da fare per forzare la serratura. Fu pi facile di quanto
pensasse, in realt. Bast infilarlo nella toppa e ruotarlo leggermente e la serratura cedette con uno
scatto.
La porta non cigol, il che lo sorprese.
Ci che trov dall'altra parte, invece... gli provoc uno shock della miseria.
Il secondo piano era una specie di enorme caverna buia, con un vecchio assito di legno grezzo e un
soffitto spiovente su entrambi i lati. In fondo c'era un tavolo con sopra un lume a petrolio che
tingeva le pareti di un giallo dorato... oltre a illuminare gli stivali neri di qualcuno seduto appena
fuori dalla pozza di luce.
Grossi stivali.
Tutt'a un tratto fu chiaro chi era quel figlio di puttana e cosa aveva fatto.
Ti ho immortalato su nastro, disse Gregg.
La risatina sommessa che ottenne per tutta risposta gli procur una potente scarica di adrenalina:
bassa e gelida, era il tipo di suono che fanno i killer appena prima di mettersi al lavoro con un
coltello.
Veramente? Quell'accento. Che razza di accento era? Non era francese... n ungherese...
Oh, chissenefrega. Al pensiero che quello si era approfittato di Holly, Gregg si sent pi forte e pi
alto di quanto in realt non fosse. So quello che hai fatto. L'altro ieri notte.
Ti inviterei a prendere una sedia, ma come vedi ne ho una sola.
Non sto scherzando, disse Gregg facendo un passo avanti. So cos' successo con lei. Lei non ti
voleva.
Voleva il sesso.
Razza di stronzo del cazzo. Stava dormendo.
Ah s? La punta dello stivale dondolava su e gi. Le apparenze, come la psiche, possono trarre in
inganno.
Chi ti credi di essere?
Il proprietario di questa bella casa. Ecco chi sono. Quello che ti ha dato il permesso di giocare con
tutte le tue telecamere.
Be', adesso puoi anche dire addio a tutto quanto. Non ho nessuna intenzione di fare pubblicit a
questo posto.
Oh, io invece credo che lo farai. E nella tua natura.
Tu non sai un cazzo di me.
Io penso che sia vero il contrario. Sei tu che non sai... un cazzo, per usare le tue parole... di te stesso.
Lei ha detto il tuo nome, a proposito. Quando  venuta.
A quella notizia, Gregg si infuri, tanto che fece un altro passo avanti.
Io starei attento, se fossi in te, disse la voce. Non vorrai farti male. Tutti mi considerano pazzo.
Chiamer la polizia.
Non ne hai motivo. Adulti consenzienti eccetera eccetera.
Lei stava dormendo!
Lo stivale si piant per terra. Non usare quel tono con me, ragazzo.
Non ci fu il tempo di infiammarsi per quell'insulto: l'uomo si sporse in avanti sulla sedia... e Gregg
perse la voce.
Ci che entr nel cono di luce non aveva senso. Da una quantit di punti di vista.
Era il ritratto. Quello gi in salotto. Solo che era vivo e vegeto. L'unica differenza era che i capelli,
invece che raccolti, erano sciolti sulle spalle - due spalle larghe il doppio di quelle di Gregg - ed erano
rossi e neri.
Oh, Dio... che occhi; scintillanti e color pesca, come l'aurora.
Assolutamente magnetici.
E, s, anche un po' folli.
Ti suggerisco, riprese la voce con quello strano accento strascicato, di uscire da questa soffitta e
scendere dalla tua incantevole signora...
Sei un discendente di Rathboone?
L'uomo sorrise. S, be', okay... c'era qualcosa di molto strano nei suoi denti davanti. Lui e io abbiamo
delle cose in comune,  vero.
Ges...
 tempo che tu porti a termine il tuo piccolo progetto. L'uomo smise di sorridere, il che per certi
versi fu un sollievo. E un avvertimento, invece del calcio nel sedere che sarei tentato di darti.
Dovresti prenderti cura della tua donna pi di quanto tu abbia fatto ultimamente. Lei nutre
sentimenti sinceri nei tuoi confronti, sentimenti per cui non va biasimata e che chiaramente tu non
meriti... altrimenti adesso non puzzeresti di senso di colpa. Sei fortunato ad avere al tuo fianco la
donna che desideri, dunque smettila di comportarti da imbecille.
Gregg non rimaneva scioccato molto facilmente, ma adesso non sapeva proprio cosa dire.
Come faceva quello sconosciuto a sapere tutte quelle cose?
E, Cristo, gli rodeva che Holly fosse andata a letto con un altro... ma aveva detto il suo nome?
Fai ciao con la manina. Rathboone alz la mano e mim il gesto di un bambino. Ti prometto che
lascer in pace la tua donna, a patto che tu la pianti di ignorarla. Adesso vai pure, ciao ciao.
Con un riflesso automatico che non gli apparteneva, Gregg alz il braccio e agit la mano prima che
i suoi piedi facessero dietrofront, cominciando a camminare verso la porta.
Dio, che male alle tempie. Maledizione... perch stava... dove...
La sua mente si blocc, come se qualcuno avesse cosparso di colla gli ingranaggi.
Gi al primo piano. Gi in camera sua.
Si spogli e si infil a letto in boxer, pos la testa dolorante sul cuscino accanto a quella di Holly, poi
attir Holly contro di s cercando di ricordare...
Doveva fare qualcosa. Ma che cos...
Il secondo piano. Doveva salire al secondo piano. Doveva scoprire cosa c'era lass...
Un'altra fitta di dolore gli trafisse il cervello, neutralizzando non solo l'impulso di andare da qualsiasi
parte, ma qualunque interesse per quello che c'era nella soffitta sopra le loro teste.
Chiudendo gli occhi, ebbe la visione stranissima di uno straniero sconosciuto dal volto familiare...
poi per croll addormentato e tutto il resto perse importanza.
Capitolo 43
Penetrare nella magione dei vicini non pose alcun problema. Dopo averla spiata per qualche tempo
senza riscontrare nulla che suggerisse dei movimenti all'interno delle mura, Darius dichiar che
potevano entrare... e cos fecero. Smaterializzandosi dall'anello di boschi che separava le tue tenute,
lui e Tohrment ripresero forma accanto all'ala dove si trovavano le cucine... dopo di che entrarono,
semplicemente, da una robusta porta di legno.
Lostacolo maggiore fu vincere l'opprimente senso di paura.
A ogni passo, a ogni respiro, Darius dovette imporsi di avanzare, mentre il suo istinto gli urlava che
si trovava nel posto sbagliato. Ciononostante si rifiut di tornare indietro. Non gli restavano altre vie
da percorrere e, sebbene la figlia di Sampsone potesse non trovarsi in quel luogo, in mancanza di
altre piste doveva fare qualcosa, altrimenti sarebbe impazzito.
Questa casa sembra stregata, farfugli Tohrment quando si guardarono intorno, nella sala comune
della servit.
Darius annu. Ma ricorda che i fantasmi esistono solo nella tua mente, e non sono tra chi alloggia
sotto questo tetto. Vieni, dobbiamo scoprire se ci sono stanze sotterranee. Se gli umani hanno rapito
quella poveretta, la terranno sottoterra.
Oltrepassarono senza fare rumore l'imponente camino della cucina e le carni appese agli uncini ad
affumicare; era palesemente una casa umana. Il silenzio regnava ovunque, ai piani superiori e
tutt'intorno; in contrasto con la dimora di un vampiro, dove quello sarebbe stato un momento di
gran fermento per la preparazione dell'Ultimo Pasto.
Che in quella casa vivesse l'altra razza non era una conferma che la fanciulla non vi fosse tenuta
prigioniera... al contrario, forse, poteva suffragare tale conclusione. Se i vampiri sapevano per certo
che
il genere umano esiste, nella periferia culturale umana pullulavano solo leggende sui vampiri...
poich soltanto cos gli esseri con le zanne potevano sopravvivere con pi agio. Di tanto in tanto,
tuttavia, si verificavano contatti tanto inevitabili quanto involontari tra coloro che avevano scelto di
restare nascosti e coloro che erano dotati d occhi indiscreti; tali incontri, rari quanto fugaci,
spiegavano i racconti terrificanti degli umani e le loro bizzarre invenzioni di esseri fantastici, dagli
"spiriti" alle "streghe", dagli "spettri" ai "succhiatori di sangue". La mente umana sembrava affetta da
un bisogno irrefrenabile di fabbricare fantasie in assenza di prove concrete, bisogno facilmente
comprensibile data la propensione, tipica di quella razza, a vedere il mondo - e il posto che essa vi
occupa - in termini autoreferenziali: tutto ci che non collimava con tale visione veniva spinto a
forza nella sovrastruttura, anche se ci significava creare elementi "paranormali".
E che colpo sensazionale, per una famiglia facoltosa, catturare una prova fisica di tali effimere
superstizioni.
Specie se si trattava di una prova incantevole e indifesa.
Impossibile dire cosa avessero osservato, nel tempo, i membri di quella famiglia. Quali stranezze
avessero notato nei loro vicini. Quali differenze razziali fossero inaspettatamente emerse in virt
della vicinanza delle due propriet.
Darius imprec sottovoce, pensando che quello era il motivo per cui i vampiri non avrebbero dovuto
vivere in prossimit degli umani. Meglio la separazione. La congregazione e la separazione.
Darius e Tohrment ispezionarono tutto il pianterreno della casa, smaterializzandosi da una stanza
all'altra, spostandosi come le ombre proiettate dalla luna, muovendosi, silenziosi e incorporei, tra i
mobili intagliati e gli arazzi,
La loro preoccupazione pi grande, il motivo per cui non osavano camminare sul pavimento di
pietra, era non svegliare i cani. Molte dimore erano protette da cani da guardia, una complicazione
di cui facevano volentieri a meno. Se in casa c'erano dei cani, si augurarono che fossero acciambellati
ai piedi del letto del padrone.
Volesse il cielo che ci valesse anche per qualunque altra persona di guardia.
La fortuna era dalla loro parte. Niente cani. Niente guardie. Al meno per quanto potevano vedere,
udire o annusare... e furono anche in grado di localizzare il passaggio che conduceva sottoterra.
Entrambi estrassero delle candele e le accesero; le fiammelle tremolanti illuminarono dei gradini
intagliati in fretta e senza cura nella pietra grezza e dei muri dalla superficie irregolare... tutto ci
lasciava supporre che soltanto i domestici, e mai i padroni, scendessero li sotto.
A riprova del fatto che l non alloggiavano vampiri. Nelle dimore dei vampiri gli appartamenti
sotterranei erano anche i pi sfarzosi.
Nel sotterraneo la pavimentazione di pietra lasci il posto a un fondo in terra battuta e l'aria divenne
pesante a causa del freddo e dell'umidit. Via via che avanzavano sotto la grande casa, trovarono
magazzini pieni di botti di vino e di idromele, barili di carne salata e ceste di patate e cipolle.
In fondo, Darius si aspettava di trovare una seconda rampa di scale da cui risalire in superficie.
Invece, giunti al termine del corridoio sotterraneo, non trovarono nessuna porta, soltanto un muro.
Darius si guard intorno in cerca di tracce per terra o di fessure tra le pietre che indicassero un
pannello o un passaggio segreto. Non trov nulla.
Per accertarsene, lui e Tohrment fecero scorrere le mani lungo le pareti e sul pavimento.
C'erano molte finestre ai piani superiori, mormor Tohrment. Ma forse, se la tenevano di sopra,
hanno tirato le tende. O magari ci sono delle stanze interne prive di finestre.
Di fronte a quel vicolo cieco, Darius venne assalito nuovamente dalla paura, dalla sensazione di
trovarsi nel posto sbagliato, al punto che, col respiro corto, sent un rivolo il sudore sotto le ascelle e
lungo la spina dorsale. Notando che Tohrment si dondolava avanti e indietro, avanti e indietro, ebbe
il sospetto che anche lui fosse afflitto da una analoga trepidazione.
Darius scosse la testa. Ebbene, pare che quella poveretta non sia qui...
Verissimo, vampiro.
Darius e Tohrment si voltarono di scatto, sfoderando i pugnali.
Ecco spiegata la paura, pens Darius, guardando ci che li aveva colti di sorpresa...
La figura avvolta nella lunga veste bianca che ostruiva la via d'uscita non era un umano, ma non era
neanche un vampiro.
Era un symphath.
Capitolo 44
Mentre    aspettava fuori dalla sala pesi, Xhex esaminava le proprie emozioni con interesse
spassionato. Era come guardare il volto di un estraneo e notare le imperfezioni, il colorito e i
lineamenti solo perch ce l'avevi davanti.
La sua sete di vendetta era stata eclissata da una sincera preoccupazione per John.
Sorpresa!
D'altronde, mai pi si sarebbe sognata di vedere una furia simile cos da vicino, specie da parte di
uno come lui. Era come se John avesse dentro di s una belva, che si era liberata ruggendo da una
qualche gabbia interiore.
Un vampiro innamorato non  un soggetto con cui scherzare, cavolo.
Perch, inutile prendersi in giro, era quello il motivo della reazione di John... e anche la causa
dell'odore penetrante e speziato che gli aveva sentito addosso da quando era scappata dalla prigione
di Lash: a un certo punto, nel corso delle settimane di quella brutale vacanza, l'attrazione e il rispetto
di John nei suoi confronti si erano consolidati, scivolando verso l'irrevocabile.
Merda. Che casino.
Il rumore del tapis roulant cess di colpo. Era pronta a scommettere che Blaylock aveva strappato il
cavo dal muro. Buon per lui; lei aveva tentato di far desistere John da quel suicidio a mezzo Nike, ma
vedendo che era impossibile farlo ragionare, si era piazzata di guardia l fuori.
Non poteva stare l a guardarlo mentre correva fino a schiattare. Era gi abbastanza doloroso
ascoltarlo mentre si infliggeva quella punizione.
In fondo al corridoio, la porta di vetro dell'ufficio si spalanc
e comparve il fratello Tohrment. Vista la luce alle sue spalle, anche Lassiter doveva essere sceso nel
centro di addestramento, ma l'angelo caduto rest indietro.
Come sta John? chiese il fratello, avvicinandosi; la sua preoccupazione era evidente nel volto tirato
e negli occhi stanchi, oltre che nella sua griglia emotiva, illuminata nei settori del rimpianto.
Il che quadrava sotto molti punti di vista.
Xhex lanci un'occhiata alla porta della sala pesi. Sembrava deciso a cambiare mestiere per
diventare un maratoneta, ma forse ci ha ripensato. O  cos, o ha appena distrutto un altro tapis
roulant.
La statura imponente di Tohr la costrinse ad alzare la testa e fu una sorpresa vedere cosa c'era dietro
i suoi occhi blu: quello sguardo rivelava una conoscenza profonda che accese di sospetto i circuiti di
Xhex. Nella sua esperienza, gli sconosciuti che ti guardano cos sono pericolosi.
Come stai? chiese piano lui.
Strano; non aveva avuto molti contatti con il fratello, ma ogni volta che le loro strade si erano
incrociate, lui era sempre stato particolarmente... be', gentile. Ecco perch lei lo evitava sempre. Era
molto pi brava a gestire la brutalit che qualunque forma di tenerezza.
Detto francamente, Tohrment la innervosiva parecchio.
Di fronte al suo silenzio, il volto di lui si contrasse come se fosse rimasto deluso ma non gliene
facesse una colpa. Okay, disse. Non insisto.
Ges, che stronza. No, figurati.  solo che non ti conviene sentire la mia risposta, al momento.
D'accordo. Tohrment socchiuse gli occhi, guardando la sala pesi, e Xhex ebbe la netta sensazione
che fosse intrappolato l fuori proprio come lei, tagliato fuori dal ragazzo che stava soffrendo al di l
della porta chiusa. E cos hai chiamato in cucina perch volevi parlarmi?
Xhex tir fuori la chiave che John aveva usato per entrare nella vecchia casa di Tohrment. Volevo
solo ridarti questa e dirti che c' stato un problema.
La griglia emotiva del fratello divenne nera e vuota, tutta buia. Quale problema?
Una delle vetrate scorrevoli  rotta. Bisogna coprirla con un paio di fogli di compensato. Siamo
riusciti a riattivare il sistema di allarme, quindi i sensori di movimento dentro casa sono in funzione,
ma c' una corrente pazzesca. Sar lieta di aggiustarla oggi stesso.
Sempre che John non distruggesse il resto dell'attrezzatura da palestra, consumasse tutte le scarpe da
ginnastica o crollasse a terra stecchito.
Quale... Thor si schiar la voce. Quale vetrata?
Quella nella stanza di John Matthew.
Il fratello si accigli. Era rotta, quando siete entrati?
No...  esplosa da sola.
Il vetro non esplode senza una ragione.
Gi, e lei ne aveva fornita una ottima a John Matthew. Verissimo.
Tohr la guard e lei sostenne il suo sguardo finch il silenzio non divenne pesante, vischioso come
fango. Ma per quanto Tohrment fosse una brava persona e un ottimo soldato, lei non aveva niente da
confidargli.
Con chi devo parlare per procurarmi del compensato? chiese.
Non preoccuparti per quello. E grazie di avermi avvertito.
Quando il fratello si volt per tornare in ufficio, Xhex si sent malissimo... un altro punto in comune
con John Matthew, a quanto pareva. Ma invece di stabilire un record di velocit, lei voleva solo
prendere un coltello e tagliarsi i polsi per allentare la pressione.
Dio, a volte era proprio una lagna. Ma i cilici, oltre a tenere a bada il suo lato symphath, l'aiutavano
anche ad attenuare ci che non voleva sentire.
Ovvero grosso modo il novantanove per cento delle emozioni.
Dieci minuti dopo, Blaylock mise la testa fuori dalla sala pesi. Teneva gli occhi fissi sul pavimento e
le sue emozioni erano in gran subbuglio. Niente di strano, a nessuno piace vedere un amico che si
auto-distrugge, e dover parlare con la persona che ha fatto precipitare in caduta libera il morale di
quel poveraccio non  esattamente il massimo della vita.
Senti, John  andato nello spogliatoio a farsi una doccia. L'ho convinto a piantarla di correre come
se fosse sul set del Maratoneta, ma ... Gli serve ancora un po' di tempo, credo.
Okay. Lo aspetter qui in corridoio.
Blaylock annu; poi, dopo una pausa imbarazzata, aggiunse, Adesso vado ad allenarmi.
Quando la porta si chiuse, Xhex prese armi e giubbotto, avviandosi verso lo spogliatoio. L'ufficio era
vuoto, il che significava che Tohr se n'era andato per la sua strada, senza dubbio a prendere accordi
con qualche doggen per un po' di bricolage da bravo tuttofare.
Il silenzio di tomba diceva chiaramente che non c'era anima viva in nessuna delle aule, in palestra o
in clinica.
Scivolando con la schiena lungo la parete, pos il fondoschiena per terra e appoggi le braccia sulle
ginocchia, poi abbandon la testa all'indietro e chiuse gli occhi.
Dio, era stremata...
John  ancora l dentro?
Xhex si svegli di soprassalto, la pistola puntata contro il petto di Blaylock. Vedendolo balzare
all'indietro, mise immediatamente la sicura e abbass la canna.
Scusa, le vecchie abitudini sono dure a morire.
Ehm, gi. Blaylock agit l'asciugamano bianco in direzione dello spogliatoio. John  ancora l
dentro? E passata pi di un'ora.
Xhex alz il polso di scatto e guard l'orologio. Cristo.
Si alz in piedi e socchiuse le porta. Lo scroscio dell'acqua nella doccia non fu un gran sollievo. C'
qualche altra uscita?
Solo attraverso la sala pesi... che si apre solo su questo corridoio.
Okay, vado a parlarci io, disse Xhex, sperando che fosse la cosa giusta da fare.
Bene. Io finisco di allenarmi. Chiamami, se hai bisogno.
Xhex spinse la porta ed entr. Era il classico spogliatoio con file su file di armadietti di metallo beige
separate da panche di legno. Seguendo il rumore dell'acqua, sulla destra, pass davanti a un settore
attrezzato con orinatoi, gabinetti e lavandini dall'aria sconsolata, cos soli e abbandonati senza un
branco di maschi nudi e sudati che si scambiavano colpi di salvietta.
Trov John in uno spazio aperto, con dozzine di soffioni e piastrelle su ogni centimetri quadrato di
pavimento, pareti e soffitto. In T-shirt e pantaloncini, se ne stava seduto contro il muro, a testa china,
le braccia penzoloni sulle ginocchia e l'acqua che gli scorreva sulle spalle poderose e sul torace.
Il primo pensiero di Xhex fu che, fuori in corridoio, lei era nella stessa identica posizione.
Il secondo fu che era sorpresa di vederlo cos immobile. La sua griglia emotiva non era l'unica cosa
illuminata; anche quell'ombra dietro di essa ardeva di angoscia. Era come se le due parti di lui
vivessero una sorta di lutto, senza dubbio perch John aveva sofferto o perch aveva assistito a
troppe perdite crudeli in questa vita... e forse anche in un'altra. Lo stato emotivo generato da tutto
ci la terrorizzava. L'abisso tenebroso dentro di lui era cos potente da deformare la sua
sovrastruttura psichica... trascinandolo nello stesso inferno dov'era precipitata lei, in quella
maledetta sala operatoria.
Trascinandolo fin sull'orlo della pazzia.
Appena scavalc il bordo piastrellato della doccia, le venne la pelle d'oca per il gelo creato dai
sentimenti di John... e per la consapevolezza di esserci ricascata. Era come con Muhrder. Anzi,
peggio.
Cristo santo, era una fottutissima vedova nera, quando si trattava di maschi di valore.
John?
Lui non alz la testa, anche se non era sicura che si fosse accorto della sua presenza. Era tornato al
passato, risucchiato e prigioniero nella morsa della memoria...
Accigliandosi, si ritrov a seguire con gli occhi l'acqua che scorreva sotto di lui e scivolava lungo il
piano leggermente inclinato... fino allo scarico.
Lo scarico.
C'era qualcosa, legato a quello scarico. Qualcosa che c'entrava con... Lash?
Nell'abbraccio della solitudine e col sommesso rumore del getto d'acqua in sottofondo, Xhex
sguinzagli il suo lato cattivo per una buona causa: in gran fretta il suo istinto di symphath si tuff
dentro John, penetrando oltre il suo territorio fisico, affondando nella sua mente e nei suoi ricordi.
Quando lui alz la testa a guardarla, scioccato, tutto divenne rosso e bidimensionale, le piastrelle si
tinsero di un rosa acceso, i capelli scuri, bagnati, di John divennero rosso sangue, l'acqua scintillava
come champagne ros.
Le immagini che vide erano tracciate con un calamo di terrore e vergogna: una scala buia in uno
stabile non dissimile da quello in cui l'aveva portata John; lui era un ragazzino gracile e minuto,
prima della transizione, costretto da un fetido umano... Oh. Dio.
No.
Xhex sent cedere le ginocchia e barcoll... poi si lasci andare, semplicemente, atterrando sulle
piastrelle scivolose, cos di schianto che le ossa scricchiolarono e i denti batterono gli uni contro gli
altri.
No... non John, pens. Non quand'era indifeso, innocente e cos solo. Non quando, smarrito nel
mondo degli umani, doveva arrabattarsi per sopravvivere.
Non lui. Non cos.
Rimasero seduti l, a fissarsi l'un l'altra. Col suo lato symphath uscito allo scoperto, Xhex aveva gli
occhi rosso fuoco. John sapeva che gli aveva letto dentro e odiava ci che aveva scoperto, lo odiava
con una furia tale che, saggiamente, lei tenne per s ogni pena o commiserazione. Non sembrava
arrabbiato per quell'invasione da parte sua, per. Pi che altro avrebbe tanto voluto non dover
condividere con nessuno quello schifo.
Cosa c'entra Lash con quella faccenda? chiese brusca lei. Perch occupa ogni angolo della tua
mente.
John spost gli occhi sullo scarico in mezzo alle docce, e lei ebbe l'impressione che stesse vedendo
del sangue raccogliersi intorno alla griglia di acciaio inossidabile. Sangue di Lash.
Xhex socchiuse gli occhi. Adesso era facile indovinare tutta la storia: Lash aveva scoperto il segreto
di John in qualche modo. E non le serviva il suo lato symphath per sapere come avrebbe sfruttato
un'informazione del genere, quello stronzo.
Lo speaker che annuncia le formazioni delle squadre, prima di una partita di baseball si sarebbe
accontentato di un pubblico pi ristretto.
Quando John torn a guardarla, Xhex sent una comunanza sconvolgente con lui. Niente pi
barriere, niente pi timori di essere vulnerabile. Anche se erano tutti e due completamente vestiti,
ognuno era nudo di fronte all'altro.
Sapeva benissimo che non avrebbe mai provato niente del genere per nessun altro, maschio o
femmina che fosse. Senza bisogno di parlare, John sapeva tutto ci che lei aveva passato e tutto ci
che derivava da quel tipo di esperienza. E lo stesso valeva per lei.
Forse quell'ombra sulla sua griglia emotiva era una sorta di biforcazione della psiche causata dal
trauma che aveva subito. Forse mente e anima si erano coalizzate e avevano concordato di tagliare
fuori il passato, relegandolo in fondo alla sua soffitta mentale ed emotiva. Forse per questo quelle
due parti di lui erano cos vivide.
Aveva senso. Cos come la sete di vendetta che lo animava. In fin dei conti, Lash era intimamente
coinvolto nei torti subiti da entrambi, da John e da lei.
Se informazioni come quella riguardante John capitavano nelle mani sbagliate era un disastro, una
cosa terribile quasi quanto l'orrore subito, perch lo rivivevi ogni volta che qualcun altro veniva a
conoscenza della storia. Ecco perch lei non parlava mai del periodo trascorso alla colonia con suo
padre, o di quando era nella clinica degli umani... o... gi...
John alz l'indice e lo picchiett di fianco all'occhio.
I miei sono rossi? mormor Xhex. Quando lui annu, lei si stropicci la faccia. Scusa. Forse devo
procurarmi un altro paio di cilici.
John chiuse il rubinetto e lei lasci ricadere le mani. Chi altri lo sa? Di te.
John si accigli. Poi sillab, Blay, Qhuinn. Zsadist. Havers. Una psicologa. Quando scosse la testa,
Xhex lo interpret come il segno che l'elenco era finito.
Non dir niente a nessuno.
Fece scorrere lo sguardo su quel corpo imponente, dalle spalle ai poderosi bicipiti, alle cosce
impressionanti... e si scopr a rimpiangere che non fosse cos grosso, all'epoca, su quella scala sudicia.
Almeno adesso non era pi come quando era stato violentato... anche se questo era vero solo
all'esterno. Dentro, aveva tutte le et cui era scampato, il neonato abbandonato, il bambino
indesiderato, l'adolescente solo al mondo... e ora l'adulto.
Che era un indomito guerriero sul campo di battaglia, un amico fedele e, a giudicare da ci che
aveva fatto a quel lesser nella casa di arenaria e a ci che senza dubbio voleva fare a Lash, un
acerrimo nemico.
In sostanza un bel problema, perch il figlio dell'Omega doveva assassinarlo lei.
Non che dovessero affrontare la questione proprio adesso.
Con l'umidit delle piastrelle che si insinuava nel fondo dei pantaloni e l'acqua che gocciolava gi da
John, Xhex rimase sorpresa da ci che le venne voglia di fare.
Era assurdo sotto molti punti di vista, e di sicuro era una pessima idea. Ma in quel momento, tra
loro, la logica non giocava un gran ruolo.
Si spost in avanti, poggiando i palmi sul pavimento scivoloso della doccia. Muovendosi lentamente,
prima una mano e poi un ginocchio, una mano e un ginocchio, and verso John.
Cap subito quando lui colse il suo odore.
Perch sotto i calzoncini fradici il suo uccello ebbe un fremito e divent duro.
Quando furono faccia a faccia, punt gli occhi sulla sua bocca. Le nostre menti sono gi unite.
Voglio che la carne segua il loro esempio.
Con ci, si protese in avanti e pieg la testa. Appena prima di baciarlo si ferm, ma non per paura
che lui si ritraesse... dall'odore intenso e speziato che emanava, sapeva che John non voleva tirarsi
indietro.
No, non hai capito niente, John. Leggendo le sue emozioni scosse la testa. Tu non vali la met del
maschio che avresti potuto essere per colpa di quello che ti hanno fatto. Vali il doppio di chiunque
altro, perch sei sopravvissuto.
Be', la vita ci mette in situazioni che non ci saremmo mai aspettati.
Mai e poi mai, nemmeno nei peggiori incubi vomitati dal suo subconscio, John si sarebbe sognato di
digerire l'idea che Xhex sapesse quanto aveva sofferto prima della transizione.
Per quanto fosse diventato forte e robusto, non si era scordato come era stato debole un tempo. E la
minaccia che i suoi cari, le persone che pi rispettava, potessero scoprirlo, resuscitava quella
debolezza non una, ma infinite volte.
Eppure eccoli l, col suo scheletro non solo fuori dall'armadio, ma illuminato da luci stroboscopiche.
E la sua doccia di due ore? Si sentiva ancora morire per quello che Xhex aveva patito... Era troppo
doloroso per pensarci, troppo orribile per non soffermarvisi. Se poi a questo si aggiungeva il suo
bisogno di vampiro innamorato di proteggerla e salvaguardarla? E il fatto che lui sapeva esattamente
quant'era spaventoso essere vittimizzati in quel modo?
Se solo l'avesse trovata prima... se solo si fosse impegnato di pi...
Gi, ma lei si era liberata da sola, giusto? Non era stato lui a farla scappare... era stato l con lei, nella
fottutissima stanza in cui era stata stuprata, senza neanche accorgersi che lei era l.
Era un pensiero quasi troppo terribile per conviverci; la testa gli ronzava al punto che il cervello
sembrava un elicottero in procinto di alzarsi in volo... su, su, per poi allontanarsi e non tornare mai
pi.
L'unica cosa che lo teneva coi piedi per terra era la prospettiva di uccidere Lash.
Finch quello stronzo era l fuori, vivo e vegeto, John aveva un obiettivo che teneva il tetto sopra la
sua casa.
Uccidere Lash era il suo legame con la sanit mentale e con uno scopo ben preciso, la zincatura del
suo acciaio.
Un'altra intrinseca debolezza, per, come non vendicare la sua femmina, ed era spacciato.
John, disse Xhex, nel chiaro tentativo di tirarlo fuori da quell'avvitamento mentale che rischiava di
mandarlo in tilt.
Concentrandosi su di lei, John la guard in quegli occhi rosso fuoco, rammentando che era una
symphath. Il che significava che poteva scavare dentro di lui e spalancare tutte le sue botole interne,
liberando i suoi demoni solo per il gusto di guardarli ballare. Ma non l'aveva fatto, no? Si era
insinuata dentro di lui, certo, ma solo per capire come stava. E alla vista dei suoi lati pi oscuri, non
aveva esclamato puah, che schifo, puntandogli il dito contro, n si era ritratta disgustata.
Anzi, si era avvicinata di soppiatto, come una gatta, con l'aria di volerlo baciare.
Abbass gli occhi sulle sue labbra.
Chi l'avrebbe mai detto, riusciva a reggere quel tipo di contatto. Le parole non bastavano a mitigare
la ripugnanza che provava verso se stesso, ma le mani di lei sulla pelle, la bocca di Xhex sulla sua, il
corpo di lei contro il suo... ecco di cosa aveva bisogno, invece che di parlare.
Giusto, conferm lei con gli occhi che ardevano, e non solo per via della sua met symphath. Ne
abbiamo bisogno tutti e due.
John le prese il viso tra le mani fredde e bagnate. Poi si guard intorno. Il momento poteva essere
quello giusto, ma il posto proprio no.
Non avrebbe fatto l'amore con lei su quelle piastrelle dure.
Vieni con me, sillab, alzandosi e tirandola su in piedi.
Quando lasciarono lo spogliatoio, l'erezione tendeva i pantaloncini da corsa, l'urgenza di accoppiarsi
era un ruggito nel sangue, tenuto a bada dal bisogno di trattarla col massimo rispetto e di darle
qualcosa di dolce, al posto della violenza che aveva subito.
Invece di puntare verso il tunnel per rincasare, svolt a destra. Neanche morto sarebbe salito in
camera sua con lei sottobraccio e un'erezione grossa come una trave a doppia T . E poi era bagnato
fradicio.
Troppe cose da spiegare alla platea permanente offerta dalla casa.
Accanto allo spogliatoio c'era una sala per lo stretching e la riabilitazione motoria, attrezzata con
lettini per i massaggi e una vasca a idromassaggio nell'angolo. C'erano anche un mucchio di tatami
azzurri mai utilizzati - i fratelli trovavano a malapena il tempo di allenarsi nelle arti marziali,
figurarsi se ne avevano per giocare a fare le ballerine con i loro preziosi glutei e coi tendini del
ginocchio.
John blocc la porta con una sedia di plastica e si volt verso Xhex. Lei girava per la stanza, il suo
corpo agile e snello e l'andatura felina erano meglio di un intero spettacolo di spogliarello, almeno
per lui.
John allung il braccio di lato e spense le luci.
Sopra la porta, l'insegna luminosa rossa e bianca dell'uscita creava una pozza di luce fioca divisa in
due dal corpo di John, la sua ombra alta e scura uno spartiacque che si allungava sul pavimento fino
ai piedi di Xhex.
Dio, quanto ti voglio, disse lei.
Non dovette ripeterlo due volte. Scalciando via le Nike, John si sfil la maglietta e la lasci cadere sui
materassini. Poi infil i pollici nell'elastico dei calzoncini e li abbass sulle cosce, liberando il pene
che si erse con prepotenza. Il fatto che puntasse verso di lei come una bacchetta da rabdomante non
fu un grossa sorpresa... tutto in lui, dal cervello al sangue, al cuore che batteva all'impazzata, era
focalizzato sulla femmina ritta a non pi di tre metri di distanza.
Ma non aveva intenzione di saltarle addosso dandoci dentro come un martello pneumatico. No.
Anche se aveva gi le palle del colore dei Puffi.
I suoi pensieri smisero di seguire la logica quando Xhex prese il bordo della felpa e, con mossa
elegante, la alz sul busto, sfilandola dalla testa. Sotto non aveva niente, a parte la bellissima pelle
liscia e i seni alti e sodi.
Mentre il suo odore lo investiva con forza, facendolo ansimare, le agili dita di lei andarono alla
coulisse dei calzoni da chirurgo e la sciolsero; con un fruscio, il leggero cotone verde scivol gi,
intorno alle caviglie.
Oh... dio benedetto, adesso era di fronte a lui nello splendore della sua nudit, e le linee del suo
corpo erano stupefacenti: avevano gi fatto sesso, ma tutte e due le volte in fretta e furia, travolti
dalla passione, perci non aveva mai avuto il tempo di guardarla bene...
John batt convulsamente le palpebre.
Per un attimo vide solo i lividi che la deturpavano quando l'aveva trovata, specie quelli all'interno
delle cosce. Ora sapeva che non erano dovuti solo a scontri corpo a corpo...
Non pensarci, John, disse lei con voce roca. Io non lo faccio e non dovresti farlo neanche tu.
Non... pensarci e basta. Lui ci ha gi portato via anche troppo.
La gola gli si serr intorno a un grido di vendetta, che riusc a soffocare solo perch sapeva che Xhex
aveva ragione. Con un supremo sforzo di volont, decise che la porta alle sue spalle, quella che aveva
bloccato con la sedia, avrebbe tenuto fuori non solo eventuali passanti della categoria esseri viventi,
ma anche i fantasmi dei torti subiti.
Dopo quel momento di intimit avrebbe trovato il tempo di pareggiare i conti.
Sei bellissima, sillab.
Ma naturalmente lei non poteva vedere le sue labbra.
Allora doveva mostrarglielo.
John fece un passo avanti, poi un altro e un altro ancora. Non fu il solo ad avanzare. Lei gli and
incontro a met strada tra il punto A e il punto B; la sua sagoma, incorniciata nell'ombra proiettata
dal corpo di lui, era l'unica cosa che John vedeva.
Quando si fermarono uno di fronte all'altra, il petto di lui pompava con forza come il suo cuore. Ti
amo, sillab nella lama d'ombra che aveva ritagliato nella luce.
Allungarono le mani nello stesso istante: lui le tocc il viso, lei gli mise le mani sulle costole. Le loro
bocche finirono il viaggio nell'aria immobile, carica di elettricit, le labbra si fusero in un bacio
dolcissimo e caldo. Attirandola contro il petto nudo, John le cinse le spalle con le braccia muscolose,
tenendola stretta, baciandola con trasporto sempre maggiore... e lei lo assecond, facendogli scorrere
i palmi intorno alla vita e poi gi, alla base della schiena.
II pene si pieg in mezzo a loro, la frizione dell'addome contro quello di lei gli inviava vampate di
calore su e gi per la spina dorsale. Ma lui non aveva fretta. Muoveva pigramente i fianchi avanti e
indietro, strusciando l'erezione contro di lei, facendo scivolare le mani sulle sue braccia e sui fianchi.
Affondandole la lingua in bocca, alz una mano sui corti capelli alla base del collo e lasci ricadere
l'altra dietro la sua coscia. Sentendosi tirare con delicatezza, lei sollev la gamba, flettendo i
muscoli...
Con un agile saltello acceler i tempi, alzando anche l'altra gamba e cingendogli la vita. Quando il
membro colp qualcosa di caldo e bagnato, strappandogli un gemito, John si abbass sul pavimento
tenendola stretta, affondando con lei sui materassini e facendola allungare sotto di s.
Stacc le labbra dalle sue e si scost quel tanto che bastava per far scorrere la lingua sulla sua gola.
Succhi i tendini del collo, seguendoli finch le zanne, che palpitavano al ritmo dell'erezione,
scivolarono sopra la clavicola. Mentre lui scendeva verso il basso, lei, con le dita affondate tra i suoi
capelli, lo teneva gi, a contatto della pelle, guidandolo verso i seni.
John si ritrasse, torreggiando sopra di lei, facendo scorrere gli occhi sul profilo del suo corpo
stagliato contro la luce della scritta USCITA. I capezzoli erano turgidi, le costole pompavano come
mantici e gli addominali scolpiti si flettevano mentre lei dimenava i fianchi. Tra le cosce, il sesso
liscio gli strapp un sibilo muto...
Senza preavviso, lei mise la mano sul pene.
A quel contatto, lui si sbilanci all'indietro, tanto che dovette allargare le braccia e appoggiarsi sulle
mani.
Dio, quanto sei bello, gemette Xhex.
La sua voce lo spinse ad agire; spostandosi in avanti, liber il pene dalla sua stretta e si inginocchi
in mezzo alle sue cosce. Chin la testa e chiuse le labbra intorno a un capezzolo, titillandolo con la
lingua.
Il mugolio di piacere che le sfugg, quasi lo fece venire sopra di lei; fu costretto a restare immobile
per ritrovare il controllo. Quando la marea dell'eccitazione si ritrasse a sufficienza, ricominci a
succhiarla... facendo scorrere adagio le mani su torace, vita e fianchi.
Fu lei a guidarlo verso il proprio sesso, in un gesto che la diceva lunga sul suo carattere.
Mise una mano sulla sua e lo port nel punto preciso in cui entrambi volevano che andasse.
Rovente. Vellutato. Viscido.
L'orgasmo che gi premeva nella sua erezione esplose non appena fece scivolare le dita dentro di lei,
fermandosi sulla soglia che moriva dalla voglia di varcare: assolutamente impossibile trattenersi; lei
rise di gusto nel sentire sulle gambe il seme con cui la marchiava.
Ti piace toccarmi, mormor.
Lui la guard negli occhi e, invece di annuire, si port alle labbra la mano che lei aveva guidato verso
la vulva. Nel vederlo tirare fuori la lingua per leccare le dita coperte dei suoi umori, lei rabbrivid con
violenza, inarcandosi sui materassini, protendendo i seni verso l'alto e spalancando ancora di pi le
cosce.
Con le palpebre socchiuse e gli occhi fissi nei suoi, lui piant i palmi ai due lati dei suoi fianchi e si
chin sul suo sesso.
Forse avrebbe potuto riempirla di baci impalpabili. Forse avrebbe potuto mostrare maggior finezza,
stuzzicandola con la lingua e la punta delle dita.
'Fanculo.
Animato da una smania selvaggia, incontrollabile, si attacc alla vulva risucchiandola con forza, a
fondo, inghiottendola quasi. L'orgasmo l'aveva inondata di sperma, cos, insieme al suo miele
assapor anche quello... e il vampiro innamorato in lui rimase estasiato da quella combinazione.
Una fortuna, per lui, perch alla fine il suo odore penetrante e speziato l'avrebbe avvolta tutta, dentro
e fuori.
Leccando, titillando e penetrando, si accorse vagamente che lei gli aveva buttato una gamba sopra la
spalla e si strusciava contro il suo mento, le labbra e la bocca, aumentando ancora di pi la magia del
momento, spingendolo a eccitarla ancora di pi.
Xhex venne gridando il suo nome. Due volte.
E lui fu lieto che, pur non avendo voce, le sue orecchie funzionassero a meraviglia.
Capitolo 45
Ges Cristo, John sapeva il fatto suo. Questo fu l'unico pensiero che le attravers la mente quando
ridiscese sulla terra, dopo essersi librata in volo grazie all'estasi che le aveva procurato con la bocca.
Poi subito venne sospinta di nuovo verso l'alto. L'odore del desiderio di John le invadeva prepotente
le narici, le sue labbra erano deliziosamente infuocate sulla vulva e la sua erezione, lunga e rovente
sulle gambe, la stuzzicava in modo irresistibile...
Lui allung la lingua penetrandola fino in fondo, facendola impazzire di nuovo. La vampa bagnata
con cui la pervadeva, le carezze, morbide quando venivano dalla sua bocca e ruvide quando
venivano dal mento, i cerchi tracciati dal suo naso contro la sommit della vulva, tutto ci le fece
volare via il coperchio del cervello... una perdita che fu ben lieta di godere.
Nel mezzo di quel fuoco non c'era nient'altro che John... niente pi passato, niente futuro, nient'altro
che i loro corpi. Il tempo ormai era privo di significato, il luogo privo di importanza e le altre
persone prive di interesse.
Avrebbe voluto poter restare cos, con lui, per sempre.
Vieni dentro di me, gemette, tirandolo per le spalle.
John alz la testa, scivolando verso l'alto sopra il suo corpo, l'erezione che premeva delicatamente
contro l'interno delle cosce, sempre pi vicina.
Lei lo baci con trasporto, sfregando la bocca sulla sua, spingendo la mano verso il basso, in mezzo a
loro, guidandolo dove smaniava di sentirlo...
Il corpo imponente di lui si contorse a quel contatto. Oh, Dio... sibil lei.
La punta smussata del pene schiuse la vulva e scivol dentro
adagio, riempiendola, allargandola. Lei si inarc per permettergli di entrare completamente e fece
scorrere le mani sulla sua schiena liscia, fino in fondo alla spina dorsale... e ancora pi gi, per poter
affondare le unghie nelle natiche.
Sent i suoi muscoli contrarsi e poi rilassarsi sotto le dita, mentre cominciava a pompare; agitava la
testa a destra e a sinistra sul materassino, mentre lui si spingeva dentro e fuori, dentro e fuori. Era
pesante come un'auto sopra di lei, e il suo corpo era pieno di spigoli... ma, neanche a dirlo, le andava
benissimo cos: aveva abbastanza curve per ammortizzarli, quando lui aveva bisogno di spazio, ed
era cos prossima a venire un'altra volta che i polmoni le bruciavano comunque per mancanza d'aria.
Incrociando le caviglie dietro le sue cosce, si mosse all'unisono con lui finch i loro corpi sbatterono
schioccando l'uno contro l'altro e i respiri esplosero, poi John sollev il torso puntando i pugni nel
materassino ai due lati del busto di lei, reggendosi sui muscoli scolpiti delle braccia... per poter
pompare pi forte.
Il suo volto era una maschera erotica dei lineamenti che tanto spesso lei aveva visto, le labbra ritratte
sulle lunghe zanne bianche, le sopracciglia aggrottate, gli occhi infuocati, la mascella contratta al
punto da scavargli le guance. A ogni spinta, pettorali e addominali si gonfiavano, il sudore sulla pelle
luccicava nella penombra. Quella vista fu il cicchetto finale di quella sbronza fisica, il colpo di grazia
che, subito dopo la bomba esplosa dentro di lei, la mise definitivamente KO.
Attaccati alla mia vena, gemette. Fallo... subito.
Mentre lei rimbalzava dentro un altro orgasmo, John si allung di slancio verso la sua gola,
affondandole le zanne nel collo e venendo dentro di lei.
Una volta partito non riusc pi a fermarsi, n lei voleva che lo facesse. Continu a muoversi, a
succhiare e a eiaculare dentro di lei in ondate successive, saturando il suo sesso mentre si nutriva e la
possedeva, impetuoso e scatenato.
Ma era quello che lei voleva.
Alla fine, pi che fermarsi, croll sopra di lei. Facendo scorrere le mani sulle sue spalle, Xhex lo
tenne stretto mentre lui leccava pigramente i segni del morso.
A volte per pulire bene qualcosa occorre investirla con un getto di sabbia, passare delicatamente una
spugna o uno straccio non basta a eliminare tutta la sporcizia e il sudiciume. Quello che avevano
appena fatto era ben pi che una sabbiatura... ma, a giudicare da come lui era ancora duro, Xhex cap
che altro doveva ancora venire.
Alla lettera.
John alz la testa e la guard. Aveva uno sguardo preoccupato e le accarezz i capelli con cautela.
Lei sorrise. Naa, sto bene. Sto pi che bene.
Un sorriso sornione spunt sul bel viso di lui. Puoi dirlo forte, sillab.
Ehi, calma, bello. Credi di farmi arrossire come una ragazzina grazie alla tua parlantina sciolta?
Lui annu e lei alz gli occhi al cielo. Tanto perch tu lo sappia, non sono il tipo di femmina in
tacchi a spillo che va in delirio solo per un bacio appassionato.
John inarc un sopracciglio, tutto macho al mille per mille. E che fosse dannata se non sent un
formicolio alle guance.
Ascoltami bene, John Matthew, disse, prendendolo per il mento. Non mi trasformerai in una di
quelle squinzie che perdono la testa per il loro amante. Non esiste proprio. Non  nel mio DNA.
Diceva sul serio... ma appena lui dimen i fianchi spingendole dentro quell'erezione enorme, lei fece
le fusa.
Fece le fusa.
Quel verso le era totalmente estraneo, e se lo sarebbe rimangiato se solo avesse potuto. Invece emise
un altro di quei mugoli decisamente non da dura.
John chin la testa sul suo seno e cominci a succhiare, continuando, chiss come, a pompare con
spinte lente e regolari.
Travolta dal piacere, Xhex gli affond di nuovo le mani tra i capelli, facendo scorrere le dita tra
quelle onde morbide. Oh, John...
A un tratto lui si immobilizz di colpo, stacc le labbra dal capezzolo e fece un sorriso cos largo che
fu un miracolo se non gli saltarono via i denti davanti, come a dire beccata!
Sei un bastardo, esclam lei, ridendo.
John annu, penetrandola un'altra volta fino in fondo.
La stava punzecchiando, le stava dando una piccola dimostrazione di chi era il capo. Era perfetto,
proprio perfetto. In qualche modo la induceva a rispettarlo ancora di pi... d'altronde, la forza le era
sempre piaciuta, in tutte le sue forme, compresa quella canzonatrice e provocatoria.
Non ho intenzione di arrendermi, sai.
Lui incresp le labbra scuotendo la testa, come a dire, oh, no, certo che no.
Poi cominci a sfilarsi da lei. Con un gemito gutturale, Xhex gli affond le unghie nelle natiche.
Dove credi di andare?
John rise in silenzio, spalanc le cosce e scivol verso il basso, fino a ritrovarsi nel punto da cui aveva
iniziato a lavorarsela... con la bocca sopra il suo sesso.
Il suo nome riecheggi forte nella stanza, rimbalzando contro le pareti piastrellate, mentre
ricominciava a darle esattamente ci che lei voleva e di cui aveva bisogno.
Ignorare deliberatamente i gemiti e i mugoli del sesso era un talento in cui Blay stava facendo anche
troppa pratica.
Uscendo dalla sala pesi, ud riecheggiare il nome di John attraverso la porta chiusa della sala per la
fisioterapia. Dato il tono e il volume, era chiaro che la causa non era una fitta conversazione.
A meno che Xhex non fosse una meteorologa dilettante e John le stesse facendo delle memorabili
previsioni del tempo.
Buon per loro. Considerato quanto John si era accanito su quei tapis roulant, era una benedizione.
Blay si concesse un secondo per valutare se tornare a casa e decise che, visto che Qhuinn poteva
andare avanti all'infinito, era troppo presto per rientrare in camera sua. S'infil nello spogliatoio, fece
una doccia veloce e prese in prestito un paio di pantaloni da chirurgo dalla collezione di Vishous. Di
nuovo in corridoio, si avvi di buon passo verso l'ufficio e chiuse bene la porta.
Rapido test dell'udito: non si sentiva volare una mosca; proprio quello che cercava. Purtroppo
un'occhiata all'orologio gli disse che in totale aveva sprecato solo un'oretta e mezzo. E dire che aveva
sempre pensato che una bella doccia fosse una cosa meravigliosa.
Considerate le alternative a sua disposizione, decise di sedersi alla scrivania. Del resto, fare di tutto
per non ascoltare Xhex e John era una questione di decoro. Azzerare il volume di Qhuinn e Layla?
Istinto di conservazione.
Molto meglio la prima che la seconda.
Parcheggiando le chiappe nella poltroncina girevole, guard il telefono.
Saxton baciava alla grande. A-L-LA G-R-A-N-D-E.
Blay chiuse brevemente gli occhi, pervaso da una vampata di calore, neanche gli avessero acceso un
fal nello stomaco.
Allung la mano verso la cornetta... e la lasci sospesa a mezz'aria, senza alzarla. Non riusciva a
decidersi.
Poi gli torn in mente Layla, che usciva con tutta calma dal suo bagno per andare da Qhuinn.
Afferr il ricevitore e fece il numero di Saxton; mentre il telefono squillava, si chiese cosa diavolo gli
era saltato in mente.
... Pronto...
Blay si accigli, raddrizzandosi sulla sedia dell'ufficio. Cos'hai? Lunga pausa. Saxton?
Sent un colpo di tosse e un sibilo. S, sono io...
Saxton, cosa cavolo succede?
Segu un silenzio terribile. Sai, mi  piaciuto da matti baciarti. La voce strozzata si tinse di
malinconia. E mi  piaciuto da matti
altro colpo di tosse - uscire con te. Potrei stare a guardarti per un'eternit.
Dove sei? A casa.
Blay guard di nuovo l'orologio. E dove sarebbe?
Vuoi fare l'eroe?
 necessario?
Questa volta la tosse dur molto pi a lungo. Temo... di... dover andare.
Ci fu un clic e la chiamata venne interrotta.
Con tutti i suoi istinti in allarme, Blay attravers d'un balzo l'armadio che immetteva nel tunnel
sotterraneo e si smaterializz oltre i gradini che portavano alla grande casa della confraternita.
Riprese forma davanti a un'altra porta, a un centinaio di metri di distanza.
All'ingresso della Tana, accost la faccia all'occhio della telecamera e suon il citofono. V? Ho
bisogno di te.
Nell'attesa, preg la Vergine Scriba che Vishous fosse...
Il robusto pannllo si spalanc di scatto e sulla soglia comparve V, coi capelli bagnati e un
asciugamano nero in vita. In sottofondo si sentiva Empire State of Mind, di Jay-Z, e nell'aria
aleggiava l'aroma di finissimo tabacco turco.
Cosa c'?
Devi trovarmi un indirizzo.
V socchiuse i gelidi occhi d'argento facendo muovere il tatuaggio sulla tempia sinistra. Che
indirizzo stai cercando?
Quello di un civile, a partire dal suo numero di cellulare. Blay snocciol le cifre che aveva appena
digitato.
V alz gli occhi al cielo e lo fece entrare. Un giochetto da ragazzi.
E cos fu. Premette un paio di tasti dei suoi quattro giocattolini e alz gli occhi dai computer. Sienna
Court, duemilacentocinque... Dove cavolo stai andando?
Blay rispose da sopra la spalla, gi oltre i divani di cuoio e il televisore maxischermo. Fuori.
V si smaterializz bloccando l'uscita. Il sole sorger tra venticinque minuti.
Allora non farmi perdere neanche un secondo. Blay guard negli occhi il fratello. Lasciami
andare.
Era una richiesta non negoziabile; la sua ferma determinazione doveva trasparire dal suo volto,
perch V imprec sottovoce. Fai alla svelta, altrimenti non riuscirai a tornare.
Appena il fratello apr la porta, Blay spar nel nulla... e riprese forma in Sienna Court, una strada
alberata con edifici vittoriani di diversi colori. Poi, in un baleno, comparve davanti al 2105; il
numero civico, verde scuro con finiture in grigio e nero, era dipinto su una targa di legno in perfetto
stato. La vistosa veranda anteriore e la porta laterale erano illuminate da lanterne, ma dentro era
tutto buio.
Logico. I vetri riflettevano come specchi, quindi all'interno dovevano esserci delle imposte chiuse.
Impossibile entrare da quella parte.
Senza molte alternative a sua disposizione, visto che le imposte alle finestre erano sicuramente
rinforzate con lastre d'acciaio, and alla porta d'ingresso e suon il campanello.
La debole luce del sole che gi arrivava da est gli scaldava la schiena, anche se i raggi riuscivano a
stento a proiettare ombre. Accidenti, dov'era la telecamera? Ammesso che V avesse beccato
l'indirizzo giusto - e V non sbagliava mai - doveva esserci un sistema di monitoraggio a circuito
chiuso...
Ah, s, ecco, negli occhi del batacchio a forma di leone.
Sporgendosi in avanti, guard fisso il muso di ottone bussando energicamente coi pugni chiusi.
Fammi entrare, Saxton. Le spalle e la spina dorsale scottavano sempre pi; allungando una mano
dietro la schiena, Blay rimbocc la casacca del camice da chirurgo.
Sentendo scattare la serratura e vedendo la maniglia che ruotava, si pass in fretta una mano tra i
capelli umidi.
La porta si apr solo di uno spiraglio; al di l, la casa era avvolta nelle tenebre. Che cosa ci fai -
colpo di tosse - qui?
Fiutando l'odore del sangue, Blay si sent raggelare.
Con una spallata contro i pesanti pannelli di legno si spinse all'interno. Cosa diavolo...
La voce di Saxton arretr. Vai a casa, Blaylock. Per quanto ti adori, non sono in condizione di
riceverti, al momento.
E chissenefrega, pens Blay che, spostandosi rapido, chiuse il sole fuori dalla porta.
Cosa  successo? Anche se gi lo sapeva. D'istinto lo sapeva. Chi ti ha picchiato?
Stavo per farmi una doccia. Ti va di farmi compagnia? Blay deglut a fatica e Saxton ridacchi. E
va bene. La doccia la faccio da solo e tu ti bevi un caff. Perch pare proprio che sarai mio ospite per
il resto della giornata.
Ci fu lo scatto della serratura e poi Saxton si allontan strascicando i piedi... il che lasciava intuire
che forse zoppicava.
Anche se era impossibile vedere Saxton in quel buio pesto, il rumore dei suoi passi si dirigeva a
destra. Blay esit. Non aveva senso controllare ancora l'orologio. Sapeva che ormai la possibilit di
rincasare in tempo era sfumata.
Doveva proprio restare l per tutto il giorno.
Saxton fece strada verso un sotterraneo, scendendo dei gradini male illuminati. Nella penombra, sui
suoi bei capelli biondi, Blay scorse una macchia scura color ruggine.
Chi ti ha conciato cos? chiese, avanzando deciso e afferrandolo per il braccio.
Saxton si rifiut di guardarlo, ma la violenza con cui rabbrivid conferm ci che la voce aveva gi
tradito: era stanco e dolorante. Diciamo... che per un bel po' dovr fare a meno dei sigari.
Il vicolo accanto al locale per fumatori... merda, Blay aveva levato le tende per primo, ma era
convinto che Saxton avesse fatto altrettanto. Cos' successo dopo che me ne sono andato?
Non ha importanza.
Col cavolo che non ce l'ha.
Sii gentile, lasciami - ancora quella maledetta tosse - tornare a letto. Specie se stai per arrabbiarti.
Non mi sento particolarmente bene.
Cos dicendo, si volt a guardarlo da sopra la spalla.
Blay non riusc a trattenere un'esclamazione inorridita.
Oh... mio Dio, sussurr.
[eBL 086]
Capitolo 46
Il sole stava per squarciare il velo dei boschi allorch Darius e
Tohrment presero forma davanti a un piccolo cottage col tetto di
paglia, a parecchie miglia di distanza dal luogo del ratto, dalla magione con esso confinante... e
dall'essere dalle sembianze di rettile che li aveva accolti in quell'umido corridoio sotterraneo.
Siete sicuro? chiese Tohrment, spostando la bisaccia sull'altra spalla.
Al momento Darius non era sicuro di niente. In verit, era sorpreso che lui e il ragazzo fossero usciti
dalla casa di quel symphath senza colpo ferire; eppure erano stati accompagnati fuori con tutti i
riguardi dovuti a due ospiti regolarmente invitati.
D'altro canto, i divoratori di peccati non perdono mai di vista il proprio interesse, e Darius e
Tohrment erano di gran lunga pi utili da vivi che da morti al padrone di quella casa.
Siete sicuro? lo incalz Tohrment. Esitate a entrare.
La mia esitazione non ha nulla a che vedere con te, ahim. Darius avanz, imboccando il sentiero
battuto che conduceva alla porta d'ingresso, un sentiero creato dal ripetuto passaggio dei suoi stessi
stivali. Non ti far dormire sul gelido pavimento di pietra della Tomba. La mia casa  povera, ma ha
un tetto e muri bastanti a offrire riparo non a una, ma a due persone.
Per un fugace istante, Darius fantastic di vivere ancora come un tempo, in un castello pieno di
stanze, doggen e suppellettili raffinate, in un sontuoso maniero dove poteva spalancare le porte a
familiari e amici, dove poteva ospitare al sicuro e con le cure migliori tutti i suoi cari.
Forse un giorno avrebbe trovato il modo di riavere tutto ci.
Quantunque, essendo sprovvisto di familiari e amici, difficilmente era un obiettivo perseguibile con
celerit.
Fece scorrere il chiavistello di ghisa e spinse col busto la porta di quercia - la quale, considerate
dimensioni e peso, era pi un muro mobile. Una volta entrato insieme a Tohr, accese il lume a
petrolio appeso accanto all'ingresso e chiuse la porta, poggiandovi contro una trave grossa come il
tronco di un albero.
La casa era assai modesta: un'unica sedia davanti al focolare e un pagliericcio all'altro capo della
stanza. E sottoterra non c'era molto altro, solo alcune preziose provviste e una galleria segreta che
sbucava nel folto della foresta.
Vogliamo desinare? sugger Darius, disponendosi a deporre le armi.
S, signore.
Il ragazzo depose a sua volta le armi e and al camino, dove, accovacciatosi, accese la torba, sempre
pronta quando il fuoco era spento. Con la stanza gi odorosa di muschio fumante, Darius sollev
una botola nel pavimento di terra battuta e scese nel sotterraneo dove custodiva vivande e birra, oltre
alle sue pergamene. Torn recando formaggi, pagnotte e selvaggina affumicata.
Le fiamme del focolare rischiaravano il viso di Tohr, che, scaldandosi le mani, chiese, Come
giudicate l'accaduto?
Darius raggiunse il giovane e divise il poco che aveva da offrire con l'unico ospite che avesse mai
messo piede in casa sua. Il destino ci fa trovare strani alleati, tale  sempre stato il mio
convincimento. Tuttavia, il pensiero che i nostri interessi possano coincidere con quelli di uno di
quegli... esseri... mi ripugna. D'altro canto, anch'egli mi  apparso sorpreso e sgomento. Quei
divoratori di peccati invero non ci tengono in gran conto, non pi di quanto noi facciamo con loro.
Non siamo che ratti ai loro occhi.
Tohrment bevve un sorso dalla fiasca di birra. Non sia mai che debba mischiare il mio sangue con il
loro... mi disgustano. Tutti quanti.
Ed egli prova la medesima repulsione verso di noi. Che suo figlio abbia ghermito la fanciulla e
l'abbia trattenuta anche solo per un giorno entro le mura della sua dimora lo ha disgustato. 
desideroso quanto noi di trovarli entrambi per ricondurli in seno alla famiglia.
Ma perch servirsi di noi?
Darius sorrise, gelido. Per punire suo figlio.  la perfetta azione correttiva... far s che la gente cui la
fanciulla appartiene gli strappi il suo "amore", lasciandolo col fardello della sua assenza, oltre che con
la coscienza di essere stato battuto da esseri inferiori. E se la ri portiamo a casa sana e salva? La sua
famiglia si trasferir altrove, portandola via con s, e mai pi consentir che le accada nulla di male.
Ella vivr a lungo sulla terra e il rampollo di quel divoratore di peccati dovr saperlo, un giorno dopo
l'altro, finch avr vita. Agire in tal modo  nella loro natura... e senza di te o senza di me il padre
non potrebbe mettere in atto siffatto supplizio dell'anima. Ecco dunque il motivo che lo ha indotto a
svelarci dove andare e cosa avremmo trovato.
Tohrment scosse la testa, quasi non comprendesse il modo di ragionare dell'altra razza. Ella sar
rovinata agli occhi della sua stirpe. La glymera li sfuggir tutti come appestati...
No, non accadr. Darius alz la mano per interromperlo. Poich non lo sapr mai. Nessuno lo
sapr. Tale segreto dovr restare tra me e te. Il divoratore di peccati, in verit, non ha motivo di
rivelarlo poich i suoi simili sfuggirebbero lui e la sua famiglia... in tal modo la fanciulla sar protetta
dai nefasti effetti della sua sventura.
Ma come riusciremo a trarre in inganno Sampsone?
Darius si port alle labbra la fiasca e bevve un sorso di birra. Domani, al calar delle tenebre, ci
dirigeremo verso nord come ha suggerito il divoratore di peccati. Troveremo la fanciulla e la
ricondurremo a casa dai suoi genitori, dicendo loro che reo del misfatto  un umano.
E se lei parla?
Darius aveva considerato quell'eventualit. Sospetto che, in quanto figlia della glymera, ella sappia
bene quanto rischia di perdere. Il silenzio protegger non solo lei, ma anche la sua famiglia.
Sempre che la fanciulla fosse ancora sana di mente al momento della liberazione. Ma poteva aver
perso il bene dell'intelletto. Che la Vergine Scriba soccorresse l'animo tormentato della poveretta.
Potrebbe essere un'imboscata, mormor Tohrment.
Forse, ma non lo credo. Inoltre non temo un conflitto. Darius alz gli occhi sul suo pupillo. Il
peggio che possa accadere  che io muoia nel tentativo di salvare un'innocente... ed  di gran lunga il
modo migliore di andarsene. Se invece  una trappola, sulla via del Fado uccider una moltitudine di
nemici, puoi starne certo.
Il volto di Tohrment s'illumin di rispetto e reverenza, e Darius ne fu rattristato. Se al posto di un
brutale beone avesse avuto un vero padre, il ragazzo non avrebbe riposto siffatta fiducia in chi
conosceva appena.
N avrebbe dovuto riparare in una dimora tanto modesta.
Darius non ebbe il cuore di farlo notare al suo ospite, tuttavia. Un altro po' di formaggio?
S, grazie.
Al termine del pasto, Darius pos lo sguardo sui pugnali neri appesi dentro i foderi che d'abitudine
portava legati al petto. Aveva lo strano sentore che anche Tohrment nel volgere di breve tempo ne
avrebbe ricevuto un paio... il ragazzo era sagace, volenteroso e dotato di un ottimo istinto.
Darius non lo aveva ancora visto combattere, certo, ma presto o tardi sarebbe accaduto. In quella
guerra, accadeva sempre.
Tohrment aggrott la fronte alla luce del focolare. Quanti anni hanno detto che ha la fanciulla?
Darius si pul la bocca con una pezzuola e sent la nuca irrigidirsi. Non lo so.
Entrambi si chiusero nel silenzio e Darius intu che anche Tohrment era stato assalito dal medesimo
cruccio.
La sorte poteva avere in serbo un'altra tragica complicazione di cui non avevano alcun bisogno.
Imboscata o meno, si sarebbero diretti a nord fino alla zona costiera verso cui li aveva indirizzati il
symphath. Una volta l, a un miglio dal piccolo villaggio, sulle scogliere avrebbero trovato il riparo
descritto dal divoratore di peccati... soltanto allora avrebbero scoperto se erano caduti in un tranello.
O se invece erano stati usati per conseguire un intento che li affratellava a quel rettile segaligno.
Darius non era preoccupato, tuttavia. I divoratori di peccati, ancorch infidi, sono schiavi del loro
tornaconto... e vendicativi a scapito finanche della loro stessa prole.
Era uno di quei casi in cui la natura prevale sul carattere: se il secondo ne faceva degli esseri
pericolosi, la prima li rendeva oltremodo prevedibili.
Lui e Tohrment avrebbero trovato quanto cercavano su al nord, in riva al mare. Ne era convinto.
Il dilemma era in quali condizioni sarebbe stata la poveretta...
Capitolo 47
Quando John e Xhex alla fine riemersero dal loro piccolo momento di intimit, la loro prima tappa
fu la doccia nello spogliatoio. E poich mangiare era fondamentale dopo tutto quell'esercizio, si
alternarono e la prima a lavarsi fu Xhex.
Buffo, pens John aspettando il proprio turno in corridoio... avrebbe dovuto essere esausto. Invece si
sentiva rinvigorito, vivo, vibrante di potenza. Non si era mai sentito tanto forte.
Xhex usc dallo spogliatoio. Tocca a te.
Cavolo, era sexy da morire coi capelli corti che si arricciavano asciugandosi all'aria, il corpo avvolto
nel camice da chirurgo, le labbra rosse. Sprazzi di quello che avevano appena fatto insieme lo
mandarono su di giri e si ritrov a camminare a ritroso verso le docce solo per non staccarle gli
occhi di dosso.
E, neanche a dirlo, quando Xhex gli sorrise, il suo cuore si spezz in due: dolcezza e affabilit la
rendevano ancora pi incantevole.
Era la sua femmina. Per sempre.
La porta si chiuse tra loro e, sentendo lo scatto della serratura, John cadde in preda al panico, come
se Xhex non fosse solo sparita dalla sua visuale, ma scomparsa del tutto. Che era una follia.
Soffocando la paranoia, fece una doccia veloce e s'infil un camice da chirurgo, ignorando di
proposito quanto stava correndo.
Quando usc dallo spogliatoio, Xhex era ancora l; aveva in inente di prenderla per mano e avviarsi
verso casa, ma fin per abbracciarla forte.
Tutti i mortali sono destinati a perdere i loro cari.  la vita. Ma quasi sempre questo dato di fatto 
cos lontano nella nostra mente, da essere un'ipotesi e niente di pi, una remota eventualit. Ci sono
cose che ce lo rammentano, per, e i "quasi", i "per
un pelo", gli "oh Dio ti prego no", danno uno strattone alla catena a cui siamo attaccati,
costringendoci a fermarci ad ascoltare quello che abbiamo nel cuore. Come quando un brutto mal di
testa  solo un'emicrania, o quando un incidente stradale distrugge completamente la station wagon,
ma i seggiolini e gli air bag salvano la vita a tutti i passeggeri, o quando qualcuno che credevamo
perduto per sempre torna all'ovile... queste esperienze ci scuotono nel profondo e ci fanno venir
voglia di aggrapparci al nostro compagno, o alla nostra compagna, per ritrovare l'equilibrio.
Dio, non si era mai soffermato su quel pensiero prima, ma dal primo battito del cuore in un corpo
vitale, una campana comincia a suonare a morto e l'orologio inizia a correre. Scatta un accordo, che
non ci eravamo neanche resi conto di aver concluso, col destino che ha in mano tutte le carte. Via via
che scorrono i minuti, le ore, i giorni, i mesi e gli anni, la storia viene scritta mentre il nostro tempo
si esaurisce, finch l'ultimo respiro segna la fine della corsa e il momento di calcolare vincite e
perdite.
Strano come la consapevolezza della propria mortalit rendesse infiniti momenti come quello con
Xhex.
Stringendola a s, riscaldato ancor pi dal suo calore, John ringiovan fino al midollo, i piatti della
sua bilancia tornarono in equilibrio e il suo bilancio esistenziale torn decisamente in attivo, per la
serie: "la vita vale la pena di essere vissuta".
Furono separati dalle proteste del suo stomaco.
Andiamo, fece Xhex, dobbiamo sfamare la tua bestia.
Lui annu, la prese per mano e s'incammin.
Devi insegnarmi la lingua dei segni, disse lei quando entrarono in ufficio e aprirono l'armadio con
la cancelleria. Subito, direi.
John annu di nuovo; dentro quello spazio ristretto, Xhex chiuse la porta. Hmm... un'altra occasione
di intimit. Porta chiusa... vestiti comodi...
Il porco in lui valut lo spazio di manovra a loro disposizione, l'uccello che tirava dentro i calzoni. Se
Xhex gli metteva le gambe intorno alla vita, potevano starci senza problemi-
Lei gli and vicino e mise la mano sull'erezione, dietro il cotone leggero che gli copriva l'inguine.
Alzandosi in punta di piedi, gli sfreg le labbra sul collo, graffiandogli con una zanna la pelle sopra la
giugulare.
Se andiamo avanti cos non arriveremo mai a un letto. Accarezzandolo, abbass ancora di pi la
voce. Dio, come sei grosso... Ti ho detto fin dove arrivi dentro di me? Fino in fondo. E bellissimo.
John cadde all'indietro contro una pila di blocchi di fogli gialli a righe, facendoli scivolare gi dallo
scaffale. Cerc affannosamente di afferrarli prima che toccassero terra, ma lei lo ferm, tirandolo di
nuovo su.
Resta dove sei, disse, mettendosi in ginocchio. Questa vista mi piace troppo.
Cominci a raccogliere quello che era volato sul pavimento, con gli occhi fissi sulla sua erezione...
che, naturalmente, tent di liberarsi, premendo con forza contro quello che la sottraeva al suo
sguardo, alla sua bocca, al suo sesso.
John si aggrapp al bordo di una delle mensole, ansimante, guardando Xhex che lo fissava.
Credo di aver raccolto tutti i blocchi, disse lei dopo un po'. Meglio rimetterli a posto.
Si appoggi alle gambe di John e lentamente si tir su, strusciando la faccia contro le sue ginocchia,
contro le cosce...
E poi dritta contro il suo uccello, facendo scorrere le labbra sotto di esso. John abbandon la testa
all'indietro, contro la scaffalatura, mentre lei continuava la sua ascesa, cos subito dopo furono i seni
ad accarezzarlo in quel punto elettrico.
Xhex pose fine a quella tortura facendo scivolare al loro posto i blocchi... e strusciando l'inguine
contro il suo.
Mangiamo in fretta, gli bisbigli all'orecchio.
Giustissimo, cazzo.
Xhex si stacc da lui mordicchiandogli il lobo dell'orecchio, ma John rimase feeeeeermo dov'era: se
aggiungeva il minimo accenno di frizione dei calzoni a quella sex-quazione, rischiava di venire.
Cosa che, normalmente, non era un male, almeno in presenza di Xhex. Ma, ripensandoci, quello non
era proprio un luogo appartato. In qualunque momento uno dei fratelli o delle loro shellan poteva
piombare dentro e assistere a una scena che avrebbe messo tutti in imbarazzo.
Dopo un'imprecazione e qualche serio riposizionamento sotto la cintola, John digit un codice e fece
strada dentro il tunnel.
Allora, come si devono mettere le mani per fare la "A"? chiese Xhex, uscendo dall'armadio e
cominciando a camminare.
Alla "D" sbucarono sotto lo scalone. La "I" li port in cucina, davanti al frigorifero. La "M" fu il
preludio a un paio di panini... avendo le mani occupate con l'arrosto di tacchino, la maionese, la
lattuga e il pane, l'alfabeto non fece molti altri progressi. Non and meglio durante il pasto, solo "N",
"O" e "P", ma John aveva intuito che Xhex si stava esercitando mentalmente: con gli occhi fissi su un
punto a met tra loro due, ripassava quello che lui le stava insegnando.
Imparava alla svelta, e non fu una sorpresa. Mentre pulivano bene tutto, fecero dalla "Q" alla "V" e
stavano uscendo dalla cucina, quando John le mostr come fare la "X", la "Y" e la "Z"...
Bene, stavo giusto venendo a cercarvi, disse Z fermandosi di botto sotto l'arcata della sala da
pranzo. Wrath ha convocato una riunione. Subito. Xhex, ti conviene venire.
Il fratello si volt, attravers trotterellando il mosaico raffigurante un melo sul pavimento dell'atrio e
sal lo scalone.
Il vostro re di solito vi riunisce nel bel mezzo della giornata? chiese Xhex.
John scosse la testa e insieme, muovendo le labbra e usando la lingua dei segni, dissero,  successo
qualcosa.
In fretta seguirono Z, salendo i gradini a due a due.
Al primo piano, la confraternita al gran completo era stipata nello studio di Wrath e il re era seduto
sul trono di suo padre, dietro la scrivania. George era raggomitolato di fianco al suo padrone e
Wrath con una mano accarezzava il testone del golden re-triever mentre con l'altra lanciava per aria
un tagliacarte a forma di pugnale.
John rimase in fondo, e non solo perch ormai c'erano solo posti in piedi, dato il numero di colossi
nella stanza. Voleva stare vicino alla porta.
L'umore di Xhex era mutato radicalmente.
Quasi si fosse cambiata d'abito dal punto di vista delle emozioni, era passata da una camicia da notte
di flanella a una cotta di maglia: in piedi accanto a lui, si dondolava avanti e indietro, nervosa,
spostando il peso da un piede all'altro.
E lui si sentiva pi o meno allo stesso modo.
Si guard intorno. Di fronte a lui, Rhage scart un Tootsie Pop all'uva e V si accese una sigaretta
rollata a mano, mettendo Phury in vivavoce. Rehv, Tohr e Z andavano su e gi, mentre Butch, in
pigiama di seta sul divano, sembrava Hugh Hefner. Qhuinn, appoggiato vicino alle tende azzurro
pallido, era chiaramente reduce da una scopata: aveva le labbra rosse, i capelli recavano le tracce
delle dita che li avevano accarezzati e la camicia, mezza fuori dai calzoni... pendeva sul davanti.
Veniva da chiedersi se cercasse di nascondere un'erezione.
Dov'era Blay? E chi diavolo si era appena sbattuto, Qhuinn?
Allora, V ha trovato un messaggio nella casella vocale. Parlando, Wrath faceva scorrere lo sguardo
sui presenti, anche se dietro ai suoi occhiali avvolgenti era completamente cieco. Invece di perdere
tempo in spiegazioni, adesso ve lo facciamo sentire.
Con la sigaretta tra le labbra, Vishous fece volare le dita sui tasti della consolle, digitando numeri e
password di accesso alla casella vocale.
Poi John sent quella voce. La voce stizzosa di quel pezzo di merda.
Scommetto che non vi sareste mai aspettati di risentirmi. Il tono di Lash era di sinistra
soddisfazione. Sorpresa, stronzi, e indovinate un po'? Sto per farvi un favore. Forse vi interesser
sapere che stanotte c' stata una iniziazione di massa alla Lessening
Society. In una fattoria lungo la provinciale 149.  successo intorno alle quattro di mattina, per cui se
alzate le chiappe e ci andate appena fa buio, magari li trovate ancora l a vomitare dappertutto. Un
consiglio, mettetevi gli stivaloni...  un macello. Oh, e dite a Xhex che sento ancora il suo sapore...
V stacc il vivavoce.
John scopr le zanne con un ringhio muto, facendo tremare il quadro alle sue spalle.
George uggiol; Wrath lo tranquillizz, puntando il tagliacarte davanti a s. Avrai modo di dargli
una lezione, John. Lo giuro sulla tomba di mio padre. Per adesso mi servi lucido, chiaro?
Pi facile a dirsi che a farsi. Tenere a freno il bisogno di uccidere era come trattenere un pitbull con
una mano dietro la schiena.
Accanto a lui, Xhex si accigli, incrociando le braccia sul petto.
Siamo intesi? lo incalz Wrath.
Quando John finalmente fischi in segno di assenso, Vishous soffi fuori una nuvola di tabacco
turco e si schiar la voce. Non ha lasciato un indirizzo preciso per questo cosiddetto massacro. Ho
cercato di rintracciare il numero da cui ha chiamato, ma non sono approdato a niente.
La domanda che mi pongo io, disse Wrath,  cosa cazzo sta succedendo. Lash  il capo della
Lessening Society... quindi se avesse avuto un tono trionfante, della serie "sono il migliore di tutti",
l'avrei capito, ma non  quello che ho sentito.
Ha deciso di cantare. Vishous schiacci il mozzicone nel portacenere. A me  suonata cos...
anche se non ci scommetterei le palle.
Ora che aveva rimesso in gabbia la furia omicida ed era in grado di ragionare a mente fredda, John
era propenso a concordare col fratello. Lash era uno stronzo egoista, capace di pensare solo al suo
tornaconto e affidabile come un serpente a sonagli, ma il fatto era questo: quando non potevi contare
sulla moralit, potevi sempre fare affidamento sul narcisismo, il che rendeva quel bastardo
assolutamente prevedibile.
John ne era certo... al punto che gli pareva di aver gi vissuto quell'esperienza.
Possibile che sia stato spodestato? mormor Wrath. Forse il caro paparino ha deciso che suo
figlio, alla fin fine, non  poi cos divertente. Oppure il bel giocattolino nuovo e luccicante del Male
all'improvviso si  rotto... nella bizzarra biologia di Lash c' forse qualcosa che sta saltando fuori
soltanto adesso. Voglio che ci mettiamo in moto pensando che sia un'imboscata...
Nella stanza si lev un coro generale di consensi per il piano del re, oltre a qualche battutaccia sul
culo di Lash e vari corpi contundenti di notevoli dimensioni: gli stivali numero quarantotto erano i
pi gettonati, ma non certo i pi creativi.
Per esempio, John dubitava seriamente che Rhage potesse prendere quel bastardo e parcheggiargli la
GTO proprio l dove non batte il sole. O che volesse farlo.
Miseria, che colpo di scena. E tuttavia non era del tutto sorprendente. .. se quello che avevano
ipotizzato era accaduto per davvero. Era risaputo che l'Omega cambiava Fore-lesser come un
voltagabbana cambia bandiera e, se  vero che il sangue non  acqua, non necessariamente tra il
sangue e il Male vince il sangue, per cos dire. Se Lash era stato scaricato, il suo appello ai fratelli
perch lo mettessero nel culo a suo padre era una mossa geniale... soprattutto perch i tesser sono
debolissimi subito dopo l'affiliazione e, dunque, incapaci di contrattaccare.
I fratelli potevano fare piazza pulita.
Cristo santo, pens John. Il destino pu farti trovare ben strani alleati.
Ritta vicino a John in uno studio che, se non fosse stato per la scrivania e il trono, si poteva
scambiare per il salottino di una no-bildonna francese, Xhex ribolliva di rabbia.
La voce di Lash che usciva da quel telefono la fece sentire come se le avessero strofinato le viscere
con l'ammoniaca; bruciori e voltastomaco stavano mettendo a dura prova il povero panino al
tacchino appena mangiato con le migliori intenzioni.
E sentire Wrath dare per scontato che sarebbe stato John a vendicarla e a difendere il suo onore, non
miglior la situazione.
Allora facciamo irruzione, stava dicendo il Re cieco. Appena fa buio, tutti quanti andate sulla 149
e...
Io ci vado adesso, disse lei, forte e chiaro. Datemi un paio di pistole e un coltello e vado subito a
dare una controllata.
Okaaaaaay. Solo lanciando una bomba a mano gi innescata in mezzo alla stanza avrebbe potuto
attirare maggiore attenzione.
Mentre la griglia emotiva di John si oscurava con un chiaro "oh no, levatelo dalla testa", Xhex
cominci il conto alla rovescia prima dell'inevitabile esplosione.
Tre... due... uno...
E un'offerta davvero gentile, disse il re, assumendo un tono della serie "aduliamo la femmina".
Ma credo sia meglio...
Non potete fermarmi. Xhex stese le braccia lungo i fianchi... e poi ramment a se stessa che non
stava per attaccarlo fisicamente. Davvero. Non stava per farlo.
Il sorriso che il re le rivolse era caldo pi o meno come il ghiaccio secco. Io sono il sovrano, qui. Il
che significa che se ti dico di stare buona, tu devi ubbidire e basta, maledizione.
E io sono una symphath, non uno dei vostri sudditi. Ma, soprattutto, siete troppo intelligente per
mandare i vostri guerrieri migliori, cos dicendo, indic i fratelli con un ampio gesto del braccio,
incontro a un possibile agguato teso dal vostro nemico. Io sono sacrificabile... contrariamente a
loro. Pensateci. Volete perdere uno di loro solo perch oggi non vi andava di farmi prendere un po'
di sole?
Wrath fece una risatina secca. Rehv? Vuoi dire la tua, in qualit di re dei symphath?
All'altro capo della stanza il suo vecchio capo, nonch caro amico, la fiss con due occhi di ametista
che sapevano anche troppo.
Ti farai ammazzare, le comunic telepaticamente.
Non cercare di trattenermi, ribatt lei. Non te lo perdoner mai.
Continua a comportarti cos e il perdono sar l'ultima delle mie preoccupazioni. La prima saranno i
tuoi funerali.
Io non ti ho impedito di andare su alla colonia quando ne avevi bisogno. Avevo le mani legate
proprio per colpa tua, che diamine. E adesso vieni a dirmi che non ho il diritto di vendicarmi?
Vaffanculo!
Rehvenge serr la mascella talmente forte che, quando finalmente apr bocca, Xhex si sorprese che
non sputasse fuori tutti i denti. Xhex pu fare ci che vuole. Non si pu salvare chi rifiuta la
scialuppa di salvataggio.
La collera di Rehvenge parve risucchiare quasi tutta l'aria nella stanza, ma Xhex era talmente
determinata che i suoi polmoni potevano tranquillamente farne a meno.
Le ossessioni sono come l'ossigeno. E, qualunque cosa avesse a che fare con Lash, era benzina gettata
sul fuoco che ardeva dentro di lei.
Mi servono delle armi, disse al gruppo. E calzoni di pelle. E un telefono per comunicare.
Wrath emise un ringhio basso e profondo. Quasi fosse tentato di chiuderla sottochiave malgrado
l'autorizzazione di Rehv.
Xhex avanz fino alla scrivania del re, ci piant sopra le mani e si sporse in avanti. O perdete me o
dovete correre il rischio di perdere loro. Cosa rispondete, Vostra Altezza?
Wrath si alz in piedi e, per un attimo, Xhex ebbe la netta sensazione che, malgrado sedesse sul
trono, fosse ancora pericoloso da morire. Non. Usare. Quel. Tono. In casa mia.
Xhex inspir a fondo e ritrov la calma. Chiedo scusa. Ma dovete comprendere il mio punto di
vista.
Nel silenzio carico di tensione, Xhex avvertiva la presenza incombente di John... sapeva che, se anche
fosse riuscita a vincere le resistenze del re, poi avrebbe dovuto faticare non poco per aggirare il
vampiro sulla porta. Ma la sua partenza era fuori discussione. Per chiunque.
Wrath si abbandon sottovoce a una lunga sequela di imprecazioni. E va bene. Vai. Ma se ti fai
ammazzare non sar io il responsabile.
Non lo siete mai stato, Vostra Altezza. L'unica responsabile sono io... e la corona sul vostro capo o
su quello di chiunque altro non cambier le cose.
Wrath si volt in direzione di V e, quasi ringhiando, disse, Voglio che questa femmina sia imbottita
di armi.
Non c' problema. Ci penso io.
Seguendo Vishous fuori dallo studio, Xhex si ferm davanti a John. Avrebbe tanto voluto poter
giocare una mano diversa... specie quando lui l'afferr per il braccio, stringendo il bicipite in una
morsa. Ma si era presentata quell'occasione e poteva approfittarne solo fino al tramonto: se c'erano
degli indizi sul luogo in cui si nascondeva Lash, faceva meglio a usarli subito per beccare quel
bastardo. All'imbrunire, John e i fratelli si sarebbero sguinzagliati nella caccia... e non avrebbero
esitato a uccidere il suo bersaglio.
S, Lash doveva pagare per quello che le aveva fatto, ma voleva essere lei a riscuotere quel credito:
quando si trattava di seppellire quelli che le avevano fatto del male non la batteva nessuno, era gi a
quota mille. La vendetta  un piatto che va servito freddo, si dice, ma lei non vedeva l'ora di portarlo
in tavola.
Sottovoce, per non farsi sentire da nessun altro, disse, Non ho bisogno della tua protezione e sai
perfettamente perch devo fare questa cosa. Se mi ami davvero come pensi, molla questo braccio.
Prima che te lo strappi via dalle mani.
Vedendolo impallidire, preg di non essere costretta a usare la forza.
Non fu necessario. John lasci la presa.
Uscendo dallo studio, Xhex super V a passo di carica sbraitando da sopra la spalla, Il tempo
stringe, Vishous, datti una mossa. Mi serve un po' d'acciaio.
Capitolo 48
Quando Xhex fil via con V, il primo pensiero di John fu di scendere da basso, piazzarsi davanti al
portone e impedirle fisicamente di uscire.
Il secondo fu di andare con lei... anche se cos sarebbe finito arrosto, trasformandosi nell'equivalente
vampiresco di un bengala.
Cristo santo, ogni volta che pensava di aver toccato il fondo con lei, qualcuno gli strappava via il
tappeto da sotto i piedi, facendolo atterrare in un posto ancora pi terribile e infernale: Xhex si era
appena offerta di andare incontro all'ignoto, di affrontare un'incognita che, per sua stessa
ammissione, era troppo pericolosa per i fratelli. E lo faceva senza rinforzi e senza dargli la possibilit
di raggiungerla, se veniva colpita.
Quando Wrath e Rehv gli si avvicinarono, lo studio torn a fuoco e soltanto allora si accorse che tutti
gli altri se n'erano andati... tranne Qhuinn, che indugiava nell'angolo e fissava tetro il cellulare.
Rehvenge fece un gran sospiro, chiaramente nella stessa barca del cazzo di John. Senti, io...
John mosse frenetico le mani: Cosa cazzo ti  saltato in mente di lasciarla andare via cos?
Rehv si pass una mano sulla corta cresta da moicano. A lei ci penso io...
Non puoi uscire di giorno. Come cavolo pensi di...
Vedi di cambiare atteggiamento, ragazzino, ringhi minaccioso Rehv.
Okay. Bene. Proprio la cosa pi sbagliata da dire nel momento pi sbagliato: John gli and sotto a
muso duro, scopr l'artiglieria pesante e gli invi un pensiero forte e chiaro:  la mia femmina
che sta andando incontro al pericolo. Da sola. Quindi vaffanculo, tu e il mio atteggiamento.
Rehv imprec, trafiggendolo con due occhi duri. Stai attento a sparare frasi tipo "la mia femmina"...
dammi retta. Questo per lei  il finale di partita e vuole giocarselo da sola, senza nessuno tra i piedi,
non so se mi spiego.
Il primo impulso di John fu di picchiare quel bastardo, di mollargli un pugno sul muso.
Rehv scoppi in una risata secca. Vuoi fare a botte? Okay, ci sto. Mise da parte il bastone rosso e
appoggi la pelliccia di zibellino su una poltrona riccamente decorata. Ma non cambier un bel
niente. Credi che qualcuno possa capirla meglio di me? La conosco da prima che tu nascessi.
No, invece, pens John, per qualche strano motivo.
Okay, okay, okay..., fece Wrath separandoli. Basta cos, ragazzi. Quello sotto i vostri piedi  uno
splendido tappeto Aubusson. Se lo sporcate di sangue, Fritz mi far nero.
Senti, John, non voglio romperti le scatole, borbott Rhev.  solo che so cosa vuol dire volerle
bene. Non  colpa sua se  fatta cos, ma per chi le sta vicino  un vero inferno, fidati.
John abbass i pugni. Merda, per quanto avesse voglia di litigare, quel figlio di puttana con gli occhi
viola forse aveva ragione.
Senza il "forse". Aveva ragione... John l'aveva imparato a proprie spese. Anche troppe volte.
Che gran casino, sillab.
Credo che l'immagine renda l'idea, s.
John usc dallo studio e scese nell'atrio con la vana speranza di convincere Xhex a non andare.
Camminando su e gi fino a consumare il mosaico dell'albero di mele, ripens all'abbraccio che si
erano scambiati fuori dallo spogliatoio. Come diavolo erano passati da tanta intimit a... questo?
C'era stato davvero quel momento? O era stato il suo stupido lato sentimentale a inventarselo di sana
pianta perch era uno smidollato, innamorato cotto di lei?
Dieci minuti dopo, Xhex e V sbucarono dalla porta segreta sotto lo scalone.
John la guard attraversare l'atrio. Era come la prima volta che l'aveva vista: pantaloni neri di pelle,
anfibi neri, canotta aderente nera. Aveva in mano un giubbotto di cuoio e addosso un arsenale
sufficiente ad armare un'unit speciale.
Giunta davanti a lui si ferm e, quando i loro occhi si incrociarono, per lo meno gli risparmi le
solite cazzate della serie Andr tutto bene. Ma non c'era verso di farla desistere. Nulla di ci che John
poteva dire le avrebbe fatto cambiare idea... era decisa, glielo si leggeva negli occhi.
Per come stavano le cose adesso, John faticava a credere che lo avesse mai stretto tra le braccia.
Appena V apr la porta del vestibolo, Xhex si volt e usc, senza una parola e senza voltarsi indietro.
Vishous richiuse a chiave il portone e John rimase a fissare i pesanti pannelli di legno, chiedendosi
quanto ci avrebbe messo ad abbatterli a mani nude.
Lo scatto di un accendino fu seguito da una lenta espirazione. Le ho dato il meglio di tutto. Due
calibro quaranta. Tre caricatori per ognuna. Due coltelli. Un cellulare nuovo. E sa come usarli.
La grossa mano di V gli cal sulla spalla, stringendola con forza; poi il fratello se ne and, i pesanti
stivali che scandivano sonoramente il ritmo sul pavimento a mosaico. Un secondo dopo, la porta
nascosta da cui era emersa Xhex si chiuse; V si era infilato nel tunnel per tornare alla Tana.
L'impotenza proprio non faceva per lui, pens John. Il suo cervello cominci a lavorare alacremente,
come quando Xhex lo aveva trovato sul pavimento delle docce nello spogliatoio.
Ti va di guardare un po' la tele?
Nel sentire quella voce pacata, John si accigli, voltandosi verso destra. Nella sala del biliardo, Tohr
era seduto sul divano di fronte al televisore maxischermo sopra il caminetto riccamente decorato.
Aveva i piedi sopra il tavolino e il braccio allungato sullo schienale del sof, col telecomando puntato
verso il Sony.
Non guard John. Non disse altro. Continu a passare da un canale all'altro.
Scelte, scelte, scelte, pens John.
Poteva correrle dietro e abbrustolirsi le chiappe. Stare davanti a quel portone come un cagnolino.
Scorticarsi vivo con un coltello. Bere fino a stordirsi.
Dalla sala del biliardo usc un ruggito soffocato, seguito dalle urla di una folla di gente.
Attirato dal sonoro, John entr, fermandosi davanti al tavolo da biliardo. Al di l della nuca di Tohr
vide Godzilla che calpestava senza piet un modellino del centro di Tokyo.
Immagine ispiratrice, in effetti.
John and al mobile bar a versarsi un Jack Daniel's e poi si sedette vicino a Tohr, poggiando anche
lui i piedi sul tavolino.
Si concentr sullo schermo televisivo, gustando il whisky e godendosi il calore del fuoco acceso di
fronte a lui; a poco a poco il frullatore che aveva nel cervello rallent un pochino. Poi un po' di pi. E
ancora di pi.
Sarebbe stata una giornata tremenda, ma almeno non meditava pi il suicidio sotto il sole.
Qualche minuto dopo si rese conto che lui e Tohr erano stravaccati sul divano come quella volta, a
casa, quando Wellsie era ancora viva.
Dio, ultimamente era cos arrabbiato con Tohr che aveva dimenticato com'era facile stare in sua
compagnia, cos, semplicemente; per certi versi sembrava che lo facessero da secoli: loro due
insieme, davanti al fuoco del camino, drink in una mano, stanchezza e stress nell'altra.
Quando Mothra arriv in volo per uno scontro ala-artiglio col mostro gigantesco, John ripens alla
sua vecchia camera da letto.
Voltandosi verso Tohr, disse, Ascolta, quando sono passato da casa, ieri sera...
Xhex me l'ha detto. Tohr bevve un sorso. Della vetrata.
Mi dispiace.
Non preoccuparti. Quella si pu aggiustare.
Vero, pens John, voltandosi di nuovo verso il televisore. A differenza di tante altre cose.
Da un angolo in fondo alla stanza Lassiter fece un gran sospiro, neanche qualcuno gli avesse
amputato una gamba e non ci fossero paramedici in vista. Non avrei mai dovuto cederti il
telecomando. Quello  solo un tizio mascherato da mostro che agita un bastone come se giocasse alla
pentolaccia. E dai, mi manca il Maury Show.
Quanto mi dispiace.
Test di paternit, Tohr. Mi stai impedendo di vedere i test di paternit.  una vergogna.
Soltanto per te.
Tohr non si smosse da Godzilla e John abbandon la testa all'indietro, contro i cuscini di cuoio.
Pensando a Xhex l fuori, da sola, gli sembrava che lo avessero avvelenato. Lo stress, come una vera e
propria tossina nel flusso sanguigno, gli procurava nausea e vertigini, rendendolo nervoso e agitato.
Ripens a tutte le stronzate ingenuamente ottimistiche che si era ripetuto come un mantra prima di
trovarla: che lui era una persona matura, che anche se Xhex non lo amava lui poteva lo stesso amarla
e fare la cosa giusta e lasciarle vivere la sua vita e bla, bla, bla.
Gi, bella roba. Ne aveva abbastanza di quelle psico-cazzate sulla realizzazione di se stessi; tutta
propaganda a buon mercato che, al momento, lo faceva vomitare.
Non gli andava bene che Xhex se ne stesse l fuori da sola, Senza di lui. Ma, chiaramente, lei non
avrebbe ascoltato n lui n nessun altro.
E c'era da scommettere che si stava affannando per beccare Lash prima del tramonto... quando John
finalmente avrebbe potuto scendere in campo. Da un certo punto di vista non avrebbe do vuto
importare chi dei due faceva fuori quel pezzo di merda... gin, ma l era la ragione a parlare. Il suo Io
pi profondo, invece, non tollerava un'altra debolezza... tipo, be', diciamo, starsene con le mani in
mano mentre la sua femmina cercava di uccidere il figlio del Male rischiando di farsi ammazzare.
La sua femmina...
Ah, ma un momento. Solo perch aveva il suo nome tatuato sulla schiena non significava che lei gli
appartenesse... erano solo delle lettere nere sulla pelle. In realt, era pi lui ad appartenere a Xhex.
Era diverso. Molto diverso.
Significava che Xhex poteva andarsene senza troppi problemi.
L'aveva appena fatto, in effetti.
Cazzo. Sembrava proprio che Rehv avesse riassunto la situazione meglio di chiunque altro: nel suo
finale di partita, Xhex non voleva tra i piedi nessuno, a parte a se stessa.
E un paio d'ore di ottimo sesso non avrebbero cambiato le cose.
N le avrebbe cambiate il fatto che, volente o nolente, lei gli aveva rubato il cuore e se l'era portato
via con s, l fuori, in pieno giorno.
Qhuinn and in camera sua e punt dritto verso il bagno su due gambe sorprendentemente stabili.
Prima che venisse convocata la riunione di emergenza era alticcio, ma il pensiero che la femmina di
John fosse uscita in pieno giorno per andare incontro tutta sola a un casino di proporzioni colossali
bast a spazzare via all'istante ogni residuo di sbornia.
Ma d'altronde, sulla stessa falsariga, Qhuinn era alle prese con una specie di perversa "offerta due al
prezzo di uno".
Anche Blay era l fuori, nel mondo, solo soletto.
Be', non era solo, in realt, era senza protezione.
L'SMS arrivatogli da un numero sconosciuto aveva chiarito il mistero di dove fosse, e molto di pi:
Passo la giornata con Saxton. Torno a casa dopo il tramonto.
Tipico di Blay. Chiunque altro al mondo avrebbe abbreviato il messaggio in una cosa tipo: Oggi da
Sax. Torno stasera.
I suoi SMS invece, erano sempre grammaticalmente corretti. Come se l'idea di deviare dalla lingua
pi pura gli desse il prurito.
Blay era proprio buffo. Tutto a modino: prima di mangiare si cambiava, sfoggiando camicie button-
down coi polsini alla francese e pantaloni stirati alla perfezione al posto di calzoni di pelle e T-shirt.
Si faceva la doccia almeno due volte al giorno, di pi se si allenava in palestra. Per Fritz la sua stanza
era una frustrazione assoluta, perch non c'era mai niente da mettere in ordine.
A tavola aveva le maniere di un conte, scriveva lettere di ringraziamento capaci di farti venire le
lacrime agli occhi e non imprecava mai e poi mai in presenza del gentil sesso.
Dio... Saxton era perfetto per lui.
A quel pensiero, Qhuinn si sent mancare, immaginandosi tutte le espressioni forbite che Blay stava
chiamando in soccorso in quel preciso momento, mentre l'altro se lo scopava.
Nessun aveva mai fatto miglior uso dei dizionari della lingua inglese, garantito.
Gli sembrava di aver ricevuto un pugno in testa. Fece scorrere l'acqua fredda nel lavandino e si
sciacqu la faccia finch le guance ebbero un inizio di congelamento e la punta del naso cominci a
perdere sensibilit. Asciugandosi, ripens alla scopata che si era fatto con la cassiera in quello studio
per tatuaggi.
La tenda che li separava dal resto del negozio era abbastanza leggera da permettergli di vedere con i
suoi occhi spaiati, ma acutissimi, tutto ci che succedeva dall'altra parte. Tutto... e tutti. Cos, quando
la tipa gli si era inginocchiata davanti e lui aveva voltato la testa, aveva guardato fuori... e visto Blay.
Tutt'a un tratto, la bocca che stava trapanando si era trasformata da quella di una sconosciuta a
quella del suo migliore amico e il cambiamento aveva dato ancora pi carica al sesso, facendolo
passare dal soddisfacimento di un bisogno generico a qualcosa di incendiario.
Qualcosa di importante.
Qualcosa di erotico e selvaggio, in cui valeva la pena di perdere l'anima.
Ecco perch aveva tirato su la ragazza e l'aveva fatta voltare per prenderla da dietro. Solo che, mentre
metteva in atto la sua fantasia, si era reso conto che Blay lo stava osservando... e questo aveva
cambiato tutto. Improvvisamente aveva dovuto ricordare a se stesso chi si stava sbattendo... ecco
perch aveva alzato la testa della ragazza, costringendosi a guardarla negli occhi.
E non era venuto.
Aveva fatto finta, mentre lei era travolta dall'orgasmo... in realt la sua erezione aveva cominciato ad
ammosciarsi appena l'aveva guardata in faccia. L'unica consolazione era che lei, chiaramente, non se
n'era accorta, essendo bagnata abbastanza per tutti e due... e comunque, dopo, lui aveva recitato da
vero professionista, calcando la mano coi complimenti, fingendosi tutto soddisfatto e palle varie.
Ma era tutta una bugia.
Quante persone si era scopato cos, in vita sua, per la serie "barn barn e adesso scordati di me?"
Centinaia. Centinaia e centinaia... anche se faceva sesso da un anno e mezzo soltanto. Ma con le not
tate allo ZeroSum, quando rimorchiava anche tre o quattro ragazze per volta, si faceva in fretta ad
arrivare a certe cifre.
In molte di quelle occasioni c'era anche Blay, naturalmente, lui e il suo amico abbordavano le donne
in coppia. Loro due, di fatto, non erano mai stati insieme, durante quelle orge nei bagni del club... ma
c'era stato parecchio voyeurismo. E fantasie. E magari, ogni tanto, una sega di nascosto, quando il
ricordo si faceva troppo vivido.
Almeno da parte di Qhuinn.
Era finito tutto, per, quando Blay ci aveva dato un taglio, rendendosi conto che era gay e che era
innamorato. Di uno a caso: il suo migliore amico.
Qhuinn non approvava la sua scelta. Neanche un po'. Uno come Blay meritava di meglio, molto
meglio.
Ma adesso, a quanto pareva, aveva imboccato una strada che gli avrebbe garantito proprio questo.
Saxton era una persona rispettabile. In tutto e per tutto.
Lo stronzo.
Alz gli occhi sullo specchio sopra il lavandino, ma non vide niente perch era buio pesto, sia in
bagno sia in camera da letto. E meno male.
Perch stava vivendo una bugia, e in momenti come quello ne era talmente convinto da avere la
nausea.
Tutti i suoi progetti per il resto dei suoi giorni... oh, progetti fantastici.
Progetti di un futuro cos perfettamente "normale".
Che prevedevano una femmina rispettabile, non una relazione a lungo termine con un maschio.
La verit era una sola: quelli come lui, quelli con qualcosa che non andava... tipo, be', un'iride blu e
un'altra verde, tanto per dire... erano disprezzati dall'aristocrazia in quanto prova vivente di un
fallimento genetico. Erano motivi di imbarazzo da tenere nascosti, vergognosi segreti da seppellire:
per anni aveva visto sua sorella e suo fratello che venivano messi sul piedistallo mentre chiunque lo
incrociava sulla propria strada si lanciava in strani rituali per proteggersi dal malocchio.
Perfino suo padre lo aveva odiato.
Quindi non ci voleva uno psicologo con una laurea appesa al muro per capire che lui voleva solo
essere "normale". E sistemarsi con una femmina rispettabile, sempre ammesso che ne trovasse una
disposta ad accollarsi un compagno con un difetto genetico, era essenziale per ottenere quella
simpatica etichetta.
Se si fosse messo con Blay non avrebbe mai realizzato il suo sogno di normalit, lo sapeva.
Sapeva anche che bastava una sola scopata e non lo avrebbe lasciato mai pi.
Non che i fratelli non accettassero gli omosessuali. Per loro non era un problema... Vishous era stato
con dei maschi e nessuno aveva battuto ciglio, lo aveva giudicato o criticato. Era il loro fratello, V, e
basta. E ogni tanto anche Qhuinn aveva superato quella
linea di confine, cos, per gioco; tutti lo sapevano e se ne fregavano.
La glymera non se ne fregava, per.
Ancora gli importava di quei coglioni, e la cosa lo infastidiva. Ora che la sua famiglia era stata
massacrata e il nucleo dell'aristocrazia della razza si era disperso lungo la Costa Orientale, non aveva
pi contatti con quel branco di stronzi spocchiosi e ingessati che sembrava avessero un bastone
infilato su per il culo. Ma era un cane troppo bene ammaestrato per dimenticare che esistevano.
Non riusciva a venirne fuori, semplicemente.
Buffo, no? Fuori era un macho tosto, tutto sesso e violenza... ma dentro era una checca fatta e finita.
All'improvviso gli venne voglia di sferrare un pugno allo specchio, anche se rifletteva solo l'oscurit
circostante.
Padrone?
Al buio, chiuse gli occhi con forza.
Merda, si era scordato che Layla era ancora nel suo letto.
Capitolo 49
Xhex non sapeva con esattezza quale fattoria stesse cercando, quindi si materializz in un'area
boschiva nei pressi della provinciale 149 e si affid al fiuto per capire da che parte andare: il vento
soffiava da nord e appena colse la minima traccia Difattiva di borotalco, la segu, vaporizzandosi a
intervalli di un :entinaio di metri attraverso i campi di granturco innevati, coperti di stoppie e
sferzati dai venti invernali.
L'aria primaverile le pizzicava il naso e il sole le scaldava il viso nei punti in cui la brezza non le
accarezzava la pelle. Tutto intorno, alberi scheletrici con un'aureola verde brillante, i timidi germogli
attratti allo scoperto dalla promessa di ore pi calde.
Splendida giornata.
Per una carneficina.
Quando la puzza di lesser copr ogni altro odore, sfoder uno dei coltelli che Vishous le aveva dato.
Ormai era cos vicina da...
Xhex riprese forma all'altezza del filare di aceri seguente e si ferm di colpo.
Oh... cazzo.
La fattoria bianca, lungi dall'essere un soggetto adatto per le lettere a mammina, era solo una
struttura fatiscente accanto a un campo di mais, circondata da un anello di pini e cespugli. Meno
male che almeno aveva un prato.
Altrimenti le cinque auto della polizia ammassate davanti alla porta d'ingresso non avrebbero avuto
abbastanza spazio per aprire le portiere.
Mascherandosi alla maniera dei symphath, Xhex si avvicin, non vista, a una finestra e guard
dentro.
Tempismo perfetto: uno degli eroi di Caldwell stava vomitando dentro un secchio.
Oddio, non che quel poveretto non avesse i suoi buoni motivi. La casa sembrava immersa nel sangue
umano. No, anzi, non "sembrava": era tutta coperta di quello schifo, al punto che, pur essendo fuori
all'aria aperta, Xhex sent in gola il tipico gusto metallico del sangue.
Era come stare nella piscinetta per bambini di Michael Myers o di qualche altro maniaco omicida.
Gli sbirri umani si aggiravano per il salotto e il tinello muovendosi con cautela, non solo perch era
una scena del crimine, ma perch chiaramente non volevano schizzarsi i calzoni con quella
porcheria.
Niente cadaveri, per. Neanche uno.
Almeno per quel che si poteva vedere.
In casa c'erano dei lesser in nuce, per. Sedici in totale. Ma Xhex non poteva vederli e nemmeno i
poliziotti, anche se, in base alle sue percezioni, gli uomini li stavano calpestando.
Era stato Lash a nasconderli col suo solito trucchetto?
Cosa cavolo stava tramando? Prima telefonava ai fratelli informandoli del massacro... e poi faceva
venire i piedipiatti? O era stato qualcun altro a chiamare il 911?
Xhex aveva bisogno di risposte...
Mischiato con tutto quel sangue, c'era qualche residuo nero; uno degli agenti ne stava osservando un
campione, accigliato, con l'aria di aver trovato qualcosa di repellente. Gi... quella piccola quantit di
materiale oleoso non bastava a spiegare il forte odore dolciastro che lei aveva seguito... dunque
doveva supporre che le iniziazioni erano andate a buon fine, e che quanto si nascondeva l dentro
non era pi umano.
Volse lo sguardo attorno, sui boschi dietro e davanti a lei. Che ruolo aveva, in tutto ci, il golden boy
dell'Omega?
Spostandosi di fronte alla fattoria, vide un postino chiaramente impegnato a lottare con un qualche
disturbo da stress post-traumatico mentre rilasciava una dichiarazione a un agente in uniforme.
Il Servizio Postale degli Stati Uniti alla riscossa.
Di sicuro era stato lui a dare l'allarme...
Sempre camuffata, Xhex si limit a osservare la scena, guardando gli sbirri che si sforzavano di
trattenere i conati di vomito per fare il loro dovere, e aspettando che Lash si manifestasse... o che
qualunque altro lesser si facesse vivo. Meno di un minuto e mezzo dopo comparvero le troupe
televisive. Xhex osserv una bionda belloccia recitare la parte della Barbara Walters dei poveri. Un
secondo dopo la fine delle riprese sul prato, la donna cominci a tormentare i poliziotti per ottenere
qualche informazione e riusc a seccarli al punto tale che le lasciarono dare un'occhiata all'interno.
Il che, naturalmente, bast a metterla subito fuori combattimento.
Quando, da brava femminuccia, la giornalista modello svenne tra le braccia di uno degli agenti,
Xhex alz gli occhi al cielo e torn fuori.
Merda. Tanto valeva mettersi comoda. Era piombata l bella carica, pronta a dare battaglia ma, come
spesso accade in guerra, le toccava temporeggiare fino alla comparsa del nemico.
Sorpresa!
Xhex si volt talmente in fretta che per un pelo non perse l'equilibrio. L'unica cosa che la salv dal
cadere fu il contrappeso della mano che stringeva il coltello, sollevata in alto, sopra la spalla, pronta a
colpire.
Mi spiace che non abbiamo fatto la doccia insieme.
Il caff che Blay aveva preparato per tutti e due gli and di traverso, mentre Saxton sorseggiava
tranquillo dalla sua tazza. Evidentemente aveva provocato di proposito la reazione che adesso si
stava godendo.
Mi piace da matti sorprenderti, disse.
Tombola, pens Blay. E naturalmente lo stupidissimo corredo genetico degli individui dai capelli
rossi lo fece diventare paonazzo. Impossibile nasconderlo.
Sarebbe stato pi facile infilarsi un'automobile in tasca, tanto era evidente.
Sai, l'ambiente  importante. Non sciupare troppa acqua eccetera. In perfetto stile ecologista... o
nudista, se vogliamo.
Saxton, in vestaglia di seta, era appoggiato contro i cuscini di raso del letto mentre Blay era allungato
in fondo al materasso, sopra il piumone supplementare piegato con estrema cura. Il tenue chiarore
delle candele, offuscando linee e contorni, avvolgeva la scena in un alone fantastico.
Neanche a dirlo, in mezzo a tutte quelle coperte e lenzuola color cioccolato, Saxton era bellissimo; i
capelli chiari cos folti e ondulati da sembrare scolpiti, anche se non aveva usato n lacca n schiuma.
Con gli occhi a mezz'asta e il petto glabro parzialmente scoperto, era pronto, disponibile... e, a
giudicare dalla fragranza che emanava, in grado di essere ci di cui Blay aveva bisogno.
Almeno internamente. Il suo aspetto esteriore non era propriamente all'altezza del compito: il volto
era tumefatto, le labbra gonfie, non per un broncio sensuale ma per i pugni di qualche stronzo, e si
muoveva con cautela, come se fosse ancora coperto di lividi.
Il che era preoccupante. A una dozzina di ore dall'aggressione, le sue ferite avrebbero dovuto essere
gi guarite. Era un aristocratico, in fin dei conti, il suo sangue era tra i migliori.
Allora, Blaylock, che cosa ci fai qui? Saxton scosse la testa. Non so ancora perch sei venuto.
Come avrei potuto non farlo?
Ti piace fare l'eroe, eh?
Non c' niente di eroico nell'assistere qualcuno.
Non fare il modesto, disse burbero Saxton.
Blay rimase perplesso. Saxton era stato come al solito brillante e leggermente sarcastico per tutta la
mattina e il pomeriggio... ma lo avevano aggredito. In maniera brutale.
Stai bene? chiese piano Blay. Davvero bene?
Saxton fiss il suo caff. A volte trovo difficile comprendere la natura delle persone, sul serio. Non
solo nella razza umana, ma anche nella nostra.
Mi dispiace. Per ieri sera.
Be',  servito a farti entrare nel mio letto, giusto? Saxton sorrise per quel poco che poteva, dato che
il gonfiore gli storceva mezza bocca. Non  esattamente la strada che avevo in mente di imboccare
per portarti qui... ma  bello guardarti al lume di candela. Hai il corpo di un soldato, ma la faccia di
un intellettuale.  una combinazione... inebriante.
Blay scol d'un fiato quello che restava nella sua tazza, rischiando di strangolarsi. O forse non
dipendeva tanto da ci che stava bevendo, quanto da ci che stava sentendo. Vuoi che ti versi
ancora un po' di caff?
Per adesso no, grazie. Era perfetto," a proposito, e la tua domanda  stata un modo eccellente, per
quanto ovvio, di cambiare discorso.
Saxton pos tazza e piattino sul comodino con decorazioni in bronzo dorato e si risistem con un
gemito. Per evitare di guardarlo, Blay pos la tazza sulla cassapanca ai piedi del letto e lasci vagare
lo sguardo per la stanza. Il piano di sopra era tutto in stile vittoriano, con pesanti mobili di mogano,
tappeti orientali e colori ricchi, intensi... come aveva appreso durante le sue puntatine in cucina.
L'atmosfera sottotono improntata a decoro e riservatezza, tuttavia, finiva davanti alla porta del
sotterraneo. L sotto era un autentico boudoir, tutto in stile francese, con cassettoni e tavolini
sagomati col piano di marmo ed eleganti tappeti ricamati ad ago. Un'orgia di raso e... disegni a
matita in bianco e nero ili splendidi maschi languidamente allungati, in modo molto simile a Saxton.
Solo, senza la vestaglia.
Ti piacciono le mie stampe? chiese malizioso Saxton.
Blay non pot fare a meno di ridere. Domanda insidiosa.
A volte la uso. Sono sincero. (1)
(1) In inglese, la "collezione di stampe"  l'equivalente italiano della "colle zione di farfalle": un
pretesto per invitare qualcuno in casa propria e fargli delle avance. (N.d.T.)
All'improvviso Blay fu assalito dall'immagine di Saxton che, nudo, faceva l'amore proprio su quel
letto, le membra avviluppate a quelle di un altro.
Controllando furtivamente l'orologio, vide che aveva ancora sette ore da trascorrere l; non sapeva se
augurarsi che passassero lentamente o in un batter d'occhio.
Saxton abbass le palpebre e, pi che sospirare, rabbrivid.
Quand' stata l'ultima volta che ti sei nutrito? chiese Blay.
Quelle palpebre pesanti si alzarono, liberando un lampo grigio perla. Ti stai offrendo volontario?
Intendevo da una femmina.
Saxton fece una smorfia, risistemandosi sui cuscini.  passato un po' di tempo. Ma sto bene.
Hai la faccia che sembra una scacchiera.
Che cose carine sai dire.
Dico sul serio, Saxton. Non vuoi farmi vedere come sei messo sotto la vestaglia ma, dalla faccia,
devi essere dolorante anche in altri posti.
Tutto ci che ottenne fu un mmm.
Adesso chi  che vuole cambiare discorso?
Ci fu una lunga pausa. So io chi pu nutrirti, Saxton.
Hai sottomano qualche femmina?
Ti spiace se uso di nuovo il tuo telefono?
Accomodati.
Blay si alz e and in bagno; preferiva un po' di privacy perch non aveva idea di come sarebbe
andata a finire.
Potevi usare quello che c' qui, grid Saxton, sentendolo chiudere la porta.
Blay usc dieci minuti dopo.
Non sapevo che le agenzie di appuntamenti on line fossero cos veloci, mormor Saxton, senza
aprire gli occhi.
Ho i miei agganci.
Ah, non ne dubito.
Vengono a prenderci qui al tramonto.
Al che Saxton apr gli occhi. Chi? E per andare dove?
Ci prenderemo cura di te.
Saxton inspir ed espir con un sibilo. Stai correndo ancora in mio soccorso, Blaylock?
Chiamala compulsione. Ci detto, Blay and a sdraiarsi su una chaise-longue. Tirandosi sulle
gambe un voluttuoso plaid di pelliccia, spense la candela accanto a s e si mise comodo.
Blaylock?
Dio, quella voce. Cos bassa e pacata, nella penombra. S?
Mi stai facendo fare una pessima figura come padrone di casa. Segu un lieve intoppo nel respiro.
Non puoi dormire l sopra. Star benissimo.
Silenzio. Non lo tradirai, se vieni qui a letto con me. Non sono in condizione di attentare alla tua
virt e, anche se lo fossi, ti rispetto troppo per metterti in una posizione imbarazzante. E poi, un po'
di calore non mi dispiacerebbe... non riesco proprio a scacciare il freddo.
Blay moriva dalla voglia di fumare una sigaretta. Non lo tradirei neanche se... succedesse qualcosa
tra noi due. Con lui non c' niente. Siamo amici, soltanto amici.
Che poi era il motivo per cui la situazione con Saxton era cos maledettamente strana. Blay era
abituato a trovarsi di fronte a quella porta chiusa, quella che lo teneva fuori e lontano dall'oggetto dei
suoi desideri. Saxton, invece, gli offriva un portone spalancato, qualcosa che poteva varcare
facilmente... e la stanza, dall'altra parte, era magnifica.
Tenne duro per circa un minuto e mezzo. Poi, con l'impressione di muoversi al rallentatore, spost di
lato la pelliccia bianca e si alz.
Vedendolo attraversare la stanza, Saxton gli fece posto, sollevando lenzuola e piumone. Blay esit.
Non mordo mica, sussurr sensuale Saxton. A meno che tu non me lo chieda.
Blay si infil in mezzo a tutto quel raso... e cap all'istante perch le vestaglie di seta sono le migliori.
Cos lisce e morbide.
Qualcosa di pi nudo del nudo.
Saxton si volt sul fianco per averlo di fronte, ma poi gemette... di dolore. Accidenti.
Si rimise sulla schiena e Blay si ritrov a imitarlo, allungando il braccio di lato. Quando Saxton si tir
su, Blay infil il bicipite sotto la sua testa, a mo' di cuscino, e l'altro ne approfitt, accoccolandosi
contro di lui.
Le candele si spensero, una dopo l'altra, tranne quella votiva in bagno.
Saxton rabbrivid e Blay gli and ancora pi vicino, accigliandosi.
Dio, come sei gelato. Prendendolo tra le braccia, lo tenne stretto nel tentativo di scaldarlo col
proprio corpo.
Rimasero sdraiati cos per un tempo infinito... e Blay si ritrov ad accarezzare quei capelli folti,
biondi, perfetti. Era bello toccarli... cos morbidi ed elastici in punta.
Con un profumo speziato.
Che sensazione divina, mormor Saxton.
Blay chiuse gli occhi, inspirando a fondo. Sono d'accordo.
Capitolo 50
 Cosa diavolo ci fate qui, voi due? sibil Xhex abbassando il pugnale.
Trez la guard come a dire Be'', ovvio, no? Ci ha chiamato Rehv.
Al fianco di suo fratello, iAm rimase zitto, come al solito; si limit ad annuire incrociando le braccia
sul petto, come una quercia che aveva tutte le intenzioni di starsene piantata l. Le due Ombre
gemelle si stavano schermando, rivelando voci e corpi soltanto a lei.
Per un attimo, Xhex rimpianse la loro discrezione. Difficile sferrare una ginocchiata nelle palle a
quei due ficcanaso quand'erano nella loro forma spettrale.
Niente abbracci? mormor Trez, scrutandola in volto.  passata una vita dall'ultima volta che ci
siamo visti.
Rispondendogli su una frequenza che umani e lesser non sarebbero stati in grado di sentire, Xhex
mormor, Gli abbracci non sono nel mio stile.
Per poi, imprecando, strinse tra le braccia quei due zucconi. Le Ombre erano notoriamente
riservate in fatto di emozioni, e pi difficili da penetrare degli umani e persino dei vampiri, ma Xhex
avvertiva il loro dolore per ci che aveva passato.
Quando fece per scostarsi, Trez la strinse pi forte, rabbrividendo. Sono... Ges Cristo, Xhex...
credevamo che non ti avremmo pi rivista...
Lei scosse la testa. Basta. Per piacere. Non c' mai un buon momento per certe cose, e questo di
sicuro non  il luogo adatto. Voglio bene a tutti e due, okay, e sono serena. Per cui non parliamone
pi.
Be', "serena" per modo di dire. Finch non pensava a John,
che, bloccato in quella grande casa, di sicuro stava impazzendo. Grazie a lei.
Ah, incredibile come la storia si ripete.
Okay, la smetto prima di scadere nel patetico. Trez sorrise e le zanne brillarono candide nel volto
nero come l'ebano. Siamo solo felici di vedere che stai bene.
Su questo non ci piove. Altrimenti non sarei qui.
Non ne sarei cos sicuro, ribatt sottovoce lui, mentre insieme al fratello dava una sbirciata dalla
finestra. Accipicchia. Qualcuno si  divertito, l dentro.
Una brezza tesa spazz il prato, portando con s una nuova ventata di talco per neonati proveniente
da un'altra direzione; tutti e tre voltarono la testa.
Sul viottolo sterrato davanti alla fattoria pass un'auto che non c'entrava niente con i campi di
granturco: una Honda Civic identica a quella di Fast & Furious, che si era fatta dare una ritoccata in
stile Playboy dal chirurgo plastico delle automobili. Con la carrozzeria verniciata di grigio, rosa e
giallo brucia-retina, un alettone posteriore a coda di balena e uno spoiler anteriore rasoterra,
sembrava una ragazza del Midwest scivolata nel porno.
E, sorpresa... il lesser al volante aveva un'espressione che non si accordava per niente con il bolide
che stava guidando. A meno che qualcuno non avesse appena pisciato nel serbatoio della benzina.
Scommetto le mie calibro quaranta che quello  il nuovo Fore-lesser, disse Xhex. Lash non
lascerebbe mai guidare una macchina del genere al suo vice. Ho passato quattro settimane con quello
stronzo ed era tutto a sua immagine e somiglianza.
Cambio al vertice. Trez annu. Capita spesso, con quelli.
Dovete seguire quella macchina, disse lei. Svelti, statele dietro...
Non possiamo mollarti. Ordini nel capo.
State scherzando? Xhex guard prima la Civic e poi la scena del crimine, poi di nuovo l'alettone a
coda di balena che si allontanava.
Andate! Dobbiamo vedere dove va...
No. A meno che non voglia farlo tu... cos la seguiremo insieme a te, giusto, iAm?
Quando l'altra Ombra annu, Xhex venne assalita dall'impulso di prendere a pugni il muro contro
cui era appoggiata. Ma  ridicolo, cazzo.
Non direi proprio. Stai aspettando che Lash si faccia vivo e io so che non vuoi solo parlargli. Per cui
non esiste che ti lasciamo qui da sola... e risparmiami le stronzate del tipo "non sei mica il mio capo".
Sono affetto da sordit selettiva.
A quel punto iAm prese la parola. E la verit.
Oh, per l'amor del cielo, pens Xhex puntando lo sguardo sulla targa di quella ridicola Honda.
D'altra parte, se le due Ombre non fossero state l, lei non si sarebbe mossa; avrebbe preso nota del
numero di targa restando ferma dov'era. Poteva sempre rintracciarla in seguito.
Vedi di renderti utile, disse caustica. E dammi il cellulare.
Ordina una pizza! Ho fame, scherz Trez passandole il Black-Berry. Sulla mia ci voglio una
montagna di salsiccia. Mio fratello, invece, la preferisce al formaggio.
Xhex chiam Rehv, selezionando il numero dalla rubrica perch era il modo pi rapido per
comunicare coi fratelli. Quando scatt la casella vocale, lasci la descrizione particolareggiata
dell'auto e il numero di targa, chiedendo a Vishous di rintracciarla.
Poi attacc e restitu il telefonino a Trez.
Niente Domino's, allora? borbott lui. Fanno consegne a domicilio, sai?
Xhex si accigli, trattenendo un'imprecazione: aveva scordato che V le aveva dato un cellulare.
Merda... non era lucida come richiedeva una situazione come quella...
Eccone un altro... disse iAm.
Xhex spost gli occhi sulla strada proprio mentre un'auto senza contrassegni si fermava davanti alla
casa. Il detective della Omicidi che smont dalla macchina era uno che conosceva. Jos de la Cruz.
Almeno gli umani avevano mandato sul posto un ottimo professionista. Anche se forse non era una
bella notizia. In una situazione come quella, meno l'altra razza ci metteva lo zampino meglio era, e
de la Cruz aveva il fiuto e la tenacia di un segugio.
Accidenti... si preannunciava una luuuuuunga giornata del cavolo. Eh, gi, una giornata molto, molto
lunga.
Col fiato sul collo delle sue guardie del corpo e gli umani che gironzolavano a vuoto, Xhex cominci
a muovere la mano destra, formando con le dita le curve e le linee che John le aveva insegnato.
A...
B...
C...
Lash fu svegliato da un gemito. E non del tipo erotico.
Ritrovarsi sdraiato a faccia in gi su un materasso spoglio in quel cesso di casa fu un'altra rottura di
palle. La terza mazzata fu che, quando finalmente si alz, il suo corpo lasci una macchia nera.
Una specie di ombra sul pavimento, un riflesso della realt effettiva.
Cristo santissimo. Era come quel nazista alla fine dei Predatori dell'arca perduta, quello a cui si
scioglieva la faccia... un effetto speciale che, come spiegato negli extra del DVD, era stato ottenuto
soffiando aria calda con un ventilatore su uno strato di gelatina.
Non esattamente il ruolo che aspirava a interpretare nella vita reale.
Uscendo per andare in cucina gli sembrava di trascinare un frigorifero e, chi l'avrebbe mai detto,
Plastic Fantastic non se la passava molto meglio, sdraiata per terra vicino alla porta sul retro. L'aveva
prosciugata fino a ridurla a una specie di vegetale, ma non abbastanza da farla secca, rispedendola
dall'Omega.
Bella seccatura. Essere per sempre a un passo dalla morte, con tutto quel dolore e senso di
soffocamento, ma anche con la certezza che la pace eterna dell'Aldil non sarebbe mai arrivata.
Bastava a farti venir voglia di suicidarti.
Risate preregistrate in sottofondo.
D'altro canto, per... lei non lo sapeva, non immaginava che quella sarebbe stata la sua condizione
permanente. Forse era meglio tenerglielo nascosto... sarebbe stata la sua buona azione quotidiana.
Lei riusc in qualche modo a emettere un gemito patetico, invocando il suo aiuto, ma Lash la
scavalc per andare a controllare la situazione provviste. Per risparmiare, tornando a casa aveva
cenato da McDonald's. Era poco meglio del cibo per cani, ma almeno era caldo, appena uscito dalla
friggitrice.
Il tempo non aveva migliorato la met di quello che non era riuscito a mandare gi a fine serata, ma
lui mangi comunque gli avanzi rimasti. Freddi. In piedi, sopra il sacchetto spiegazzato sul piano
della cucina.
Ne vuoi un po'? chiese alla donna. S? No?
Lei riusc solo a supplicarlo con gli occhi iniettati di sangue e la bocca spalancata, bavosa. O... forse
non era una supplica. Sembrava inorridita... malgrado lo stato in cui si trovava quella poveraccia, lui
aveva un aspetto talmente ributtante da farle dimenticare per un attimo la sua agonia.
Be', e allora, troia? Neanche vedere te mi stuzzica l'appetito, cosa credi?
Voltandosi dall'altra parte, Lash guard fuori dalla finestra la giornata di sole e gli venne voglia di
mandare tutto affanculo.
Non avrebbe voluto lasciare la fattoria, ma dormiva in piedi, tanto era distrutto dalla stanchezza...
mica poteva schiacciare un pisolino con tutti quei nemici l in giro. Doveva scegliere tra una ritirata
strategica in vista di un nuovo attacco e un viaggio nel mondo dei sogni, col rischio di ritrovarsi in
bocca la canna di una pistola. O peggio.
Ma almeno il sole era ancora alto nel cielo terso, il che per lui era una bella notizia, perch gli dava il
tempo di cui aveva bisogno. I fratelli non si sarebbero presentati, in una forma o nell'altra, prima che
facesse buio, e che razza di padrone di casa sarebbe stato se non fosse stato l ad aspettarli?
La troietta leccaculo dell'Omega poteva anche aver dato inizio alla festa, ma sarebbe stato Lash a
metterci il punto finale.
Per gli servivano altre munizioni, e non per le armi.
Prese impermeabile e cappello, si infil i guanti e scavalc di nuovo la prostituta. Stava aprendo la
porta, quando la mano rinsecchita della donna scatt verso la sua scarpa, graffiando il cuoio con le
dita insanguinate.
Lash la guard. Non riusciva pi a parlare, ma i suoi occhi sporgenti, cerchiati di rosso, dicevano
tutto: Aiutami. Sto morendo. Non posso uccidermi... fallo tu per me.
A quanto pareva aveva superato la ripulsa verso di lui. O forse il fatto che si era coperto aiutava.
In circostanze normali l'avrebbe lasciata l com'era, ma non riusciva a scacciare il ricordo di quando
si era staccato la pelle della faccia. Stava agendo in base al presupposto che non sarebbe finito come
un incubo in perenne decomposizione, ma se inceve il suo destino fosse stato quello? Se avesse
continuato a sciogliersi fino a non riuscire pi a sostenere il proprio scheletro e si fosse ritrovato
nella stessa condizione di quella disgraziata... a soffrire in eterno?
Sfil un coltello dalla cintura e, quando le si avvicin stringendolo in mano, lei non si ritrasse: rotol
sulla schiena offrendogli la carne fresca del petto.
Bast una pugnalata per porre fine al suo supplizio: con un lampo accecante la donna si dissolse nel
nulla, lasciando solo un cerchio bruciacchiato sul tappeto.
Lash si volt per uscire...
Ma non fece in tempo a varcare la soglia che rimbalz all'in-dietro, catapultato contro il muro in
fondo, pervaso da un impeto di forza, mentre delle strane lucine gli lampeggiavano davanti agli
occhi.
All'inizio non riusc a capire cosa diavolo stesse succedendo... ma poi gli fu chiaro: ci che aveva dato
alla prostituta era tornato da lui.
Allora  cos che funziona, pens, inspirando a pieni polmoni e sentendosi un po' meno moribondo.
Tutto ci che veniva pugnalato con un'arma d'acciaio era rispedito al mittente, per cos dire.
A meno che non arrivasse prima l'arma segreta della confraternita. Butch O'Neal era il tallone
d'Achille dell'Omega, l'unico che, assorbendo dentro di s l'essenza malefica che animava ogni lesser,
era in grado di impedire quel ricongiungimento.
Avendo appena beneficiato di quella sferzata di energia, adesso Lash comprendeva appieno la
minaccia rappresentata da O'Neal. Se non riuscivi a recuperare tutti i mattoncini del tuo LEGO, alla
fine non potevi pi costruire granch... o, peggio, la tua cesta dei giocattoli si svuotava... e poi? Cosa
succedeva? Scomparivi?
Gi, evitare quel bastardo di Butch era importante. Buono a sapersi.
Lash and in garage, mont sulla Mercedes e part, non per andare in quella fattoria a casa del
diavolo, ma verso i grattacieli del centro.
Essendo passate da poco le undici e mezzo del mattino c'era gente dappertutto: completi, cravatte e
scarpe eleganti si fermavano agli incroci in attesa del verde e poi attraversavano la strada proprio
davanti ai radiatori delle auto. Che presuntuosi tutti quegli umani che camminavano trafelati, lo
sguardo dritto davanti a s, come se non esistesse altro che la riunione, il pranzo o la commissione a
tempo perso verso cui stavano correndo. Si credevano cos superiori.
Gli veniva voglia di pigiare sull'acceleratore, trasformandoli in tanti birilli del bowling, ma aveva gi
abbastanza di cui preoccuparsi e cose migliori con cui impiegare il tempo. La sua meta? Trade Street,
il fulcro dei bar e dei locali notturni. Che, a differenza del distretto degli affari, a quell'ora del giorno
sarebbe stata deserta.
Quando tagli in direzione del fiume, apparve chiaro che le due diverse parti della citt
funzionavano come lo yin e lo yang, quanto a follie e apparenze. Al sole, gli alti edifici finanziari, con
le loro vetrate e strutture d'acciaio, si stagliavano scintillanti. La terra dei vicoli bui e delle insegne al
neon, invece, sembrava una vecchia battona dopo una lunga scopata: sporca, sciatta e triste.
E la gente? Il primo quartiere brulicava di individui produttivi, risoluti e volenterosi; il secondo,
invece, era gi fortunato se riusciva a mettere insieme pi di un paio di barboni, a quell'ora.
Che era precisamente ci su cui contava lui.
Puntando verso i ponti gemelli di Caldwell, pass davanti a un terreno vuoto delimitato da una rete
metallica e rallent leggermente. Cristo... l sorgeva lo Zero Sum, prima di essere ridotto a un
cumulo di macerie. Sul cartello dell'agenzia immobiliare avevano attaccato un adesivo con scritto IN
TRATTATIVA.
Eh, gi, cos  la vita. Lo schifo, come la natura, aborre il vuoto... per cui, se il nuovo club in
costruzione su quel lotto avesse fatto una fine inattesa analoga a quella toccata al locale di Rehv, un
altro avrebbe preso il suo posto altrettanto in fretta.
Un po' come era successo con suo padre. In un batter d'occhio, Lash era stato rimpiazzato da
qualcuno che gli andava a genio, per cos dire.
Roba da sentirsi terribilmente superflui, altro che scherzi.
Sotto ai ponti non ci mise molto a trovare quello che cercava, ma di cui avrebbe fatto volentieri a
meno. Le sue ricerche portarono subito a galla gli umani cenciosi che dormivano dentro cartoni o
auto carbonizzate. Quant'erano simili ai cani randagi: attirati dalla speranza di un po' di cibo,
sospettosi per esperienza, minati dalle malattie.
Anche il parallelismo con la scabbia funzionava.
Non era difficile da accontentare, e neanche loro. Nel giro di pochi minuti, sul sedile accanto a lui
sedeva una donna che non la smetteva di fare ooh e ahh non per i sedili di pelle della AMG, ma per
il sacchetto di coca che le diede. Mentre lei ne prendeva un po' col mignolo, aspirandola come
neanche un aspirapolvere, Lash guid fino a una grotta buia formata dalle massicce fondamenta di
calcestruzzo del ponte.
La poveretta non and oltre la prima sniffata.
Lash le fu addosso in un baleno e, vuoi per il suo bisogno di nutrirsi, vuoi per la debolezza fisica
della senzatetto, riusc a sottometterla completamente mentre beveva dalla sua vena.
Il suo sangue aveva il sapore dell'acqua sporca con cui si sono lavati i piatti.
Finito di succhiare, scese, gir intorno alla macchina e la tir fuori per il colletto. Se prima era
pallida, adesso era grigia come il cemento.
Sarebbe morta presto, se gi non lo era.
Lash si sofferm un attimo a guardarla in faccia, esaminando le profonde rughe della pelle e i
capillari rotti che le conferivano un rossore malsano. Un tempo era una neonata. Anni prima era
venuta al mondo nuova, fresca, intatta.
Il tempo e l'esperienza avevano infierito su di lei, e adesso sarebbe morta come un animale, sola e in
mezzo alla sporcizia.
Dopo averla scaricata, fece per chiuderle gli occhi...
Ges... Cristo.
Alz la mano e attraverso il palmo vide il fiume.
Non era pi carne marcescente, ma un'ombra scura... nella forma di ci con cui un tempo scriveva,
faceva a pugni e guidava.
Tirando su la manica dell'impermeabile, vide che il polso era ancora corporeo.
Si sent rinvigorito da un'ondata di energia, la perdita della pelle non era pi motivo di cordoglio, ma
fonte di gioia.
Come il padre... cos il figlio...
Non sarebbe finito come la puttana che aveva pugnalato, riportandola dentro di s. Stava diventando
come l'Omega, non era in via di putrefazione... ma di trasformazione.
Scoppi a ridere. Grasse risate di soddisfazione, filtrate dal petto, salivano gorgogliando in gola e
uscivano dalla bocca. Cadde in ginocchio vicino alla barbona morta, lasciando che il sollievo...
All'improvviso si rovesci su un fianco, rigettando il sangue marcio che aveva bevuto. Quando i
conati si placarono, si pul il mento con la mano e guard il rosso lucido che copriva il contorno
spettrale di quella che un tempo era stata carne.
Non ebbe il tempo di ammirare la sua nuova forma nascente.
Scosso da un conato di vomito violentissimo, venne accecato dalle stelle che gli esplodevano negli
occhi.
[eBL 086]
Capitolo 51
Seduta nei suoi appartamenti privati, Payne guardava il paesaggio dell'Altra Parte. L'erba verde
punteggiata da tulipani e caprifogli arrivava solo fino a un certo punto, prima di essere interrotta da
un anello di alberi che circondavano il prato ondulato. Sopra a tutto ci, un arco di cielo lattiginoso
si stendeva tra le frondose chiome degli alberi, come il coperchio di un baule-armadio.
Per esperienza personale, sapeva che se camminava fino al limitare della foresta e si sarebbe
addentrata nel folto degli alberi e finita con lo sbucare... nel punto esatto da cui era partita.
Non c'era via d'uscita, tranne che col permesso della Vergine Scriba. Lei sola aveva la chiave della
serratura invisibile e non avrebbe lasciato andare Payne... neppure alla casa del Primale di l, sulla
Terra, come le altre erano autorizzate a fare.
A riprova del fatto che sapeva bene chi aveva generato. Era ben consapevole che, una volta libera,
Payne non sarebbe mai tornata. L'aveva dichiarato la stessa Payne... urlando fin quasi a spaccarsi i
timpani.
Ripensandoci, quella sfuriata era stata una vittoria in termini di onest, ma non certo la migliore
delle strategie. Avrebbe fatto meglio a tenerlo per s, cos forse avrebbe ottenuto il permesso di
andare di l, sulla Terra.... per poi restarci. In fin dei conti, sua madre non poteva costringerla a
tornare nel regno delle statue viventi.
Be', almeno in teoria.
Ripens a Layla, reduce dall'incontro col suo vampiro. La sorella era raggiante di una felicit e di una
soddisfazione che Payne non aveva mai provato.
Il che giustificava l'impellenza di andare via da l, no? Anche se
ci che l'attendeva di l, sulla Terra, non risvegliava in lei alcun ricordo della sua breve fetta di
libert, almeno avrebbe potuto compiere da sola le sue scelte.
Era invero una strana maledizione essere nata eppure non avere una vita da vivere. A meno di
uccidere sua madre, lei era costretta l, al santuario e, per quanto odiasse la Vergine Scriba, non
avrebbe imboccato quella strada. Tanto per cominciare, non era sicura di poter vincere in un
conflitto con lei, e poi... si era gi sbarazzata di suo padre. Il matricidio era un'esperienza che non
esercitava su di lei nessun fascino nuovo o particolare.
Ah, il passato, il doloroso, infausto passato. Che sventura essere confinata l con un futuro infinito e
scialbo, oppressa dal fardello di una storia troppo spaventosa da contemplare. Lo stato di morte
apparente in cui era rimasta tanto a lungo sospesa era un dono misericordioso, a confronto della
tortura presente... almeno, in quella sorta di ibernazione, la sua mente non era in grado di vagare,
indugiando su cose che avrebbe preferito non accadessero e cose che non sarebbe mai riuscita a
compiere...
Gradisci qualcosa da mangiare?
Payne si volt a guardare da sopra la spalla. Sulla soglia ad arco della stanza c'era No'One, piegata in
un inchino, con un vassoio in mano.
Oh, s, grazie, disse Payne scacciando quelle meste riflessioni. Non vuoi farmi compagnia?
Ti ringrazio infinitamente, ma ti servir e poi me ne andr. La cameriera pos le vivande sul
sedile incastonato nella finestra accanto a Payne. Quando tu e il re vi affronterete nella lotta,
torner a prendere...
Posso chiederti una cosa?
No'One si inchin di nuovo. Certamente. In cosa posso servirti?
Perch non sei mai andata di l, sulla Terra, come le altre?
Segu un lungo silenzio... poi No'One si avvicin zoppicando al modesto giaciglio su cui dormiva
Payne. Con mani tremanti, lisci e sistem le lenzuola con cura.
Non nutro un interesse particolare per quel mondo, rispose da sotto il cappuccio. Qui sono al
sicuro. L... non sarei al sicuro.
Il Primale  un fratello forte e abile nel maneggiare il pugnale. Non ti accadrebbe nulla di male sotto
la sua custodia.
La risposta che usc da sotto il cappuccio fu vaga ed evasiva. Sulla terra le circostanze possono
volgere improvvisamente al caos e al conflitto. Semplici decisioni generano conseguenze che
possono rivelarsi sconvolgenti. Qui tutto  in ordine.
Parlava come una superstite dell'incursione che aveva avuto luogo al santuario settantacinque anni
prima, pens Payne. In quella terribile circostanza, alcuni vampiri giunti dalla Terra avevano
oltrepassato la barriera recando con s la violenza che sovente si manifestava nel loro mondo.
In molti erano morti o erano rimasti feriti... compreso il Primale dell'epoca.
Payne torn a volgere lo sguardo sull'orizzonte incantevole e statico del santuario... d'un tratto
comprese le ragioni di No'One, e tuttavia non ne fu conquistata. L'ordine che regna qui 
precisamente ci che suscita la mia irritazione. Io aspiro a evitare questo genere di falsit.
Non puoi andare via quando lo desideri?
No.
Non  giusto.
Payne volse di scatto gli occhi verso la cameriera, ora indaffarata a ripiegare i suoi abiti. Non mi
sarei mai aspettata di sentirti dire qualcosa contro la Vergine Scriba.
Io amo la santissima madre della razza, ti prego di non fraintendermi. Ma essere imprigionati,
seppure nel lusso,  un'ingiustizia. Io ho scelto di vivere qui e ci rester per sempre... tu, invece,
dovresti essere libera di andare.
Devo ammettere che ti invidio.
No'One parve sobbalzare sotto la lunga veste. Non devi. Mai.
Hai ragione.
Nel silenzio che segu, Payne ramment la sua conversazione con Layla, accanto alla vasca dei
riflessi. Stesso scambio di battute, diversa conclusione: allora era stata Layla a invidiare la mancanza
di desiderio di Payne in relazione al sesso e ai maschi. Ora, invece, era il modo in cui No'One si
accontentava dell'inerzia ad apparire invidiabile.
Gira la ruota, gira, pens Payne.
Voltandosi di nuovo verso il "panorama", guard la distesa erbosa con occhi ostili. Ogni filo d'erba
era perfetto e dell'altezza giusta, tanto che, pi che un prato era un tappeto. Un risultato che non si
otteneva tosandolo, naturalmente. E proprio come i tulipani, nelle aiole i fiori si ergevano
eternamente sugli steli sottili, i crochi si schiudevano in permanenza e le rose erano sempre
rigogliose di petali, non c'erano parassiti, erbacce o malattie.
N crescita.
Buffo, all'apparenza sembrava tutto coltivato e invece non era curato da nessuno. Dopo tutto, che
bisogno c'era di un giardiniere quando esisteva una divinit in grado di progettare tutto al meglio... e
di mantenerlo cos in eterno?
Per certi versi questo faceva di No'One un miracolo: era miracoloso che le avessero consentito di
vivere l e di respirare la nonaria del santuario, pur non essendo perfetta.
Io non voglio questo, disse Payne. Veramente, non lo voglio.
In assenza di commenti si volt a guardare... e si accigli. No'One se n'era andata proprio come era
arrivata, senza il minimo rumore, lasciando l'ambiente migliore grazie al suo tocco attento.
Sentendo montare un grido dentro di s, Payne cap che doveva ottenere la libert. O sarebbe
impazzita.
Nella campagna fuori Caldwell, Xhex finalmente ebbe la possibilit di entrare nella fattoria, quando,
alle cinque del pomeriggio, la polizia se ne and. Uscendo, gli sbirri sembravano pronti per una
settimana di vacanza pi che per una serata di libert... sguazzare per ore in un lago di sangue
sempre pi rappreso farebbe questo effetto a chiunque. Chiusero tutto a chiave, apposero i sigilli alla
porta davanti e a quella di dietro e delimitarono il cortile col nastro giallo usato sulle scene del
crimine. Poi montarono in macchina e partirono.
Entriamo, disse Xhex alle Ombre.
Smaterializzandosi, riprese forma proprio al centro del salotto insieme a Trez e iAm. Senza bisogno
di parlare, i tre si sparpagliarono, spostandosi con cautela in mezzo a quel macello in cerca di cose
ignote agli umani.
Dopo venti minuti di avanti e indietro tra quello schifo appiccicoso al pianterreno e la polvere al
primo piano, non avevano cavato un ragno dal buco.
Maledizione, Xhex percepiva i corpi e le griglie emotive segnate dalla sofferenza, ma erano come
riflessi sull'acqua.... non riusciva ad afferrare le forme all'origine di quelle immagini sfuggenti.
Hai gi sentito Rehv? chiese, alzando un anfibio per vedere fin dove arrivava il sangue. Fino alla
tomaia. Fantastico.
Trez scosse la testa. No, ma posso richiamare.
Non importa. Sar preso. Merda, sperava che Rehv avesse ricevuto il suo messaggio e si fosse gi
messo a caccia di quella targa.
Ferma nell'ingresso, fece scorrere lo sguardo sul tinello, focalizzandosi sul tavolo tutto bucherellato
che chiaramente era servilo da tagliere.
L'amichetto dell'Omega col macchinone alla Vin Diesel prima o poi doveva tornare indietro per
recuperare le nuove reclute. Cos nascoste erano inutilizzabili, perch, ammesso che la loro prigionia
funzionasse come la sua con Lash, non potevano uscire dalla dimensione parallela in cui erano state
relegate finch qualcuno non veniva a liberarle.
A meno che non fosse possibile rompere l'incantesimo da lon tano.
Dobbiamo fermarci ancora un po', disse. Per vedere chi al tri arriva.
Si piazzarono in cucina, girando per la stanza e lasciando orme
fresche e insanguinate sul linoleum pieno di tagli... orme che di sicuro avrebbero mandato in tilt tutti
quei poveri poliziotti.
Amen, si disse Xhex.
Non era un suo problema.
Controll l'orologio alla parete. Cont i barilotti vuoti, le bottiglie di superalcolici e le lattine di birra.
Guard i mozziconi di spinello e i residui simili a talco delle piste di coca.
Ricontroll l'orologio.
Fuori, il sole sembrava aver interrotto la sua discesa, come se il disco dorato temesse di rimanere
infilzato nei rami degli alberi.
In quella pausa forzata della sua caccia, non aveva altro a cui pensare se non John. Adesso di sicuro
stava sbattendo la testa contro il muro, frustrato e demoralizzato, assorto in pensieri che
difficilmente sono consigliabili a chi sta per affrontare il nemico: sarebbe stato incazzato nero con
lei, distratto, su di giri nel modo sbagliato.
Ma mica poteva chiamarlo e parlarci. Lui non poteva risponderle.
E quello che lei aveva da dirgli non  il genere di cosa che si pu scrivere in un SMS.
Cosa c'? chiese Trez, vedendo che friggeva.
Niente. Sono pronta a combattere, ma mi manca il bersaglio, tutto qua.
Palle.
Le chiacchiere stanno a zero, grazie.
Dieci minuti dopo stava ancora fissando l'orologio alla parete. Oh, per l'amor del cielo, non ce la
faceva pi.
Torno al quartier generale della confraternita per una mezz'ora, disse di slancio. Voi due state qui,
per piacere. Chiamatemi sul cellulare se si fa vivo qualcuno.
Diede loro il numero e loro ebbero la decenza di non farle domande... d'altronde, le Ombre sono
come i symphath sotto questo aspetto: tendono a sapere cosa frulla in testa alla gente.
Ricevuto, disse Trez. Ti diamo uno squillo appena succede qualcosa.
Xhex si materializz davanti alla base della confraternita e attravers la distesa di ghiaia fino ai
gradini grandi come quelli di una basilica. Entrata nel vestibolo, mostr il viso alla telecamera di
sorveglianza.
Un istante dopo Fritz apr il portone con un profondo inchino. Bentornata a casa, signora.
La parola "casa" la fece sobbalzare. Ehm... grazie, fece, lanciando un'occhiata alle stanze deserte
oltre l'atrio. Salgo un attimo di sopra.
Le ho preparato la stanza che occupava prima.
Grazie. Ma non era l che era diretta.
Attratta dal sangue di John, corse su per lo scalone puntando verso la sua stanza.
Buss e attese; non ottenendo risposta, socchiuse la porta sulla camera immersa nell'oscurit e ud lo
scroscio ovattato della doccia. Una striscia di luce obliqua sul tappeto orientale indicava che John
aveva chiuso la porta del bagno.
Attraversando la stanza, Xhex si tolse il giubbotto di pelle e lo lasci sullo schienale di una poltrona.
Buss di nuovo alla porta del bagno. Senza esitazione. Energicamente.
La porta si apr da sola, rivelando la nuvola di vapore e la luce soffusa dei faretti incassati sopra la
Jacuzzi.
Dietro il vetro del box doccia, John le stava di fronte; l'acqua gli scorreva sul petto, sugli addominali
scolpiti e sulle cosce. Il pene si drizz in una vistosa erezione non appena i loro sguardi si
incrociarono, ma lui non si mosse e non parve lieto di vederla.
Tutt'altro. Il labbro superiore si ritrasse in un ringhio, e non fu la cosa peggiore. La sua griglia
emotiva era ermeticamente chiusa. La stava bloccando, tagliando fuori, e non era neanche sicura che
ne fosse consapevole: non riusciva a centrare pi niente di ci che prima aveva sempre colto con
estrema chiarezza.
Xhex alz la mano destra e goffamente disse, nella lingua dei segni, Sono tornata.
Lui aggrott leggermente la fronte. Poi, con padronanza e velocit molto maggiori, mosse le dita per
dire: Con informazioni per Wrath e i fratelli, giusto? Ti senti un'eroina? Complimenti.
Chiuse il rubinetto, usc dalla doccia e prese una salvietta. Senza
coprirsi cominci ad asciugarsi, ed era difficile non notare l'erezione che ballonzolava a ogni
movimento.
Xhex non avrebbe mai pensato di ritrovarsi a maledire la sua visione periferica.
Non ho parlato con nessuno, disse.
A quelle parole, John si ferm con l'asciugamano teso sulla schiena, un braccio piegato in alto e
l'altro in basso. Naturalmente quella posa gonfiava i pettorali e tendeva i muscoli sopra il bacino,
dando loro il massimo risalto.
Lasciando andare di colpo l'asciugamano, se lo stese sulle spalle. Perch sei venuta qui?
Volevo vederti. U dolore nella propria voce le fece rimpiangere di non aver usato la lingua dei
segni.
Perch?
Ero in pensiero...
Vuoi vedere come me la cavo? Vuoi sapere com' stato passare le ultime sette ore chiedendomi se eri
morta o...
John...
Lui afferr l'asciugamano e lo fece schioccare a mezz'aria, come una frusta, per zittirla. Vuoi sapere
come ho affrontato l'idea che
fossi morta, che stessi combattendo da sola o, peggio, che fossi tornata dov'eri prima? Il tuo lato
symphath ha bisogno di un piccolo diversivo, cos, per gioco?
Dio, no...
Sei sicura? Non hai i cilici. Forse sei tornata qui solo per soddisfare quel bisogno...
Xhex si volt di scatto per uscire, sopraffatta dalle emozioni, soffocata dal senso di colpa e dalla
tristezza.
John l'afferr per un braccio e tutti e due finirono contro il muro; tenendola ferma col corpo, lui
continu a muovere le mani vicino alle loro facce.
Eh, no, cazzo, non puoi scappare. Dopo quello che mi hai fatto passare non puoi scappare via solo
perch non te la senti di affrontare il casino che hai messo in piedi. Io non ho potuto scappare da
questa giornata. Mi  toccato stare chiuso qui, e adesso puoi anche ricambiare il favore. Lei voleva
distogliere lo sguardo, ma cos non avrebbe pi potuto seguire quello che John stava dicendo con le
mani. Vuoi sapere come mi sento? Determinato, cazzo, ecco come mi sento. Noi due stasera siamo a
un punto di svolta. Tu dici che hai il diritto di dare la caccia a Lash? Be', anch'io.
Quello spogliatoio nelle docce, pens Xhex. Il tradimento di cui non conosceva i particolari, ma che
- lo sentiva - c'entrava con quello che John aveva subito quand'era pi giovane, solo e indifeso.
Ecco la mia proposta, e non  negoziabile. Lavoriamo insieme per trovarlo, prenderlo e ucciderlo.
Lavoriamo come una squadra, il che significa che dove va uno, va anche l'altro. E, alla fine, chi dei
due riesce a beccarlo avr l'onore di farlo fuori. Ci stai?
Xhex fece un sospiro di sollievo: quella era la risposta giusta, ne fu subito certa. Stare in quella
fattoria senza di lui non le era piaciuto. Le era parso sbagliato.
Affare fatto, disse.
Il volto di lui non mostr traccia di sorpresa n soddisfazione... se gli avesse detto di no, John
progettava di compiere un gesto folle o disperato, sospett Xhex.
Ma poi cap perch era cos calmo.
Dopo, ce ne andremo ciascuno per la propria strada.  finita.
Xhex sent il sangue defluire dalla testa e, d'un tratto, mani e piedi persero sensibilit. Che era una
stupidaggine. Ci che John le stava proponendo era l'accordo migliore e la soluzione migliore: due
guerrieri che collaborano e, una volta raggiunto l'obiettivo, non hanno pi motivo di restare legati.
In realt, era proprio cos che lei aveva immaginato il suo futuro, appena uscita dall'incubo con Lash:
ammazzare quel bastardo e poi porre fine a quel fiasco di vita.
Ma c'era un guaio: i piani, allora cos chiari, adesso apparivano confusi, l'itinerario tracciato nella sua
mente appena si era libe-
rata, era oscurato da cose che non c'entravano niente con ci che aveva in testa, ma c'entravano solo
col maschio nudo che le stava addosso.
Okay, disse con voce strozzata. Va bene.
Stavolta John ebbe una reazione: si rilass contro di lei e piant le mani sul muro, ai lati della sua
testa. I loro occhi si incontrarono e Xhex venne pervasa da una vampata di calore.
Dio, la disperazione era come benzina sul fuoco, per lei, quando c'era di mezzo John Matthew... e, da
come strusciava l'inguine contro di lei, lo stesso valeva per lui.
Xhex lo afferr per il collo. Non fu delicata - e neanche lui -quando lo tir gi, verso la bocca,
premendo con forza le labbra sulle sue; le lingue, pi che incontrarsi, ingaggiarono un duello.
All'improvviso sent un rumore di stoffa lacerata e si accorse che John le aveva afferrato la canotta
strappandola a met, sul davanti. ..
I seni si ersero contro il petto nudo di lui, i capezzoli sfregavano contro la pelle, il suo sesso smaniava
per lui. Al diavolo la disperazione; il bisogno di sentirlo dentro di s era pi potente, il senso di
vuoto, senza di lui, era un supplizio.
Una frazione di secondo dopo, i suoi calzoni erano per terra.
Con un saltello, gli cinse la vita con le cosce. Abbass la mano, posizionando il pene contro la vulva e
premendo con forza i talloni contro il suo sedere per avviare la penetrazione. Il membro affond
dentro di lei, che lo accolse completamente; la spinta, sciolta e sicura, bast a farla venire, in un
orgasmo travolgente.
Cavalcando il proprio piacere, sent allungarsi le zanne; John smise di baciarla per piegare la testa di
lato, scoprendo la giugulare.
II morso fu dolce. La forza derivante da lui, istantanea.
Xhex bevve avidamente, mentre lui martellava dentro lei, scaraventandola di nuovo gi da quel
precipizio, spingendola verso una folle discesa che, chiss come, non si concluse in un atterraggio
violento... e lui la segu in quel magnifico balzo senza paracadute, fremendo dentro di lei in preda
all'orgasmo.
Dopo una pausa brevissima... John ricominci a pompare...
No, la stava portando verso il letto, nella stanza buia, entrando e uscendo da lei al ritmo dei suoi
passi.
Xhex archivi ogni sensazione, custodendola in fondo alla mente, rendendo infinito ed eterno
quell'attimo grazie alla forza della memoria. E quando John le mont sopra, fece ci che lui aveva
fatto per lei: offrendogli la vena, si assicur che fossero la squadra pi potente al mondo.
Partner.
Ma non per sempre.
Capitolo 52
Mentre faceva l'amore con Xhex, John torn per un attimo col pensiero al momento in cui, in
bagno, aveva atteso che lei approvasse il loro accordo.
Aveva ostentato sicurezza, per la serie "sono io a dettar legge", certo, ma in realt non aveva nessuna
autorit, nessun potere di influenzarla: Xhex era libera di accettare oppure no, e, se rifiutava, lui non
poteva farci niente. Morale della favola? Non aveva in mano nulla su cui far leva: nessuna potenziale
minaccia, nessun ricatto, niente "se le cose stanno cos allora cos".
Di questo si era reso conto, seduto sul divano della sala del biliardo, fingendo di guardare la
televisione insieme a Tohr. Per tutto il giorno aveva sentito nella testa la voce di Rehvenge come un
disco rotto.
Questo per lei  il finale di partita e vuole giocarselo da sola, senza nessuno tra i piedi.
John non era uno sciocco, e non voleva pi farsi paralizzare dai sentimenti che provava per lei. Loro
due avevano una missione da compiere e avevano pi probabilit di portarla a termine se lavoravano
insieme. In fin dei conti non era un lesser qualunque, quello a cui stavano dando la caccia.
E poi la loro storia era scritta nella lingua della collisione: non facevano che scontrarsi e rimbalzare
lontani... solo per ritrovarsi coinvolti in un altro impatto. Xhex era il suo pyrocant, e lui non poteva
far niente per cambiare quel dato di fatto, per poteva tagliare la fune di quel bungee jumping che lo
stava torturando.
Dio, quanto avrebbe voluto che quel suo tatuaggio non fosse permanente. Meno male che, essendo
sulla schiena, non era costretto a guardarlo.
Pace amen. Avrebbero catturato Lash e poi le loro strade si sarebbero divise. E fino ad allora? Be'...
John lasci andare i pensieri alla deriva, riconnettendosi col sesso e col gusto intenso del sangue di
Xhex. Ancora una volta colse vagamente l'odore che saliva dalla sua stessa pelle, tipico dei vampiri
innamorati, ma tagli fuori quella realt. Non aveva intenzione di lasciarsi confondere da
quell'intenso aroma speziato. Neanche un minuto di pi.
I vampiri innamorati sono dei poveri invalidi senza le loro femmine, verissimo... e un'enorme parte
di lui sarebbe appartenuta per sempre a Xhex. Ma lui voleva continuare a vivere, maledizione. Era un
sopravvissuto.
Muovendosi dentro la morsa di Xhex, il membro una verga solida e potente, ben presto venne
travolto da un altro orgasmo che poi si trasmise anche a lei. Stacc la bocca dalla sua vena, lecc i
segni del morso e poi si attacc a uno dei seni. Spostando la gamba, le allarg ancora di pi le cosce,
rovesciandosi sulla schiena in modo da stare sotto di lei.
Xhex gli diede il cambio, poggiando le mani sulle sue spalle, dimenando i fianchi alla base della
spina dorsale, contraendo e rilassando l'addome sodo mentre lo cavalcava. Con un'imprecazione
muta, lui si aggrapp alle sue cosce, stringendo con forza; sentiva i muscoli di lei guizzare sotto la
sua presa, ma non si ferm l. Fece scorrere le mani pi su, fino alla giuntura tra le gambe e il tronco,
attratto dal punto in cui il loro corpi si univano.
Infil il pollice dentro quel cuore carnale e, trovata la sommit del suo sesso, cominci a sfregarla in
senso circolare...
Alla debole luce che filtrava dal bagno, guard Xhex inarcarsi all'indietro, le zanne affondate nel
labbro inferiore per lo sforzo di non urlare. Voleva dirle di liberare quel grido, ma non ebbe il tempo
di commiserare la sua discrezione... venne con violenza, strizzando le palpebre con forza, scosso
dagli spasmi, sotto di lei.
Riprendendo fiato, sent che Xhex si fermava per respirare a fondo... prima di cambiare posizione.
Quando apr gli occhi, fu l l per venire di nuovo. Xhex si era spostata indietro e adesso era
appoggiata alle sue gambe, in equilibrio sugli stinchi. Con i piedi sollevati sui suoi fianchi, gli offriva
uno spettacolo sconvolgente... e questo prima di cominciare a muoversi. La vista del pene che
emergeva, turgido e lucido, dalle pieghe della vulva, esposto in tutta la sua lunghezza fino al glande,
gli regal un altro orgasmo.
Lei non si ferm.
Lui non voleva che si fermasse.
Voleva guardare ancora da vicino i loro sessi, voleva vedere i suoi capezzoli, il modo il cui lei
abbassava il mento e la forza fluida del suo corpo che lo montava con vigore. Voleva restare
prigioniero dentro di lei... per sempre.
Ma era quello il suo problema con lei, e doveva finire l, subito.
Vennero insieme, con le mani di lui strette sui fianchi snelli di lei e la bocca di lei spalancata per
liberare il suo nome dal fondo della gola.
Dopo, solo respiri ansanti e aria gelida.
Con agilit, lei si distric passandogli una gamba sopra la testa e atterrando sul pavimento accanto al
letto, senza il minimo rumore.
Poi lo guard da sopra la spalla e la sua spina dorsale si torse in una curva elegante. Posso usare la
tua doccia?
Quando lui annu, Xhex si avvi verso il bagno con passi lunghi e sicuri... e malgrado tutto il sesso
che avevano appena fatto, John prov l'impulso prepotente di prenderla da dietro.
Un attimo dopo sent scorrere l'acqua... poi la voce di lei. La polizia degli umani ha trovato la scena
del crimine.
Questo lo spinse a scendere dal letto, ansioso di ottenere maggiori informazioni. Quando entr in
bagno, lei si volt sotto la doccia, inarcando la schiena per sciacquare via lo shampoo dai capelli.
Il posto brulicava di sbirri, ma i nuovi iniziati erano nascosti come era toccato a me... gli umani
hanno visto solo un mare di sangue, abbastanza per dipingere di rosso un'intera casa. Nessuna
traccia di Lash, ma a un certo punto  passata una di quelle macchine per le corse clandestine su
strada, con al volante uno che puzzava di fragole. Ho telefonato a Rhev, lasciandogli il numero di
targa da passare a Vishous. Appena uscir di qui andr a fare rapporto da Wrath.
Quando lo guard, John disse, Torniamo l appena fa buio.
Assolutamente.
Qhuinn si svegli da solo, avendo rispedito Layla dall'Altra Parte dopo aver fatto qualche altra
cosetta insieme a lei. La sua intenzione era di mandarla via subito, ma l'aveva abbracciata per
salutarla e poi, si sa, da cosa nasce cosa...
Lei era ancora vergine, comunque.
Non pi del tutto inviolata, ma decisamente ancora vergine... A quanto pareva, al mondo c'erano due
persone con cui non poteva fare sesso. Se andava avanti cos, avrebbe finito col fare voto di castit.
Si rizz a sedere sul letto; gli scoppiava la testa, prova inconfutabile che l'Herradura  un avversario
di valore.
Stropicciandosi la faccia, ripens a quando aveva baciato l'Eletta. Le aveva insegnato a farlo come si
deve, le aveva spiegato come sue-chiare e sfiorare, come aprire la strada alla lingua altrui, come
penetrare una bocca quando ne aveva voglia. E lei imparava in fretta.
Eppure non era stato difficile evitare che le cose gli sfuggissero di mano.
Ci che aveva soffocato sul nascere l'impulso di spingersi fino in fondo era il modo in cui lei lo
guardava. Quando aveva imboccato l'autostrada di quella "sex-plorazione" per illustrarle i segreti del
sesso, credeva che, dopo tutta la formazione teorica ricevuta al Santuario, Layla volesse solo un corso
pratico. Ma da parte dell'Eletta c'era stato subito molto di pi. Avevano cominciato a brillarle gli
occhi nel modo tipico degli innamorati, come se lui fosse la chiave per la porta che la teneva chiusa
in se stessa, come se lui soltanto avesse il potere di liberarla.
Come se lui fosse il suo futuro.
Piuttosto paradossale, perch, sulla carta, lei era la sua femmina ideale. Avrebbe potuto addirittura
risolvere per sempre il suo problema di trovare una compagna.
Peccato che il suo cuore non fosse d'accordo.
Per cui, no, non poteva assumersi la responsabilit di realizzare le speranze e i sogni di Layla, non
esisteva proprio. E non sarebbe andato fino in fondo, con lei, non c'era pericolo. Layla si stava gi
lasciando sedurre da una fantasia, da un'immagine di lui che non corrispondeva alla realt... se
faceva davvero l'amore con lei, le cose potevano solo peggiorare: quando si  inesperti  facile
fraintendere e scambiare il trasporto fisico per qualcosa di pi profondo e pi importante.
 un'illusione che pu trarre in inganno anche persone di esperienza.
Come quella tipa al negozio di tatuaggi, per esempio, che gli aveva passato di nascosto il numero di
telefono. A lui non interessava minimamente chiamarla prima, durante o dopo. Non ricordava
nemmeno il suo nome... e quel vuoto di memoria non lo turbava neanche un po'. Qualunque donna
pronta a scoparsi uno sconosciuto in un luogo pubblico e in presenza di altri tre maschi non era una
con cui aspirasse ad avviare una relazione.
Era crudele? S. Aveva una doppia morale? Usava due pesi e due misure? Assolutamente no: non
aveva rispetto neanche per se stesso, non  che giudicasse con meno disgusto i suoi principi
vergognosi e discutibili.
E poi Layla ignorava cosa aveva fatto con le umane subito dopo la transizione... tutto il sesso nei
bagni, nei vicoli e negli angoli bui dei club, tutte quelle porcate grazie alle quali adesso lui sa peva
esattamente cosa fare col corpo di lei.
Con qualunque corpo. Maschile o femminile.
Merda. Questo lo fece pensare a Blay, a come aveva passato la giornata.
Qhuinn armeggi col telefonino. Richiamando l'SMS che Blay gli aveva inviato da quel numero
sconosciuto, lo lesse, rilesse e rilesse un'altra volta.
Doveva essere partito dal cellulare di Saxton.
Digitato sul suo letto, probabilmente.
Qhuinn butt il Blackberry sul comodino e si alz. In bagno tenne le luci spente, perch non gliene
fregava un tubo di vedere come stava coi jeans e la maglietta con cui aveva dormito.
Stropicciato e sexy da paura. Senza il minimo dubbio.
Mentre si lavava la faccia, un lieve ronzio invase la stanza, annunciando che le tapparelle si stavano
alzando. Con l'acqua che gocciolava dal mento e una bomboletta di schiuma da barba in mano,
guard la nuova nottata. Al chiaro di luna, vide che le gemme delle betulle dal tronco argentato
vicino alla finestra si erano schiuse ancora di pi, chiaro indizio che era stata una giornata calda.
Ignor completamente ogni parallelo con Blay che veniva risvegliato alla sessualit.
Da suo cugino Saxton.
Disgustato da se stesso, mise gi il rasoio e usc a grandi passi dal bagno. Si fiond in cucina il pi in
fretta possibile: era preoccupato per la salute e la longevit dei suoi nervi ottici, data la pressione
barometrica dentro il suo cranio.
Gi nel regno di Fritz si prepar il caff, mentre i doggen correvano di qua e di l per preparare il
Primo Pasto. Meno male che erano gi cos indaffarati. A volte, quando ci si sente una merda dentro
e fuori, si ha voglia di arrangiarsi da soli.
In momenti cos, l'orgoglio  importante.
Intendiamoci, essendo quella la prima volta che caricava la Krups, dimentic di aggiungere il caff
macinato, per cui ottenne solo un bel bricco di acqua bollente.
Un'altra volta con sentimento.
Stava uscendo dalla sala da pranzo con un thermos da campeggio pieno del miracoloso infuso
marrone scuro e un flacone di aspirina, quando Fritz apr la porta del vestibolo.
Alla vista della coppia che oltrepass il buon doggen, Qhuinn cap che nel suo immediato futuro la
Bayer avrebbe avuto un posto di primo piano: Blay e Saxton entrarono in casa tenendosi a braccetto.
Per una frazione di secondo, Qhuinn fu l l per ringhiare; l'istinto possessivo gli fece venir voglia di
saltare sull'Hummer e parcheggiarlo in mezzo a quei due... finch non si accorse che tutto quel
tenersi abbracciati era dovuto a evidenti motivi di salute. Saxton sembrava incapace di reggersi in
piedi e la sua faccia era stata chiaramente usata come punching-ball.
Adesso Qhuinn ringhi per un motivo diverso. Chi cavolo ti ha conciato cos?
Non poteva essere stato un membro della sua famiglia. I parenti di Saxton non avevano problemi
con le sue tendenze sessuali.
Dimmelo, lo incalz Qhuinn. E, una volta ottenuta una risposta a quella domanda, Blay doveva
spiegargli come cazzo pensava di poter portare un estraneo non solo nella sede della confraternita,
ma nella casa della Prima Famiglia.
La domanda numero tre, ovvero: Com' stato?, invece sarebbe rimasta dov'era. In fondo alla sua
gola, col rischio di soffocarlo.
Saxton sorrise. Pi o meno. Il labbro superiore non si muoveva bene. Feccia umana, tutto qua. Non
facciamone una tragedia, okay?
Col cazzo. E tu cosa diavolo ci fai qui con lui? Qhuinn fiss Blay, cercando di non scrutarlo in viso
in cerca di segni di baci. Sulla sua pelle delicata, l'irritazione tipica da sfregamento con le guance
barbute di un maschio si sarebbe vista subito. Lui non pu stare in questa casa. Non puoi
portarlo...
Dalla cima dello scalone, Wrath lo interruppe, la profonda voce baritonale del re riemp l'atrio. Blay
non esagerava, allora. Ti hanno spaccato il muso, eh, figliolo?
Saxton si inchin con una specie di sibilo. Perdonatemi, Vostra Maest, se mi presento in questo
stato. Siete stato estremamente gentile ad accogliermi in questa casa.
Sei stato corretto con me, quando contava. E io ricambio i favori. Sempre. Ci detto, se ti azzardi a
compromettere in qualunque modo il mio tranquillo focolare domestico, ti taglio le palle e te le
faccio ingoiare.
Adoro Wrath, pens Qhuinn.
Saxton si inchin di nuovo. Capito.
Wrath non guard gi dalle scale, teneva gli occhiali avvolgenti fssi davanti a s, quasi ammirasse gli
affreschi sul maestoso soffitto dell'atrio. E tuttavia, malgrado la cecit, non gli sfuggiva nulla.
Qhuinn ha gi pronto il caff, dall'aroma che sento; bevilo, ti far bene, e Fritz ti ha preparato una
stanza. Vuoi qualcosa da mangiare prima di nutrirti?
Prima di nutrirsi? Prima di nutrirsi?
Qhuinn non gradiva essere fuori dal giro, anche quando si trai tava di sciocchezze tipo il menu da
servire per cena. Saxton, la casa della confraternita, Blay e la vena di qualcuno? Non sapere cosa
bolliva in pentola gli fece fremere la punta delle zanne.
Saxton si inchin un'altra volta. Siete davvero un padrone di casa molto cortese.
Fritz, dagli qualcosa da mettere sotto i denti. L'Eletta dovrebbe arrivare a momenti.
Allora era la vena di una Eletta?
Cristo, cosa aveva fatto esattamente Saxton per il re? A chi aveva salvato le chiappe?
E il nostro medico ti visiter. Wrath alz la mano. No. Sento l'odore della tua sofferenza...  un
misto di cherosene e peperoni. Adesso muoviti. Pensa a rimetterti in sesto, parleremo dopo.
Mentre Wrath e George facevano dietrofront sulla balconata, Qhuinn si pose sulla scia dell'ospitalit
di Fritz, accodandosi al maggiordomo che guidava la lenta ascesa dello scalone. In cima, l'anziano
doggen fece una pausa a beneficio dell'andatura claudicante di Saxton, sfilando di tasca il fazzoletto
per lucidare gli svolazzi di ottone della ringhiera.
Non potendo far altro che aspettare, a sua volta Qhuinn apr il flacone con le aspirine e ne tir fuori
una manciata, notando, attraverso la porta aperta dello studio del re, che John e Xhex stavano
parlando con V e Wrath; tutti e quattro chini sopra una piantina allargata sulla scrivania.
 una dimora favolosa, disse Saxton, fermandosi a riprendere fiato. Si appoggiava Blay, e
sottobraccio a lui stava... benissimo.
Che miserabile bastardo.
L'ha fatta costruire il mio padrone, Darius. Fritz lasci vagare i vetusti occhi acquosi prima di
posarli sul mosaico raffigurante l'albero di mele, sul pavimento dell'atrio. Aveva sempre desiderato
ospitare qui la confraternita... aveva concepito questa struttura per soddisfare ogni esigenza dei
fratelli. Sarebbe stato cos felice.
Proseguiamo, allora, disse Saxton. Sono ansioso di vedere il resto della casa.
Attraversarono la galleria delle statue, oltrepassando la stanza di Tohr, quella di Qhuinn e quella di
John Matthew. Superata anche la camera di Blay... entrarono in quella l accanto.
Perch non spingersi un po' pi lontano? pens Qhuinn. Tipo nel seminterrato.
Le porter un vassoio con una vasta scelta di pietanze. Fritz entr nella stanza e controll con cura
che fosse tutto in ordine. Digiti asterisco-uno, se mai le servisse altro prima del mio ritorno, o in
qualunque altro momento.
Con un inchino il maggiordomo usc, lasciandosi alle spalle un enorme imbarazzo. Che non si
attenu minimamente quando Blay accompagn Saxton fino al letto, aiutandolo a mettersi in
orizzontale.
Quel figlio di puttana sfoggiava uno splendido completo grigio. Con tanto di panciotto. Qhuinn, coi
suoi vestiti a mo' di sacco a pelo, si sent uno schifo: gli sembrava di avere addosso dei sacchi
dell'immondizia.
Raddrizzando le spalle, in modo da battere nettamente Sax almeno sul piano verticale, disse, Sono
stati quei tizi al bar per fumatori. Quegli stronzi del cazzo. Giusto?
Blay si irrigid e Saxton ridacchi. E cos il nostro comune
amico Blaylock ti ha detto del nostro appuntamento? Mi chiedevo cosa stesse facendo al telefono nel
mio bagno.
Uh-huh, sbagliato. La deduzione logica, non il verbale della giornata, lo avevano condotto a quella
conclusione. Che cavolo, da Blay aveva ricevuto solo quell'unico SMS. Un misero, striminzito SMS in
cui non si degnava neanche di chiedergli come stava...
Porca. Puttana. Stava davvero facendo la lagna per il galateo telefonico? Era diventato una
femminuccia fino a questo punto?
Uhm... la risposta era un s grande come una casa, gli mancava solo di mettersi un paio di
mutandine sotto i jeans.
Allora, sono stati loro? insistette, brusco.
Vedendo che Blay non diceva niente, Saxton sospir. S, temo che abbiano sentito il bisogno di
esprimersi... o per lo meno lo ha sentito lo scimmione capobranco. Poi, socchiudendo le palpebre e
lanciando un'occhiata a Blay, aggiunse, E io sono per il detto "fate l'amore e non la guerra", capisci.
Dopo quella piccola bomba, Blay si affrett a colmare il silenzio. Selena sar qui tra poco. Ti
piacer, vedrai.
Grazie a Dio non era Layla, pens Qhuinn, senza la bench minima ragione...
Il silenzio che segu era denso come catrame e puzzava di coscienza sporca.
Posso parlarti?, disse d'un tratto Qhuinn a Blay. Fuori in corridoio.
Non era una domanda.
Mentre Fritz arrivava con il vassoio, Qhuinn usc ad aspettare in corridoio, di fronte a una delle
statue muscolose. Il che lo fece pensare a Blay, nudo.
Svit il coperchio del thermos e bevve un sorso di caff, si ustion la gola e, malgrado, ci ne mand
gi ancora un po'.
Dopo che Fritz se ne fu andato, Blay emerse dalla stanza e chiusila porta. Cosa c'?
Non riesco a credere che tu l'abbia portato qui.
Blay trasal, accigliato. L'hai visto in faccia. Come avrei potuto non farlo? E tutto pesto, non sta
guarendo bene e ha bisogno di nutrirsi. E Phury non permetterebbe mai a una delle sue Elette di
presentarsi in un posto qualsiasi della Terra. Questo  l'unico modo sicuro per farlo.
Perch non gli hai trovato qualcun altro? Mica deve per forza essere una Eletta.
Come, scusa? Blay si accigli ancora di pi. E tuo cugino, Qhuinn.
So benissimo qual  il nostro rapporto di parentela. E anche quanto suonava meschino quello che
stava dicendo. Solo non capisco perch hai messo in piedi tutto 'sto casino per lui.
Palle. Sapeva benissimo perch.
Blay si volt. Io torno dentro...
E il tuo amante?
Blay si ferm di colpo... impietrito come una delle statue greche, la mano sospesa sopra la maniglia.
Non sono affari tuoi rispose, guardandolo da sopra la spalla e scuro in volto.
Nessun rossore in vista; Qhuinn tir un sospiro di sollievo. No. Non ci sei andato a letto.
Lasciami in pace, Qhuinn. Lasciami... in pace, okay?
Quando la porta si chiuse alle spalle di Blay, Qhuinn imprec sottovoce, chiedendosi se sarebbe mai
stato capace di lasciarlo davvero in pace.
Per ora no di sicuro, rispose una vocina nella sua testa. Forse mai.
Capitolo 53
Lash si svegli con la faccia nella polvere, in mezzo alla sporcizia, e con qualcuno che gli frugava
nelle tasche. Quando cerc di voltarsi, qualcosa di duro lo afferr per la nuca, tenendolo fermo.
Un palmo. Un palmo umano.
Prendi le chiavi della macchina! sibil qualcuno da sinistra.
Erano in due. Un paio di umani, e tutti e due puzzavano di crack e sudore stantio.
Quando la mano che rovistava si spost sull'altro lato, Lash afferr l'uomo per il polso e, con una
torsione e un balzo, cambi, posto con quel ladro bastardo.
Mentre quello, scioccato, restava a bocca aperta come un pesce fuor d'acqua, Lash scopr le zanne e
gli piomb addosso dall'alto, addentandogli la pelle rubizza della guancia e staccandola con un
morso. Uno sputo veloce, e gli tagli la gola.
Grida. Grida assordanti del compare che aveva dato l'ordine di prendere le chiavi...
Ben presto zittite da Lash che, estratto il coltello, lo lanci contro la schiena in corsa di Mister Gran
Furto d'Auto, infilzandolo in mezzo alle scapole. Quando quel figlio di puttana rovin per terra,
Lash con un pugno colp alla tempia l'uomo che gli era montato sopra.
Una volta neutralizzata la minaccia, Lash ricominci a barcollare, accasciandosi su un fianco mentre
considerava brevemente l'eventualit di rimettersi a vomitare. Non proprio il massimo, come
condizione... specie quando l'umano che aveva accoltellato al volo si mise a grugnire, trascinandosi
per terra, deciso ad allontanarsi.
Lash si alz in piedi con uno sforzo immane e avanz a fatica,
Ritto sopra quel drogato, gli punt un piede sul sedere ed estrasse il coltello conficcato nella schiena.
Poi lo volt con un calcio e alz il braccio...
Stava per trafiggerlo al petto, quando si accorse che era un pezzo d'uomo tutto muscoli. Vista la
frenesia con cui muoveva gli occhi era chiaro che si faceva di crack, ma essendo ancora abbastanza
giovane, le devastazioni della tossicodipendenza non avevano ancora intaccato la sua massa
corporea.
Be', quella era proprio la serata fortunata di quel figlio di buona donna. Grazie a un capriccio del
destino e al suo fisico prestante, era appena passato da cadavere a cavia da laboratorio.
Invece di pugnalarlo al cuore, Lash gli recise i polsi e gli incise la giugulare. Il sangue rosso cominci
a sgorgare, impregnando il terreno, e l'uomo prese a lamentarsi. Lash guard l'auto. Gli sembrava
lontana chilometri.
Aveva bisogno di energia. Aveva bisogno di...
Trovato.
Mentre le vene dell'umano si prosciugavano, Lash si trascin fino alla Mercedes, apr il baule e
sollev il tappetino. Il pannello che copriva il vano in cui normalmente stava la ruota di scorta venne
via con facilit.
Ehil, sveglia!
Il chilo di cocaina avrebbe dovuto essere tagliato e riconfezionato, prima di essere venduto per strada
giorni prima, ma poi era successo di tutto, per cui era rimasto l dove lo aveva nascosto Mr D.
Lash pul il coltello sui calzoni, buc un angolo del panetto incellofanato e ci infil la punta della
lama. Sniff la coca direttamente dall'acciaio inox, tirando prima con la destra e poi con la sinistra
delle sue narici inesistenti.
Per sicurezza, diede un altro tiro.
Eeeee... poi un altro ancora.
Inspir a fondo per la serie "stai buona l dentro", e la potente sferzata di energia che lo pervase gli
salv il culo, rinvigorendolo abbastanza da permettergli di tirare avanti anche dopo tutto quel
vomitare e quella dormita. Perch avesse avuto quei problemi era un mistero... Forse il sangue di
quella battona era infetto, o forse non era solo il corpo, ma la sua chimica interna che stava
cambiando. In un caso come nell'altro, finch le cose non si stabilizzavano aveva bisogno della
polvere bianca nel bagagliaio.
E funzionava alla grande. Si sentiva benone.
Dopo aver nascosto di nuovo la sua scorta di roba, torn dallo strafatto di crack. Il freddo non
agevolava l'emorragia e aspettare l che quello stronzo si dissanguasse non era un'idea brillante, per
quanto fossero ben nascosti sotto il ponte. Sull'onda dell'euforia da coca, and fino all'umano morto
su cui si era avventato come
Hannibal Lecter; gli spalanc il giubbotto lercio e strapp la canottiera che c'era sotto, ricavandone
tante strisce della dimensione di bende.
'Fanculo suo padre.
'Fanculo lo stronzetto.
Si sarebbe fatto un esercito tutto suo. A cominciare da quel bulldog di drogato.
Non ci mise molto a fasciare le ferite sanguinanti dell'umano; poi lo prese in braccio e lo butt nel
baule della macchina con lo stesso riguardo di un taxista per un bagaglio da quattro soldi.
Usc da sotto il ponte al volante della Mercedes, guardandosi intorno frenetico. Merda... ogni auto
che vedeva, da quelle sulle strade cittadine al traffico che sfrecciava sull'autostrada, ogni macchina
era un'auto civetta della polizia di Caldwell.
Ne era certo. Erano poliziotti. Umani coi distintivi che spiavano dentro la sua auto. Sbirri, piedipiatti,
sbirri, piedipiatti...
Sulla strada verso la topaia, becc tutti i semafori rossi di Caldwell; costretto a frenare, tenne lo
sguardo dritto davanti a s, pregando che tutti i poliziotti davanti e dietro di lui non si accorgessero
che aveva a bordo un moribondo e una caterva di droga.
Troppa fatica dover accostare al ciglio della strada. E poi basta guastafeste, basta rotture di scatole.
Finalmente si sentiva molto meglio, ogni battito cardiaco gli pompava energia nelle vene, gli zoccoli
d'acciaio di tutta quella cocaina gli galoppavano nel cervello, generando una cacofonia di ispirazione
creativa...
Un momento. A cosa stava pensando?
Oh, diamine, cosa importava. Mezze idee gli svolazzavano nella mente, progetti si formavano e si
disintegravano, tutti immancabilmente geniali.
Benloise, doveva rintracciare Benloise e ristabilire i contatti con lui. Produrre altri tesser tutti suoi.
Trovare lo stronzetto e rispedirlo all'Omega con una bella pugnalata.
Fottere suo padre come il caro paparino aveva fottuto lui.
Fottere di nuovo Xhex.
Tornare alla fattoria e combattere contro i fratelli.
Soldi, soldi, soldi... gli servivano soldi.
Passando davanti a uno dei parchi di Caldwell, alz leggermente il piede dall'acceleratore. All'inizio
non era proprio sicuro di quello che stava vedendo, temeva di essersi sbagliato... forse tutta la
cocaina che aveva pippato stava distorcendo la realt.
Ma invece no...
Ci che stava accadendo nell'ombra, vicino alla fontana, gli ol-friva l'opportunit che aveva
progettato di fabbricare per se stesso, O di favorire, se necessario.
Lasci la Mercedes in uno dei parcheggi a pagamento, spense il motore e tir fuori il coltello. Gir
dietro alla AMG per aprire il bagagliaio, vagamente consapevole di non essere lucido, ma in pieno
sballo da cocaina non ci trovava niente di strano.
John Matthew riprese forma in un folto di pini e cespugli insieme a Xhex, Qhuinn, Butch, V e Rhage.
Poco pi avanti, la decrepita fattoria circondata dal nastro giallo della polizia sembrava uscita da Law
& Order.
Anche se in realt, pur con un ottimo lavoro delle telecamere, senza un sistema "tele-olfattivo" tipo
Smell-O-Vision o Odorama, era impossibile farsi un quadro preciso della situazione: malgrado gli
acri di aria fresca tutt'intorno, l'odore di sangue era cos forte da spingere chiunque a schiarirsi la
gola.
Per coprire a dovere la rivelazione di Lash, i fratelli si erano divisi in due; gli altri piantonavano
l'indirizzo collegato alla targa di quella Civic truccata. Trez e iAm se n'erano appena andati per
curare i loro affari, ma erano pronti a tornare al primo SMS. A sentire loro, non c'era niente di
speciale da riferire da quando Xhex se n'era andata, a parte il fatto che il detective de la Cruz era
ritornato e dopo un'ora se n'era andato di nuovo.
John perlustr con lo sguardo la scena che aveva davanti, concentrandosi sulle ombre pi che sugli
elementi illuminati dalla luna. Poi chiuse gli occhi e si affid all'istinto, dando libero sfogo a
quell'indefinibile, invisibile sensore al centro del suo petto.
In momenti come quello non sapeva perch faceva quello che faceva; l'impulso lo assaliva e basta, la
convinzione di averlo gi fatto - con successo - in passato era cos forte da risultare innegabile.
Gi... sentiva che qualcosa non quadrava... L dentro c'erano dei fantasmi. E quella certezza gli
ramment ci che aveva avvertito in quella spaventosa camera da letto, dove Xhex era cos vicina
eppure cos lontana. Anche allora aveva percepito la sua presenza, ma era stato bloccato da qualcosa
che gli aveva impedito di stabilire un contatto.
I corpi sono l dentro, disse Xhex. Solo che non riusciamo a vederli o a entrare in contatto con
loro. Ma, fidatevi... sono l dentro.
Be', allora non stiamo a cazzeggiare qua fuori, disse V, smaterializzandosi.
Rhage segu il suo esempio, svanendo nel nulla per poi ricomparire dentro la fattoria, mentre Butch
scelse un approccio pi laborioso, attraversando di corsa il prato con la pistola lungo la coscia.
Guard dentro dalle finestre finch V non lo fece entrare dal retro.
Tu non entri? chiese Xhex.
John mosse le mani con precisione per permetterle di capire la
lingua dei segni. Hai gi riferito quello che c' l dentro. Io sono pi interessato a chi si presenter
alla porta d'ingresso.
D'accordo.
Uno dopo l'altro, i fratelli fecero ritorno.
Ammesso che Lash non stia solo millantando i suoi successi in materia di affiliazioni, e ammesso
che Xhex abbia ragione... disse sottovoce V.
Qui non c' da ammettere un bel niente, sbott lei. Io ho ragione.
... allora chiunque abbia trasformato quei poveracci deve tornare indietro.
Grazie tante, Sherlock.
V le scocc un'occhiataccia. Ti spiace evitare il sarcasmo, dolcezza?
John si raddrizz; con tutto l'affetto che nutriva per il fratello, quel tono non gli garbava per niente.
E Xhex evidentemente era d'accordo con lui. Chiamami un'altra volta dolcezza e sar l'ultima
parola che dirai...
Non minacciarmi, dolc...
Butch piomb alle spalle di V e gli tapp la bocca con la mano; John, dal canto suo, mise la mano sul
braccio di Xhex, invitandola a calmarsi, mentre fulminava con lo sguardo V. Non aveva mai capito
l'ostilit tra quei due, anche se esisteva da sempre, per quel che ricordava...
Si accigli. Dopo quell'accenno di lite, Butch guardava per terra, Xhex fissava un albero sopra la
spalla di V e V ringhiava, guardandosi le unghie.
Qui c' qualcosa che mi puzza, pens John.
Oh... Ges...
V non aveva motivo di avercela con Xhex... anzi, lei era proprio il tipo di femmina che solitamente
rispettava. A meno che, naturalmente, lei non fosse andata a letto con Butch...
Era risaputo che nei confronti del suo migliore amico, V era possessivo con tutti tranne che con la
shellan dello sbirro.
John si ferm l con le congetture; preferiva di gran lunga non saperne di pi. Butch era fedele al
cento per cento alla sua Marissa, perci, se era successo qualcosa, tra lui e Xhex... risaliva a un secolo
prima. Probabilmente ancora prima che John la conoscesse... o forse prima della sua transizione.
Era tutta acqua passata.
E poi, non avrebbe dovuto...
Qualunque altro pensiero a riguardo venne provvidenzialmente sviato dall'arrivo di un'auto. Subito
tutta la loro attenzione venne attratta da una macchina che, dai colori, faceva pensare al vestilo che
una dodicenne avrebbe potuto sognare di trovare nell'armadio. Nel 1985, tipo.
Grigio, giallo limone e rosa shocking. No, dai, davvero? Lo trovi davvero fico? Cavolo... ammesso
che al volante ci fosse un non morto, John adesso aveva una ragione di pi per uccidere quello
stramaledetto stronzo.
Quella  la Civic truccata, bisbigli Xhex. E proprio quella.
Tutt'a un tratto ci fu un leggero cambiamento di scenario, come se uno schermo fosse calato dall'alto.
Per fortuna la vista si offusc leggermente solo finch lo scudo protettivo si fu assestato; poi tutto
torn chiaro.
Ho steso il mhis, spieg V. Per che coglione, quello. Quel macchinone  troppo vistoso per
queste parti.
Macchinone? sbuff Rhage. Ma fammi il piacere. Quello  un macinino con uno spoiler attaccato
con lo scotch. La mia GTO gli farebbe mangiare la polvere, a quello stronzo. In quarta, partendo da
fermo.
Sentendo uno strano rumore alle sue spalle, John si volt. E cos pure i tre fratelli.
Be', cosa c'? Xhex incroci le braccia sul petto, piccata. So ridere anch'io, cosa credete. E quella
battuta... era proprio divertente.
Rhage si illumin tutto. L'ho sempre detto che mi stai simpatica.
Il macinino pass davanti alla casa e poi torn indietro... solo per girare di nuovo e ripassare per la
terza volta.
Comincio a stufarmi. Rhage si dondolava avanti e indietro, gli occhi che lampeggiavano come due
neon azzurri... anche la sua bestia, evidentemente, si stava innervosendo e soffiava fuoco dal naso. Il
che non era mai un bene. Cosa ne dite se salgo sul cofano e trascino fuori dal parabrezza quello
stronzo?
Meglio mantenere i nervi saldi e tendergli una trappola, mormor Xhex, togliendo le parole di
bocca a John.
Il tizio al volante poteva essere daltonico, quando si trattava di verniciare la sua auto, ma non era un
cretino integrale. Prosegu la sua corsa e, pi o meno cinque minuti dopo, proprio quando in pratica
Rhage cominciava a manifestare uno sdoppiamento di personalit per il nervoso, il non morto che
aveva fatto avanti e indietro con la macchina sbuc a piedi dal campo di granturco alle spalle della
fattoria.
Quel ragazzino  un furetto, borbott Rhage. Un furetto piccolo e furbo.
Verissimo, ma il furetto aveva un paio di rinforzi con s, che vista la stazza non sarebbero mai entrati
nella sua auto. Chiaramente si erano incontrati da un'altra parte e avevano lasciato indietro un'altra
macchina.
Dimostrarono scaltrezza anche nella tattica di avvicinamento. Avanzavano senza fretta, scrutando
con attenzione il prato, la casa e i boschi tutt'intomo. Grazie a V, tuttavia, quando adocchiarono il
gruppetto di alberi tra cui si nascondevano i loro nemici, i loro occhi non colsero altro che il
paesaggio: il mhis di Vishous era un'illusione ottica che nascondeva efficacemente l'apocalisse verso
cui stava puntando il nemico.
Il terzetto si diresse verso il retro della casa, facendo scrocchiare l'erba gelata e dura sotto gli stivali.
Un istante dopo si ud uno schianto... un vetro in frantumi.
Io mi avvicino, disse John nella lingua dei segni, senza rivolgersi a nessuno in particolare.
Aspetta...
La voce di V non lo rallent minimamente, e neanche le parolacce che si lasci dietro
smaterializzandosi di fianco alla casa.
Cos fu il primo a vedere i corpi, allorch divennero visibili.
Appena il furetto scavalc una finestra in cucina, la casa trem e...
Benvenuti sul set di Non aprite quella porta.
Dal soggiorno al corridoio e fino al tinello, c'erano una ventina di tizi stesi per terra, allineati con la
testa rivolta verso il retro della fattoria e i piedi verso la facciata. Bambolotti. Grotteschi bambolotti
nudi con la faccia sporca di vomito nero, che muovevano lentamente braccia e gambe.
John sent Xhex e gli altri materializzarsi subito dietro di lui, alla finestra, proprio quando il furetto
entr nel loro campo visivo.
Cazzarola! grid il ragazzino guardandosi intorno. S!
La sua risata trionfale e sgangherata rasentava l'isterismo... cosa che avrebbe potuto risultare
inquietante, se non fosse stato circondato da sangue e budella di ogni tipo. Date le circostanze, quella
risata stridula e lamentosa era un po' una pizza, un orribile clich.
Proprio come la macchina di quel bastardo, d'altronde. Molto Vin Diesel.
Voi siete il mio esercito, grid ai tizi insanguinati per terra. Noi regneremo su Caldwell! Alzate le
chiappe,  ora di andare al lavoro! Insieme siamo...
Muoio dalla voglia di ammazzare quello stronzetto, bofonchio Rhage. Se non altro per farlo stare
zitto.
Giustissimo.
Quel coglione si era lanciato in uno sproloquio alla Mussolini, tutto un bla-bla e ancora bla, aria
fritta fantastica per l'ego, ma che, stringi stringi, non significava un accidente. Ci che contava era la
reazione di quei poveri stronzi sul pavimento ...
Huh. Forse l'Omega aveva scelto bene: i bambolotti si stavano bevendo quelle fregnacce
propagandistiche. Gli ex umani riuniti, dissanguati, macellati, rianimati e adesso senz'anima si
mossero,
sollevando il busto da terra, alzandosi faticosamente in piedi per ordine del furetto.
Peccato che sarebbe stata tutta fatica sprecata.
Al tre, sussurr Vishous.
Fu Xhex a contare. Uno... due... tre...
Capitolo 54
Non appena la notte cal sulla madre terra ammantandola della sua grazia tenebrosa, Darius si
smaterializz dalla sua modesta dimora per riprendere forma insieme a Tohrment sulla riva
dell'oceano. Il "cottage" descritto dal symphath era in realt un edificio in pietra di una certa mole e
distinzione. L'interno era rischiarato da alcune candele accese, ma Darius e il suo pupillo, nascosti
tra il fogliame rigoglioso, non scorsero alcun segno di vita: nessuno che passasse davanti alle finestre,
nessun latrato di cani da guardia, nessun aroma proveniente dalle cucine sulle ali della brezza fresca
e leggera.
C'erano, tuttavia, un cavallo nel campo e una carrozza accanto alla stalla.
Oltre a un opprimente senso di premonizione.
Li dentro c' un symphath, mormor Darius, scrutando non solo il visibile, ma ci che si celava
nell'ombra.
Impossibile dire se vi fosse pi di un divoratore di peccati entro quelle mura, poich uno solo
bastava a creare una siffatta barriera di paura. E impossibile sapere se fosse il symphath che
cercavano.
Almeno finch rimanevano all'esterno.
Darius chiuse gli occhi, lasciando che i sensi penetrassero quanto pi possibile la scena davanti a lui,
spingendo l'istinto al di l della vista e dell'udito per cogliere il pericolo.
C'erano volte, invero, in cui confidava pi nell'istinto che nella vista; ci che sapeva essere vero
valeva pi di ci che vedeva.
S, avvertiva qualcosa. Entro quelle mura di pietra c'era del movimento convulso.
Il symphath sapeva che erano l.
Darius rivolse un cenno del capo a Tohrment e, insieme, tentarono di smaterializzarsi dentro il
salotto.
II metallo incastonato nella muratura imped loro di penetrare oltre le solide pareti; furono dunque
costretti a riprendere forma fuori dalla casa, al freddo. Senza perdersi d'animo, Darius alz il gomito
fasciato di cuoio e ruppe il vetro piombato di una finestra; poi scardin il telaio, lo gett via, e
s'insinu all'interno con Tohrment, riprendendo forma corporea in salotto...
Appena in tempo per scorgere un lampo rosso che s'infilava in una porta interna, verso il fondo della
casa. In silenzioso accordo, lui e Tohrment si lanciarono all'inseguimento, raggiungendo l'uscio
proprio allorch scattava la serratura.
Un meccanismo di rame. Impossibile, dunque, sbloccarlo con la forza della mente.
Fatevi da parte, disse Tohrment alzando la canna della pistola.
Darius balz di lato mentre nella casa riecheggiava uno sparo, poi con una spallata riusc ad
abbattere la porta.
Le scale, gi di sotto, erano buie, tranne che per una luce fioca.
Scesero lesti i gradini di pietra con un gran rimbombo di stivali, volando sul pavimento in terra
battuta, inseguendo la lanterna... e l'odore di sangue di vampiro che impregnava l'aria.
Nelle vene di Darius tuonava l'urgenza, l'ira guerreggiava con la disperazione. Voleva riportare a casa
la fanciulla... Santissima Vergine Scriba, quanto doveva aver sofferto...
Udirono sbattere qualcosa e, nella galleria sotterranea, si fece buio pesto.
Darius prosegu senza rallentare, allungando una mano contro la parete per mantenere la giusta
direzione. Tohrment lo seguiva dappresso, e la sonora eco dei loro stivali aiutava Darius a
individuare il termine del passaggio segreto. Si ferm appena in tempo, usando le mani per trovare il
chiavistello sull'uscio.
Che il symphath non aveva perso tempo a sprangare.
Spalancando i pesanti pannelli di legno, Darius respir a pieni polmoni una boccata d'aria fresca e
pi avanti, nell'erba alta, scorse la lanterna che brillava.
Smaterializxandosi e riprendendo forma pi in l, raggiunse il symphath e la vampira vicino alla
stalla, bloccando la loro fuga, tanto che il rapitore fu costretto a fermarsi.
Con mani tremanti, il divoratore di peccati premette un coltello alla gola della prigioniera.
Fermo o la uccido! grid. La uccido!
La fanciulla non lottava, non tentava di scappare, non implorava salvezza o libert. Teneva lo
sguardo fisso davanti a s, gli occhi spenti. tormentati, nel volto terreo. Al chiaro di luna, pi pallida
della sua era solo la pelle dei defunti. La figlia di Sampsone forse aveva un cuore che ancora batteva
nel petto, ma la sua anima era gi trapassata.
Lasciala andare, intim Darius. Lasciala andare e ti lasceremo vivere.
Mai! Lei  mia!
Gli occhi del symphath brillavano rossi nella notte, palesando la sua natura malvagia, eppure la
giovane et e il panico lo rendevano con tutta evidenza incapace di usare l'arma pi potente della sua
razza: Darius era pronto a contrastare un attacco mentale, ma il divoratore di peccati non mise in
atto alcuna invasione del suo cranio.
Lasciala andare, ripet Darius, e ti risparmieremo.
Ho giaciuto con lei! Mi senti! Ho giaciuto con lei!
Tohrment punt la pistola contro il symphath; Darius era impressionato dalla sua calma. La prima
volta sul campo, una prigioniera, un symphath... eppure il ragazzo non appariva turbato da
circostanze tanto drammatiche.
Con compostezza e determinazione, Darius tentava di ricondurre alla ragione l'avversario, notando
con furore le macchie sulla camicia da notte della fanciulla. Se la lasci andare...
Nulla di quanto puoi darmi vale pi di lei!
La voce pacata di Tohrment ruppe la tensione. Se la lasci andare, non ti colpir alla testa.
Era una minaccia da tenere in conto, pens Darius. Certo Tohrment non avrebbe fatto fuoco...
troppo rischioso per la fanciulla, se avesse sbagliato mira anche solo di un briciolo.
Il symphath prese a indietreggiare verso la stalla, trascinando la vampira con s. La sgozzo...
Se  tanto preziosa ai tuoi occhi, disse Darius, come ne tollererai la perdita?
Meglio morta insieme a me piuttosto che...
Bum!
Nell'udire lo sparo, Darius lanci un urlo e balz in avanti, sebbene non potesse certo afferrare con le
mani il proiettile di Tohrment.
Che cos'hai fatto! grid, mentre il symphath e la fanciulla si accasciavano al suolo.
Darius travers il prato e si gett in ginocchio, pregando che la giovane non fosse stata colpita. Col
cuore in gola, fece per levarle di dosso il suo aguzzino...
Il giovane symphath rotol inerte sulla schiena, gli occhi ormai ciechi fissi al cielo, un foro nero
perfettamente circolare al centro della fronte.
Santissima Vergine Scriba... esclam Darius con un filo di voce. Che mira.
Tohrment si inginocchi. Non avrei premuto il grilletto se non fossi stato certo.
Insieme si chinarono sulla fanciulla. Anch'ella fissava il firmamento sopra il loro capo, gli occhi
chiari immoti, sgranati.
Il symphath era dunque riuscito a reciderle la gola?
Darius frug con lo sguardo la vaporosa camicia da notte un tempo
immacolata. Era macchiata di sangue, in parte rappreso e in parte fresco.
La lacrima che le sgorg dalle ciglia scintill argentea al chiaro di luna.
Siete salva, esclam Darius. Siete al sicuro. Non abbiate timore. Non affliggetevi.
Ella volse lo sguardo su Darius; la sua disperazione appariva gelida come un vento invernale e, come
il vento, la isolava dal resto del mondo.
Ora vi riportiamo a casa, promise Darius. La vostra famiglia sar...
Avreste dovuto uccidere me invece che lui, disse la fanciulla in un fioco sussurro.
Capitolo 55
Giunta al "tre", Xhex prese forma nel salotto della fattoria, pensando che le preoccupazioni circa
un'imboscata erano fondate... solo che sarebbero stati i lesser a subirla. Affront in un corpo a corpo
il non morto pi vicino, sapendo che doveva fare in fretta.
In ogni scontro l'elemento sorpresa si pu sfruttare ima volta soltanto e lei e la sua squadra erano in
chiara inferiorit numerica, in un rapporto di quattro a uno... e in una situazione in cui era
impossibile usare le pistole. I proiettili vanno a segno solo quando puoi mirare con precisione a dei
bersagli statici, e l non c'era nulla di tutto ci. Braccia, gambe e corpi volavano da tutte le parti
mentre i fratelli, John e Qhuinn facevano esattamente ci che stava facendo lei: scegliere un affiliato
a caso e darci dentro alla Bruce Lee.
Col pugnale nella sinistra, Xhex sferr un gancio destro al non morto che aveva di fronte. Mentre
quello si accasciava contro il muro, esanime, Xhex tir indietro il braccio, pronta ad affondar- 1 gli la
lama in pieno petto...
D'un tratto, Butch l'agguant per il polso. Lascia, lo finisco io.
Piazzandosi tra loro due, Butch punt gli occhi in quelli del lesser e avvicin la bocca. Con una
inalazione lenta e regolare, cominci a estrarre l'essenza dal quel corpo, una nube malefica simile a
smog... che si trasferiva dal lesser a Butch.
Ges... Cristo... esclam Xhex in un sussurro, mentre il non morto perdeva la forma di un tempo,
disintegrandosi in un mucchietto di cenere ai piedi del fratello.
Barcollando, Butch si appoggi con la mano al muro, quasi faticasse a reggersi in piedi. Stai
bene...? chiese Xhex, afferrandolo per il braccio.
Un fischio acuto di John la spinse a voltare la testa appena in tempo: un altro lesser stava per balzarle
addosso, pronto a usare il coltello a serramanico che stringeva nel pugno. Grazie all'avvertimento di
John, Xhex si chin, lanciandosi in avanti e afferrandolo per il polso; assumendo il controllo
dell'arma, sferr una pugnalata verso l'alto, centrandolo sotto le costole.
Lampi luminosi seguiti da uno schiocco assordante.
Avanti il prossimo.
Xhex era in gran forma, veloce sui piedi, rapida con le mani. Pur muovendosi a velocit supersonica
e avendo rispedito al mittente quel lesser, voleva rispettare il ruolo di Butch in quella resa dei conti.
Non capiva bene cosa fosse quel suo numero della serie "cenere alla cenere", ma era pronta a
scommettere che si trattava di una fine speciale per il nemico.
In quell'ottica, prese a pugnalare i lesser dietro alle ginocchia e sulle cosce. Come killer su
commissione, era una maestra nel colpire i suoi bersagli riducendoli all'impotenza, perch spesso
aveva un messaggio da riferire, prima del colpo di grazia. Come previsto, appena si lasciava alle
spalle quei corpi mugolanti di dolore, Butch prontamente arrivava e li inalava, trasformandoli in una
polvere finissima.
Facendosi strada tra gli affiliati a furia di colpi e fendenti, Xhex si ritrov a guardare con un occhio
John e... porca miseria. Era un guerriero di prim'ordine.
All'apparenza specializzato nello spezzare i colli. Era micidiale nel piombare alle spalle del nemico,
agguantarlo e poi con forza bruta...
Il colpo arriv all'improvviso, centrandola alla spalla e scaraventandola contro il muro; Xhex vide le
stelle come nei cartoni animati, mentre il coltello le sfuggiva di mano.
Il non morto che l'aveva colpita si scagli in avanti, raccogliendo il pugnale dal pavimento
insanguinato del salotto; poi, brandendolo, si avvent contro di lei.
All'ultimo momento lei scatt a sinistra, cos il lesser pugnal il muro dove poco prima era andata a
sbattere e dove la lama rimase incastrata. Mentre lui tentava di liberarla, Xhex si volt e lo accoltell
con la sua arma di riserva, aprendogli un buco nel basso ventre.
Credevi che non avessi un altro coltello? Razza di idiota, disse, incrociando il suo sguardo
scioccato.
Lo colp alla testa col manico dell'arma e, mentre quello si piegava sulle ginocchia, sfil l'altro
pugnale dall'intonaco, gettandosi di nuovo nella mischia. Con la casa che risuonava di tonfi e
grugniti, Xhex si spost per vedere se restava qualche bersaglio libero...
Uno dei non morti stava schizzando fuori dalla porta d'ingresso, nel tentativo di scappare.
Xhex si smaterializz all'esterno, tagliandogli la strada. Trovandosela davanti all'improvviso, quello si
blocc di colpo, mulinando le braccia in modo ridicolo come in certe scenette comiche. No, non
hai scusanti, disse sorridendo Xhex.
Il lesser torn indietro di corsa... una stupidaggine, perch in casa non c'era nessuno pronto ad
aiutarlo... a sopravvivere, quanto meno.
Xhex si lanci all'inseguimento, agile e forte a un tempo. Proprio quando il lesser giunse sulla soglia,
Xhex balz per aria in un placcaggio al volo; afferrandolo per il collo e la spalla lo fece voltare e,
sfruttando la combinazione di traiettoria e potenza fisica, lo trasform in un punto interrogativo
vivente.
Atterrarono con violenza e, nell'impatto, Xhex rimase senza fiato, ma sorrideva.
Dio, quanto le piaceva una bella lotta.
Quando John vide Xhex fiondarsi fuori dalla porta non pot andarle dietro perch aveva un paio di
iniziati appiccicati al sedere. Ma li avrebbe sistemati in un baleno.
Buffo come vedere la tua femmina uscire da sola nella notte ti dava una nuova sferzata di energia...
Non che Xhex fosse la sua femmina.
Buffo come ricordarsi una cosa cos ti faceva incazzare come una iena.
Allungando le braccia verso il lesser che aveva davanti, John gli spezz il collo di netto, all'attaccatura
della spina dorsale, facendo rotolare la testa come una palla da bowling. Peccato non avere il tempo
di fare altrettanto con le braccia e le gambe di quel ba stardo... per poter mettere KO con quei
monconi anche il suo compare.
Purtroppo il lesser numero due lo aveva appena agguantato al petto e adesso tentava di stringerlo
fino a togliergli il respiro.
John lo afferr per i polsi, bloccandolo, poi si volt e, con un balzo, gli sferr un calcio orizzontale a
mezz'aria. Caddero a terra a peso morto, con John sopra e il non morto ridotto a fargli da materasso.
Impennandosi verso l'alto, John lo colp in faccia con la testa, trasformandogli il naso in un geyser.
Un repentino cambio di posizione, e John sollev in alto il pugno.
Dopo quel secondo colpo, il lesser fu colto da una serie di spasmi: il suo lobo frontale aveva gravi
problemi di trasmissione elettrica, ormai quel bastardo era a KO-landia.
Non avrebbe procurato altri guai, in attesa che Butch lo sistemasse per sempre.
John si lanci verso la porta fuori dalla quale si era smateria lizzata Xhex, slittando sul sangue che
adesso scorreva rosso ruggine e nero lucido.
Giunto sulla soglia spalancata, si tenne agli stipiti.
Era il placcaggio pi spettacolare che avesse mai visto. Il lesser che Xhex stava inseguendo stava
tornando di volata verso la fattoria, avendo evidentemente riconsiderato la sua strategia di fuga;
correva come un matto, i piedi nudi che picchiavano sull'erba ghiacciata. Xhex per stava
recuperando terreno, triangolando un'intercettazione possibile solo perch era pi forte e pi
concentrata dell'ex umano.
John non avrebbe avuto il tempo di intervenire anche se avesse voluto: Xhex balz per aria come una
molla e si allung verso il lesser. Lo afferr per la vita e, ancora in volo, lo fece voltare, incollandolo
al suolo e praticando un taglio cos profondo dietro entrambe le cosce che quello si mise a strillare
come una femminuccia.
Poi subito si rialz, pronta a ricominciare...
John! Dietro di te!
A quel grido lui si volt di scatto e si trov davanti un lesser che, caricando come un toro, lo
scaravent fuori dalla porta. John atterr sul fondoschiena, scivolando all'indietro sul lurido vialetto
di cemento.
Ecco a cosa serviva portare robusti calzoni di pelle.
A risparmiarti una dermoabrasione completa.
Scocciato di ritrovarsi parcheggiato sul prato con Xhex a fare da spettatrice, afferr quel bastardo per
i capelli e lo torse in un arco fin quasi a spezzargli la spina dorsale.
Con un ringhio muto, sfoder le zanne e lo addent al collo, staccando un bel tocco di anatomia ex
umana che sput subito fuori, prima di riportare il lesser gorgogliante alla festa trascinato per i
capelli. Passando accanto a Xhex, le rivolse un cenno del capo.
Prego, non c' di che, disse lei con un piccolo inchino. Bella mossa, quel morso.
John si volt a guardarla; quella manifestazione di rispetto lo colp pi di quando avesse fatto o
potesse mai fare un qualunque lesser. col cuore gonfio di orgoglio, gli sembrava di volare a mezzo
metro da terra.
Che idiota, era proprio cotto...
Il rumore inconfondibile di uno sparo alle sue spalle lo blocc sul posto.
La detonazione risuon cos vicina che i timpani, pi che registrare qualcosa di specifico, sentirono
dolore; per una frazione di secondo si chiese chi aveva fatto fuoco e chi, eventualmente, era stato
colpito.
La seconda domanda trov risposta quando la gamba sinistra cedette sotto il suo peso e lui si abbatt
al suolo come una quercia.
[eBL 086]
Capitolo 56
Xhex fece volare il coltello una frazione di secondo dopo aver visto il lesser sbucare da dietro
l'angolo e puntare una pistola alla schiena di John.
Il pugnale colm la distanza in un batter d'occhio, fendendo l'aria e sfiorando l'orecchio di John, al
punto che Xhex preg un Dio in cui non credeva che non decidesse di voltare la testa per un motivo
qualunque.
Nell'istante in cui il non morto premette il grilletto, la lama gli trafisse la spalla, provocando un
leggero spostamento del busto, e il dolore gli fece abbassare il braccio.
Cos John si becc la pallottola nella gamba invece che nel cuore.
Appena vide il suo maschio cadere per terra, Xhex lo scavalc d'un balzo con un grido di guerra.
Al diavolo Butch O'Neal. Quel bastardo lo avrebbe ucciso lei.
Il lesser armeggiava nel disperato tentativo di sfilarsi il pugnale dalla spalla... almeno finch non la
sent urlare. Allora guard verso di lei e si ritrasse inorridito, lasciando intuire che gli occhi rosso
fuoco di Xhex fiammeggiavano e le sue zanne scintillavano al massimo della loro lunghezza.
Xhex gli atterr davanti e, quando quello si fece piccolo piccolo, alzando le mani per proteggersi il
viso e il collo, rimase immobile: il suo pugnale di scorta rest nel fodero al suo fianco e il terzo in
quello agganciato alla coscia.
Aveva altri progetti per il ragazzo.
Usando il suo lato symphath, scav nel cervello del non morto, scoperchiando i suoi ricordi cos che,
d'un tratto, lui venne investito da tutti gli orrori compiuti e da tutte le scelleratezze subite.
Un mucchio di porcherie. Un muuuuuucchio di porcherie. A quanto pareva, aveva un debole per le
minorenni.
Be', sarebbe stata una soddisfazione sotto molti punti di vista.
Il lesser croll a terra urlando e stringendosi le tempie - senza la bench minima possibilit di
arrestare quel diluvio - e lei lo lasci soffrire e sguazzare nei suoi peccati; la sua griglia emotiva era
illuminata in tutti i settori indicanti paura, ribrezzo, rimpianto e odio.
Quando cominci a sbattere la testa contro la tappezzeria lercia, lasciando una macchia nera in
corrispondenza dell'orecchio, Xhex gli piant un unico pensiero nella mente.
Ce lo piant come un tralcio d'edera... un tralcio d'edera velenosa, in grado di attecchire nel suo
terreno mentale e di diffondersi fino a infestarlo completamente.
Sai quello che devi fare, gli disse con una voce profonda, ipnotica. Sai come uscirne.
Il lesser abbass le braccia, scoprendo gli occhi spiritati. Schiacciato dal peso di ci che Xhex aveva
liberato, e reso schiavo dei suoi ordini, afferr il manico del pugnale, estraendolo dalla propria carne.
Poi, rivolgendolo nuovamente contro se stesso, lo afferr con entrambe le mani e contrasse le spalle,
pronto ad affondare la lama con forza.
Xhex lo ferm, paralizzandolo, in modo da potersi inginocchiare accanto a lui. Avvicin la faccia alla
sua e lo guard dritto negli occhi, sibilando, Non devi azzardarti a toccare ci che mi appartiene.
Adesso, da bravo, sbudellati.
Uno schizzo di sangue nero le imbratt i calzoni di pelle quando il lesser si affond la lama
nell'addome, tirandola poi di traverso fino a farsi uno squarcio mostruoso.
Quindi, a un comando mentale di Xhex, quando gi rovesciava gli occhi nelle orbite, estrasse l'arma
e gliela porse per il manico.
Grazie, borbott lei. Poi lo pugnal al cuore e, in un lampo, lui svan.
Xhex ruot su se stessa, facendo stridere la suola dell'anfibio sul pavimento bagnato.
John la fissava con due occhi non molto diversi da quelli del lesser, talmente sgranati che non si
vedevano pi le palpebre.
Xhex pul la lama del primo pugnale sui pantaloni. Quanto  grave la ferita?
Mentre John le mostrava la mano col pollice alzato, in segno di rassicurazione, Xhex si rese conto
che la casa era silenziosa e si guard intorno. Stavano tutti bene: Qhuinn, che si stava raddrizzando
dopo una decapitazione, si volt di scatto per controllare come stava John; Rhage, invece, stava
arrivando di corsa dalla cucina con Vishous alle calcagna.
Chi  stato colpi... Rhage fren in velocit, guardando il foro nei calzoni di John. Caspita, qualche
centimetro pi su e pi a sinistra e adesso canteresti da soprano, amico.
V aiut John a rimettersi in piedi. Gi, ma cos almeno avrebbe potuto dedicarsi a lavorare a maglia
con te. Avresti potuto insegnargli a farsi i calzettoni all'uncinetto. Commovente.
Se ben ricordo, non sono io quello con la fissa per le cose strane...
Nel sentire un rantolo proveniente dal salotto Vishous imprec, precipitandosi al fianco di Butch,
che rischiava di cadere in corridoio.
Oh... cavolo, pens Xhex, forse doveva rivedere la storia dello "stavano tutti bene". L'ex poliziotto
sembrava vittima, contemporaneamente, di un avvelenamento da cibo, della malaria e dell'influenza
suina.
Ci serve una macchina, disse rivolta a Qhuinn e Rhage. Lui e John vanno trasportati al quartier
generale...
Al mio amico ci penso io, ribatt burbero Vishous, facendo da stampella a Butch mentre lo
riaccompagnava verso il divano in salotto.
E io vado a prendere l'Hummer, disse Qhuinn.
Stava gi per voltarsi, quando John picchi il pugno sul muro per attirare l'attenzione di tutti e a gesti
disse, Io posso ancora combattere. ..
Tu devi farti vedere dalla dottoressa, disse Xhex.
Le mani di John cominciarono a volare cos in fretta che lei non riusciva a seguirlo, ma era piuttosto
chiaro che non ci stava a farsi mettere in panchina solo per quel pezzo di piombo nella gamba.
La discussione venne interrotta da una luce brillante che la spinse a sporgersi di lato per lanciarsi
un'occhiata alle spalle. Ci che vide chiar parecchie cose, e non solo quanto era successo nello
scontro appena conclusosi: sul divano sudicio, V stringeva Butch tra le braccia, la testa accostata alla
sua, talmente vicino da annullare lo spazio tra loro. In quell'abbraccio, Vishous brillava da capo a
piedi e Butch sembrava trarre da lui la forza per guarire.
L'evidente affetto di V verso l'ex sbirro glielo rese meno antipatico... specie quando lui volt la faccia
e la guard. Per una volta la sua maschera di ghiaccio cadde e la disperazione che gli si leggeva negli
occhi era la prova che non era un perfetto idiota. Al contrario, sembrava sentire tutto il dolore del
sacrificio di suo fratello per la razza. Uno strazio che lo divorava vivo.
Oh, e... a quanto pareva Butch era suo. Il che spiegava perch V ce l'avesse tanto con lei. Era geloso
che Xhex avesse avuto un pezzo di ci che lui aveva tanto desiderato e, per quanto si sforzasse di
essere razionale, non poteva fare a meno di volergliene.
 successo una volta soltanto, per, gli comunic telepaticamente lei. E poi basta.
Un attimo dopo V annu, quasi avesse apprezzato quella rassicurazione, e lei ricambi quel segno di
rispetto. Poi torn a concentrarsi sui vampiri che aveva davanti. Rhage le aveva dato il cambio, con
John, saltando sul treno del "che cavolo no non puoi continuare a combattere".
Torno a casa con te, John, intervenne lei. Torniamo a casa insieme.
John la guard negli occhi: la sua griglia emotiva era illuminata come la via principale di Las Vegas.
Xhex scosse la testa. Io mi atterr al nostro patto e tu penserai a guarire.
Ci detto, rinfoder i pugnali, incroci le braccia sul petto e si appoggi contro il muro, per la serie
"ho tutto il tempo del mondo".
Gli aveva salvato la vita.
Senza il minimo dubbio, Xhex gli aveva restituito il suo futuro prima ancora che lui si rendesse conto
che stava per perderlo: l'unico motivo per cui era ancora vivo era che lei aveva centrato alla spalla
quel non morto col suo coltello.
Per cui, s, le era grato per tutto questo, ma non gli interessava proprio che vestisse i panni della
bambinaia o della crocerossina.
E poi quello non era neanche l'uso migliore e pi nobile che potesse fare dei suoi talenti.
John guard il segno bruciacchiato sul pavimento... ovvero ci che restava del lesser che gli aveva
sparato. Accidenti... e pensare che Xhex aveva annientato quello stronzo senza neanche toccarlo. Era
proprio un'arma prodigiosa, quella che aveva nella mente. Cazzo, l'orrore sulla faccia di quel
bastardo.... E poi aveva fatto harakiri. Cosa diavolo aveva visto?
Adesso capiva perch i symphath erano temuti e segregati.
Tra quello spettacolino e la presa in cui si era esibita sul prato, John si rese conto che Xhex era
esattamente ci che lui aveva sempre saputo: una guerriera fatta e finita.
Altro che saperci fare sul campo di battaglia: era una vera e propria risorsa, in guerra. Ecco perch
tutti e due dovevano andare avanti, quella notte, senza perdere tempo a tornare a casa per
appiccicare un cerotto sulla sua bua.
Tirandosi su da terra con una spinta, si appoggi sulla gamba ferita, che ulul di dolore. Ma ignor
quell'urlo... oltre alla discussione che si scaten intorno a lui.
Tutte chiacchiere gratuite e inutili. Pareri sulla sua gamba che non valeva neanche la pena di
ascoltare.
La sordit selettiva  impagabile.
L'unica cosa che gli interessava era quanti ne avevano ammazzati quella sera. E se avevano beccato il
furetto. Guardando in salotto...
Rhage gli si par davanti. Ehi, ciao! Come stai? Hollywood gli tese la mano. Lascia che mi
presenti. Sono il povero fesso che ti infiler a forza dentro l'Hummer del tuo amico Qhuinn, appena
arriva. Ho pensato di presentarmi prima di legarti come un salame e caricarti in spalla come un
sacco di patate.
John lo guard torvo. Io non vado da nessuna parte.
Rahge sorrise; la sua bellezza incredibile sembrava piovuta dal cielo, ma quello era solo l'aspetto
esteriore. Ci che aveva dentro veniva dritto dall'inferno... in una situazione come quella. Spiacente,
risposta sbagliata.
Sto bene...
Quel pezzo di merda, lurido bastardo figlio di puttana si chin, afferr la gamba di John all'altezza
della ferita e schiacci con forza il foro d'entrata del proiettile.
John url senza emettere alcun suono e and gi in caduta libera, atterrando con un tonfo sul
pavimento coperto di sangue. Alz la gamba cercando di stringere la coscia, come se mostrarle un
affetto tardivo potesse convincerla a calmarsi.
Gli sembrava di avere un pezzo di vetro conficcato nel muscolo.
Era proprio necessario? chiese Xhex.
Adesso Rhage non scherzava pi. Vuoi metterti a ragionare con lui? Auguri. E se credi che un lesser
non farebbe altrettanto, sei fuori come un balcone. C' un foro circolare sul davanti dei suoi calzoni,
si vede benissimo, e lui zoppica. Anche un imbecille capirebbe qual  il suo punto debole. E poi
puzza di sangue fresco.
Quel bastardo probabilmente non aveva tutti i torti, ma Cristo santo...
Era possibilissimo che John fosse svenuto dal dolore, perch la cosa che ricordava subito dopo era il
suddetto "povero fesso", per usare la sua stessa definizione, che lo sollevava per portarlo fuori dalla
fattoria.
Eh, no, non esisteva proprio. John si liber dalla stretta del fratello e tent di atterrare senza
bestemmiare o vomitare. Con la bocca che mimava ogni sorta di improperio contenente cazzo,
oltrepass zoppicando Butch, che adesso stava molto meglio, e V, che si era acceso una delle sue
sigarette rollate a mano.
Sapeva esattamente dov'era Xhex: dietro di lui, con la mano sulla sua schiena, come se sentisse che
era instabile e poteva cadere da un momento all'altro.
Ma non c'era pericolo. Stringendo i denti con un gran fegato, riusc a montare sull'Hummer da solo.
Certo, quando Qhuinn part, John era in un bagno di sudore gelato e non sentiva pi n le mani n i
piedi.
Sent Xhex che diceva, Abbiamo contato i cadaveri.
Quando si volt, vide che lo stava guardando. Dio... com'era bella, alla luce distillata del cruscotto.
Sul suo volto magro c'era una macchia nera di sangue di lesser, ma le guance avevano un colorito
acceso e gli occhi brillavano di una luce speciale. Quella sera si era proprio divertita, pens John. Se
l'era goduta alla grande.
Era proprio la femmina ideale, accidenti a lui.
E quanti ne abbiamo fatti fuori? chiese, cercando di distrarre la femminuccia sentimentale che
albergava dentro di lui.
Dodici delle sedici nuove reclute, oltre ai due non morti che abbiamo visto arrivare col furetto.
Purtroppo non abbiamo trovato quel nuovo Fore-lesser... per cui dobbiamo supporre che il
bastardelle se la sia svignata appena abbiamo fatto irruzione, portandosi via un pugno di iniziati. Ah,
e Butch ha inalato tutti i caduti, tranne due.
Almeno uno dei quali  stato sistemato da te.
A dire il vero tutti e due, precis X, senza staccare gli occhi dai suoi. Ti ha dato fastidio?
Vedermi... agire in quel modo?
Dal tono si capiva che pensava di s, e che non lo biasimava se era rimasto schifato. Ma si sbagliava.
Lottando contro il dolore alla gamba, John scosse la testa e, con mani ormai fiacche, disse, Hai un
potere incredibile. Se avevo l'aria scioccata...  perch non avevo mai visto in azione una come te.
Il volto di lei si tese in modo quasi impercettibile e Xhex guard fuori dal finestrino.
Battendole sul braccio, John aggiunse, Era un complimento.
S, scusa...  solo che quel "come te" mi lascia sempre perplessa. Io sono met e met, met
symphath e met vampira, come dire che non sono n carne n pesce. Non c' nessuno "come me".
Liquid il discorso con un gesto reciso della mano. Comunque sia... mentre eri svenuto, V  riuscito
a entrare col suo cellulare nel database della polizia di Caldwell. Neanche gli sbirri hanno trovato
documenti di identit sulla scena del crimine, quindi non abbiamo in mano niente, a parte
l'indirizzo ricavato dalla targa di quella Civic. Scommetto che...
Mentre Xhex parlava, John si lasci scorrere addosso le sue parole.
Sapeva tutto di quel "nessuno  come me".
Era un altro aspetto che li rendeva compatibili.
Chiuse gli occhi rivolgendo una preghiera a chiunque fosse in ascolto, Ti prego, ti scongiuro,
smettila di inviarmi segnali che noi due siamo fatti l'uno per l'altra. Sapeva gi tutto per filo e per
segno: aveva letto il libro, visto il film, comprato la colonna sonora, il DVD, la T-shirt, la tazza, il
peluche e la guida introduttiva. Conosceva ogni motivo per cui lui e Xhex avrebbero potuto essere
una coppia perfetta.
Ma proprio come era consapevole di tutto ci che li accomunava, gli era ancora pi chiaro perch
erano condannati a restare per sempre separati.
Stai bene?
La voce di Xhex era bassa e pi vicina e, quando lui socchiuse le palpebre, vide che gli era
praticamente seduta in braccio. Fece scorrere lo sguardo sul suo viso e sul suo corpo raggomitolato,
fasciato di cuoio.
Il dolore e la sensazione che il loro tempo insieme stesse per scadere lo spinse a liberarsi di ogni
filtro, dicendo ci che pensava veramente.
Voglio stare dentro di te, quando arriviamo a casa, disse nella lingua dei segni. Appena mi avranno
messo una benda su questa cazzo di gamba, voglio entrare dentro di te.
Lei era pi che d'accordo, lo cap dall'odore penetrante che gli invase le narici.
Finalmente una buona notizia. Oltre al suo uccello, anche il suo morale si stava sollevando.
Capitolo 57
Al primo piano della villa padronale di Eliahu Rathboone, Gregg Winn dovette aprire con due dita
la porta della camera in cui aveva dormito con Holly, pregando di non rovesciarsi sulla gamba il
caff bollente. Aveva le mani occupate da due tazze piene della bevanda che aveva preparato da solo
con la caffettiera a disposizione degli "ospiti" sulla credenza in sala da pranzo.
Per cui Dio solo sapeva che sapore aveva.
Serve aiuto? chiese Holly, alzando gli occhi dal portatile.
No. Gregg chiuse la porta con un calcio e si avvicin al letto. Ce l'ho fatta.
Come sei premuroso.
Aspetta di assaggiarlo... col tuo ho dovuto arrangiarmi in qualche maniera, ribatt lui, porgendole
quello pi chiaro. Non avevano il latte intero, che  quello che hai preso ieri a colazione. Cos sono
andato in cucina a prendere un po' di panna e un po' di latte scremato e poi li ho mescolati cercando
di ottenere il colore giusto. Annu in direzione dello schermo del computer. Cosa ne pensi di
quelle inquadrature?
Holly guard dentro la tazza, tenendola sollevata sopra la tastiera del Dell. Allungata sul letto, con la
schiena appoggiata con-t ro la testiera ad analizzare i dati che lo ossessionavano, aveva un'aria sexy e
intelligente.
E sembrava non fidarsi di quello che le aveva dato.
Senti, disse Gregg, assaggialo... se fa schifo andr a svegliare il maggiordomo.
Oh, non  per il caff. Holly chin la testa bionda e lui la sent sorseggiare. L' "ahhh" che segu era
pi di quanto avrebbe potuto sperare. Perfetto.
Gregg gir intorno al letto e and a sistemarsi accanto a lei, sopra il piumone. Bevendo un sorso
dalla sua tazza, decise che se la sua carriera televisiva andava a puttane aveva un futuro al banco di
uno Starbucks. Allora... dai, dimmi cosa ne pensi delle riprese.
Cos dicendo, annu in direzione dello schermo e di ci che mostrava: la sera prima la telecamera
aveva filmato qualcuno che attraversava il salotto e usciva dal portone. Poteva essere un cliente che si
era alzato per uno spuntino di mezzanotte, come aveva appena fatto Gregg... peccato che si era
smaterializzato attraverso i pannelli di legno. Era svanito nel nulla.
Come l'ombra fuori dalla camera di Holly, la prima notte. Non che gli facesse piacere ripensarci, a
quell'ombra. O al sogno che lei diceva di aver fatto.
Non hai ritoccato niente? chiese Holly.
No.
Dio...
Lo so, okay? E il network mi ha appena mandato una e-mail, mentre ero gi da basso. Non stanno
pi nella pelle; a quanto pare in Internet sono gi impazziti tutti per i promo... dobbiamo solo
sperare che quel coso si ripresenti tra una settimana, quando andremo in diretta. Sei sicura che il
caff va bene?
Oh, s, ... fantastico. Holly lo guard da sopra il bordo della tazza. Sai, non ti ho mai visto cos.
Gregg si appoggi all'indietro, contro i cuscini; non poteva che essere d'accordo. Difficile dire cos'era
cambiato; comunque dentro di lui c'era stato un cambiamento.
Holly bevve un altro sorso. Sembri proprio diverso.
Non sapendo cosa dire, Gregg si mantenne sul terreno lavorativo. Be', non ho mai pensato sul serio
che i fantasmi esistessero.
Ah no?
Naa. Sai bene quanto me tutte le aggiustatine che ho dato alle riprese. Ma qui in questa casa...
dammi retta, qui c' qualcosa, e muoio dalla voglia di salire all'ultimo piano. Ho fatto questo sogno
pazzesco in cui salivo di sopra... Un mal di testa improvviso interruppe i suoi pensieri; Gregg si
massaggi la tempia, pensando che aveva sforzato troppo la vista: era stato al computer per
settantadue ore di fila.
Il maggiordomo ha detto che  off limits.
Gi, fece Gregg. E non voleva contrariare troppo quel tipo. Avevano gi un sacco di ottima TV da
mostrare, non gli servivano altre riprese... e non aveva senso tirare troppo la corda. L'ultima cosa che
voleva era mettersi nei guai con la direzione quando ormai erano a un passo dalla messa in onda.
Ed era evidente che Mister Ordine e Pulizia non provava nessuna simpatia per loro.
Guarda, te lo faccio rivedere... ecco cosa mi lascia pi sconcertato. Gregg fece ripartire il file per
riguardare un'altra volta la figura che spariva attraverso il robusto portone di legno. E'
assolutamente incredibile, giusto? Voglio dire... hai mai pensato di vedere una cosa cos?
No.
Qualcosa nella voce di Holly lo spinse a voltarsi verso di lei. Holly stava guardando lui, non lo
schermo, la tazza stretta sul cuore.
Cosa c'? fece Gregg, controllando se per caso si era rovesciato il caff sulla camicia.
A dire il vero...  per il caff.
Retrogusto amaro?
No, anzi... Holly fece una risatina e bevve un altro sorso. Solo, non avrei mai immaginato che ti
ricordassi che tipo di caff mi piace, e ancor meno che ti prendessi il disturbo di prepararmelo. Ed 
la prima volta che mi chiedi un parere sul lavoro.
Ges... aveva ragione.
Holly si strinse nelle spalle. E non mi sorprende pi di tanto che tu non abbia mai creduto in quello
che facevi. Solo, sono contenta che adesso tu ci creda.
Incapace di mantenere il contatto visivo, Gregg volse lo sguardo oltre le loro due paia di piedi coperti
dai calzettoni, verso le finestre in fondo alla stanza. Attraverso il pizzo delle tendine la luna si vedeva
appena, nient'altro che un debole chiarore sull'orizzonte buio.
Holly si schiar la gola. Scusa se ti ho messo in imbarazzo.
Oh... s... no. Gregg le prese la mano libera e la strinse forte. Senti... c' una cosa che vorrei dirti.
La sent irrigidirsi... allora erano in due. All'improvviso anche lui si stava facendo forza.
Gregg si schiar la voce nel silenzio di tomba. Mi tingo i capelli.
Ci fu una pausa carica di tensione... almeno da parte sua. Poi Holly scoppi in una risata
gorgogliante, il tipo di risata allegra e rilassata che accompagna il senso di sollievo.
Appoggiandosi contro di lui, fece scorrere le unghie tra le onde falsamente scure. Davvero?
Ho le tempie grigie. Molto grigie. Ho cominciato a prendere provvedimenti un anno prima di
conoscerti... tocca restare giovani, a Hollywood.
Da chi vai? Perch non ti si vede mai la ricrescita.
Con un'imprecazione, Gregg scese dal letto e si mise a rovistare fino in fondo alla valigia.
Mostrandole la scatola in questione, farfugli, Tintura per capelli Just for Men, per soli uomini. Me
li tingo da solo. Non voglio farmi beccare in qualche negozio di parrucchiere.
Holly fece un sorriso cos largo che le si formarono delle ru-ghette intorno agli occhi. E, chi l'avrebbe
mai detto, Gregg le trov carine. Conferivano un certo carattere al suo viso grazioso.
Abbass gli occhi sulla scatola. Guardando il modello sulla confezione, venne assalito da tutta una
serie di verit, del tipo che semplicemente non poteva contrastare e neppure contestare. Sai una
cosa? Odio le T-shirt Ed Hardy. Hanno dei colori assurdi, roba che ti brucia le retine. E i jeans effetto
usato mi danno il prurito... e quei mocassini con la punta quadrata che porto sempre mi fanno male
ai piedi. Sono stufo di essere sempre sospettoso di tutti e di lavorare per soldi solo per poterli
spendere prima di tutti gli altri per comprare cose che l'anno venturo saranno passate di moda.
Ributt la tintura per capelli in valigia, contento di poterla finalmente lasciare fuori all'aria aperta,
per cos dire. E quei file al computer? Sono i primi che io e Stan non abbiamo manipolato. Per
tantissimo tempo sono stato una persona fasulla che lavorava per un'industria fasulla producendo
roba fasulla. L'unica cosa vera erano i quattrini, e sai una cosa? Non so se questo fa ancora per me.
Detto ci, torn a letto; Holly fin il caff, mise da parte computer e tazza e si stese sopra il suo petto.
La migliore coperta che avesse mai avuto, pens Gregg.
Cosa ti piacerebbe fare, allora? chiese Holly.
Non lo so. Non questo. Be', in realt questa storia del cacciatore di fantasmi comincia ad
appassionarmi, ci sto prendendo gusto, diciamo. Fare ancora il produttore? Bah. Guardando la
sommit della testa di Holly, non pot fare a meno di sorridere. Tu sei l'unica a sapere dei miei
capelli da vecchietto.
E aveva la strana sensazione che il segreto fosse al sicuro, con lei.
A me non importa, fece Holly, accarezzandogli i pettorali. E non dovrebbe importare neanche a
te.
Com' che non mi ero mai accorto che sei cos intelligente?
Sent risuonare attraverso il petto la risata di Holly. Forse perch facevi lo scemo.
Gregg gett la testa all'indietro, ridendo di gusto. Gi, forse. La baci sulla tempia. Forse...
decisamente. Per adesso ho chiuso con le scemenze.
Dio... ancora non sapeva bene cos'era cambiato. Be', tutto.., ma il motivo preciso restava un mistero.
Era come se qualcuno gli avesse dato una raddrizzata, ma non ricordava chi, dove o quando.
Gli occhi gli caddero sul computer e ripens a quell'ombra misteriosa. Per qualche motivo ebbe la
visione di uno stanzoni-grande e vuoto, che faceva pensare a una caverna, all'ultimo piano di quella
casa... e di un uomo enorme seduto su una sedia con un cono di luce che lo illuminava solo dalle
ginocchia in gi.
Poi l'uomo si sporgeva in avanti... nella luce...
Il dolore alla testa gli fece temere che qualcuno gli avesse trafitto le tempie con un punteruolo da
ghiaccio, in stile Basic Instinct.
Stai bene? chiese Holly, rizzandosi a sedere. Ancora la testa?
Lui annu, anche se il movimento gli diede il capogiro e il voltastomaco, neanche avesse tracannato
del latte andato a male. Gi. Mi sa che ho bisogno di un nuovo paio di occhiali. Magari addirittura
bifocali... mannaggia.
Holly gli accarezz i capelli; quando Gregg la guard negli occhi, il dolore lancinante si plac e lui
sent una strana sensazione nel petto. Felicit? si chiese.
S. Per forza. Perch in tutta la sua vita da adulto aveva sperimentato l'intera gamma delle emozioni...
e mai una volta si era sentito cos. Completo. Intero. In pace.
Holly, sei molto pi di quello che pensavo, sussurr, accarezzandole la guancia.
I begli occhi di lei si velarono di lacrime. E tu sei diventato proprio come volevo che fossi.
Be', allora questo programma ci ha proprio cambiato la vita. La baci lentamente. E io ho il finale
perfetto.
Davvero?
Gregg annu, accostandole la bocca all'orecchio. In un sussurro disse, Ti amo.
Era la prima volta che, pronunciando quelle parole... era sincero.
E mentre lei, con la voce rotta dalla commozione, diceva, Ti amo anch'io, Gregg la baci e la baci
di nuovo... con la sensazione di dovere quel momento magico a un fantasma.
Alla fine veniva fuori che il suo Cupido era una grossa ombra con un brutto caratteraccio. Che non
esisteva nel mondo "reale".
D'altra parte... le persone si mettono insieme per i motivi pi strani, no? L'importante  che la coppia
giusta possa vivere il suo romantico lieto fine. Le strade per cui i due piccioncini ci arrivano non
contano poi tanto, in definitiva.
E poi, adesso poteva smetterla di tingersi i capelli.
S, la vita  bella. Specie se spegni l'ego... e nel letto hai la donna giusta per i motivi giusti.
Questa volta non si sarebbe lasciato sfuggire Holly.
E si sarebbe preso cura di lei nel modo giusto, proprio come lei si meritava, per... be', per sempre
suonava bene, no?
Capitolo 58
Nella clinica privata della confraternita, Xhex rimase al fianco di John mentre la dottoressa Jane gli
faceva una radiografia alla gamba. Una volta esaminate le lastre, la dottoressa non ci mise molto a
concludere che doveva essere operato... perfino Xhex, malgrado il suo panico abituale per il luogo in
cui si trovava, vedeva chiaramente il problema: il proiettile era troppo vicino all'osso per poter stare
tranquilli.
Mentre Jane chiamava Ehlena e poi andava a cambiarsi, Xhex incroci le braccia sul petto e si mise a
camminare avanti e indietro.
Non riusciva a respirare. E questo anche prima di dare un'occhiata alla ferita alla gamba di John.
Quando lui la chiam con un fischio sommesso, lei scosse la testa e continu a camminare in cerchio
intorno alla stanza. Girare davanti a tutti gli armadietti di acciaio inox, con i loro sportelli di vetro e i
medicinali in gabbia, non fu di grande aiuto: alla fine il suo cuore galoppava ancora pi veloce, nel
petto... martellava talmente forte, alla Bon Jovi, che i timpani facevano aerobica.
Dio, stava lottando con la propria paura dal momento in cuiera entrata l dentro insieme a John. E
adesso che stavano per tagliarlo e ricucirlo...
Avrebbe perso la testa, cazzo.
Anche se, onestamente... se cercava di usare la logica, era pura follia. Primo, non era lei a dover
subire l'intervento, secondo, lasciargli dentro quel pezzo di piombo non era una buona idea e, terzo...
svegliaaaaa... sarebbe stato operato da una persona che aveva gi ampiamente dimostrato di saperci
fare con un bisturi in mano.
Brava, complimenti. Peccato che le sue ghiandole surrenali, con
un gestaccio a tutte quelle belle razionalizzazioni, continuarono imperterrite a pompare fiumi di
adrenalina.
Le fobie sono uno vero spasso.
Il secondo fischio fu pi imperioso; Xhex si ferm davanti a John e lo guard in faccia. Era
tranquillo e rilassato. Niente isterismi, niente crisi di panico, solo la calma accettazione di ci che lo
attendeva.
Andr tutto bene, disse nella lingua dei segni. ]ane l'ha gi fatto un milione di volte.
Ges Cristo, dove diavolo era finita tutta l'aria della stanza? si chiese Xhex...
Quasi avesse intuito che la stava perdendo, John fischi di nuovo e tese la mano, serio.
John... Quando non riusc a tirare fuori niente di coerente, Xhex scosse la testa e ricominci a
camminare su e gi. Odiava tutto questo. Lo odiava, senza scherzi.
La porta si spalanc e la dottoressa Jane entr insieme a Eh-lena. Erano nel bel mezzo di una
discussione sulla procedura da seguire e John fischi per chiamarle. Quando alz l'indice per
indicare che gli serviva un minuto, le due femmine annuirono e tornarono fuori.
Merda, esclam Xhex, non fermarle. Adesso mi passa.
Stava andando alla porta per far rientrare la dottoressa, quando una specie di schianto riecheggi
nella stanza. Temendo che John fosse caduto dal lettino, Xhex si volt di scatto...
No, aveva sferrato un pugno al tavolo d'acciaio inossidabile, lasciandoci il segno.
Parlami, disse a gesti. Non le faccio tornare finch non parli.
Lei aveva voglia di litigare e il vocabolario per farlo... solo la voce, evidentemente, le mancava. Per
quanto si sforzasse, non riusciva a spiccicare parola.
Fu allora che John spalanc le braccia.
Maledicendosi, Xhex disse, Adesso mi faccio coraggio. Sar matura ed equilibrata. Non crederai ai
tuoi occhi. Davvero. Sul serio.
Vieni qui, sillab lui.
Oh... cavolo. Xhex si arrese e and ad abbracciarlo.
Queste cose mediche mi mettono in crisi, disse contro il suo collo. Nel caso tu non l'abbia notato.
Scusa, John... accidenti, ti deludo sempre, vero?
Lui la trattenne prima che potesse scostarsi. Tenendola ferma, con gli occhi disse, a gesti, Stanotte mi
hai salvato la vita. Non sarei vivo, adesso, se tu non avessi lanciato quel coltello. Quindi non (' vero
che mi deludi sempre... quanto a questo intervento, io non sono preoccupato e tu non sei costretta a
guardare... vai ad aspettarmi su in casa. Finir alla svelta. Non tormentarti.
Non voglio scappare via spaventata. Muovendosi in fretta, per non dover pensare troppo e
impedire anche a lui di farlo, gli prese la faccia tra le mani e lo baci con trasporto. Ma forse
aspettare fuori  una buona idea.
In fin dei conti, mica poteva costringere la dottoressa Jane a interrompersi nel bel mezzo
dell'intervento per assistere una spettatrice fifona con la nausea o il capogiro. O con una
commozione cerebrale perch quell'idiota era crollata per terra svenuta.
S, forse  meglio, sillab John.
Xhex si stacc da lui e, mettendo un piede dopo l'altro, arriv alla porta e fece entrare Ehlena e Jane.
Quando la dottoressa le pass davanti, Xhex l'afferr per un braccio.
Per favore... Dio, cosa poteva dire?
Jane annu. Ci penso io. Non si preoccupi.
Xhex inspir a fondo, rabbrividendo. Chiss come diavolo sarebbe riuscita a superare l'attesa, l fuori
in corridoio. Sapendo come funzionava il suo cervello, col lento scorrere dei minuti si sarebbe
immaginata John che urlava in silenzio per il dolore e la dottoressa Jane che gli amputava tutta la
gamba...
Xhex... le spiace se le do un suggerimento? disse Jane.
Spari. In effetti... pi che spararmi potrebbe mollarmi un cazzotto. Un bel montante forse mi
aiuterebbe a darmi una calmata.
Jane scosse la testa. Perch non resta a guardare?
Cosa?
Stia qui a guardare quello che faccio, come lo faccio e perch lo faccio. Un mucchio di gente 
terrorizzata da medici e ospedali... per ottimi motivi. Ma le fobie sono fobie, che a scatenarle sia un
aeroplano, un dentista o un medico... e la terapia dell'esposizione funziona. Se si elimina il mistero e
la sensazione di non avere il controllo, la paura non ha pi tanta presa.
Bell'esempio di logica. Ma cosa succede se svengo?
Se le gira la testa pu sedersi e uscire quando vuole. Fare domande e guardare da sopra la mia
spalla, se se la sente.
Xhex guard John, e il suo solenne cenno di assenso segn il suo destino. Sarebbe rimasta.
Devo cambiarmi? chiese con una voce che non riconobbe.
Merda, che roba da ragazzina. Tra un po', senza neancheaccorgersene, si sarebbe messa a frignare
davanti alle pubblicit alla tele e a pitturarsi le unghie. E si sarebbe comprata una cazzo di pochette.
S, la voglio in camice. Mi segua.
Quando tornarono, cinque minuti dopo, Jane la port al lavandino, le porse una confezione sigillata
contenente una spugna imbevuta di Betadine e le mostr come lavarsi con cura.
Ottimo lavoro. La dottoressa chiuse l'acqua togliendo il piede da un pedale sul pavimento. I
guanti non le servono perch non deve operare.
Ci pu giurare. Mi dica, c' un carrello per le emergenze a portata di mano, nel caso mi venga un
coccolone?
L nell'angolo, e so usare il defibrillatore. La dottoressa Jane si infil un paio di guanti azzurri e
and da John. Sei pronto? Dovremo metterti sotto sedativo. Visto dov' il proiettile, dovr incidere
a fondo e non posso farlo senza anestesia totale.
Mi addormenti pure, dottoressa, disse John.
La shellan di V gli pos una mano sulla spalla, guardandolo dritto negli occhi. Ci penso io, non
preoccuparti.
Accigliandosi, Xhex si scopr a provare un misto di soggezione e rispetto verso Jane. Mostrare tanta
sicurezza, data la posta in gioco, era piuttosto sconcertante: se la dottoressa non faceva bene il suo
lavoro, John poteva stare molto peggio di adesso, ma se l'intervento riusciva sarebbe tornato come
nuovo.
Questo s che  potere, pens Xhex. Agli antipodi di quello che faceva lei per professione... una lama,
nelle sue mani, era uno strumento ben diverso.
Non c'era nessuna guarigione, nel suo caso.
La dottoressa Jane diede inizio a una radiocronaca in diretta, con voce forte e calma. In un ospedale
umano sarebbe presente un anestesista, ma voi vampiri tendete a essere molto stabili sotto
anestesia... cadete in una specie di letargo. Non capisco come funzioni, ma mi agevola nel lavoro.
Mentre Jane parlava, Ehlena aiut John a levarsi la maglietta e i pantaloni di pelle, che la dottoressa
aveva tagliato; poi stese dei teli azzurri sopra il suo corpo nudo e avvi una flebo.
Xhex cerc di smetterla di guardarsi intorno frenetica, ma con scarsi risultati. C'erano troppe
minacce, l dentro, tutti quei bisturi, quegli aghi e...
Perch? chiese, sforzandosi di reagire. Questa differenza tra le specie, voglio dire.
Non ne ho la pi pallida idea. Voi avete un cuore con sei cavit mentre il nostro ne ha quattro. Voi
avete due fegati, noi uno. Voi non vi ammalate di cancro o di diabete.
Non ne so molto, sul cancro.
La dottoressa Jane scosse la testa. Magari riuscissimo a sconfiggerlo in tutti quelli che ce l'hanno. 
una brutta bestia, glielo dico io. Quello che succede  che si verifica una mutazione cellulare per
cui...
La dottoressa continu a parlare, ma adesso muoveva le mani sui carrelli di acciaio inossidabile che
erano stati spinti vicino a John, riordinando gli strumenti che doveva usare. Quando rivolse un
cenno del capo a Ehlena, quest'ultima si avvicin alla testa di John e gli copr il volto con una
mascherina di plastica trasparente.
La dottoressa si avvicin alla flebo con una siringa piena di un liquido lattiginoso. Sei pronto,
John? quando lui le diede l'okay, lei premette lo stantuffo.
John guard Xhex e le strizz l'occhio. Poi perse conoscenza.
Per prima cosa occorre disinfettare, spieg la dottoressa Jane, aprendo un pacchetto da cui estrasse
una spugna marrone scuro. Perch non si mette l, di fronte a me? Questo si chiama Beta-dine,  lo
stesso disinfettante con cui ci siamo lavate le mani, solo che non  sotto forma di sapone.
Mentre la dottoressa passava la soluzione antisettica intorno alla ferita prodotta dalla pallottola,
lasciando sulla pelle larghe strisce di un marrone rossiccio, Xhex gir intorno al lettino con passo
malfermo.
In effetti quella era una posizione migliore. Era proprio accanto a un contenitore arancione per
rifiuti biologici... cos se le veniva da vomitare era gi a posto.
Il motivo per cui il proiettile va rimosso  che col tempo potrebbe causare dei problemi. Nel caso di
un paziente meno attivo, potrei lasciarlo dov', ma ritengo che con un soldato sia meglio prendere
tutte le precauzioni. In pi, voi guarite cos in fetta. La dottoressa butt la spugna nel contenitore
accanto a Xhex. In base alla mia esperienza con i vampiri, qualsiasi lesione all'osso guarir entro
domani sera.
Xhex si chiese se la dottoressa o l'infermiera si rendevano conto che il pavimento sotto i loro piedi
dondolava come se fosse appoggiato sull'acqua. Perch sembrava proprio di stare sul ponte di una
nave.
Lanci una rapida occhiata alle due professioniste: sembravano salde come querce.
Ora pratico un'incisione, spieg la dottoressa, chinandosi sulla gamba col bisturi in mano. Ecco.
Quella che vedr subito sotto la pelle  la fascia, la membrana esterna pi robusta che avvolge i
muscoli e tiene insieme quello che abbiamo dentro. Un umano nella media avrebbe delle cellule
adipose tra i due strati, ma John  in splendida forma. Sotto la fascia c' il muscolo.
Xhex si pieg all'altezza della vita, intenzionata a buttare l un'occhiatina veloce... ma poi rimase
ferma cos.
Quando la dottoressa Jane pratic un'altra incisione col bisturi, la membrana fibrosa si ritrasse,
mettendo in evidenza i fasci muscolari rosa scuro... con un foro dentro. Osservando il danno
interno, Xhex fu assalita dall'impulso di uccidere da capo quel lesser. Ges, aveva ragione Rhage.
Cinque centimetri pi su e pi a sinistra e John sarebbe stato...
Gi, meglio non pensarci, si disse, spostandosi per migliorare la visuale.
Aspirare, ordin la dottoressa.
Si sent come un sibilo ed Ehlena infil nell'incisione un tubicino bianco che risucchi il sangue
rosso di John.
Ora user il dito per sondare... a volte toccare con mano  la cosa migliore...
Xhex fin con l'assistere a tutto l'intervento. Dall'inizio alla fine, dalla prima incisione all'ultimo
punto di sutura, con in mezzo l'estrazione del proiettile.
... e con questo abbiamo finito, dichiar la dottoressa Jane pi o meno tre quarti d'ora dopo.
Mentre Ehlena bendava la gamba di John e la dottoressa ricalibrava il liquido che gli stavano
pompando nelle vene, Xhex prese la pallottola dal vassoio e la esamin con attenzione. Era cos
piccola. Cos maledettamente piccola. Ma capace di provocare devastazioni letali.
Ottimo lavoro, dottoressa, disse brusca, infilandosi il proiettile in tasca.
Adesso lo sveglio, cos potr guardarlo negli occhi e avere la conferma che sta davvero bene.
Legge nel pensiero?
La dottoressa alz su di lei due occhi che sembravano vecchissimi. No. Ho solo accumulato una
grande esperienza con familiari e amici di pazienti. Lei ha bisogno di vedere gli occhi di John prima
di tirare un sospiro di sollievo. E lui prover lo stesso sollievo quando la guarder in faccia.
John riprese conoscenza circa otto minuti dopo. Xhex lo aveva cronometrato, controllando l'orologio
alla parete.
Quando sollev le palpebre, lei era l, vicino alla sua testa, e gli teneva la mano. Ehi... sei tornato.
Lui era intontito, com'era prevedibile. Ma quello sguardo azzurro vivo era esattamente com'era
sempre stato, e il modo in cui le strinse la mano non lasciava spazio a dubbi... era tornato alla
grande.
Il respiro che Xhex non si era accorta di trattenere, lentamente riprese a fluire dai polmoni, un
enorme sollievo la tir su di morale, neanche il suo cuore fosse partito su un razzo per la luna. La
dottoressa Jane aveva avuto ragione a farla restare. Appena si era lasciata coinvolgere ascoltando,
guardando e imparando, il panico era diminuito fino a ridursi a un lieve fastidio facile da dominare.
E poi  affascinante scoprire com' fatto un corpo.
Okay? sillab John.
S, la dottoressa ha estratto il proiettile senza problemi...
John scosse la testa. Tu? Okay?
Porca... miseria, pens lei. John era proprio una persona di valore.
S, disse brusca. S, sto bene... grazie di avermelo chiesto.
Guardandolo, si rese conto che non si era soffermata troppo a riflettere come gli aveva salvato la vita.
Aveva sempre saputo di essere brava col coltello, ma mai si sa-
rebbe immaginata che quel talento potesse essere tanto cruciale, come invece si era rivelato alla
fattoria in quella frazione di secondo.
Un battito di ciglia pi tardi e... addio John. Per tutti, per sempre.
In eterno.
Il solo pensiero bast a farla ripiombare nel panico; aveva le mani sudate e il cuore, pi che battere,
dava i numeri. Alla fine di tutta quella vicenda ognuno sarebbe andato per la sua strada, lo sapeva...
ma non aveva la minima importanza se pensava a un mondo in cui John non respirava, non rideva,
non combatteva e non dispensava gentilezze a tutti quelli che lo circondavano.
Cosa c'? sillab lui.
Lei scosse la testa. Niente.
Gi, che bugia.
Era tutto.
Capitolo 59
Utilizzarono la carrozza rimasta accanto alle stalle per scortare la fanciulla a casa della sua famiglia.
Tohrment sal a cassetta e impugn le redini mentre Darius si accomodava all'interno insieme alla
fanciulla; si augurava di poterle recare qualche conforto, pur sapendo di averne ben poco da offrire.
Il viaggio era lungo e il rombo degli zoccoli, il cigolio del sedile e il clangore dei finimenti rendevano
difficoltosa ogni conversazione.
Quantunque, Darius sapeva bene che, anche con un mezzo di trasporto silenzioso come un sussurro
e immoto come l'acqua dentro un calice, il loro prezioso carico non avrebbe proferito parola. La
figlia di Sampsone aveva rifiutato cibo e acqua, limitandosi a fissare il paesaggio, mentre
galoppavano spediti attraverso campagne, villaggi e foreste, diretti verso sud.
Darius argu che il symphath, in qualche modo, le avesse incatenato la mente subito dopo averla
catturata, supposto che la carrozza fosse il mezzo utilizzato dalla coppia per recarsi in quella dimora
di pietra... onde evitare il rischio che lei si smaterializzasse, liberandosi da quegli angusti confini.
Tragico a dirsi, siffatta sortita ora non era da temere, essendo ella cos debole... sebbene ci gli desse
da pensare. L'espressione afflitta e rassegnata della fanciulla lasciava intuire che si sentisse
prigioniera, pur avendo ritrovato la libert.
Darius era stato tentato di farsi precedere da Tohrment con la buona novella, per annunciare al
padre e alla madre che la loro figliola era stata tratta in salvo, ma non aveva osato. Molte cose
potevano ancora accadere lungo il tragitto e Tohrment gli serviva per condurre la carrozza mentre
lui badava alla fanciulla. Umani, lesser e symphath erano una minaccia costante, dunque sia lui sia
Tohr avevano estratto le armi, e tuttavia avrebbe gradito dei
rinforzi. Se solo ci fosse stato un modo per far accorrere gli altri fratelli.,.
Era quasi l'alba allorch il cavallo, stremato, entr nel villaggio ai margini del quale sorgeva la
dimora della fanciulla.
Ella parve aver riconosciuto il luogo poich alz la testa e mosse le labbra, spalancando gli occhi
colmi di lacrime.
Chinandosi in avanti a mani tese, Darius disse, Tranquillizzatevi... sar...
Quand'ella lo guard, Darius vide il grido serrato dentro la sua anima. No, sillab, muta.
Indi si smaterializz dalla carrozza.
Imprecando, Darius picchi sulla fiancata col pugno. Non appena Tohrment arrest il cavallo con
gran fragore, Darius balz gi...
Non era andata lontano.
Nel campo sulla sinistra comparve il balenare bianco della camicia da notte e Darius la segu,
muovendosi spedito quand'ella prese a correre. Mancando di vigore, procedeva con passo malfermo,
come chi brama disperatamente la fuga ma  ferito, ed egli la lasci andare finch pot.
Era stato allora, avrebbe riflettuto in seguito Darius, durante la folle corsa cui la sventurata aveva
sottoposto entrambi, che aveva compreso con certezza: la fanciulla non poteva tornare a casa. Non
per ci che aveva patito... ma per il frutto del suo calvario.
Quando incespic e cadde al suolo, non fece nulla per coprirsi il ventre.
Continu a strisciare per terra, conficcando le unghie nel terreno, ma Darius, semplicemente, non
tollerava pi la vista di tali e tanti sforzi.
Fermatevi, disse, sollevandola dall'erba ghiacciata. Fermatevi ora...
La fanciulla lott con tutte le forze di un cerbiatto, poi giacque immobile tra le sue braccia. In
quell'attimo sospeso, respirava con affanno, col cuore che batteva all'impazzata. Darius vedeva il
palpito della giugulare al chiaro di luna, sentiva il fremito nelle sue vene...
Non riportatemi l... neppure all'imbocco del viale. Non riportatemi a casa, implor lei con voce
debole, ma ferma e decisa.
Non potete dire sul serio. Con delicatezza, Darius le scost i capelli dal viso e d'un tratto
ramment le ciocche bionde intrappolate nella spazzola, in camera sua. Quante cose erano mutate
dall'ultima volta che si era seduta davanti allo specchio della toletta, appre standosi a trascorrere la
serata con la sua famiglia. Avete patito troppo per pensare in modo lucido. Dovete riposare e...
Se mi riportate l, fuggir di nuovo. Non imponete a mio padre un tale dolore.
Voi dovete andare a casa...
Io non ho una casa. Non pi. Mai pi.
Non  necessario divulgare quanto  accaduto. Che non sia stato un vampiro a rapirvi ci torna utile,
poich nessuno sapr mai...
Io reco in grembo il figlio del symphath. I suoi occhi si fecero duri e gelidi. La notte che mi ha
usato violenza  sopraggiunto il periodo del bisogno e, da allora, non ho pi sanguinato come accade
alle femmine. Sono incinta di suo figlio.
L'ansito inorridito di Darius risuon nel silenzio della notte, il fiato caldo form una nuvola di
vapore nell'aria fredda. Ebbene, ci cambiava tutto, in verit. Se la poveretta portava a termine la
gravidanza, c'era la possibilit che la creatura venuta al mondo passasse per vampiro, ma con tali
meticci non v'era certezza. Impossibile prevedere quale lato del loro essere avrebbe prevalso,
potevano pendere da una parte come dall'altra.
Forse, tuttavia, esisteva un modo per implorare la sua famiglia.
La fanciulla si aggrapp ai baveri del pesante cappotto di Darius. Lasciatemi qui al sole. Lasciatemi
alla morte che tanto agogno. Mi taglierei la gola, se potessi, ma non ho un braccio e una spalla cos
forti.
Darius si volse a guardare Tohrment, che attendeva accanto alla carrozza. Facendogli cenno di
avvicinarsi, disse alla fanciulla. Lasciate che parli con vostro padre. Lasciate che vi spiani la strada.
Non mi perdoner mai.
Voi non avete nessuna colpa.
Poco importa di chi  la colpa, ci che conta  l'esito di questa vicenda, ribatt cupa lei.
Tohrment si smaterializz e riprese forma davanti a loro. Accompagnala alla carrozza e poi
spostatevi tutti e due in mezzo a quegli alberi disse Darius, raddrizzandosi. Io vado da suo padre.
Tohrment si chin e, non senza imbarazzo, sollev la fanciulla tra le braccia. Nella stretta robusta ma
delicata del giovane, la figlia di Sampsone ripiomb nell'apatia in cui aveva trascorso il viaggio di
ritorno a casa, gli occhi aperti ma assenti, la testa ciondolante di lato.
Abbi cura di lei, si raccomand Darius, avvolgendola pi stretta nell'ampia camicia da notte.
Torno subito.
Non temete, lo rassicur Tohrment, avviandosi attraverso il prato.
Darius rimase un istante a guardarli, poi si lanci sulle ali del vento, riprendendo forma sui terreni
della tenuta di Sampsone. And dritto al portone e picchi col grosso batacchio a forma di testa di
Icone.
Quando il maggiordomo spalanc l'uscio, fu subito chiaro che in casa era in corso qualcosa di
terribile. Il suo pallore era quello della nebbia e gli tremavano le mani.
Signore! Oh, siate benedetto, entrate, presto.
Darius varc la soglia, accigliato. Cosa ...
Il padrone di casa emerse dal salottino.., seguito dappresso dal
symphath, il cui figlio aveva innescato quella tragica concatenazione di eventi.
Cosa ci fate voi qui? lo apostrof Darius.
Mio figlio  morto? Lo avete ucciso?
Darius sfoder uno dei pugnali neri che teneva agganciati al petto col manico all'ingi. S.
Il symphath annu reciso, all'apparenza incurante. Dannati rettili. Non nutrivano dunque sentimenti
per la loro prole?
E la ragazza, prosegu il divoratore di peccati. Che ne  stato di lei?
Darius, lesto, si protesse la mente con l'immagine di un melo in fiore... I symphath sono in grado di
leggere ben pi delle emozioni, e lui era a conoscenza di particolari che non intendeva condividere.
Senza rispondere guard Sampsone, il quale appariva invecchiato di centomila anni. E viva. Vostra
figlia ... viva e in buona salute.
Il symphath fluttu leggero verso la porta, la lunga veste che strisciava sul pavimento di marmo.
Dunque siamo pari. Mio figlio  morto e la sua progenie rovinata.
Sampsone si prese il volto tra le mani; Darius si precipit dal divoratore di peccati, agguantandolo
per un braccio e bloccandolo appena oltre la soglia. Non dovevate palesarvi. Questa famiglia ha gi
sofferto abbastanza.
Oh, ma ho dovuto farlo. Il symphath sorrise. Le perdite vanno condivise equamente. Il cuore di
un guerriero non pu negare siffatta verit.
Bastardo.
Il divoratore di peccati si protese verso di lui. Preferite forse che la induca a togliersi la vita? 
un'altra via che avrei potuto percorrere.
Quella poveretta non ha fatto nulla per meritare tutto ci. E cos pure gli altri membri della sua
famiglia.
Ah, davvero? Forse mio figlio ha soltanto preso quanto ella gli offr...
Darius afferr il symphath con entrambe le mani e, dopo averlo voltato, lo spinse con forza contro
una delle imponenti colonne che sorreggevano l'enorme peso della magione. Ora potrei ucciderti.
Il divoratore di peccati sorrise di nuovo. Veramente? Io non lo credo. Il vostro onore non vi
consente di togliere la vita a un innocente, e io non ho fatto nulla di male.
Ci detto, il divoratore di peccati si smaterializz, sfuggendo alla stretta di Darius, e riprese forma
sul prato laterale. Auguro a quella femmina una vita di patimenti. Possa ella vivere a lungo e portare
il suo fardello senza grazia. E ora vado senza altro indugio a occuparmi delle spoglie di mio figlio.
Il symphath svan come se non fosse mai esistito... eppure gli strascichi delle sue azioni apparvero
evidenti appena Darius guard oltre la porta aperta: il padrone di casa stava piangendo sulla spalla
del domestico, i due si consolavano a vicenda.
Darius varc l'arco del sontuoso ingresso; il rumore dei suoi stivali indusse il patriarca della famiglia
ad alzare la testa.
Sampsone si stacc dal fedele doggen senza curarsi di fermare le lacrime o di celare il suo dolore, e
gli and incontro.
Vi pagher, disse, prima che Darius potesse parlare.
Per cosa? chiese Darius, accigliandosi..
Per... portarla via e provvedere a che abbia un tetto sopra la testa, spieg Sampsone; poi, rivolto al
domestico, ordin, Vai ad aprire i forzieri e...
Darius si fece avanti e strinse in una morsa la spalla di Sampsone. Cosa dite? Lei  viva. Vostra figlia
 viva e dovrebbe vivere sotto questo tetto e dentro queste mura. Voi siete suo padre.
Andate e portatela via con voi. Vi supplico. Sua madre... non sopravviverebbe a tutto ci.
Permettetemi di offrirvi...
Siete una sciagura, sibil Darius, disgustato. Una sciagura e un disonore per la vostra stirpe.
No, ribatt Sampsone. Lei lo . Ora e per sempre.
Sulle prime, Darius rest senza parole per lo sconcerto. Pur conoscendo i valori degradati della
glymera, e avendoli subiti in prima persona, rimase di nuovo scioccato. Voi e quel symphath avete
molto in comune.
Come osate...
Nessuno dei due ha il cuore di piangere la propria discendenza.
Darius si avvi alla porta e non si ferm allorch Sampsone grid, Il denaro! Permettetemi di darvi
il denaro!
Non fidandosi delle proprie reazioni, Darius si smaterializz verso la valle boscosa che aveva lasciato
qualche minuto prima. Riprese forma accanto alla carrozza col cuore in fiamme. Essendo stato
anch'egli abbandonato, conosceva bene le tribolazioni di chi  privo di radici e solo al mondo. E tutto
ci senza l'aggiunta del fardello che la fanciulla recava, letteralmente, dentro di s.
Malgrado il sole minacciasse gi di levarsi all'orizzonte, si concesse un attimo per ricomporsi e
formulare ci che poteva dire...
Da dietro la tendina al finestrino della carrozza gli giunse la voce della fanciulla. Vi ha detto di
portarmi via, vero?
In verit, Darius si avvide che non v'era modo di esporre quanto era accaduto sotto una luce pi
benevola.
Pos il palmo sul legno freddo dello sportello della carrozza. Mi prender cura di voi. Provveder
io ad accudirvi e proteggervi.
Perch... ? fu il quesito struggente.
In verit...  cosa buona e giusta.
Siete un eroe. Ma colei che volete salvare non si cura del dono che le offrite.
Imparerete. Col tempo... imparerete a curarvene.
Non ottenendo risposta, Darius con un balzo sal a cassetta e afferr le redini. Andremo a casa
mia.
Il tintinnio dei finimenti e lo scalpiccio del cavallo sullo sterrato li accompagnarono fuori dai boschi
e lungo il tragitto. Darius prese una strada diversa, tenendosi a distanza dalla dimora di Sampsone,
da una famiglia che aveva pi a cuore le aspettative sociali dei vincoli di sangue.
Quanto al denaro, Darius non era ricco, ma preferiva mozzarsi la mano con cui brandiva il pugnale
piuttosto che accettare un solo centesimo da un padre tanto pusillanime.
Capitolo 60
Quando John fece per rizzarsi a sedere sulla lettiga, Xhex l'aiut e lui rimase sorpreso dalla sua
forza: appena sent la sua mano in mezzo alla schiena, gli parve che tutto il busto venisse sostenuto.
D'altronde, come lei stessa aveva spesso ripetuto, non era una femmina normale.
La dottoressa Jane cominci a spiegargli cosa c'era sotto la fasciatura e come regolarsi con
l'incisione... ma lui non la seguiva.
Voleva fare sesso. Con Xhex. Subito.
Era pi o meno tutto ci che sapeva e che gli importava... e quel bisogno carnale era mooolto pi che
una semplice erezione in cerca di un garage dove parcheggiare. Non c' come un incontro
ravvicinato con la morte per farti venire voglia di vivere a pieno ritmo, e fare sesso con la persona
che ti piace  il modo migliore per esprimere questa bramosia.
Appena Xhex colse l'odore del desiderio che evidentemente stava emanando le brillarono gli occhi.
Devi stare fermo per altri dieci minuti, gli raccomand la dottoressa Jane, cominciando a mettere i
ferri nell'autoclave. Poi potrai riposare qui, nel letto della clinica.
Andiamo, disse John, rivolto a Xhex.
Buttare le gambe gi dal tavolo operatorio gli procur una fitta lancinante... ahia, che male... John si
blocc per un attimo, ma il dolore non lo fece recedere minimamente dal suo proposito. In
compenso, attir l'attenzione di tutti i presenti. Mentre Xhex lo sorreggeva con un'imprecazione, la
dottoressa attacc con la solita solfa della serie "sdraiati amico"... ma John non aveva intenzione di
rimettersi gi.
Non avrebbe una vestaglia da darmi per uscire di qui? chiese nella
lingua dei segni, ben sapendo di avere una vistosa erezione e niente con cui nasconderla.
Quella richiesta diede luogo a un'accesa discussione, ma alla fine Jane alz le mani in segno di resa
come a dire che, se voleva comportarsi da idiota, lei non poteva impedirglielo. A un suo gesto di
assenso, Ehlena scomparve e torn con qualcosa di morbido, vaporoso e grande abbastanza da
coprirlo... dalla clavicola a, forse, met coscia. E per di pi rosa.
Era chiaramente la versione intimo-notte di un berretto da somaro, una sorta di vendetta per il suo
rifiuto di restare in clinica. Si poteva supporre che il vestiario da Barbie gli ammosciasse l'erezione...
invece, niente da fare.
Davanti a quell'affronto alla sua virilit, il suo uccello tenne duro.
John era quasi fiero di quel bastardo.
Grazie, disse, facendosi scivolare la vestaglia sulle spalle. Tirandola un po', riusc a chiuderla sul
petto e a coprirsi le vergogne, laggi in basso. Appena appena.
La dottoressa Jane si appoggi contro il bancone, incrociando le braccia sul petto. Non c' proprio
niente che possa convincerti a restare qui ancora un po'? O a usare le stampelle? O... a restare ancora
un po'?
Sto bene... comunque grazie.
La dottoressa scosse la testa. Voi fratelli siete tutti dei gran rompiscatole.
D'un tratto, John sent una fitta che non aveva niente a che fare con la gamba. Non sono un fratello.
Ma non credo che metter in dubbio la seconda parte della sua affermazione.
Saggia decisione. E dovresti esserlo. Un fratello, intendo.
John sollev il fondoschiena e, con delicatezza, scese dal tavolo, senza perdere d'occhio il davanti
della vestaglia. Per fortuna Miss Leziosa dell'Anno non si apr, evitando di scandalizzare le signori
presenti, e rest chiusa anche quando Xhex si infil sotto il suo braccio.
Cavolo... era la stampella migliore che potesse desiderare: mentre camminavano verso la porta
sostenne gran parte del suo peso. Insieme arrivarono fino all'ufficio, s'infilarono nell'armadio e
sbucarono nel tunnel.
Dopo neanche dieci metri, John si ferm, fece voltare Xhex in modo da averla di fronte, e poi...
Spense le luci. Tutte quante.
A un suo comando, le lampade fluorescenti sul soffitto si spensero una dopo l'altra, a cominciare dal
paio proprio sopra le loro teste e poi via via tutte le altre, in entrambe le direzioni. Mentre tutto
sprofondava nell'oscurit, lui ag in fretta, e anche lei. Sapevano perfettamente che la dottoressa Jane
ed Ehlena erano indaffarate a pulire la sala operatoria e ne avrebbero avuto per almeno un'altra
mezz'ora. E su in casa era in corso l'Ultimo Pasto, quindi nessuno si stava allenando, stava per
scendere ad allenarsi o si stava facendo una doccia nello spogliatoio dopo essersi allenato.
Avevano una finestra temporale limitata.
Il buio era la chiave.
Malgrado la differenza di statura che, sebbene Xhex fosse alta quasi un metro e ottanta, era di una
quindicina di centimetri, John trov la sua bocca neanche avesse un riflettore puntato sulle labbra.
La baci con trasporto, infilandole la lingua in bocca, e lei emise un gemito gutturale aggrappandosi
alle sue spalle.
In quel limbo meraviglioso, in quello spazio indefinito che non era n di l n di qua, a un passo
dalla strada che avevano convenuto di percorrere, John liber il vampiro innamorato che aveva
dentro, scatenandosi per cavalcare l'onda del momento che avevano vissuto alla fattoria...
Il momento in cui il pugnale di Xhex si era staccato dal suo palmo volando nell'aria... e regalandogli
altre notti da vivere.
Fece scivolare il palmo sul suo seno e, trovato il capezzolo turgido, lo sfreg col pollice, smanioso di
posare la bocca dove adesso c'erano le dita. Per fortuna Xhex aveva lasciato il giubbotto e le armi su
in casa, nell'atrio, cos tra lui e la sua pelle c'era solo la canotta attillata.
Aveva voglia di strapparla sul davanti come aveva gi fatto una volta, ma sarebbe servito solo a
placare momentaneamente il suo appetito finch non fossero approdati alla privacy della sua stanza:
invece di ridurla a brandelli, fece scivolare le mani verso il basso e poi sotto la canotta, quindi la tir
su fino a liberare i seni. Caaaaazzo... Xhex non portava il reggiseno neanche quando combatteva e,
per qualche motivo, John lo trov eccitante da morire.
Non che avesse bisogno di afrodisiaci, con lei.
Mentre i loro baci riecheggiavano nel tunnel, John pizzic i capezzoli pronti per le sue labbra,
strusciando l'erezione contro di lei. E, neanche a dirlo, Xhex colse al volo l'input che lui non si era
neanche reso conto di aver lanciato e fece scorrere la mano lungo il suo addome, fino a...
John gett la testa all'indietro, la scarica elettrica che gli corse su per la sua spina dorsale cos potente
da costringerlo a interrompere il bacio.
Prima che potesse dire Scopami senza piet, Xhex lo spinse indietro contro il muro del tunnel e gli
apr la vestaglia. John sent sulla pelle l'aria fredda. Lei muoveva le labbra sul suo petto, tracciando
con le zanne due sentieri gemelli che facevano fremere ogni nervo del suo corpo... specie quelli in
cima all'uccello.
John si lasci sfuggire un grido silenzioso quando la bocca calda e umida di lei trov il membro duro
e rovente, scivolando gi sopra di esso, prendendolo tutto in bocca, avviluppandolo nel proprio
calore e succhiandolo. Poi, con un movimento lento e regolare, si ritrasse finch il glande emerse
dalle labbra con un lieve schiocco... e lei lo lecc, girandoci intorno con la lingua. Mentre Xhex se lo
lavorava, John teneva gli occhi aperti ma, nell'oscurit che li circondava, gli sembrava di avere le
palpebre abbassate... e, oh, cavolo, la cecit era l'ideale, in quella situazione: aveva un'immagine
molto chiara di come Xhex doveva apparire, in ginocchio davanti alle sue gambe spalancate, la
canotta sollevata sopra i seni, i capezzoli ancora duri e diritti, la testa che andava avanti e indietro,
avanti e indietro.
I seni che ballonzolavano a ogni movimento.
Ansimando, John ebbe la sensazione che il suo peso fosse equamente distribuito tra la gamba ferita e
quella sana ma, a parte quello che gli stava facendo Xhex, non sentiva nient'altro. Avrebbe potuto
andare a fuoco, che cavolo, per quel che ne sapeva e che gliene fregava.
Stava andando a fuoco, in effetti... e le fiamme divennero ancora pi roventi appena Xhex pieg
l'erezione contro il basso ventre e fece scorrere la lingua fino ai due pesi gemelli sotto il pene. Uno
dopo l'altro, li prese in bocca e poi ricominci a leccargli l'uccello.
Prese il ritmo e lui non dur a lungo. Leccava e succhiava, leccava e succhiava, leccava...
John inarc la schiena e venne, picchiando i palmi contro il muro.
Alla fine, la tir su in piedi e la baci a lungo e appassionatamente... con una mezza idea di
ricambiare il favore...
Xhex gli morse di proposito il labbro inferiore e poi lecc la minuscola ferita. A letto. Subito.
Ricevuto.
John riaccese le luci sul soffitto e quasi di corsa tornarono verso casa.
Buffo, la gamba acciaccata non gli diede il minimo fastidio.
Blay rimase fuori dalla stanza che era stata assegnata a Saxton durante e dopo il nutrimento, ma non
aveva il permesso di uscire di casa per ritrovare un po' di serenit. In base all'Antica Legge, il cugino
di Qhuinn era considerato un suo ospite nella residenza della Prima Famiglia e, in quanto tale, il
protocollo gli imponeva di restare dentro casa.
Almeno combattere insieme agli altri gli avrebbe dato un senso di compiutezza, facendo anche
passare il tempo pi in fretta.
Dopo l'arrivo di Phury con Selena e le presentazioni di rito, Blay era andato in camera sua e aveva
cercato di ritrovare un po'
di pace rimettendo a posto la stanza. Purtroppo il numero della serie "La Cameriera Perfetta" non
era durato pi di due minuti, riducendosi alla sistemazione sul comodino del libro che stava
leggendo... e allo spostamento di un paio di calzini di seta nera dal cassetto dei colorati a quello di
sotto.
Uno degli svantaggi di essere ordinati  che non c' mai granch da fare sul fronte del rassettare.
Si era anche tagliato i capelli da non molto. Le unghie erano a posto. Non aveva neanche il problema
dei peli superflui perch i vampiri, a parte la testa, sono glabri.
Di solito, per ammazzare il tempo, telefonava ai suoi per scambiarsi gli ultimi aggiornamenti, ma
con quello che gli passava per la testa era escluso che chiamasse il numero della casa sicura di
famiglia. Come bugiardo faceva pena e non aveva intenzione di mandare in paranoia mamma e pap
saltandosene fuori con una cosa del tipo: ehi, ragazzi, questa qui ancora non la sapete, ma sono gay...
e sto pensando di uscire col cugino di Qhuinn.
Oh, lui  qui, a proposito.
Si sta nutrendo.
Dio, l'idea che Saxton stesse succhiando dalla vena di qualcuno era erotica da matti... anche se la
vena era quella di Selena.
E anche se dentro con loro due c'era Phury. Per senso del decoro pi che per proteggere lei,
naturalmente.
Per cui no, neanche a parlarne, doveva stare alla larga da quella stanza. Gli mancava solo di eccitarsi
davanti a un pubblico.
Controll l'orologio. Cammin avanti e indietro. Cerc di guardare la televisione. Prese per un po' il
libro che aveva rimesso a posto.
Ogni tanto la suoneria del cellulare lo avvisava che erano arrivati dei rapporti dal campo di battaglia,
nessuno dei quali l'aiut a placare la sua irrequietezza. I fratelli inviavano regolarmente dei
comunicati per aggiornare tutti in tempo reale e le cose non stavano andando benissimo: John era
stato ferito, perci lui, Xhex e Qhuinn erano gi alla clinica con la dottoressa Jane. Il raid alla fattoria
era riuscito, ma solo fino a un certo punto... il sospetto Fore-lesser era ancora latitante e non tutte le
nuove reclute trovate sul posto erano state eliminate. L'indirizzo collegato a quell'auto da corsa
truccata non aveva prodotto niente di utile. La tensione era alle stelle.
Blay controll l'orologio da polso. Poi quello appeso al muro.
E gli venne voglia di urlare.
Cristo, era passato un secolo da quando Saxton e Selena avevano cominciato. Perch nessuno era
passato ad avvertirlo quando avevano finito?
Era andato storto qualcosa? Dopo aver esaminato le sue ferite, la dottoressa Jane aveva detto che
Saxton non era in pericolo di
vita e che nutrirsi lo avrebbe messo sulla via della guarigione...
D'altro canto, se c'era un fratello che poteva andare d'accordo con Saxton, era ilPrimale. Phury
adorava l'opera lirica, l'arte e le buone letture. Forse quei due si erano messi a chiacchierare, dopo?
A un certo punto, non sopportando pi la propria compagnia, Blay scese in cucina, dove i doggen
stavano preparando l'Ultimo Pasto. Cerc di rendersi utile, offrendosi di mettere in tavola i piatti o
l'argenteria, di tagliare le verdure o spennellare di grasso i tacchini che stavano arrostendo... ma i
domestici si innervosirono al punto che prefer rinunciare.
Dio, se c' una cosa che scombussola un doggen  che qualcuno si offra di dargli una mano,
garantito. Per natura, i doggen non tollerano che chi deve avvalersi dei loro servigi faccia altro che
lasciarsi servire... ma non sopportano neanche di declinare una richiesta avanzata dalla suddetta
persona.
Prima che l'agitazione generale portasse a bruciare la cena e forse addirittura a un suicidio di massa,
Blay lasci la dispensa e usc dalla sala da pranzo...
La porta del vestibolo si apr e si chiuse e Qhuinn attravers a grandi passi il pavimento a mosaico
dell'atrio.
Aveva faccia, mani e calzoni macchiati di sangue... Sangue rosso, fresco e lucido.
Del tipo umano.
Il primo impulso di Blay fu di chiamarlo ad alta voce, ma si trattenne perch non voleva attirare
troppa attenzione sul fatto che, evidentemente, Qhuinn non era al fianco di John.
Non c'erano molti esemplari di Homo Sapiens, gi nella clinica del centro di addestramento.
E, in teoria, Qhuinn si era appena scontrato con i nuovi iniziati della Lessening Society, il cui sangue
era nero.
Blay infil le scale e lo raggiunse proprio davanti allo studio di Wrath, le cui porte per fortuna erano
chiuse. Cosa diavolo ti  successo?
Qhuinn prosegu imperterrito verso la sua stanza. Entrando, fece per sbattergli la porta in faccia.
Eh, no, bello, non ci provare, pens Blay, infilandosi dentro con una spinta. Cos' tutto quel
sangue?
Non sono dell'umore adatto, bofonchi Qhuinn, cominciando a spogliarsi.
Butt il giubbotto di cuoio sul cassettone, si tolse le armi davanti alla scrivania e scalci via gli stivali
a met strada dal bagno. La T-shirt, lanciata sopra la spalla, fin sopra una lampada.
Perch hai le mani sporche di sangue? lo incalz Blay.
Non sono affari tuoi.
Che cosa hai fatto? Anche se ormai aveva la sensazione di saperlo. Cosa cavolo hai fatto?
Quando Qhuinn si sporse dentro alla doccia per far scendere l'acqua, i muscoli lungo la spina
dorsale si fletterono sopra la cintola dei calzoni di pelle.
Dio, quel sangue rosso era anche in altri punti, not Blay, il che lo indusse a chiedersi fin dove si era
spinta la scazzottata.
Come sta il tuo ragazzo?
Blay si accigli. Il mio... ah, Saxton.
Gi. "Ah. Saxton." Dal box doccia cominci a uscire il vapore; la nebbiolina sal verso l'alto per poi
calare in mezzo a loro. Come se la passa?
Credo che ormai abbia finito di nutrirsi.
Qhuinn punt lo sguardo bicolore su un punto dietro la testa di Blay. Spero che si senta meglio.
Mentre se ne stavano cos, uno di fronte all'altro, Blay dovette massaggiarsi il petto, tanto gli faceva
male. Lo hai ucciso?
Ucciso? Chi? Qhuinn si mise le mani sui fianchi; i pettorali si gonfiarono e le luci sopra i lavandini
diedero risalto ai capezzoli coi piercing. Non so di chi parli.
Piantala di dire cazzate. Saxton vorr saperlo.
Sei protettivo nei suoi confronti, eh? Non c'era ostilit in quel commento, solo una insolita
rassegnazione. Okay, d'accordo. Non ho ucciso nessuno. Ma ho dato a quello stronzo omofobico
qualcosa a cui pensare, oltre al cancro alla gola che gli faranno venire quei sigari. Non ammetto che
si manchi di rispetto ai membri della mia famiglia. Qhuinn si volt. E poi... be', cazzo, che tu ci
creda o no, non mi piace vederti sconvolto. Se Saxton fosse rimasto l mezzo morto anche dopo il
sorgere del sole? O se degli umani lo avessero trovato? Tu non ti saresti mai ripreso. Non potevo non
fargliela pagare.>
Dio, proprio tipico di quel figlio di puttana. Fare la cosa sbagliata per un motivo pi che giusto...
Ti amo, sussurr Blay, cos sottovoce che lo scroscio dell'acqua nella doccia sovrast le parole.
Senti, ho bisogno di farmi una doccia, disse Qhuinn. Voglio levarmi di dosso questo schifo. E poi
ho bisogno di dormire.
S. Okay. Vuoi che ti porti qualcosa da mangiare?
Sto bene cos. Grazie.
Prima di uscire, Blay si volt per un'ultima occhiata. Qhuinn si stava togliendo i calzoni e il suo
fondoschiena fece una comparsa spettacolare.
Con la testa ancora voltata, Blay usc dal bagno senza incidenti, ma and a sbattere contro la
scrivania e dovette agguantare al volo la lampada prima che cadesse per terra. Raddrizzandola, tolse
la maglietta che ci era atterrata sopra e, come una checca patetica, si port il morbido cotone alle
narici per respirare l'odore di Qhuinn.
Chiuse gli occhi, stringendosi al petto l'indumento che era stato a contatto della pelle di Qhuinn e
ascoltando il rumore dell'acqua che cadeva in scrosci irregolari mentre l'amico si lavava.
Rimase a lungo cos, chiss per quanto, sospeso nel purgatorio della serie "cos vicini eppure cos
lontani". Ci che lo spinse a rimettersi in moto fu la paura che Qhuinn lo beccasse e vedesse
quant'era smidollato. Rimettendo con cautela la maglietta sulla lampada, si costrinse ad andare alla
porta.
Era pi o meno a met strada quando la vide.
Sul letto.
La fusciacca bianca era rimasta impigliata tra le lenzuola, una striscia di stoffa sgualcita tra le tante.
Spost gli occhi un po' pi su e not le impronte lasciate da due teste sulla coppia di guanciali vicini.
Chiaramente l'Eletta Layla aveva dimenticato la cintura della veste, quando se n'era andata. Cosa che
poteva succedere solo se, prima, era nuda.
Blay si mise di nuovo la mano sul cuore; il senso di costrizione lo faceva sentire come sott'acqua...
con la superficie dell'oceano lontana, lontanissima, sopra di lui.
In bagno il rubinetto della doccia venne chiuso e si ud il rumore di un asciugamano che sbatteva.
Passando accanto a quel letto logorato dall'uso, Blay usc.
Era ignaro di aver preso una decisione consapevole, ma i suoi piedi seguivano una direzione ben
precisa; era evidente. Si fermarono due stanze pi in l, lungo il corridoio, poi la mano si alz da sola
e buss piano. Quando ud una risposta soffocata, Blay apr la porta. La stanza, dall'altra parte, era
buia e aveva un odore divino... mentre se ne stava fermo sulla soglia, la luce del corridoio proiett la
sua ombra fino ai piedi del letto.
Tempismo perfetto, se ne sono appena andati. La voce sensuale di Saxton racchiudeva la promessa
di cose che Blay desiderava. Sei venuto a vedere come sto? S.
Segu una lunga pausa. Allora chiudi la porta, che ti faccio vedere.
Blay strinse la mano sulla maniglia fino a far scrocchiare le nocche.
Poi entr e chiuse la porta. Scalciando via le scarpe, tir il chiavistello.
Per non essere disturbato.
[eBL 086]
Capitolo 61
Dall'Altra Parte, Payne, seduta sul bordo della vasca dei riflessi, guardava il proprio viso nell'acqua
immota. Riconosceva i capelli neri, gli occhi di diamante e i lineamenti marcati.
Sapeva anche troppo bene chi erano suo padre e sua madre.
Poteva enumerare i giorni della sua storia fino a quel momento.
Eppure le pareva di non sapere chi fosse veramente. Per molti versi, pi di quanti la confortasse
elencare, non era altro che quell'eco sulla superficie della vasca, un'immagine priva di profondit e di
sostanza... che non avrebbe lasciato nulla di permanente dietro di s, alla sua dipartita.
Alle sue spalle giunse Layla, che incroci i suoi occhi nello specchio d'acqua.
In seguito, Payne avrebbe riflettuto che era stato il sorriso di Layla a cambiare tutto. C'era di pi,
naturalmente... ma l'espressione radiosa della sorella era ci che in ultima istanza l'aveva convinta a
farsi travolgere dai venti del cambiamento, la leggera spinta che l'aveva fatta precipitare gi dalla
scogliera.
Quel sorriso era reale.
Salve, sorella, l'apostrof Layla. Ti stavo cercando.
E, ahim, mi hai trovata. Payne si costrinse a voltarsi a guardare l'Eletta. Ti prego, siediti qui con
me. Deduco dalla tua allegria che il tuo tempo con quel maschio continua sereno.
Layla si sedette solo un attimo, ma poi l'impeto della sua gioia la spinse a rialzarsi in piedi. Oh, s, 
cos. E proprio cos, s. Deve chiamarmi quest'oggi, tra breve, e torner da lui. Oh, sorella cara, non
puoi immaginare... cosa significhi essere stretta entro un cerchio di fuoco eppure emergerne illesa e
sopraffatta dalla felicit.  un miracolo. Una benedizione.
Payne si volt ancora verso l'acqua e guard il suo riflesso che si accigliava. Posso rivolgerti una
domanda personale?
Naturalmente, sorella. Layla and a sedersi di nuovo sul bordo di marmo bianco della vasca.
Qualunque cosa.
Pensi di unirti a lui? Non solo di accoppiarti con lui... ma di diventare la sua shellan?
Ebbene, s. Naturalmente. Ma sto aspettando il momento propizio per affrontare l'argomento.
Cosa farai... se ti dice di no? Quando il volto di Layla rimase raggelato, come se lei non avesse mai
considerato tale eventualit, Payne ebbe la sensazione di aver schiacciato un bocciolo di rosa nel
palmo. Oh, accidenti a me... non intendevo turbarti. Solo...
No, no. Layla inspir a fondo per farsi forza. So bene com' fatto il tuo cuore e in esso non v'
traccia di crudelt. Ecco perch sento di poterti parlare in assoluta sincerit.
Dimentica ci che ti ho chiesto, ti prego.
Io... noi non abbiamo ancora avuto un vero rapporto, disse Layla fissando la vasca.
Payne inarc le sopracciglia, sbalordita. Se solo il preludio dell'evento suscitava tanta esultanza, l'atto
in se stesso doveva essere incredibile.
Almeno per una femmina come quella che aveva di fronte.
Layla si strinse le braccia intorno al corpo; senza dubbio stava ricordando la stretta di un paio di
braccia molto pi forti. Io avrei voluto, ma lui si ritrae. Spero... credo che sia perch prima desidera
celebrare la nostra unione in modo consono, con ima cerimonia.
Payne sent il peso spaventoso della premonizione. Attenta, sorella. Tu sei un animo gentile.
Layla si alz in piedi, il sorriso ormai mesto. S,  vero. Ma preferisco avere il cuore infranto
piuttosto che inviolato, e so che per ricevere bisogna prima chiedere.
L'Eletta appariva cos sicura e determinata che, all'ombra del suo coraggio, Payne si sent piccola.
Piccola e debole.
Chi era lei? Un riflesso? Oppure una realt?
D'improvviso si alz. Mi permetti di prendere congedo?
Layla parve sorpresa, ma si pieg in un profondo inchino. Ma naturalmente. E ti prego di
perdonare le mie farneticazioni, non intendevo offenderti...
D'impulso, Payne l'abbracci. Non mi hai affatto offesa. Non temere. E ti faccio i miei migliori
auguri con il tuo vampiro. Sarebbe fortunato ad averti, in verit.
Prima che una delle due potesse aggiungere altro, Payne si allontan, oltrepassando lesta il
dormitorio e risalendo ancora pi in fretta la collina che conduceva al Tempio del Primale. Superato
quel sacro luogo di accoppiamenti ormai in disuso, entr nella corte di marmo di sua madre e
percorse tutto il colonnato.
L'uscio di modeste dimensioni che si apriva sugli appartamenti privati della Vergine Scriba non era
ci che ci si sarebbe aspettati all'ingresso di uno spazio tanto divino. Ma quando tutto il mondo ti
appartiene, non hai nulla da dimostrare, giusto?
Payne non buss. Dato ci che si apprestava a fare, la sconvenienza di un'irruzione improvvisa era
talmente in fondo alla lista dei suoi peccati che a stento lo considerava tale.
Madre, chiam, entrando nella stanza immacolata e deserta.
Dovette attendere a lungo prima di ottenere risposta; la voce che le giunse era disincarnata. S,
figliola.
Lasciami andare via di qui. Subito.
Qualunque conseguenza ricadesse sul suo capo a seguito di quel rinnovato scontro era preferibile a
un'esistenza tanto castrata.
Buttami fuori, insistette, rivolta alle mura spoglie e alla nonaria. Lasciami andare. Non torner
mai pi, se  ci che desideri. Ma non rester qui un minuto di pi.
In un lampo luminoso la Vergine Scriba apparve davanti a lei, senza la veste nera che indossava di
solito. Payne era pi che sicura che nessuno vedesse mai sua madre com'era veramente, energia
senza forma.
Non pi brillante, tuttavia. Fioca, ormai, poco pi che un'increspatura di calore.
La differenza era impressionante e plac in parte il furore di Payne. Madre... lasciami andare. Ti
prego.
La risposta della Vergine Scriba tard ad arrivare. Mi dispiace. Non posso accontentarti.
Payne scopr le zanne. Che tu sia maledetta, fallo e basta. Lasciami uscire di qui, altrimenti...
Non c' nessun "altrimenti", figliola diletta. La flebile voce della Vergine Scriba si spense, poi
torn. Tu devi restare qui.  il destino che lo impone.
Il destino di chi? Il tuo o il mio? Payne sferz col taglio della mano quella quiete paralitica.
Perch io qui non vivo veramente, e che razza di destino  questo?
Mi dispiace.
E quella fu la fine della discussione... almeno per quanto riguardava sua madre. Con una scintilla, la
Vergine Scriba svan.
Liberami! Accidenti a te! Liberami! url a squarciagola Payne in quel vasto vuoto candido.
Quasi si aspettava di essere giustiziata seduta stante, ma cos la tortura sarebbe cessata, e dove
sarebbe stato il divertimento?
Madre!
Non ottenendo risposta, Payne si volt di scatto. All'inferno; che voglia di scagliare qualcosa... ma
non c'era nulla su cui mettere le mani e la cosa la colp con una violenza simbolica che trov voce in
un grido nella sua testa: l non c'era niente per lei, non c'era assolutamente niente per lei.
And alla porta e scaten la sua ira scardinandola e scaraventandola dentro la stanza fredda e vuota.
Il pannello bianco rimbalz due volte prima di scivolare liberamente attraverso quella distesa priva
di ostacoli, come un ciottolo sulla superficie di uno stagno immoto.
Avanzando a grandi passi verso la fontana, Payne ud una serie di scatti e, quando si volse, vide che il
portale si era aggiustato da solo, ricostruendo come per magia i cardini sfondati e ricomponendosi
esattamente com'era prima, senza neanche un graffio.
Sent montare dentro di s una furia che la soffocava, facendole tremare le mani.
Con la coda dell'occhio scorse una figura vestita di nero che risaliva il colonnato, ma non era sua
madre. Era solo No'One con una cesta di offerte per la Vergine Scriba, l'andatura claudicante la
faceva ondeggiare da una parte all'altra.
La vista dell'Eletta sventurata ed esclusa rinfocol ancor di pi la sua rabbia...
Payne?
Il suono di quella voce profonda le fece voltare la testa: Wrath era fermo vicino all'albero bianco
carico di uccellini variopinti, la sua figura imponente dominava la corte.
Payne si avvent contro di lui, trasformandolo in un bersaglio contro cui sfogarsi. Avvertendo la
violenza e la furia del suo approccio, il re cieco in un batter d'occhio si mise in guardia, forte,
preparato e pronto.
Payne gli scaric addosso tutta la rabbia che aveva in corpo in un vortice inarrestabile, facendo
volare calci e pugni che Wrath respingeva con gli avambracci e schivava chinando il busto e la testa.
Sempre pi veloce, pi aggressiva e letale, lei continu ad accanirsi contro di lui, costringendolo a
rispondere colpo su colpo per non rischiare di rimanere gravemente ferito. Il primo pugno poderoso
del re la centr alla spalla, facendole perdere l'equilibrio... ma Payne si riprese in fretta, voltandosi di
scatto con un calcio al volo.
L'impatto sull'addome del re gli strapp un grugnito... almeno finch Payne, dopo un altro mezzo
giro su se stessa, non lo colpi al volto con le nocche. Wrath imprec, sputando sangue, le lenii scure
che volavano via dagli occhi.
Ma che cazzo, Pay...
Senza dargli il tempo di terminare il suo nome, lei gli piomb addosso afferrandolo per la vita e
trascinando indietro il suo peso enorme. Non ci fu vera lotta, tuttavia: era uno scontro impari.
Wrath, grosso il doppio di lei, ribalt facilmente la situazione, staccandosela di dosso e
costringendola a voltarsi per trattenerla, schiena contro petto.
Che cazzo di problema hai? le ringhi all'orecchio.
Con una testata all'indietro, lei lo colp in faccia e, per una frazione di secondo, lui allent la presa.
Bast questo a permetterle di liberarsi. Utilizzando il fisico solido come una quercia di Wrath come
una piattaforma da cui spiccare il volo, Payne...
Sottovalut lo slancio che si era data. Invece di atterrare perpendicolare al suolo, si sbilanci in
avanti... e in questo modo prese una brutta storta alla caviglia, ruzzolando su un fianco.
Nel cadere colp il bordo di marmo della fontana, ma l'impatto fu peggiore che se fosse caduta di
piatto.
Il crac della schiena risuon forte come un grido.
E altrettanto forte fu il dolore.
Capitolo 62
Quando Lash si svegli nel suo rifugio, alla topaia, la prima cosa che fece fu guardarsi le braccia.
Oltre alle mani e ai polsi, anche gli avambracci adesso erano delle ombre, forme simili allo smog che
si muovevano quando diceva loro di farlo e che a un suo comando potevano essere nient'altro che
aria oppure sostenere un peso.
Si rizz a sedere e, spingendo via la coperta che si era tirato addosso, si alz in piedi. Come
prevedibile, anche i piedi erano spariti. Il che era un bene, ma... merda, quanto sarebbe durata la
metamorfosi? Se il suo corpo aveva ancora una forma fisica, un battito cardiaco e bisogni come
mangiare, bere e dormire, doveva dedurne che non era del tutto al riparo da pallottole e coltelli.
In pi, francamente, con tutti i pezzi che si era perso per strada, lo smaltimento dei rifiuti biologici
era un bello schifo.
Il materasso su cui aveva dormito era diventato il pi grande pannolone del pianeta.
Un cigolio dall'esterno lo attir verso le veneziane; allarg una lamella con le sue non-dita.
Attraverso lo spiraglio guard gli umani affrontare un altro dei loro miserabili giorni tutti uguali,
muovendosi in auto o in bicicletta. Poveri scemi, con le loro vite piccole e meschine. Alzarsi. Andare
al lavoro. Tornare a casa. Lamentarsi della giornata appena trascorsa. Svegliarsi la mattina dopo per
ricominciare tutto da capo.
Nel veder passare una Pontiac, impiant un pensiero nella mente del guidatore... e sorrise quando la
berlina, sbandando, usc dalla sua corsia di marcia, sal sul marciapiede e centr in pieno la villetta a
due piani dall'altra parte della strada. La macchina si schianto a tutta velocit contro una fila di
finestre, sfondando i vetri e le intelaiature di legno, mentre nell'abitacolo si gonfiavano gli airbag.
Meglio di una tazza di caff, per cominciare la giornata.
Lash si volt e and al cassettone, accendendo il portatile che aveva trovato nel bagagliaio della
Mercedes. La compravendita di droga che aveva interrotto tornando a casa era stata proficua: gli
aveva fruttato duemila dollari, oltre a qualche pasticca di ossicodone ed ecstasy e a dodici panetti di
crack. Ma soprattutto, Lash aveva fatto cadere in trance i due spacciatori e il cliente, li aveva fatti
salire sulla AMG, li aveva portati fin l e trasformati in lesser.
Avevano vomitato tutta notte riducendo il bagno uno schifo, ma sinceramente ormai ne aveva
abbastanza di quella casa e stava meditando di darle fuoco.
Cos... adesso disponeva di una squadra di quattro elementi. Nessuno di loro si era offerto
volontario, ma dopo averli dissanguati e riportati in "vita", aveva promesso loro di tutto e di pi. E,
neanche a dirlo, i tossici che spacciano per soddisfare la loro dipendenza sono pronti a credere a
qualunque cosa. Basta vendergli un futuro... dopo avergli fatto venire la cacarella.
Cosa che per lui non era affatto un problema. Naturalmente se l'erano fatta addosso dalla paura,
quando lo avevano visto in faccia, ma avevano avuto tante di quelle allucinazioni durante i loro
"viaggi" a base di acido, che parlare con un cadavere ambulante non era del tutto estraneo alla loro
esperienza. In pi, Lash sapeva essere convincente, quando voleva.
Peccato che non potesse fargli un lavaggio del cervello permanente. Il trucchetto che aveva messo in
atto col guidatore della Pontiac era il massimo a cui poteva arrivare come potere di influenza su
qualcuno: una roba breve, che non durava pi di un paio di secondi.
Libero arbitrio della malora.
Quando il computer fu avviato, Lash entr nel sito del Caldwell Courier journal...
Eccolo l, in prima pagina. Il "Massacro della Fattoria" occupava una quantit di articoli... il sangue, i
resti di cadaveri, gli strani residui oleosi avevano stimolato ogni sorta di descrizione para-letteraria
degna del Pulitzer. I cronisti avevano anche intervistato i poliziotti recatisi sul posto, il portalettere
che per primo aveva chiamato il 911, ima dozzina di vicini di casa di ogni sorta e qualit, e il
sindaco... il quale, ovviamente, "faceva appello ai valorosi agenti del Dipartimento di Polizia locale
per risolvere quel terribile crimine contro la comunit di Caldwell."
L'opinione generale era che si trattasse di omicidi rituali. Forse legati a un culto sconosciuto.
Ma quelle erano solo inutili chiacchiere di sottofondo, che oscuravano ci che stava cercando in
realt...
Tombola. Nell'ultimo articolo trov un paio di paragrafi in cui si riferiva brevemente che la notte
prima qualcuno si era introdotto sulla scena del crimine. Seppure a malincuore, i "valorosi agenti del
Dipartimento di Polizia" avevano ammesso che una delle autopattuglie del turno di notte, durante il
giro di perlustrazione, aveva scoperto che la scena era stata messa a soqquadro da uno o pi soggetti
sconosciuti. Si erano per affrettati a puntualizzare che gli elementi di prova rilevanti erano gi stati
rimossi in precedenza e che, d'ora in avanti, avrebbero piazzato l a tempo pieno un'auto della
polizia.
E cos i fratelli avevano dato ascolto al suo piccolo messaggio.
C'era andata anche Xhex? Magari aspettando di vedere se lui si faceva vivo?
Merda, si era perso l'occasione di beccarla. E, con lei, anche i fratelli.
Ma aveva tempo. Che diamine, prima o poi tutto il suo corpo si sarebbe trasformato in un'ombra. E
allora avrebbe avuto a disposizione tutta l'eternit.
Controll l'orologio e si diede una mossa, cambiandosi in fretta. Si mise un dolcevita nero, un paio
di calzoni neri e l'impermeabile col cappuccio. Infilandosi i guanti di pelle e calcandosi in testa il
berretto da baseball nero, si guard allo specchio.
S, vabb.
Rovistando in giro trov una T-shirt nera che fece a brandelli, ricavandone delle strisce con cui si
avvolse la faccia e lasciando liberi solo gli occhi senza pi palpebre, la cartilagine del naso rimasta e
quell'orifizio spalancato che adesso era la sua bocca.
Meglio. Non un granch. Ma meglio.
La prima tappa fu il bagno, per controllare come se la cavavano le sue truppe. Dormivano della
grossa, accasciate sul pavimento in un intrico di braccia e gambe, le teste abbandonate qua e l... ma
erano vive.
Dio, con quelli aveva raschiato il fondo del barile: erano proprio feccia, rifiuti dell'umanit. Se erano
fortunati, nel complesso forse arrivavano a un quoziente intellettivo a tre cifre.
Ma comunque gli sarebbero stati utili.
Lash chiuse ermeticamente la casa, avvolgendola in un incantesimo, e and in garage. Apr il
bagagliaio della Mercedes, sollev il pannello coperto dal tappetino, tir fuori il pacchetto di coca e,
prima di mettersi al volante, diede una gran sniffata con le sur non-narici.
Buoooooooooon giooooornol Mentre un coro caotico lo accendeva dall'interno, fece retromarcia sul
vialetto d'accesso e usc dal quartiere, dirigendosi dalla parte opposta rispetto agli sbirri e alle
ambulanze sopraggiunti davanti alla casa di fronte.
Che adesso, al posto del salotto, aveva una di quelle tavole calde in cui i clienti si possono servire da
un'ampia finestra senza sccn dere dall'auto.
Una volta imboccata l'autostrada, in una decina di minuti avrebbe dovuto arrivare in centro, ma col
traffico dell'ora di punta ce ne mise quasi venticinque... anche se, con la frenesia che gli agitava testa
e corpo, gli parve di stare immobile per tutto il tempo.
Poco dopo le nove s'infil in un vicolo e parcheggi accanto a un furgone grigio argento. Scendendo,
ringrazi Dio per la coca... adesso gli sembrava di avere un po' di energia. Il guaio era che, se il suo
Extreme Makeover non si concludeva alla svelta, nel giro di qualche giorno avrebbe esaurito tutta la
scorta nel baule.
Ecco perch aveva convocato subito quella riunione, invece di aspettare.
E, sorpresa, Ricardo Benloise era puntuale e gi nel suo ufficio: la AMG bordeaux in cui lo
scorrazzavano in giro era posteggiata dall'altro lato del furgone GMC.
Lash si avvicin alla porta di servizio della galleria d'arte e attese vicino alla videocamera. S, avrebbe
preferito rimandare di un paio di giorni quel faccia a faccia ma, a parte i suoi bisogni personali,
aveva degli spacciatori che si stavano rimettendo in sesto nel suo gabinetto e doveva procurarsi la
merce da fargli vendere per strada.
E poi doveva trasformare altri soldati.
Dopo tutto, lo stronzetto non aveva perso tempo a rimpolpare le file del suo esercito... anche se era
impossibile sapere quante reclute gli erano rimaste, dopo il raid della confraternita alla fattoria.
Mai pi si sarebbe immaginato di rallegrarsi che quei figli di puttana fossero micidiali nel loro
lavoro. Pensa un po'.
Doveva supporre che il fidanzatino dell'Omega si preparasse a sfornare al pi presto un altro
manipolo di affiliati. E dato che il ragazzino era stato uno spacciatore di successo, avrebbe
ricominciato a raccattare soldi appena possibile. Entrambe le cose gli avrebbero fornito le risorse
necessarie non solo per combattere i vampiri, ma anche per dare la caccia a Lash.
Per cui non c'era tempo da perdere. Era fiducioso che lo stronzetto, essendo ancora un pesce piccolo,
per il momento non riuscisse a fissare un incontro con Benloise... ma per quanto sarebbe durata? Le
vendite avevano la loro importanza. L'acume aveva la sua importanza. Se Lash era riuscito a entrare
nel giro, poteva riuscirci anche qualcun altro.
Specie se aveva i talenti speciali di un Fore-lesser.
Con uno scatto le serrature si sbloccarono e uno degli scagnozzi di Benloise apr la porta. Alla vista
del suo abbigliamento alla Lady Gaga, il tipo si accigli, ma si riprese alla svelta. Doveva averne viste
di stranezze... e non solo nello spaccio di droga: gli artisti sono quasi tutti un po' strambi.
Dov' il suo documento?
Lash gli mostr la patente di guida falsa. Pronto a finirti su per il buco del culo, stronzo.
La combinazione di tessera plastificata pi voce familiare doveva essere bastata, perch un istante
dopo il tizio lo fece entrare.
L'ufficio di Benloise era al secondo piano, sul davanti, e durante il tragitto nessuno parl. Lo spazio
privato del narcotrafficante era spoglio come una pista da bowling, solo una sconfinata distesa di
parquet nero lucido culminante in una piattaforma sopraelevata... l'equivalente dei soprattacchi per
le scarpe per una scrivania. Benloise era parcheggiato sopra la pedana, seduto dietro un tavolo di tek
lungo come una limousine.
Come molti uomini costretti a raddrizzare bene la schiena per arrivare al metro e settanta scarso,
quel bassotto faceva tutto in grande.
Vedendo arrivare Lash, il sudamericano lo guard al di sopra delle dita unite in punta e parl nel suo
modo mellifluo e forbito. Mi ha fatto molto piacere ricevere la sua telefonata dopo che  mancato al
nostro ultimo appuntamento. Dov'era finito, amico mio?
Problemi familiari.
Benloise si accigli. Gi, il sangue pu essere un guaio.
Non sa quanto. Lash si guard intorno in tutto quel nulla, localizzando le telecamere nascoste e le
porte... che erano nella stessa posizione dell'ultima volta. Prima di tutto, ci tengo ad assicurarle che i
nostri rapporti d'affari restano la mia priorit assoluta.
Sono molto lieto di sentirglielo dire. Quando non si  presentato a ritirare gli articoli che avevamo
pattuito, mi era sorto qualche dubbio. In quanto mercante d'arte, dipendo dai miei clienti fissi per
tenere occupati i miei artisti. E mi aspetto anche che i suddetti clienti onorino i loro impegni.
Capito. Che poi  il vero motivo per cui sono venuto. Mi serve un anticipo. Ho una parete vuota, a
casa, che va riempita con uno dei suoi quadri; oggi, per, non sono in grado di pagarla in contanti.
Benloise sorrise, mostrando una chiostra di piccoli denti normalissimi. Non concludo accordi del
genere, temo. Deve pagare le opere d'arte che si porta via. E poi perch si  coperto la faccia?
Lash ignor la domanda. Dovr fare un'eccezione, nel mio caso.
Io non faccio mai eccezioni...
Lash si smaterializz, riprendendo forma dietro al sudamericano e puntandogli un coltello alla gola.
Con un grido, il gorilla vicino alla porta fece per estrarre la pistola, ma non c' molto a cui spa rare
quando nella giugulare del tuo capo sta per aprirsi una falla.
Ho avuto una settimana tremenda, sibil Lash all'orecchio di Benloise, e sono stanco di stare alle
regole degli umani. Sono pienamente intenzionato a non interrompere il nostro rapporto, e lei non si
opporr. Non solo perch  vantaggioso per entrambi, ma perch, in caso contrario, la prender sul
piano personale. Apra bene le orecchie, non pu scappare: ovunque si nasconda,
io la trover. Non c' porta abbastanza solida da tenermi fuori, non c' uomo che io non sia in grado
di sopraffare, non c' arma che lei possa usare contro di me. Queste sono le mie condizioni... un
grosso quadro per riempire la mia parete, e lo porto via subito.
Una volta scoperti i contatti oltreoceano di Benloise, poteva tranquillamente farlo fuori... ma non
doveva essere precipitoso. Il sudamericano era il collettore attraverso cui la merce confluiva a
Caldwell, e questo era l'unico motivo per cui quel figlio di puttana aveva ottime probabilit di sedersi
a tavola a mangiare, qualche ora pi tardi.
Invece di vedere un becchino.
Benloise inspir a fondo. Enzo, i nuovi pastelli con la yucca dovrebbero arrivare verso sera. Appena
arrivano, imballane uno e...
Lo voglio subito.
Dovr aspettare. Non posso darle ci che non ho. Se adesso mi uccide, non avr un bel niente.
Stronzo. Brutto stronzo figlio di puttana.
Lash pens a quanta droga restava nel baule della Mercedes... e consider il fatto che gi adesso
l'euforia da cocaina cominciava a svanire, lasciandosi dietro solo un gran torpore. Quando. Dove.
Stessa ora e stesso posto di sempre.
Va bene. Per adesso me ne porto via un assaggio. Premette
il coltello contro il collo di Benloise. E non mi venga a dire che  all'asciutto, perch mi farebbe
arrabbiare... e innervosire. E se mi innervosisco, sono cazzi amari... tanto perch lo sappia.
Un istante dopo, Benloise mormor, Enzo, vai a prendergli un campione del nuovo lavoro
dell'artista, sii gentile.
Il bestione di fronte a Lash sembrava faticare a elaborare qualunque informazione, ma d'altronde
vedere uno che svanisce nel nulla era sicuramente una novit per lui.
Enzo. Vai. Subito.
Lash sorrise sotto le sue bende da mummia. S, vedi di sbrigarti, Enzo. Mi prender cura io del tuo
capo, finch non torni.
La guardia del corpo usc camminando all'indietro, poi si ud il rumore dei suoi stivali gi per le
scale.
E cos lei  il degno successore del Reverendo, disse Benloise, in tono teso.
Ah, il nome usato da Rehvenge nel mondo umano. Gi, siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
Ho sempre pensato che avesse qualcosa di diverso.
Pensa che quello stronzo fosse speciale?, bisbigli Lash, Aspetti di avermi visto bene.
Nella grande casa della confraternita, Qhuinn era seduto sul letto, appoggiato contro la testiera.
Aveva il telecomando della TV via cavo in equilibrio su una coscia, l'ennesimo bicchiere di
Herradura dall'altra parte e vicino a s, per nulla intenzionato a demordere?
Il buon vecchio Capitan Insonnia.
Di fronte a lui il televisore brillava nell'oscurit, acceso sul notiziario del mattino. La polizia aveva
trovato l'omofobo che Qhuinn aveva conciato per le feste nel vicolo accanto al locale per fumatori e
lo aveva portato al St. Francis Hospital. Il tizio si rifiutava di identificare il suo aggressore e di
commentare l'accaduto, ma se anche apriva bocca poco importava. In citt c'erano centinaia di figli
di puttana vestiti di cuoio, pieni di piercing e di tatuaggi, quindi la polizia poteva andare a farsi
fottere.
In ogni caso, quello stronzo non avrebbe fiatato con nessuno... e Qhuinn era pronto a scommettere le
palle che l'avrebbe anche piantata di menare i gay.
Subito dopo part un aggiornamento su quello che gli umani avevano battezzato "il Massacro della
Fattoria". Il servizio, in sostanza, non diceva nulla di nuovo, ma in compenso era pieno di iperboli
perfette per alimentare isterismi di massa. Culti! Sacrifici rituali! Restate chiusi in casa quando fa
buio!
Il tutto, naturalmente, basato su prove circostanziali, perch la brigata delle uniformi-blu-e-
distintivo non aveva in mano niente di concreto: a parte le conseguenze dell'accaduto... niente
cadaveri. E, anche se a poco a poco cominciavano a filtrare le identit di una valanga di balordi e
malviventi scomparsi, erano sempre in un vicolo cieco: i pochi lesser sfuggiti all'irruzione della
confraternita, adesso erano fermamente trincerati nella Lessening Society, e nessuno dei loro ex
amici e parenti li avrebbe mai pi visti n sentiti.
Per cui, s, nella sostanza agli umani restava da fare un grosso lavoro di ripulitura, e non molto altro:
al diavolo i tecnici della scientifica; ci di cui avevano davvero bisogno era una lavamoquette, una
montagna di stracci per pavimenti e una vasca da bagno piena di sgrassatore universale. Se
credevano di poter mai "risolvere" quel crimine, si stavano solo masturbando le suole delle scarpe e
le punte delle penne biro.
Quello che era successo veramente era un fantasma che potevano percepire, ma mai catturare.
Neanche a farlo apposta, and in onda il promo del nuovissimo speciale in prima serata di
Investigatori del Paranormale; la telecamera fece una panoramica su una qualche dimora storica, gi
al Sud, con degli alberi che avevano un gran bisogno di una spuntatina alla barba.
Qhuinn butt gi i piedi dal letto e si stropicci la faccia. Layla avrebbe voluto tornare un'altra volta
ma, quando lo aveva chiamato, le aveva risposto telepaticamente che era stanco morto e aveva
bisogno di dormire.
Non che non avesse voglia di stare con lei, solo che...
Maledizione, lei lo trovava attraente, lo desiderava e a lui chiaramente piaceva il suo corpo. Ma allora
perch non la faceva venire l e non si accoppiava con lei, realizzando finalmente il suo principale
obiettivo esistenziale?
Mentre rifletteva su quel piano, fu assalito da un'immagine del volto di Blay che lo costrinse a
esaminare con occhio freddo e impietoso la trama sfilacciata della sua vita: era tutt'altro che bella e,
all'improvviso, trov intollerabili tutti quei fili pendenti, che non poteva n tagliare n ricucire
insieme.
Si alz, usc nella galleria delle statue e guard a destra. Verso la stanza di Blay.
Con un'imprecazione, and alla porta da cui era entrato e uscito tante volte quante dalla sua stessa
stanza e buss. Ma lo fece piano. Invece del suo solito bang-bang-bang, il rumore fu quasi
impercettibile.
Nessuna risposta. Prov di nuovo.
Gir la maniglia e si spinse appena oltre la soglia... avrebbe preferito non dover essere tanto discreto.
Ma forse Saxton era l dentro col suo amico.
Blay? Sei sveglio? bisbigli al buio.
Nessuna risposta... e la mancanza di uno scroscio d'acqua suggeriva che quei due non stavano
facendo una movimentata doccia insieme. Entrando, Qhuinn accese la luce...
Il letto era rifatto, in perfetto ordine, intatto. Sembrava la pubblicit di una rivista, con tutti i cuscini
a posto e il piumone extra piegato come un taco di stoffa in fondo al materasso.
In bagno gli asciugamani erano asciutti, niente condensa sul vetro del box doccia e la Jacuzzi non
aveva un solo alone lasciato dalle bolle del bagnoschiuma.
Assalito da uno stordimento improvviso, Qhuinn usc dalla stanza e prosegu lungo il corridoio.
Davanti alla camera dove avevano sistemato Saxton si ferm, fissando i pannelli di legno della porta.
Ottimo lavoro di falegnameria; i punti di giuntura tra le assi erano invisibili. Anche chi l'aveva
dipinta aveva fatto un bel lavoro, la superficie era liscia e uniforme, senza segni di pennellate. Bello
anche il pomolo di ottone, lucido come una moneta d'oro nuova di zecca...
Il suo udito finissimo colse un rumore sommesso; Qhuinn si accigli... finch non cap cosa stava
ascoltando. Soltanto una cosa produceva quel tipo di ritmica...
Barcollando all'indietro, venne infilzato nel fondoschiena dalla statua greca proprio dietro di lui.
Con passo malfermo, avanzando alla cieca, si diresse da qualche parte, da qualunque parte. Giunto
davanti allo studio del re, si volt a controllare il tappeto su cui aveva camminato.
Nessuna traccia di sangue. Il che, considerato il dolore che sentiva al petto, fu una sorpresa.
Era proprio come se gli avessero sparato al cuore.
Capitolo 63
Xhex si svegli urlando.
Per fortuna John aveva lasciato accesa la luce in bagno, cos lei aveva almeno mezza possibilit di
convincere il suo cervello che il suo corpo si trovava al sicuro: non era tornata in quella clinica, dove
gli umani la usavano come una cavia da laboratorio. Era l, nella casa della confraternita, insieme a
John.
Il quale era saltato gi dal letto e adesso puntava una pistola contro la porta che dava sul corridoio,
pronto ad aprirci un buco.
Tappandosi la bocca con la mano, Xhex sper vivamente di essersi zittita in tempo, prima di
svegliare l'intera casa. Ci mancava solo che i fratelli si precipitassero l a chiedere cosa diavolo fosse
successo.
Muovendosi silenzioso, John spost la canna della calibro quaranta verso le finestre con le tapparelle
abbassate, e poi verso cabina-armadio. Quando finalmente abbass l'arma, fischi in segno
interrogativo.
Sto... bene, rispose lei, ritrovando la voce. Solo un brutto...
Bussarono alla porta, interrompendola. Il colpo risuon come un'imprecazione in una stanza
silenziosa. O come il grido che si era appena lasciata sfuggire.
Mentre lei si tirava le lenzuola fin sotto al mento, John socchiuse la porta e la voce di Z filtr
all'interno. Tutto bene, l dentro?
No. Neanche un po'.
Xhex si stropicci il viso, tentando di riconnettersi con la realt. Era una parola. Si sentiva come
priva di peso e scollegata, e quel vago senso di ottundimento non l'aiutava certo a tornare coi piedi
per terra.
Non ci voleva un genio per capire come mai il suo subconscio aveva rigurgitato quella merda sulla
prima volta che era stata ra-
pita. Restare in sala operatoria mentre John subiva la sua "pallottoleetomia" era stato chiaramente un
bocconcino appetitoso per il suo cervello, e l'incubo era la versione cranica del reflusso gastrico.
Cristo, aveva una crisi di panico, il labbro superiore era imperlato di sudore, le mani si potevano
strizzare.
In preda alla disperazione, si concentr su quello che riusciva a vedere attraverso la porta semiaperta
del bagno.
Alla fine furono gli spazzolini da denti sul piano di marmo a salvarla. Ritti nella tazza d'argento tra i
due lavandini, come due comari che avevano avvicinato le teste per spettegolare meglio. Erano tutti e
due di John, o almeno cos immaginava, perch in quella casa gli ospiti in generale non erano i
benvenuti.
Uno era azzurro, l'altro rosso. Tutti e due con al centro quelle setole verdi che col tempo diventano
bianche per farti capire quando devi sostituirli con uno spazzolino nuovo.
Bello. Normale. Noioso. Forse, se avesse avuto un po' pi di quella roba nella vita, adesso non
avrebbe cercato il modo per uscirne. O non avrebbe avuto degli incubi che le trasformavano la
laringe in un megafono.
John salut Z e torn da lei, lasciando la pistola sul comodino e infilandosi sotto le coperte. Il suo
corpo caldo era liscio e solido, e lei si rannicchi contro di lui con una naturalezza comune tra gli
amanti, o almeno cos immaginava.
Ma era la prima volta che la sperimentava con qualcuno.
John tir indietro la testa per permetterle di vederlo in faccia e sillab, Cos' successo?
Un sogno. Un sogno orribile. Di quando... Xhex fece un respiro profondo. Di quand'ero in quella
clinica.
Lui non la press per conoscere i dettagli; si limit ad accarezzarle i capelli.
Nel silenzio che segu, Xhex non voleva parlare del passato... specie quando l'ultima cosa di cui aveva
bisogno erano altri echi di quell'incubo. Ma in qualche modo le parole le si formarono in gola, e non
riusc a trattenerle.
Ho dato fuoco a quella clinica. Il cuore prese a batterle all'impazzata, al ricordo, ma almeno
rammentare l'accaduto era meno terribile che tornarci in sogno. E strano... non sono sicura che gli
umani pensassero di fare qualcosa di male... mi trattavano come un animale raro allo zoo, dandomi
tutto quello che mi serviva per sopravvivere mentre mi esaminavano da capo a piedi e mi
sottoponevano a un esame dopo l'altro... Be', quasi tutti gli umani erano buoni con me. Per nel
gruppo c'era uno stronzo sadico. Scosse la testa. Mi hanno tenuta l per un mese o due, cercando
di tenermi in vita a furia di trasfusioni di sangue umano, ma dagli indicatori clinici capivano che ero
sempre pi debole. Sono riuscita a scappare perch uno di loro mi ha liberata.
John rotol sulla schiena e, mettendo le mani nella lama di luce,
disse, Merda, mi dispiace tanto. Ma sono contento che hai distrutto quel posto.
Xhex rivide mentalmente il viaggio di ritorno sul luogo in cui l'avevano tenuta prigioniera... e le
macerie coperte di fuliggine. S, ho dovuto bruciarlo. Ero libera da un po' quando sono tornata e gli
ho dato fuoco... ma non riuscivo a dormire per colpa degli incubi. Ho appiccato l'incendio dopo che
tutti se n'erano andati. Anche se, a quel punto alz l'indice, forse una vittima c' stata. Una morte
atroce. Ma quel figlio di puttana se lo meritava. Io sono una da occhio-per-occhio.
Le mani di John ricomparvero per dire, Mi pare evidente... e non  affatto una cosa brutta.
Purch non si tratti di Lash, pens Xhex.
Ti spiace se ti chiedo una cosa? Quando John si strinse nelle spalle, lei sussurr, La sera che mi
hai portata in giro per la citt. Eri mai tornato in qualcuno di quei posti?
Non proprio. John scosse la testa. Non mi piace soffermarmi sul passato. Io vado avanti.
Come ti invidio. Io non riesco a liberarmi dalla mia storia.
E non valeva solo per la clinica o per l'incubo del piccolo nido d'amore di Lash. Per qualche motivo,
il fatto di non essere mai riuscita a integrarsi - nella famiglia in cui era cresciuta, nella pi ampia
societ dei vampiri e neanche in quella dei symphath - aveva ancora degli echi dentro di lei e la
definiva anche quando non ci pensava consapevolmente. I momenti in cui non si era sentita fuori
posto erano stati rarissimi... e, tragicamente, sembravano coincidere con le sue missioni da killer.
Ma poi pens al tempo trascorso con John... e corresse leggermente quei calcoli deprimenti. Stare
con lui, fare l'amore con lui, andava benissimo. Ma era una specie di parallelo rispetto alla sua vita di
assassina su commissione... in ultima istanza, non era una cosa salutare per nessuno dei soggetti
coinvolti. Bastava vedere cosa era appena successo, cavolo: si era svegliata urlando ed era stato John
ad afferrare la pistola, pronto a fronteggiare il pericolo... mentre lei recitava la parte della povera
femminuccia spaurita col lenzuolo stretto sul suo povero cuoricino spaurito.
Quella non era lei. Neanche un po'.
Dio, essere caduta cos facilmente nel ruolo di quella che si fa proteggere... questo la spaventava
ancor pi degli incubi che la facevano gridare. Se la vita le aveva insegnato qualcosa, era che 
sempre meglio saper badare a se stessi. L'ultima cosa al mondo che voleva era trasformarsi nella
classica femminuccia indifesa e dipendere da qualcuno. Anche se quel qualcuno era rispettabile,
degno e gentile come John.
Anche se... dio, il sesso con lui era strepitoso. Suonava ignobile e un po' volgare metterla in questi
termini, ma era la pura verit.
Quando erano saliti l in camera, dopo il loro piccolo tte  tte nel tunnel, non si erano neanche
presi il disturbo di accendere la luce. Non c'era tempo, non c'era tempo... tolti i vestiti, si erano
buttati sul letto e ci avevano dato dentro di brutto. Alla fine lei si era addormentata e, qualche tempo
dopo, John doveva essersi alzato per andare al gabinetto e aveva lasciato la luce accesa.
Probabilmente per assicurarsi che lei non si sentisse smarrita, se si svegliava.
Perch lui era fatto cos.
Con un clic le tapparelle d'acciaio cominciarono ad alzarsi sul cielo buio e, per fortuna, interruppero
le sue elucubrazioni.
Odiava rimuginare. Non serviva mai a niente e la faceva solo stare peggio.
L'acqua bollente ci chiama, disse, costringendosi ad alzarsi. Il delizioso indolenzimento dei
muscoli e delle ossa le faceva venir voglia di dormire per giorni interi in quel grande letto accanto a
John. Magari addirittura per settimane. Ma non era quello il loro destino, giusto?
Si chin a guardarlo in faccia nella penombra della stanza. Dopo aver fatto scorrere gli occhi sui suoi
bei lineamenti, non pot fare a meno di alzare una mano e accarezzargli la guancia.
Ti amo, sillab, al buio.
Coraggio, andiamo, disse brusca.
Il bacio che gli diede fu una sorta di addio... in fin dei conti, forse quella notte avrebbero finalmente
trovato Lash, il che avrebbe segnato la fine di momenti come quello.
All'improvviso John l'afferr per le braccia, aggrottando la fronte, ma poi, quasi le avesse letto nel
pensiero e sapesse anche troppo bene come stavano le cose, la lasci andare.
Quando Xhex si alz, allontanandosi dal letto, lui la segu con lo sguardo... si sentiva i suoi occhi
addosso.
In bagno, fece scendere l'acqua per tutti e due e and a prendere qualche asciugamano dall'armadio.
Alla vista del suo riflesso, nello specchio sopra il lavandino, si ferm.
Il suo corpo era lo stesso di sempre, ma pens alle sensazioni che lo pervadevano quando lei e John
facevano l'amore. Era abituata a pensare al suo fisico come a un'arma e poco pi, qualcosa di utile e
necessario per portare a termine certe cose. Lo aveva nutrito e se ne era presa cura come aveva cura
delle sue pistole e dei suoi coltelli... perch era cos che salvaguardava la sua funzionalit.
Nelle ore trascorse insieme, John le aveva insegnato una cosa diversa, le aveva mostrato che poteva
ricavare un piacere intenso dalla propria carne. Una cosa che neanche il suo rapporto con Muhrder
era riuscito a darle.
Come evocato da quei pensieri, John comparve alle sue spalle; la sua statura e le sue spalle larghe la
rimpicciolirono, allo specchio.
Guardandolo negli occhi, Xhex si mise una mano sul seno e cominci a sfregarsi il capezzolo,
ricordando com'era sentire l la mano di lui, la sua lingua, la sua bocca. Il corpo di lui reag
all'istante, l'odore di vampiro innamorato satur il bagno, il pene si erse con prepotenza.
Allungando le braccia dietro la schiena, lei lo trasse contro di s e l'erezione penetr nel cuneo
formato dal suo sesso e dalle cosce. Spingendo l'inguine contro il suo sedere, John fece scivolare le
mani calde intorno alla sua vita, accarezzandole il ventre. Chin la testa sulla sua spalla e le zanne
brillarono candide quando, con delicatezza, le fece scorrere sulla sua pelle, fino all'incavo del collo.
Inarcandosi contro di lui, Xhex si allung per fargli scorrere le dita tra i capelli scuri e folti. Se li era
tagliati corti, ma stavano crescendo e gli stavano bene. Lei li preferiva lunghi, perch era bellissimo
sentirli tra le mani, cos morbidi e lisci.
Vieni dentro di me, disse con voce roca.
John spost la mano verso l'alto, stringendo il seno che lei aveva accarezzato per lui, poi, infilando il
braccio tra i loro corpi, si pieg leggermente all'indietro e la penetr. Al tempo stesso fece scorrere le
zanne sulla sua gola, fino alla giugulare.
Non aveva bisogno di nutrirsi, Xhex lo sapeva. Perci fu stranamente elettrizzata quando le diede un
morso, poich significava che lo faceva solo perch ne aveva voglia: anche lui la voleva dentro di s.
Sotto i faretti incassati nel soffitto, Xhex lo guard mentre la prendeva da dietro, flettendo i muscoli,
gli occhi di fuoco, l'erezione che affondava e si ritraeva, dentro e fuori, dentro e fuori. Guard anche
se stessa. Aveva i seni turgidi, i capezzoli duri e rosei, non solo perch quello era il loro colore, ma
perch lui, durante il giorno, se li era lavorati con particolare impegno. La pelle era luminosa, le
guance in fiamme, le labbra tumide per i baci dati e ricevuti, le palpebre socchiuse in modo erotico.
John si stacc dalla sua vena e con la lingua rosea lecc i forellini lasciati dal morso, sigillandoli.
Voltando la testa, Xhex gli cattur la bocca con la sua, godendosi l'incontro delle loro lingue, mentre
i loro corpi si muovevano all'unisono.
Ben presto il sesso divenne urgente e sfrenato, non pi sensuale, ma potente. I fianchi di John
pompavano come pistoni, i corpi sbattevano l'uno contro l'altro e i respiri ruggivano affannosi.
L'orgasmo la invest con una violenza tale che, se John non l'avesse stretta per le anche, si sarebbe
piegata sulle ginocchia, cadendo in avanti. Proprio mentre veniva, sent che anche lui stava
eiaculando; i suoi spasmi la sommersero in ondate successive che, propagandosi a partire
dall'erezione, la travolsero nel corpo... e nell'anima.
E poi accadde.
Al culmine del piacere, lei cominci a vedere tutto rosso e piatto... e quando alla fine l'estasi si
stemper, la comparsa non richiesta del suo lato peggiore fu un campanello d'allarme che
inconsciamente si aspettava.
Gradualmente si rese conto dell'umidit e del calore crescenti... dello scroscio dell'acqua, nella
doccia... delle migliaia di punti di contatto tra loro... e che tutto era rosso sangue, nelle sue varie
sfumature.
John le prese il volto tra le mani, sfiorandole gli occhi rossi.
Gi, ho bisogno dei miei cilici, disse Xhex.
Lui spost le mani davanti a lei e a gesti disse, Ce li ho io.
Davvero?
Li ho tenuti da parte. Poi si accigli. Ma sei sicura di dover...
S, fece lei, adirata. Sono sicura.
L'espressione che gli contrasse il volto le ricord come lo aveva visto quando era balzato gi dal letto,
sentendola urlare: duro, intrattabile, maschio al mille per mille. Se adesso la disapprovava, non
poteva farci niente. Doveva badare a se stessa, e che lui fosse d'accordo o meno con quello che lei
faceva per mantenersi su una lunghezza d'onda "normale" non avrebbe cambiato la sua situazione.
Proprio non erano destinati a stare insieme, per quanto a volte fossero compatibili.
John si sfil da lei e indietreggi, facendo scorrere le dita lungo la sua spina dorsale in una sorta di
ringraziamento... e, data la cupa consapevolezza nei suoi occhi, forse anche di addio. Poi si volt e
fece per infilarsi sotto la doc...
Oh... mio... Dio...
Con un tuffo al cuore, Xhex lo vide riflesso nello specchio. In cima alla schiena, in una splendida
distesa di inchiostro nero... in una dichiarazione tutt'altro che sussurrata, ma urlata... in un tatuaggio
a caratteri cubitali e pieni di svolazzi...
C'era il suo nome nell'Antico Idioma.
Si volt di scatto mentre lui rimaneva impietrito. Quando te lo sei fatto fare?
Dopo un attimo carico di tensione, John scroll le spalle e lei rimase stregata da come la scritta si
muoveva, allargandosi per poi tornare a posto. Scuotendo la testa, lui allung la mano per
controllare la temperatura dell'acqua, poi entr nel box doccia, misela schiena sotto il getto caldo e
afferr la saponetta, rigirandola tra le mani. Rifiutandosi di guardarla, le stava inviando un
messaggio molto
chiaro: il suo nome tatuato sulla pelle non era affar suo. Che poi era la stessa linea di confine che
aveva tracciato lei con i cilici, no?
Xhex si avvicin alla porta di vetro che li separava. E buss energicamente.
Quando, sillab.
Lui strinse gli occhi con forza, quasi il ricordo lo facesse stare male. Poi, con le palpebre abbassate,
lentamente mosse le mani nella lingua dei segni... e le spezz il cuore:
Quando ho pensato che non saresti tornata a casa.
John si sbrig col sapone e lo shampoo, ben consapevole che Xhex
lo fissava al di l del vetro. Voleva aiutarla a superare la sorpresa e tutto il resto, ma visto come
stavano le cose tra loro, non aveva nessuna voglia di fare harakiri con la spada dei suoi sentimenti.
O con l'ago per tatuaggi, per cos dire.
Quando le aveva chiesto dei cilici, lei lo aveva tagliato fuori in modo molto chiaro... e questo lo aveva
indotto a riflettere. Da quando, la sera prima, era rimasto ferito, erano ricaduti nella solita dinamica
sessuale, e non c' come il sesso per offuscare la realt. Ma adesso basta, pens.
Finito di lavarsi, usc dalla doccia e le pass davanti, prendendo una salvietta dal portasciugamani di
ottone e legandosela in vita. Nello specchio, incroci i suoi occhi.
Vado a prenderti i cilici, disse.
John...
Quando lei non aggiunse altro, John si accigli. Eccoli l, a neanche un metro di distanza, ma lontani
chilometri. Quell'immagine riassumeva in due parole la loro situazione
Usc dal bagno e in camera da letto prese un paio di jeans e se
li infil. Il giubbotto di cuoio era finito in clinica con lui, la notte precedente, e l era rimasto, da
qualche parte.
A piedi nudi pass davanti alle statue di marmo, scese lo scalone e svolt l'angolo per infilarsi nella
porta nascosta. Dio... ripercorrere il tunnel fu una batosta tremenda; non faceva che pensare a Xhex
e a se stesso insieme, al buio.
Come una femminuccia sper con tutto il cuore che potessero tornare a quegli istanti sospesi,
quando non esisteva pi niente a parte i loro corpi in preda alla passione pi travolgente. L sotto i
loro cuori erano stati liberi di battere forte... e di esultare.
Maledetta vita reale.
Faceva proprio schifo.
Si stava dirigendo deciso verso l'ingresso del centro di addestramento, quando venne fermato dalla
voce di Z.
Ehil, John.
John si volt, facendo stridere i piedi nudi sul pavimento del
tunnel. Alz la mano in segno di saluto e il fratello lo raggiunse in poche falcate. Era in tenuta da
combattimento, la canotta attillata e i calzoni di pelle neri erano l'abbigliamento standard che tutti
loro avrebbero indossato prima di uscire un'altra volta a caccia di Lash. Col cranio rasato a zero e le
luci del soffitto puntate sulla brutta cicatrice che gli sfregiava il volto, non c'era da stupirsi che la
gente fosse spaventata a morte da lui.
Specie quando socchiudeva gli occhi e contraeva la mascella come in quel momento.
Che succede?, chiese John quando il fratello si ferm di fronte a lui.
Vedendo che tardava a rispondere, John si prepar al peggio pensando, Oh... cazzo, e adesso cos'
successo?
Cosa c'?, lo incalz.
Con un'imprecazione, Zsadist si mise a camminare su e gi, le mani sui fianchi, gli occhi fissi a terra.
Non so neanch'io da dove cacchio cominciare.
Accigliandosi, John si appoggi contro il muro del tunnel, pronto a incassare altre cattive notizie.
Non riusciva proprio a immaginare quali potessero essere, ma la vita sa essere dannatamente
creativa.
Alla fine Z si ferm e lo guard. I suoi occhi, di solito di un bel giallo dorato, erano neri come il
carbone, come la pece. Mentre il volto, impallidito, era bianco come la neve.
John si raddrizz. Ges... cos' successo?
Ti ricordi tutte le passeggiate che abbiamo fatto nei boschi, tu e io, appena prima della tua
transizione... dopo la prima volta che ti sono saltati i nervi con Lash? Quando John annu, il fratello
continu. Ti sei mai chiesto perch Wrath ci aveva messi insieme?
John annu lentamente. S...
Non era uno sbaglio. Gli occhi del fratello erano gelidi e tenebrosi come la cantina di una casa
stregata, le ombre non rappresentavano solo il colore dell'iride, ma ci che si celava dietro quello
sguardo. Tu e io abbiamo qualcosa in comune. Capisci quello che sto dicendo? Tu e io... noi due
abbiamo qualcosa in comune.
All'inizio John si accigli di nuovo, senza capire...
Poi, all'improvviso, fu percorso da un brivido gelido che arriv fino al midollo. Z...? Un momento,
aveva capito male? Aveva frainteso?
Per poi, chiaro come il sole, ricord quando si erano parlali, dopo che il fratello aveva letto quello
che la psicologa aveva scritto nella cartella clinica di John.
La vittima di uno stupro ha tutto il diritto di scegliere come affrontare la cosa, perch sono solo
affari suoi e di nessun altro, aveva detto Z. Se non ti va di dire un'altra parola sull'argomento, io non
aprir bocca.
All'epoca, John era rimasto sbalordito dall'inattesa comprensione del fratello. E dal fatto che Z non
sembrava giudicarlo o vederlo come un debole.
Adesso sapeva perch.
Dio... Z?
Il fratello alz la mano. Non te lo sto dicendo per scioccarti, e di sicuro avrei preferito che non lo
venissi mai a sapere... per motivi che sono certo capirai. Te ne parlo per via dell'urlo che ha cacciato
la tua femmina, stamattina.
John aggrott le sopracciglia, mentre il fratello ricominciava a camminare avanti e indietro.
Senti, John, non mi piace quando gli altri ficcano il naso negli affari miei, e sono l'ultima persona al
mondo a voler tirare in ballo cose spiacevoli. Ma quell'urlo... Z lo guard in faccia. Ne ho lanciati
troppi per non sapere che razza di inferno si sta passando per strillare cos. La tua ragazza... gi
normalmente ha qualcosa di oscuro, ma dopo Lash? Non mi occorrono i particolari... ma posso
immaginare che  scossa, come minimo. Che cavolo, a volte, dopo che ti hanno salvato...  quasi
peggio.
John si stropicci la faccia con le tempie che cominciavano a martellargli, poi alz le mani... solo per
scoprire che non aveva niente da dire. La tristezza che lo opprimeva lo aveva lasciato senza parole,
ma con uno strano vuoto in testa.
Riusc solo ad annuire.
Zsadist gli diede una pacca sulla spalla, poi riprese a camminare su e gi. Conoscere Bella e
mettermi con lei...  stata quella la mia ancora di salvezza. Ma non era l'unica cosa di cui avevo
bisogno. Vedi, prima che ci sposassimo, Bella mi ha lasciato... ha preso e se n' andata senza
spiegazioni. Io sapevo di dover fare qualcosa per mettere la testa a posto, se volevo avere una
possibilit con lei. Cos ho parlato con qualcuno di... tutto. Z imprec di nuovo, fendendo l'aria con
la mano. E, no, non era uno dei dottori della clinica di Havers. Era qualcuno di cui mi fidavo.
Qualcuno che faceva parte della famiglia... che sapevo non mi avrebbe giudicato sporco o debole o
cose cos.
Chi? sillab John.
Mary. Z espir. La shellan di Rhage. Ci vedevamo gi nel locale caldaie, sotto la cucina.
Piazzavamo l due sedie. Proprio accanto alla caldaia. Mi ha aiutato, ai tempi, e ogni tanto torno da
lei.
John non stent a capirlo. Mary aveva quel modo di fare calmo e dolce... che spiegava com'era
riuscita a domare non solo il pi selvaggio dei fratelli, ma anche la bestia che abitava dentro di lui.
Quel grido di stanotte... John, se vuoi sposare quella femmina
devi aiutarla. Lei ha bisogno di parlare del suo problema perch altrimenti quella cosa la far marcire
dal di dentro, poco ma sicuro. Ho appena parlato con Mary... senza fare nomi. Si  laureata in
psicologia e ha detto che si sente pronta a seguire qualche paziente. Se ti capita l'occasione e ti
sembra il momento giusto... dillo a Xhex. Dille di andare a parlare con Mary. Z sfreg il palmo sul
cranio rasato, facendo risaltare con chiarezza gli anellini ai capezzoli, sotto la canotta nera. E se vuoi
un parere di prima mano, posso giurarti sulla testa di mia figlia che la tua femmina sar in ottime
mani.
Grazie, disse John. S, glielo dir sicuramente. Ges... grazie.
Non c' di che.
D'un tratto, John guard negli occhi Zsadist.
Mentre si fissavano era difficile non sentirsi parte di un club tutto particolare, a cui nessuno avrebbe
mai voluto iscriversi di sua spontanea volont. Esserne soci non era una cosa ambita o desiderabile,
n un motivo di vanto... ma era una cosa vera e importante: i superstiti di simili naufragi sono in
grado di vedere negli occhi altrui gli orrori di quelle pericolosissime secche. Era come riconoscere
un proprio simile. Erano due persone con lo stesso tatuaggio nell'anima: lo spartiacque di un trauma
che li separava dal resto del pianeta, inaspettatamente avvicinava ancora di pi due anime
tormentate.
O magari tre, come in quel caso.
Ho ucciso la troia che mi ha violentato, disse Zsadist con voce roca. Ho portato via con me la sua
testa quando sono scappato. Tu ti sei levato questa soddisfazione?
John scosse lentamente la testa. Mi sarebbe piaciuto.
Non voglio mentirti. Anche questo mi ha aiutato.
Segu un silenzio imbarazzato, carico di tensione, come se nessuno dei due sapesse come premere il
tasto di reset per tornare alla normalit. Poi Z annu, reciso, e tese il pugno.
John picchi le nocche contro le sue, pensando, merda, non si pu mai sapere che scheletri ci sono
nell'armadio di ciascuno di noi.
Gli occhi di Z tornarono gialli mentre si voltava per tornare verso la porta che lo avrebbe riportato
dentro casa, dalla sua famiglia, dai suoi fratelli. Dalla tasca posteriore dei calzoni, come se ce l'avesse
infilato e poi se ne fosse scordato, spuntava un bavaglino rosa, di quelli che si allacciano col velcro,
con sul davanti, in nero, un piccolo teschio con le tibie incrociate.
La vita continua, pens John. Qualunque cosa ti abbia fatto il mondo, puoi sopravvivere.
E forse, se Xhex parlava con Mary, poi non avrebbe...
Dio, non riusc neanche a concludere il pensiero perch temeva di definire la sua exit strategy.
Allung il passo verso il centro di addestramento, diretto alla clinica, dove trov il giubbotto, le armi
e i cilici.
Prese tutto quanto, col cervello che rimuginava su tante cose... cose del passato e del presente.
Rimuginava, rimuginava, rimuginava...
Rientrato in casa, si fiond su per lo scalone e in fondo alla galleria delle statue. Appena entrato in
camera, sent l'acqua che scorreva nella doccia ed ebbe una fugace, vivida visione di Xhex
meravigliosamente nuda, bagnata e coperta di schiuma... ma non and a raggiungerla. Rifece il letto
e pos i cilici in fondo al materasso, poi si cambi, infilando la tenuta da combattimento, e usc.
Non scese per il Primo Pasto.
Si diresse verso un'altra camera da letto, in fondo al corridoio. Buss alla porta con la sensazione di
aver aspettato anche troppo a fare ci che stava per fare.
Quando gli apr, Tohr era ancora mezzo svestito... e chiaramente sorpreso. Cosa c'?
Posso entrare? chiese John.
S, certo.
Entrando, John fu assalito da uno strano senso di premonizione. Ma con Tohr ce l'aveva sempre
avuto... quello, e il senso di un legame profondo.
Guard il fratello, serio, pensando al tempo che avevano passato su quel divano, gi da basso, a
guardare film di Godzilla mentre Xhex era fuori a combattere in pieno giorno. Buffo; si sentiva cos a
suo agio, con Tohr, che stare con lui era come stare da solo senza la solitudine...
Mi hai seguito, vero? disse di punto in bianco. Eri tu... l'ombra che ho percepito. Al negozio di
tatuaggi e all'Xtreme Park.
Tohr socchiuse gli occhi. S. Ero io.
Perch?
Senti, sul serio, so che sai badare a te stesso, non credere...
No, non  questo. Quello che non capisco ... se stai abbastanza bene da uscire sul campo, perch
non li uccidi? Per... lei. Perch perdi tempo con me?
Tohr imprec con un sospiro. Ah, merda, John... Lunga pausa. Poi, Non possiamo fare pi niente
per i morti. Non ci sono pi,  finita. Ma i vivi... dei vivi possiamo prenderci cura. So che inferno hai
passato... e stai ancora passando... ho perduto la mia Wellsie perch non c'ero quando lei aveva
bisogno di me... non posso rischiare di perdere anche te per la stessa ragione.
Mentre le parole del fratello si spegnevano, John si sent come dopo un attacco a sorpresa... eppure
non era scioccato. Perch Tohr era cos... leale e sincero. Una persona di valore.
Non fraintendermi, riprese Tohr con una risatina aspra. Appena ti sarai lasciato alle spalle questa
storia di Lash e quel bastardo sar morto e sepolto, non dar tregua a quei figli di puttana. Uccider
lesser in memoria di Wellsie per il resto della mia vita. Ma il fatto  che mi ricordo... vedi, ho passato
anch'io quello che hai passato tu, quando eri convinto che la tua femmina fosse morta. Per quanto ci
si creda equilibrati, si va completamente via di testa... sei stato fortunato a ritrovare Xhex, ma la vita
non torna cos in fretta entro binari razionali. E in pi, diciamocelo... faresti qualunque cosa per
salvarla, anche beccarti una pallottola in pieno petto. E io posso capirlo, ma preferirei evitarlo, se
possibile.
Mentre assimilava le parole del fratello, John disse, in automatico, Lei non  la mia femmina.
S, invece. E ha un senso che voi due stiate insieme. Non sai quanto.
John scosse la testa. Non capisco di chi stai parlando, senza offesa.
Non sempre quello che  giusto  anche facile.
Allora s, siamo fatti l'uno per l'altra.
Ci fu un lungo silenzio, durante il quale John ebbe la stranissima sensazione che la vita si stesse
riassestando, che gli ingranaggi sganciati o mancanti fossero tornati a posto.
Eccolo di nuovo, il Club dei Sopravvissuti alla Bufera.
Cristo, con tutta la merda che avevano ingoiato gli abitanti di quella casa, forse V doveva pensare a
un disegno che ognuno di loro poteva farsi tatuare sul didietro. Perch c'era poco da fare: in fatto di
mazzate non li batteva nessuno.
O forse la vita  cos e basta. Per tutti, sulla faccia della terra. Forse il Club dei Sopravvissuti non 
qualcosa che ti "guadagni", ma semplicemente ci nasci dentro uscendo dal ventre di tua madre.
Appena il tuo cuore comincia a battere ne diventi socio, poi il resto  solo questione di vocabolario: i
nomi e i verbi usati per descrivere gli eventi che scuotono le tue fondamenta e ti fanno volare per
aria non sono sempre gli stessi delle altre persone, ma la crudelt casuale delle malattie e degli
incidenti, l'essere vittima di uomini malvagi e di nefandezze, il crepacuore dovuto alla perdita di una
persona cara, con tutte le sue ferite aperte e cicatrici dell'anima... nella sostanza non cambia nulla, 
sempre la stessa storia.
E il regolamento del club non prevede nessuna clausola di recesso, a meno di suicidarsi.
Il succo della vita, John cominciava a capirlo, non ha nulla di romantico e si pu riassumere in tre
parole: le disgrazie succedono.
Per poi si va avanti. Cerchi di proteggere per quanto possibili amici, parenti e la tua compagna o il
tuo compagno. E continui a lottare, anche dopo essere finito KO.
Tiri su il culo da terra, maledizione, e continui a lottare.
Mi sono comportato malissimo con te, disse John. Mi dispiace.
Tohr scosse la testa. Perch, io con te? Mi sarei comportato meglio? Non scusarti. Come il mio
migliore amico, tuo padre, mi ha sempre detto: non guardare mai indietro, soltanto avanti.
Allora ecco da dove gli derivava, pens John. Quella convinzione ce l'aveva nel sangue.
Ti voglio con me, al mio fianco, disse. Stanotte. Domani notte. Per tutto il tempo che servir a
uccidere Lash. Fallo con me. Trova quel bastardo con me, con noi.
Era giusto che loro due collaborassero. In fin dei conti, ciascuno con le sue ragioni, erano uniti in
quella partita a scacchi letale: John voleva vendicare Xhex per ovvi motivi. Quanto a Tohr... be',
l'Omega gli aveva portato via il figlio, quando quel lesser aveva ucciso Wellsie. Adesso il fratello
aveva la possibilit di rendergli pan per focaccia.
Vieni con me. Fai questa cosa... con me.
Tohr dovette schiarirsi la voce. Credevo che non me lo avresti mai chiesto.
Niente pugno contro pugno, stavolta.
Si abbracciarono, petto contro petto. E, quando si staccarono, John attese che Thor si infilasse una
maglietta, afferrasse il giubbotto e prendesse le armi.
Poi scesero di sotto fianco a fianco.
Come se non fossero mai stati divisi. Come se fosse cos da sempre.
Capitolo 64
Le stanze sul retro della grande casa della confraternita avevano il vantaggio non solo di avere la
vista sui giardini ma anche una terrazza al primo piano.
Il che significava che, se eri agitato, potevi uscire a respirare una boccata d'aria fresca prima di
affrontare gli altri abitanti della casa.
Appena le tapparelle si alzarono, Qhuinn apr la portafinestra vicino al cassettone e usc nell'aria
frizzante della notte. Si appoggi coi palmi sulla balaustra, lasciando che le spalle sostenessero il peso
del busto. Era in tenuta da combattimento, in calzoni di pelle e stivali, ma aveva lasciato dentro le
armi.
Guardando le aiole battute dal vento e gli alberi da frutto rachitici, non ancora in fiore, sent la pietra
fredda e liscia sotto le mani, la brezza tra i capelli ancora umidi e i muscoli contratti all'altezza delle
reni. Dagli sfiatatoi nel tetto sopra la cucina saliva un aroma di agnello arrosto e le lampade accese in
tutta la casa riversavano la loro calda luce dorata sul prato e sul patio.
Che paradosso... sentirsi cos vuoto perch Blay, finalmente realizzato, provava un senso di pienezza.
La nostalgia cal i suoi occhiali rosa e, attraverso di essi, Qhuinn rivide tutte le serate a casa di Blay,
loro due seduti per terra, ai piedi del letto, a giocare con la PlayStation 2, a bere birra e a guardare
video. Avevano cose serie e importanti da di scutere, allora, cose tipo quello che succedeva al corso
di addestramnto, quale videogioco era in uscita per il natale degli umani e chi era la pi sexy tra
Angelina Jolie e qualunque altro essere in gonnella.
Angelina vinceva sempre. Lash era sempre una gran testa ili cazzo. E Mortal Kombat era sempre in
cima alla classifica, all'epoca.
Dio, a quei tempi non esisteva neanche Guitar Hero World Tour.
Lui e Blay erano sempre andati d'accordo su tutto, questo era il fatto, e nel mondo di Qhuinn, dove
tutti lo odiavano a morte, avere qualcuno che lo capiva e lo accettava era... come un raggio di sole
tropicale al Polo Nord.
Adesso, per, era difficile capire come facevano a essere cosi intimi. Lui e Blay avevano imboccato
due strade diverse... Avendo avuto tutto in comune, una volta, adesso non avevano in comune pi
niente, a parte il nemico... e, anche l, Qhuinn doveva stare appiccicato a John, quindi non  che lui e
Blay fossero proprio colleghi.
Merda, il suo lato adulto riconosceva che a volte le cose vanno cos, ma il suo lato bambino
rimpiangeva quella perdita pi di...
Ci fu un clic e il risucchio di una guarnizione impermeabile che si apriva.
Da una stanza buia che non era la sua, Blay usc sulla terrazza. Indossava una vestaglia di seta nera
ed era scalzo, coi capelli bagnati per la doccia.
Aveva dei segni di morso sul collo.
Si ferm appena Qhuinn si raddrizz dalla balaustra.
Oh... ehi, fece Blay, e immediatamente si volt, quasi ad assicurarsi che la portafinestra da cui era
uscito fosse chiusa.
L dentro c'era Saxton, pens Qhuinn. Addormentato sopra lenzuola che quei due avevano
stropicciato alla grande.
Stavo tornando dentro, disse Qhinn, indicando col pollice la stanza alle sue spalle. Fa troppo
freddo per restare qua fuori.
Blay incroci le braccia sul petto, guardando il panorama. Gi. Si gela.
Un attimo dopo si avvicin alla balaustra e il profumo del suo sapone s'insinu nelle narici di
Qhuinn.
Nessuno dei due si mosse.
Prima di rientrare, Qhuinn si schiar la gola. Tutto a posto? Ti ha trattato bene?
Dio, che voce roca.
Blay inspir a fondo. Poi annu. S. E' stato bello.  stato... okay.
Qhuinn distolse gli occhi dall'amico e, guarda caso, valut la distanza che lo separava dal patio di
pietra sottostante. Hmm... fare un tuffo ad angelo su quella spianata di ardesia poteva spazzare via
dalla sua mente le immagini di quei due.
Gli avrebbe anche spappolato il cervello come due uova strapazzate, naturalmente, ma era poi cos
un male?
Saxton e Blay... Blay e Saxton...
Merda, era rimasto in silenzio anche troppo. Mi fa piacere. Voglio che tu sia... felice.
Blay non fece commenti; invece mormor, Ti  riconoscente, a proposito. Per quello che hai fatto.
Anche se ci sei andato gi un po' pesante, ma... ha detto che sei sempre stato segretamente
cavalleresco.
Ah, s. Assolutamente. Cavalleresco era il suo secondo nome, coooome no!
Chiss cosa avrebbe pensato, Saxton, se avesse saputo che Qhuinn aveva voglia di trascinarlo fuori di
casa per quei suoi favolosi capelli biondi, e poi magari di stenderlo sulla ghiaia vicino alla fontana e
passarci sopra un paio di volte con l'Hummer.
No, anzi, la ghiaia non era la superficie adatta. Meglio entrare direttamente nell'atrio con l'Hummer
e spiaccicarlo l. Ci voleva qualcosa di duro, sotto il corpo... come quando si batte una costoletta su
un tagliere.
 tuo cugino, per l'amor del cielo, gli fece notare una vocina.
E allora? ribatt la met pi grossa del suo Io.
Prima di sclerare del tutto, sviluppando un disturbo da sdoppiamento della personalit, si allontan
dalla balaustra... e dal suo impulso omicida. Be', sar meglio che vada. Devo uscire con John e
Xhex.
Scendo tra dieci minuti. Devo solo cambiarmi.
Guardando il bel viso del suo migliore amico, Qhuinn ebbe la sensazione di conoscere da sempre
quei capelli rossi, quegli occhi azzurri, quelle labbra, quella mascella. E fu proprio in virt della loro
lunga storia in comune che cerc qualcosa da dire, qualcosa in grado di riportarli al punto di
partenza.
Tutto ci che gli venne in mente fu... Mi manchi. Mi manchi talmente tanto che sto male, ma non so
come trovarti, anche se sei qui davanti a me.
Okay, disse alla fine. Ci vediamo al Primo Pasto.
Okay.
Qhuinn mise in moto le chiappe e si avvi verso la portafinestra della sua stanza. Stringendo tra le
dita la gelida maniglia di ottone, la voce gli usc dalla gola, alta e chiara. Blay. S?
Cerca di stare bene.
Adesso fu Blay a parlare con una voce roca che minacciava di spezzarsi. S. Anche tu.
Perch, naturalmente, "stammi bene" e simili era quello che Qhuinn diceva sempre quando stava
lasciando andare qualcuno.
Qhuinn torn dentro e chiuse la portafinestra. Muovendosi meccanicamente, prese i foderi con i
pugnali, le fondine con le pistole e il giubbotto di pelle.
Buffo, ricordava a stento quando aveva perso la verginit; ri cordava la femmina con cui era capitato,
naturalmente, ma l'esperienza in s non gli aveva lasciato un ricordo indelebile. Cos come
gli orgasmi che, da allora in avanti, aveva raggiunto e fatto raggiungere. Solo un gran divertimento,
grandi sudate e respiri affannosi, una gran quantit di bersagli colpiti e affondati.
Tutte scopate facili da dimenticare, niente di pi.
Scendendo gi nell'atrio, tuttavia, si rese conto che avrebbe ricordato per il resto della sua vita la
prima volta di Blay. Loro due si stavano allontanando gi da un po', ma adesso... il filo sottilissimo
che ancora li teneva legati, quel legame sempre pi fragile, era stato reciso.
Peccato che la libert assomigliasse a una prigione, invece che a un orizzonte.
Appena mise piede sul pavimento a mosaico in fondo alle scale, sent riecheggiare nella testa l'inno
vecchio stampo di John Mel-lencamp, che ai concerti gli spettatori ascoltavano agitando gli
accendini; gli era sempre piaciuta quella canzone, ma non aveva mai veramente capito cosa
significava.
Adesso avrebbe preferito che fosse ancora cos.
Life goes on... long after the thrill of living is gone...
La vita continua... anche dopo che  passata la gioia di vivere...
Nel bagno di John, Xhex rimase sotto il getto bollente delle doccia, le braccia sul petto, i piedi
piantati ai due lati dello scarico, l'acqua che la colpiva sulla nuca prima di avvolgere le spalle e
scorrere gi lungo la spina dorsale.
Il tatuaggio di John...
Maledizione...
Se l'era fatto fare come ricordo in memoria di lei, fissando il suo nome sulla pelle per averla sempre
con s. Non c'era niente di pi permanente, dopo tutto... ecco perch nel corso della cerimonia
nuziale i vampiri maschi si facevano incidere sulla schiena il nome della loro shellan: gli anelli si
possono perdere, i documenti si possono stracciare, bruciare o smarrire. Ma la pelle te la porti dietro
ovunque vai.
Cristo, non le era mai fregato un tubo di quelle femmine tutte dolci e a modino, tutte truccate, coi
loro bei vestitini e i capelli lunghi e curati. Anzi, quei simboli tipici della femminilit le erano sempre
parsi dichiarazioni di debolezza. Adesso per, per un attimo, si ritrov a invidiare la seta, i profumi e
tutto il resto. Come dovevano essere fiere, sapendo che i loro compagni portavano inciso sul proprio
corpo l'impegno assunto nei loro confronti, ogni notte della loro vita, finch campavano.
John sarebbe stato un hellren meraviglioso...
Ges... cosa diavolo ne avrebbe fatto di quel tatuaggio, al momento di sposarsi? Ci avrebbe fatto
incidere sotto il nome della sua shellan?
Be', non la esaltava l'idea di occupare il posto d'onore sulle sue spalle per il resto della sua vita. No
davvero. Neanche un po'. Perch cos faceva la figura della stronza egoista.
Oh, ma un momento, quella era la storia della sua vita.
Usc controvoglia dalla doccia, si asciug e pass dall'umido calore del bagno al freddo della camera
da letto.
Appena oltre la soglia si ferm. Di fronte a lei, il piumone era stato raddrizzato alla bell'e meglio, il
disordine di poco prima era pi o meno tornato a posto.
In fondo al letto c'erano i suoi cilici. A differenza delle coperte, erano stati allineati con cura.
Avvicinandosi, fece scorrere un dito lungo il metallo uncinato. John glieli aveva tenuti da parte... e
l'istinto le diceva che li avrebbe conservati anche se lei non fosse pi tornata.
Gran bella eredit da lasciarsi dietro.
Se si fosse trattenuta l per la notte se li sarebbe messi. Invece si infil calzoni e canotta e prese armi e
giubbotto, lasciando i cilici dov'erano.
Con tutto il tempo perso a fare la bella statuina sotto la doccia, ormai era in ritardo per il Primo
Pasto, quindi and direttamente alla riunione nello studio di Wrath. Tutti fratelli, oltre a John e ai
suoi amici, erano stipati nella stanza azzurrina in stile francese... e quasi tutti, compreso George, il
cane guida, si aggiravano nervosi.
Mancava solo Wrath. Il che, ovviamente, metteva un freno un po' a tutto.
I suoi occhi cercarono John e, quando lo trovarono, non lo mollarono pi, ma a parte un vago cenno
del capo nella sua direzione, lui tenne lo sguardo fisso davanti a s, guardando solo chi attraversava il
suo campo visivo. Al suo fianco c'era Tohrment, alto e forte. Leggendo la griglia emotiva di
entrambi, Xhex ebbe l'impressione che avessero riannodato un legame che per entrambi significava
tantissimo.
II che la rese sinceramente felice. Non sopportava l'idea che John restasse da solo, dopo la sua
dipartita, e Tohrment era il padre che non aveva mai avuto.
Con una violenta imprecazione, Vishous schiacci nel portacenere una delle sue sigarette rollate a
mano. Dannazione, dobbiamo andare anche se lui non c'. Il buio non dura in eterno.
Phury si strinse nelle spalle. Per Wrath ci ha dato un ordine impreciso per questa riunione.
Xhex era propensa a schierarsi con V, e da come John si dondolava avanti e indietro, non era l'unica.
Sentite, voialtri potete anche aspettare, sbott a un certo punto. Ma io esco subito.
Quando John e Tohr la guardarono, fu assalita da una sensa zione stranissima, come se la caccia a
Lash non avesse riunito solo loro due, ma anche lei c'entrasse qualcosa.
D'altronde, tutti loro avevano dei conti da regolare. Che fosse con la Lessening Society o con Lash
nello specifico, tutti e tre serbavano il genere di rancore che ti fa venire voglia di uccidere.
Sempre pronto a dar voce al buon senso, Tohrment intervenne per spezzare la tensione. Okay, bene,
mi assumo io la responsabilit di dare il via libera. Evidentemente, Wrath  ancora impegnato col
suo piccolo "allenamento" dall'Altra Parte e di sicuro non vorrebbe vederci sciupare tutta la notte
solo per colpa sua.
Tohr suddivise tutti in pi squadre: John, Xhex, Z, lui stesso e i ragazzi sarebbero andati all'indirizzo
a cui risultava immatricolata la Honda Civic, mentre il resto dei fratelli doveva dividersi tra la
fattoria e l'Xtreme Park. In un batter d'occhio il gruppo scese la scalinata, attravers il vestibolo e
usc dal portone. Poi, uno dopo l'altro, scomparvero nell'aria gelida...
Xhex riprese forma davanti a un palazzo in centro, nel vecchio quartiere dei mattatoi... oddio, forse
palazzo era un termine troppo fine. L'edificio di mattoni a sei piani aveva finestre strabiche e un
tetto cadente che necessitava dell'equivalente edilizio di un chiropratico... o forse di un'ingessatura. E
la fila di pustole vaiolose lungo la facciata, ne era pi che sicura, era dovuta a una raffica di
mitragliatrice o forse a un'arma automatica maneggiata da qualcuno affetto da delirium tremens.
Veniva da chiedersi come avessero fatto, gli umani della Motorizzazione civile, ad accettare
quell'indirizzo come luogo di residenza, quando avevano assegnato la targa a quell'auto. Ma forse
nessuno aveva controllato se lo stabile indicato era agibile.
Carino, sibil Qhuinn, sarcastico. Se vuoi allevare topi e scarafaggi.
Giriamo sul retro, disse John.
Due vicoli correvano ai lati di quel cesso, e loro, senza un motivo particolare, scelsero a caso quello a
sinistra. Lo attraversarono di corsa, passando davanti ai soliti rifiuti urbani - nulla di nuovo, nulla di
straordinario, solo lattine di birra, carte di caramelle e fogli di giornale. La buona notizia era che sui
fianchi di quella catapecchia non c'erano finestre, non che ci fosse molto da vedere, a parte altri
mattatoi e impianti per la macellazione e il confezionamento delle carni... in pi, forse la stabilit
della struttura di mattoni era il motivo per cui il tetto non era crollato, sostituendosi al pavimento.
Xhex correva agile al fianco dei vampiri; insieme giunsero in fondo al vicolo, con rapidit e in un
relativo silenzio. Il retro del fabbricato era solo un altro muro di mattoni rossi con striature di
sporcizia metropolitana. L'unica differenza era che la porta d'ac-
ciaio rinforzato si apriva su una piccola area di parcheggio, invece che su una strada.
Niente lesser. Niente pedoni umani. Nient'altro che gatti randagi, asfalto lurido e il lontano ululato
delle sirene.
Xhex venne sopraffatta da un senso di impotenza. Maledizione, andare l o dall'altra parte della citt,
in quella ridicola pista da skateboard, oppure a casa del diavolo non cambiava niente: non c'era verso
di stanare il nemico. E avevano cos poco su cui lavorare.
Per l'amor del cielo, borbott Qhuinn. Dove cavolo  la festa?
Gi, pens Xhex, non era l'unica a morire dalla voglia di menare le mani...
D'un tratto sent come un formicolio diffuso, l'eco di qualcosa che all'inizio non seppe identificare.
Guard il resto della squadra. Blay e Qhuinn facevano di tutto per non guardarsi. Tohr e John
giravano per il parcheggio. Zsadist aveva tirato fuori il telefonino per riferire agli altri fratelli che
erano giunti a destinazione.
Quel richiamo...
Poi cap: sentiva il proprio sangue nelle vene di un altro.
Lash.
Lash non era lontano.
Senza riflettere, gir sui tacchi e part... prima camminando e poi correndo. Sent che la chiamavano,
ma fermarsi a spiegare era escluso.
Cos come era escluso che riuscissero a fermarla.
Capitolo 65
Dall'Altra Parte, Payne giaceva in una posizione innaturale sul duro marmo, sopraffatta dal dolore...
ma solo dalla vita in su. Gambe e piedi non le facevano male, sentiva solo un formicolio qua e l, che
la faceva pensare alle scintille sopra un fuoco acceso con della legna umida. Il Re cieco era chino
sopra il suo corpo spezzato, scuro in volto... ed era comparsa anche la Vergine Scriba, che con la sua
veste nera e la sua luce fioca, fluttuava in cerchio tutt'intorno.
Non fu una sorpresa che sua madre fosse uscita per rimetterla magicamente in sesto. Come la porta
che, prima scardinata, era tornata intatta, la cara mammina voleva che tutto fosse sempre pulito,
ordinato e perfetto.
Io... mi rifiuto, disse di nuovo Payne, stringendo i denti per il dolore. Non do il mio consenso.
Wrath si volt verso la Vergine Scriba, poi abbass di nuovo lo sguardo su di lei. Ehm... ascolta,
Payne, non  logico. Non senti pi le gambe...  probabile che tu ti sia rotta la schiena. Perch non Le
permetti di aiutarti?
Non sono un oggetto... inanimato che Lei pu manipolare a suo piacimento... cos, tanto per
capriccio...
Payne, sii ragionevole...
Io...
Cos morirai...
Allora mia madre potr guardarmi esalare l'ultimo respiro! sibil lei... poi, subito, mugol di
dolore. Sull'onda di quello sfogo, la coscienza andava e veniva, la vista si appannava e poi tornava a
fuoco; solo grazie all'espressione scioccata di Wrath riusciva a capire se era svenuta oppure no.
Un momento, Lei ... Il re, accovacciato, si appoggi con le
mani al pavimento di marmo per non perdere l'equilibrio. Tua... madre?
Payne non si cur che Wrath avesse scoperto la sua vera identit. Non era mai stata in alcun modo
fiera di essere la figlia della fondatrice della razza - anzi, non perdeva occasione per prenderne le
distanze - ma ormai che importanza aveva? Se rifiutava l'intervento "divino" sarebbe passata
direttamente nel Fado. Il dolore che sentiva non lasciava dubbi in proposito.
Wrath si volt verso la Vergine Scriba.  la verit?
Non ottenne nessuna conferma, ma neppure una smentita. E nemmeno un castigo per aver osato
offenderla con una domanda.
Il re guard di nuovo Payne. Ges... Cristo.
Payne inspir a fatica. Lasciaci sole, Re caro. Torna nel tuo mondo a guidare la tua gente. Non hai
alcun bisogno dell'aiuto che pu venirti da questa parte o da Lei. Sei una brava persona e un
guerriero eccezionale...
Non ti lascer morire, sbott lui.
Non hai scelta, non credi?
Col cavolo! Wrath si alz in piedi di scatto e la guard truce. Lascia che Lei ti guarisca! Sei
impazzita, maledizione! Non puoi morire cos...
Eccome se... posso. Payne chiuse gli occhi, travolta da un'ondata di spossatezza.
Fai qualcosa! grid il re, ora chiaramente rivolto alla Vergine Scriba.
Peccato che stesse cos male, pens Payne, altrimenti si sarebbe goduta quella dichiarazione di
indipendenza finale. Era giunta sulle ali della morte, ma ce l'aveva fatta. Aveva tenuto testa a sua
madre. Tramite quel rifiuto aveva ottenuto la libert.
La voce della Vergine Scriba era poco pi che un sussurro. Payne ha rifiutato il mio aiuto. Mi sta
bloccando.
Altro che. Non era arduo crederle: la furia contro sua madre era tale che fungeva da barriera contro
qualunque magia la Vergine Scriba tentasse di mettere in atto per rimediare alla "tragedia" appena
compiutasi.
"Tragedia" che, in realt, Payne vedeva pi come una benedizione.
Ma tu sei onnipotente! La voce aspra del re suonava come un'accusa... il suo tono convulso era un
tantino sconcertante. Ma d'altronde, lui era un maschio di valore, senza dubbio pronto ad addossarsi
la colpa. Guariscila!
Ci fu un silenzio seguito da una flebile risposta: Non posso pi toccare il suo corpo... proprio come
non posso toccarle il cuore.
Se la Vergine Scriba stava finalmente imparando cosa significa essere impotenti, Payne poteva invero
morire in pace.
Payne! Payne, svegliati!
Lei alz le palpebre. Wrath era a un palmo dal suo viso.
Se posso salvarti, me lo permetterai?
Lei non riusciva a capire perch la considerasse tanto importante. Lasciami...
Se posso, me lo lascerai fare?
Ma non puoi.
Rispondi a questa cazzo di domanda.
Era una cos brava persona, il fatto che la sua dipartita potesse pesare in eterno sulla coscienza del re
era per lei motivo di afflizione. Mi dispiace... per questa cosa. Wrath. Mi dispiace. Non  opera tua.
Wrath si volt verso la Vergine Scriba. Permettimi di salvarla. Permettimi di salvarla!
A quella richiesta perentoria, il cappuccio della Vergine Scriba si alz da solo; la sua forma, un
tempo sfolgorante, ora non era altro che una misera ombra.
L'aspetto e la voce erano quelli di una bellissima femmina in preda a uno strazio atroce. Non volevo
questo destino.
Quante chiacchiere inutili. Vuoi permettermi di salvarla s o no?
La Vergine Scriba alz gli occhi verso il cielo opaco sopra di lei e la lacrima che le sgorg dagli occhi
atterr sul pavimento di marmo come un diamante, rimbalzando con uno sfolgorio e un lampo.
Quell'oggetto incantevole sarebbe stata l'ultima cosa che avrebbe visto, pens Payne con le palpebre
sempre pi pesanti, tanto che non riusciva pi a tenerle alzate.
Per l'amor del cielo, tuon Wrath. Permettimi...
La risposta della Vergine Scriba giunse da una distanza lontanissima. Non posso pi oppormi. Fa'
ci che credi, Wrath, figlio di Wrath. Meglio saperla lontana da me, ma viva, che morta sul mio
pavimento.
Su tutto cal il silenzio.
Una porta si chiuse.
Poi la voce di Wrath: Ho bisogno di te di l, sulla Terra. Payne, svegliati, mi servi sulla Terra...
Strano. Le sembrava di sentirlo proprio dentro il cranio... ma pi probabilmente si era di nuovo
chinato sopra di lei e stava parlando ad alta voce.
Payne, svegliati. Ho bisogno che tu venga nel mio mondo.
Con la mente confusa, lei fece per scuotere la testa... ma non le riusc molto bene. Meglio restare
ferma. Immobile. Non posso... non ce la faccio...
Un'improvvisa vertigine le diede il capogiro, i piedi giravano vorticosamente intorno al corpo, la sua
mente era l'epicentro di quel vortice. La sensazione di venire risucchiata verso il basso era
accompagnata da una pressione nelle vene, come se il sangue si stesse espandendo, ma fosse
confinato in quello spazio ristretto.
Quando apr gli occhi, vide una luce bianca sopra di s.
Allora non si era mossa. Era sempre stesa l, dov'era sin dall'inizio, sotto il cielo lattiginoso dell'Altra
Parte...
Payne si accigli. No, quello non era lo strano firmamento sopra il santuario. Quello era un...
soffitto?
S... lo riconobbe... e con la coda dell'occhio scorse dei muri... quattro muri azzurrini. C'erano anche
delle luci, anche se non ricordava di averle mai viste... non erano fiaccole o candele, ma cose che
risplendevano senza fiamma.
Un camino. Un... imponente scrittoio e un trono.
Non era stata lei a spostarsi l; non ne aveva la forza. E Wrath non poteva aver proiettato altrove la
sua forma corporea. C'era un'unica spiegazione. Era stata espulsa da sua madre.
Impossibile tornare indietro; aveva realizzato il suo desiderio. Era libera, per sempre.
Venne sopraffatta da uno strano senso di pace. Poteva essere la calma che prelude alla morte...
oppure la consapevolezza che la lotta era finita. Viva o morta, ci che per anni l'aveva definita era
acqua passata; sgravata da quel fardello, si libr nuovamente in volo nel suo corpo paralizzato.
Il viso di Wrath entr nel suo campo visivo; i lunghi capelli neri scivolarono gi dalle spalle,
ricadendo in avanti. E in quel mentre un cane dal manto biondo s'infil sotto il grosso braccio del re;
sul muso mansueto aveva un'espressione interrogativa di benvenuto, quasi lei fosse un'ospite
inattesa, ma molto gradita.
Vado a chiamare la dottoressa Jane, disse Wrath, accarezzando il fianco del cane. Chi?
Il mio medico personale. Tu resta qui.
Come se... potessi andare chiss dove.
Si ud il tintinnio di un collare, poi il re usc, la mano su un'imbracatura che lo collegava al bel cane;
le zampe dell'animale produssero una sorta di sommesso ticchettio quando, alla fine del tappeto,
toccarono il legno del pavimento.
Wrath era davvero cieco. E l, sulla Terra, aveva bisogno degli occhi di qualcun altro per potersi
muovere.
Una porta si chiuse, poi Payne non pens ad altro che al dolore. Galleggiava, resa leggera dall'agonia
del suo corpo... eppure, malgrado l'incredibile sconcerto, si librava sulle ali di una strana serenit.
Senza un vero motivo, not che l'aria, l, aveva un buon profumo. Di limone. E cera d'api.
Proprio buono.
Chiss cosa la attendeva. Sar quel che sar, pens. Il periodo che aveva trascorso l, sulla Terra, era
stato tanto tempo prima e, da come tutto le appariva strano, in un mondo diverso. Per ricordava
quanto le era piaciuto. Era tutto imprevedibile e dunque affascinante...
Qualche tempo dopo la porta si apr e lei sent ancora una volta il tintinnio del collare del cane e
l'odore intenso di Wrath. Con loro c'era qualcuno... che Payne non riusc a identificare. Ma nella
stanza c'era un'altra entit, senza alcun dubbio.
Payne si sforz di aprire gli occhi... e quasi trasal.
Accanto a lei non c'era Wrath, ma una femmina... o almeno cos sembrava. Il volto era femminile...
ma lineamenti e capelli erano traslucidi e spettrali. Quando i loro sguardi si incontrarono,
l'espressione della femmina pass dall'ansioso allo scioccato. D'improvviso dovette aggrapparsi al
braccio di Wrath.
Oh... mio Dio... esclam, aspra.
E cos evidente, dottoressa? disse il re.
La femmina faticava a parlare; non era certo il genere di reazione che si spera di suscitare in un
medico. Payne era convinta di sapere cos'aveva. Tuttavia, forse non aveva ben chiara la gravit delle
sue condizioni.
Sono...
Vishous.
Nel sentire quel nome, Payne ebbe un tuffo al cuore.
Poich non lo sentiva da oltre due secoli.
Per quale motivo parli del mio caro estinto? chiese con un filo di voce.
Il volto spettrale della dottoressa assunse una forma tangibile, gli occhi verde scuro esprimevano una
profonda confusione, il suo pallore era tipico di chi sta combattendo contro emozioni forti. Il tuo
caro estinto?
Il mio gemello...  trapassato nel Fado molto tempo fa.
La dottoressa scosse la testa, aggrottando le sopracciglia sullo sguardo intelligente. Vishous  vivo.
Io sono sposata con lui. E vivo e sta bene.
No... non pu essere. Payne avrebbe voluto afferrare il braccio della dottoressa. Tu menti... lui 
morto. Da molto tem...
No. E vivo e vegeto.
Payne non capiva. Lei sapeva che era morto, perduto tra le braccia misericordiose del Fado...
Era stata sua madre a dirglielo. Naturalmente.
L'aveva ingannata per impedirle di conoscere suo fratello? Come si poteva essere tanto crudeli?
D'un tratto Payne scopr le zanne con un ringhio gutturale, il fuoco dell'ira soppiant lo strazio. La
uccider per questo. Le riserver lo stesso trattamento che riservai a nostro padre, lo giuro.
[eBL 086]
Capitolo 66
John si lanci all'inseguimento di Xhex appena la vide staccarsi dal gruppo e iniziare a correre. Non
gli piaceva l'autonomia di pensiero n la direzione che aveva preso... stava puntando verso un vicolo
in fondo al quale nessuno sapeva se c'era un'uscita o un muro di mattoni.
La raggiunse, afferrandola per il braccio per ottenere la sua attenzione. Tutto inutile. Lei non si
ferm.
Dove stai andando? cerc di chiederle, ma  difficile comunicare nella lingua dei segni con qualcuno
che ti ignora mentre corri come un fulmine...
Poteva fischiare, ma un fischio era ancora pi facile da ignorare, cos riprov ad afferrarla per il
braccio, ma lei lo scroll via, concentrata unicamente su una destinazione che lui non riusciva a
vedere n a percepire. Alla fine le balz davanti, tagliandole la strada; poi la costrinse a guardargli le
mani.
Dove diavolo stai andando?
Lo sento... Lash. E vicino.
John sfoder il pugnale, sillabando, Dove?
Lei gli gir intorno rimettendosi a correre; John le and dietro, imitato da Tohr. Quando anche gli
altri fecero per seguirli, John scosse la testa facendo segno di restare dov'erano. Sul campo, poter
contare su un appoggio extra,  un bene, ma in quella situazione troppe armi non erano un
vantaggio: lui voleva far fuori Lash, e l'ultima cosa di cui aveva bisogno erano altre dita pronte a
premere il grilletto contro il suo bersaglio.
Tohr per lo capiva, sapeva per istinto perch John doveva vendicare la sua femmina. E Qhuinn
doveva seguirlo per forza. Ma, a parte loro due, nessun altro era il benvenuto alla festa.
John rimase alle calcagna di Xhex... che, quanto a vicoli, sem-
brava aver scelto bene. La viuzza sconnessa non era un vicolo cieco: proseguiva sulla destra, tra altri
magazzini abbandonati, in direzione del fiume. John cap che ormai erano molto vicini all'acqua
quando sent un forte odore di alghe e pesci morti e l'aria parve raffreddarsi.
Trovarono la Mercedes AMG nera parcheggiata davanti a un idrante. La berlina puzzava di tesser,
Xhex si guard intorno, quasi in cerca di direttive, ma John non era in vena di aspettare.
Con un pugno sfond il parabrezza.
Mentre l'allarme ululava a tutto spiano, guard dentro l'abitacolo. Sul volante c'era una specie di
residuo oleoso e il cuoio color panna era rovinato da una serie di macchie... quelle nere come
l'inchiostro erano sangue di tesser, ne era pi che sicuro... mentre quelle color ruggine erano sangue
umano. Ges, il sedile posteriore era un macello: sembrava che qualcuno lo avesse lasciato alla
merc di un gatto spastico, in alcuni punti i graffi erano cos profondi che si vedeva l'imbottitura.
John si accigli, ricordando il periodo passato al centro di addestramento. Lash ci aveva sempre
tenuto molto alle sue cose, dai vestiti che indossava al modo in cui teneva in ordine l'armadietto
dello spogliatoio.
Forse quella non era la sua auto.
Questa  la sua macchina, disse Xhex, appoggiando le mani sul cofano. Sento il suo odore
dappertutto. Il motore  ancora caldo. Per non so dove sia.
John ringhi al pensiero di Lash cos vicino alla sua femmina che lei lo riconosceva al fiuto. Lurido
bastardo figlio di puttana...
Proprio quando la collera minacciava di fargli perdere il controllo, Tohr lo afferr per la nuca,
scuotendolo con forza. Fai un bel respiro.
Dev'essere qui intorno... Xhex guard l'edificio di fronte a loro, poi guard a destra e a sinistra, nel
vicolo.
Sentendo un bruciore alla mano sinistra, John alz il braccio. Stringeva il pugnale talmente forte che
il manico strideva in segno di protesta.
Punt gli occhi in quelli di Tohr.
Lo prenderai, sussurr il fratello. Non preoccuparti.
Lash quasi si aspettava che gli uomini di Benloise facessero qualche sciocchezza. Fronteggiava la
coppia di gorilla, separato da loro da una decina di metri di aria fredda, ed erano tutti sul chi va l.
Mentre li squadrava da capo a piedi, sperava che azzardassero un qualche numero alla John Wayne. I
due malviventi avrebbero rappresentato un ottimo acquisto per la sua sempre pi folta scuderia. ..
conoscevano il traffico di droga e, sotto Benloise, si erano chiaramente guadagnati i galloni sul
campo: c'erano parecchi chili di roba nelle valigette di metallo che avevano in mano, ma gli umani
erano calmi e imperturbabili.
Armati fino ai denti, anche.
Proprio come lui. Maledizione, con tutte quelle pistole e quelle munizioni sembrava di stare a una
Fiera delle armi... si sarebbe sentito molto meglio alla fine della sua metamorfosi, quando i proiettili
non gli avrebbero pi fatto n caldo n freddo. Essere un'ombra  meglio che essere in carne e ossa,
sempre e comunque.
Ecco i quadri, disse il tizio sulla sinistra, sollevando le valigette. Signore.
Ah, s, era quello che aveva assistito alla scena in cui aveva minacciato Benloise col coltello alla gola.
Ecco spiegato perch erano tutti e due cos gentili.
Vediamo cosa mi avete portato, mormor Lash, tenendoli sotto tiro con la sua calibro quaranta. E
tenete le mani bene in vista.
I due aprirono in simultanea le valigette per mostrargli il contenuto.
Lash annu, soddisfatto. Lasciate qui la merce. Andate.
Gli umani ubbidirono prontamente; misero gi la droga, indietreggiarono, poi a passo svelto si
avviarono nella direzione opposta, tenendo le mani lungo i fianchi.
Appena svoltarono l'angolo, mentre i loro passi ancora riecheggiavano in lontananza, Lash si
avvicin alle ventiquattrore e apr i palmi ridotti a due ombre. A un suo comando i manici si
alzarono e i due carichi di coca levitarono dall'asfalto fin dentro le sue mani...
II suono stridulo dell'allarme di un'automobile gli fece voltare la testa; proveniva dal vicolo dove
aveva lasciato la AMG.
Maledetti umani, pezzi di merda...
Lash si accigli, rizzando le antenne; il suo istinto individu ci che gli era stato portato via.
Lei era l.
Xhex... la sua Xhex era l.
Ci che restava della sua natura di vampiro si ridest, reclamando a gran voce ci che reputava una
sua propriet; Lash si ritrov a vibrare, finch i suoi piedi non furono liberati dal loro fardello e lui
cominci a muoversi sull'asfalto sulle ali del vento, sfruttando lo slancio che aveva creato con la
mente, invece che con le gambe. Veloce, sempre pi veloce...
Svolt l'angolo ed eccola l, ritta vicino alla sua macchina, sexy da morire, in giubbotto e calzoni di
pelle. Subito si volt verso di lui, come in risposta a un richiamo.
Anche in penombra, Xhex era sfolgorante, l'illuminazione cittadina si focalizzava su di lei come
richiesto dal suo carisma innato. Per la miseria. Era proprio uno schianto, specie in tenuta da
combattimento; sentendo fremere lo spazio vuoto che aveva al posto dell'inguine, Lash abbass le
mani.
C'era qualcosa di duro. Dietro la patta c'era qualcosa... ed era pronto per lei.
Con una scarica di adrenalina migliore di qualsiasi coca, immagin quanto sarebbe stato divertente
possederla in pubblico. Il suo uccello era tornato, in una forma o in un'altra, il che significava che
anche lui era tornato in gioco... appena in tempo.
Quando Xhex lo guard negli occhi, Lash rallent, concentrandosi su chi l'accompagnava. Il fratello
Tohrment. Qhuinn, quell'errore genetico con gli occhi spaiati. E John Matthew.
La platea ideale per una scena in stile Arancia Meccanica.
Favoloso, cazzo.
Lash si chin a posare le valigette sull'asfalto. Quegli idioti l con lei erano tutti indaffarati a estrarre
vari tipi di armi da fuoco... ma non la sua Xhex. No, lei era pi forte.
Ehi, piccola, disse. Ti sono mancato?
Qualcuno emise un ringhio che gli ricord il suo rottweiler, ma cosa importava? ora che aveva
l'attenzione di tutti avrebbe approfittato della teatralit del momento. Con la forza del pensiero
abbass il cappuccio dell'impermeabile e con le mani ormai ridotte a ombre incorporee srotol le
strisce di tessuto nero che gli coprivano il volto.
Cristo santo... farfugli Qhuinn. Sembri un test di Ror-schach.
Lash non lo degn di una risposta, soprattutto perch l'unica di cui gli importava qualcosa era la
femmina vestita di cuoio. Ovviamente lei non si aspettava quella trasformazione. E il modo in cui
trasal? Meglio di un bacio o di un abbraccio. Disgustarla era piacevole quanto eccitarla... e sarebbe
stato ancora pi divertente, una volta che se la fosse ripresa per chiudersi da qualche parte insieme a
lei per una bella luna di miele.
Lash sorrise e parl nella sua nuova voce, migliorata. Ho tanti di quei progetti per noi due, troia.
Naturalmente dovrai supplicarmi...
Quella cazzo di femmina spar.
Nel nulla.
Un momento era l, accanto alla sua macchina, e un momento dopo al suo posto c'era solo aria. La
troia era ancora nel vicolo, per. La sentiva, anche se non riusciva a vederla...
Il primo sparo arriv da dietro e lo colp alla spalla... o meglio non lo colp. Nell'impermeabile si apr
un buco, ma la non-carne sottostante non poteva fregarsene di meno... e lui sent solo la strana eco
di una fitta.
Beeeeene. Quel colpo avrebbe potuto fargli davvero male.
Lash volt la testa, francamente deluso dalla prevedibilit di Xhex e dalla sua pessima mira.
Solo che non era stata lei a fare fuoco. I tirapiedi di Benloise erano spuntati con tanto di rinforzi, e
meno male che sparavano da cani. L'ultima volta che aveva controllato, il suo petto era ancora solido:
qualche centimetro pi in gi, e pi al centro, e al posto del cuore adesso avrebbe avuto un setaccio.
La rabbia per il sangue freddo di quei fottuti spacciatori lo spinse a formare nel palmo della mano
una palla di energia per la serie "adesso basta stronzi avete chiuso".
S'infil lesto dentro un androne e scagli la forza contro gli umani come una palla da bowling;
un'esplosione spettacolare invest quei bastardi, scaraventandoli ai lati del vicolo come tanti birilli e
illuminandoli in stile manga.
A quel punto erano sopraggiunti altri fratelli e un po' tutti avevano cominciato a sparare
all'impazzata... niente di che, finch Lash non si becc una pallottola nel fianco; il dolore lancinante
gli trafisse il torace, facendogli rimbalzare il cuore nel petto. Con un'imprecazione, Lash cadde su un
fianco spostando gli occhi sul vicolo.
John Matthew era l'unico rimasto allo scoperto: la squadra dei fratelli aveva cercato riparo dietro la
Mercedes, mentre gli scagnozzi di Benloise si erano trascinati dietro la carcassa arrugginita di una
jeep.
John Matthew, invece, se ne stava l impalato, coi piedi ben piantati per terra e le mani lungo i
fianchi.
Quel coglione era un bersaglio coi fiocchi. Centrarlo era quasi una noia.
Lash form nel palmo un'altra palla di energia gridando, Cos morirai. Garantito come se ti
puntassi una pistola alla tempia, razza di stronzo figlio di puttana.
John cominci ad avanzare, scoprendo le zanne, preceduto da una folata gelida.
Per un attimo Lash sent un formicolio alla nuca, dovuto alla tensione. Assurdo; qualcosa non
quadrava. Nessuno sano di mente gli sarebbe andato incontro cos.
Era un suicidio.
Capitolo 67
Piani, piani, piani...
O, in altre parole, cazzate, cazzate, cazzate...
Quando si era dissimulata alla maniera dei symphath, sparendo nel nulla, Xhex aveva un piano
perfetto. Nella sua veste di killer era sempre andata fiera non solo della sua percentuale di successi,
ma del fiuto che la guidava nel suo mestiere, e quella vendetta sarebbe andata a buon fine. Il suo
"piano" era di avvicinarsi, non vista, a Lash e tagliargli la gola, prima di lavorarselo per benino...
guardandolo negli occhi e sorridendo, da quella pazza che era.
Primo problemino: cosa cazzo gli era successo dall'ultima volta che l'aveva visto? Quando si era
sbendato la testa era rimasta esterrefatta. La faccia, tutta scarnificata, era un ammasso
raccapricciante di ossa e fibre muscolari striate di nero; i denti, di un bianco accecante, per contrasto
sembravano fluorescenti. Neanche le mani erano normali. Avevano una forma, ma nessuna sostanza.
Nelle tenebre della notte... erano solo un'ombra pi scura delle altre.
Grazie a Dio era riusciva a sfuggirgli in tempo, anche se forse tutto quel decomporsi era proprio il
motivo per cui era riuscita a evadere dalla sua prigione: sembrava logico supporre che anche i poteri
di quel bastardo si stessero indebolendo.
Vabb, ad ogni modo... il suo secondo problema, sul terreno dei "piani" era John. Che proprio in quel
momento era fermo in mezzo al vicolo; gli mancava solo un cartello attaccato al petto con scritto
SPARAMI QUI.
Impossibile farlo ragionare, questo era pi che evidente... se anche avesse ripreso forma vicino al suo
orecchio gridandogli nel cervello, sapeva che non c'era modo di dissuaderlo. L, di fronte al nemico,
era puro istinto animale, le zanne scoperte come quelle di
un leone, il corpo proteso in avanti, pronto a sferrargli una mazzata.
Se non si metteva al riparo sarebbe morto, c'era da scommetterci, ma lui sembrava infischiarsene, e il
perch era chiaro: l'odore di vampiro innamorato era pi potente di qualunque ringhio; quell'aroma
speziato era come un ruggito che sovrastava ogni altro odore, dal tanfo della citt ai miasmi del
fiume, al lezzo di tesser che si levava dal corpo putrescente di Lash.
L, ritto in quel vicolo squallido, John era il maschio primordiale che protegge la sua femmina... e
tutto ci che, proprio per quel motivo, lei aveva sperato di evitare in quella situazione: chiaramente
non era interessato alla sua sicurezza personale, il suo obiettivo prevaleva sul buon senso e
sull'addestramento specifico.
Morale della favola? Non sarebbe sopravvissuto alla palla di energia che Lash stava per scagliargli
addosso... e quel dato di fatto cambiava tutto, nel mondo di Xhex.
Nuovo piano. Addio copertura alla symphath. Addio torture e smembramenti. Addio rappresaglia
sanguinosa per il supplizio che aveva patito, addio numero alla Jack lo Squartatore.
Quando riprese forma avventandosi contro Lash, il suo obiettivo era salvare John, non vendicarsi.
Perch, alla fine della fiera, John era l'unica cosa che le importava.
Placc Lash alla vita nell'istante in cui stava per lanciare la sua palla da KO; pur trascinato a terra
con lei, lui riusc a correggere il tiro... e colp John in pieno petto.
L'impatto lo sollev dal marciapiede, proiettandolo in alto e all'indietro, levandogli quasi gli stivali.
Bastardo schifoso! grid Xhex sulla faccia spolpata di Lash.
Quel figlio di puttana fece scattare le braccia in avanti, agguantandola con una forza incredibile;
mentre la voltava, immobilizzandola sotto di s sul marciapiede, Xhex sent in faccia il suo fiato
rovente e fetido.
Beccata, ghign lui, strusciando l'inguine contro il suo; sentire l'erezione bast a darle la nausea.
Vaffanculo! Con mossa fulminea, Xhex lo centr sul... be', su quello che passava per un naso, con
una craniata che gli strapp un ululato.
Purtroppo non riusc a sferrargli altri colpi cos diretti, mentre lottavano per il controllo, rotolando
per terra in un intrico di gambe e con quell'orribile erezione premuta contro di lei. Lash l'afferr per
il polso, ma almeno lei riusc a tenere l'altro fuori della sua portata.
Cos, al momento giusto, infil la mano in mezzo ai loro corpi avvinghiati, afferrandogli i testicoli e
torcendoli con una forza tale che, se non fosse stato per i pantaloni, glieli avrebbe strappati via di
netto.
Lash sibil un'imprecazione e si irrigid, a conferma del fatto che nel regno delle tenebre poteva pure
essere un semidio, ma quando lo colpivano nei gioielli di famiglia era decisamente mortale.
Prendendo il sopravvento, Xhex lo rovesci sulla schiena e gli mont sopra a cavalcioni. Adesso
sono io che ti ho beccato, grid.
Mentre lo teneva gi, fu sopraffatta dalla rabbia... invece di pugnalarlo subito, lo afferr per il collo,
stringendolo fin quasi a soffocarlo.
Nessuno pu fottere quello che  mio, gli ringhi in faccia.
Un furore selvaggio si dipinse sul volto orrendo di Lash e, in qualche modo, la voce riusc a filtrare
attraverso la morsa in cui lei gli stringeva la laringe. Il tuo bello  gi stato fottuto alla grande. O
non ti ha detto di quell'umano che...
Xhex gli moll un ceffone talmente violento da staccargli un dente. Non azzardarti a toccare quel
tasto...
Io tocco quello che cazzo mi pare, dolcezza.
Detto ci svan, dissolvendosi nel nulla... ma non per molto. Un attimo dopo, Xhex venne afferrata
da dietro e tirata con forza contro di lui. Nei secondi sospesi che seguirono, not vagamente gli
umani che gemevano sull'asfalto, poi Lash la fece voltare per usarla come scudo contro i fratelli.
Xhex non perse tempo a controllare le posizioni di ogni componente della sua squadra dietro la
Mercedes, o a valutare quali armi erano puntate contro lei e Lash.
John era l'unica cosa che contava.
E grazie a Dio, alla Vergine Scriba, o a chiunque era in grado di fare miracoli, lui si stava rizzando a
sedere, scrollandosi di dosso il misterioso incubo stroboscopico che lo aveva mandato a gambe
all'aria.
Almeno era vivo.
Probabilmente lei non sarebbe sopravvissuta, ma John... ce l'avrebbe fatta. Sempre che riuscisse a
levarsi di mezzo insieme a Lash.
Prendimi, sibil a quel bastardo. Prendi me e lascia stare loro.
Sent un sussurro di metallo contro metallo, poi un coltello a serramanico le comparve davanti al
viso, la lama che scintillava accanto all'occhio, cos vicina che riusciva a leggere il nome del
produttore.
Ti piace andare molto sul personale con quelli che fai fuori. La voce di Lash suonava stranissima,
distorta, al punto che le parole le riecheggiavano nelle orecchie. Lo so per via di quello che hai fatto
a quel fesso di Grady. Gli hai servito un'ultima cena da leccarsi i baffi... chiss se da vivo la salsiccia
gli piaceva quanto da morto.
La punta del coltello si abbass, uscendo dal campo visivo di Xhex... che poi la sent penetrare nello
zigomo e scendere, lentamente.
La brezza era fredda. Il suo sangue era caldo.
Chiudendo gli occhi, riusc solo a ripetere, Prendi me.
Oh, lo far. Non preoccuparti. Xhex sent qualcosa di bagnato sulla ferita... la lingua di Lash che
leccava il sangue sgorgato. Ha sempre lo stesso buon sapore... grid lui. Fermi dove siete! Un altro
passo avanti e la faccio a fette.
Spost la lama contro la gola di Xhex e cominci a indietreggiare, trascinandola con s. D'istinto, lei
tent di insinuarsi nella sua testa, sperando di influenzarlo col suo lato symphath, ma si ritrov
bloccata come davanti a un muro di pietra. C'era da immaginarselo.
D'un tratto, si chiese come mai Lash non ricorresse al solito trucchetto di sparire nel nulla insieme a
lei...
Zoppicava. Si era beccato una pallottola da qualche parte... e adesso che era concentrata al massimo
sentiva l'odore del suo sangue, e lo vedeva brillare sul marciapiede.
Mentre Lash continuava a indietreggiare, quei patetici umani tornarono in vista; sembravano
cadaveri, pallidi e rigidi al punto che Xhex si stup che potessero fare rumore. La loro auto, pens.
Lash avrebbe tentato di salire insieme a lei sulla macchina che li aveva portati l. Era ferito e
debilitato, ma la stretta con cui la tratteneva era saldissima, e il coltello era pronto a colpire.
Xhex guard John; avrebbe ricordato per sempre il magnifico spettacolo della sua vendetta di
guerriero, ne era certa...
Nel sondare le sue emozioni si accigli. Che... strano. L'ombra che aveva sempre percepito a ridosso
della sua griglia non era pi in secondo piano, come una figura marginale... era tangibile e vivida
come quello che era sempre stato l'elemento primario all'interno della sua psiche.
In effetti, quando John guard in fondo al vicolo, le due parti di lui... divennero una sola.
Dopo essere stato colpito da quella bomba di energia, John era stordito e disorientato, ma si sforz di
far rientrare in gioco il cervello e in qualche modo riusc a rialzarsi da terra. Non sentiva pi una
buona met del suo corpo, mentre quella che non aveva perso sensibilit urlava di dolore, ma lui non
si curava n dell'una n dell'altra, animato com'era da una determinazione letale che aveva preso il
posto del battito cardiaco come motore della sua forma fisica.
Punt gli occhi sulla scena davanti a s, stringendo i pugni e contraendo le spalle. Lash stava usando
Xhex come scudo vivente,
nascondendo dietro di lei tutti i bersagli migliori, mentre la trascinava via.
Il coltello puntato alla gola era proprio sulla sua giugulare. Premuto contro la pelle...
D'un tratto la realt sub una sorta di deformazione, distorcendosi, la vista gli si appann e poi torn
chiara, poi di nuovo perse la presa sul vicolo in cui si trovavano. Battendo frenetico le palpebre, John
maledisse i trucchetti che Lash aveva a sua disposizione...
Ma il problema non era la palla di energia che lo aveva colpito. Era qualcosa dentro di lui... una
visione. Una visione stava emergendo dai meandri della sua mente, spazzando via quello che vedeva
nella realt...
Un campo vicino a una stalla. Nel cuore della notte.
John scosse la testa, sollevato nel vedere di nuovo il vicolo di Caldwell...
Un campo vicino a una stalla. Nel cuore della notte... una femmina che per lui era importante, stretta
in una morsa d'acciaio, con un coltello alla gola.
Poi torn bruscamente al presente, l, nel quartiere dei magazzini... dove una femmina molto
importante per lui era stretta in una morsa brutale, con un coltello alla gola.
Oh, Dio... gli sembrava di aver gi vissuto quella scena.
'Fanculo... l'aveva gi vissuta.
La crisi epilettica lo colp come sempre, mandandogli in tilt i neuroni e facendolo volare da fermo.
Di solito finiva per terra, ma il vampiro innamorato in lui lo tenne ritto in piedi, infondendogli una
forza che veniva dall'anima, invece che dal corpo: la sua femmina era nelle grinfie di un assassino e
ogni cellula del corpo di John voleva rettificare la situazione nel modo pi violento e rapido
possibile.
O forse in modo ancora pi sanguinoso e veloce.
Infil la mano dentro al giubbotto per impugnare la pistola... ma, merda, a cosa poteva sparare? Lash
aveva messo al riparo gli organi vitali e la sua testa grottesca era cos vicina a quella di Xhex che non
c'era spazio per il minimo errore.
Dentro di s, John sent urlare la sua furia...
Con la coda dell'occhio vide alzarsi la canna di una pistola.
Battito di ciglia.
Un campo vicino a una stalla. Nel cuore della notte... una femmina che per lui era importante, stretta
in una morsa d'acciaio, con un coltello alla gola. Una pistola puntata...
Battito di ciglia.
Era di nuovo l a Caldwell, l'amore della sua vita nelle grinfie del suo nemico.
Battito di ciglia.
Una pistola che faceva fuoco...
Lo sparo, vicinissimo al suo orecchio, per lo shock lo riport saldamente alla realt; con un grido
muto, John si lanci in avanti come se potesse afferrare il proiettile.
No! grid senza emettere alcun suono. Noooo...
Ma fu un colpo perfetto. La pallottola centr Lash alla tempia... a pochi centimetri dalla testa di
Xhex.
Al rallentatore, John si guard alle spalle. Col braccio teso davanti a s, Tohrment stringeva
saldamente la calibro quaranta nell'aria gelida.
Per qualche motivo, n chi aveva sparato n la precisione della mira erano una sorpresa, anche se di
colpi cos ne riesce uno su un milione, ringraziando il cielo.
Oh, Dio, lo avevano gi vissuto, vero? Proprio... nello stesso identico modo.
Il tempo reale torn a posto in un lampo e John volt di nuovo la testa. In fondo al vicolo, Xhex fu
fantastica. Appena vide barcollare Lash, si accovacci per offrire a Tohrment un bersaglio pi grosso
e, quando il secondo proiettile part, lei era quasi completamente fuori dalla sua traiettoria.
L'impatto numero due fece volare Lash fuori dai suoi preziosi mocassini, facendolo atterrare lungo
disteso sulla schiena.
Scrollandosi di dosso i resti della vertigine di poco prima, John si precipit verso la sua femmina,
divorando la distanza che li separava, le gambe che pompavano a tutta forza.
Il suo unico pensiero era salvare Xhex, dunque sfoder l'arma necessaria a compiere l'impresa: il
pugnale nero con la lama lunga quindici centimetri che teneva nel fodero agganciato al petto. Giunto
davanti al bersaglio, sollev il braccio sopra la testa, pronto a pugnalare il suo nemico rispedendolo
dall'...
L'odore del sangue di Xhex cambi tutto, deviando il fendente.
Oh, Ges... Quel fottuto bastardo aveva due coltelli. Quello che le teneva puntato alla gola e un altro,
che l'aveva trafitta allo stomaco.
Xhex rotol sulla schiena, tenendosi il fianco con una smorfia.
Mentre Lash si contorceva, stringendosi la testa e il petto, Tohr accorse con Qhuinn, Blay e gli altri
fratelli; tutte le pistole erano puntate contro il nemico, quindi John non doveva preoccuparsi di
proteggersi, mentre valutava i danni.
Si chin sopra Xhex.
Sto bene, ansim lei. Sto bene... sto bene...
Col cavolo. Respirava a fatica e la mano che teneva sulla ferita era coperta di sangue fresco.
John cominci a muovere le mani, frenetico. Chiamo la dottoressa Jane...
No! grid Xhex, afferrandogli il braccio con la mano insanguinata. Adesso mi interessa una sola
cosa.
Vedendola puntare gli occhi su Lash, John sent il cuore battere all'impazzata.
Butch e V stanno arrivando qui dall'Xtreme Park con la Escalade... porca puttana... abbiamo
compagnia.
John si volt a guardare. Quattro lesser erano comparsi all'imbocco del vicolo, a riprova del fatto che
l'indirizzo sui documenti di immatricolazione della Civic era giusto, anche se il loro tempismo non
poteva essere pi sbagliato.
Ci pensiamo noi, sibil Z, tornando indietro di corsa insieme al resto del gruppo per fronteggiare i
nuovi arrivati.
Una risata attir l'attenzione di John. Lash sogghignava, l'anatomia terrificante del suo volto si
allarg in un sorriso folle.
Me la sono scopata, caro il mio John... me la sono scopata di brutto e lei se l' goduta.
John fu assalito da una rabbia cieca, il maschio innamorato in lui urlava, il pugnale che aveva in
mano si alz di nuovo.
Mi supplicava, John... Lash respirava a fatica, ma aveva un'aria soddisfatta. La prossima volta che
fai l'amore con lei... ricordati che l'ho...
Non l'ho mai voluto! sibil disgustata Xhex. Mai!
Brutta porca, ghign beffardo Lash. Questo eri e questo sei rimasta. Porca e mia...
A un tratto tutto rallent per John. Tutto. Da come loro tre erano vicini a come il vento soffiava nel
vicolo, allo scontro che si era scatenato a un centinaio di metri di distanza, vicino alla Mercedes.
Gli torn in mente lo stupro che aveva subito tanto tempo prima, su quella rampa di scale. Si figur
Xhex sottoposta a una umiliazione e una degradazione simili. Ramment ci che Z aveva detto di
aver passato. Ricord ci che aveva patito Tohr.
E in mezzo a quei ricordi sent l'eco di qualcosa di lontano, molto lontano nel tempo, qualcosa legato
a un altro rapimento, a un'altra femmina vittima di abusi, un'altra vita rovinata.
Il volto orripilante di Lash e il suo corpo decrepito, in via di disfacimento, divennero l'incarnazione
di tutto ci: una rappresentazione tangibile, putrescente, marcescente, di tutto il male del mondo, di
tutto il dolore procurato di proposito, di tutta la crudelt, il degrado morale e la gioia scellerata.
Di tutte le nefandezze consumate in un attimo, le cui ripercussioni per durano una vita intera.
Me la sono scopata, caro il mio John...
John cal con forza il braccio col pugnale, tracciando un arco che fendette l'aria.
All'ultimo istante ruot il polso, in modo da colpire Lash col manico in pieno viso. Il vampiro
innamorato in lui voleva fargli quello che aveva fatto a quel lesser nella casa di arenaria... infierire su
di lui fino alla completa eviscerazione.
Solo che poi avrebbe mancato la giustizia divina che in cos pochi riescono a ottenere. Il torto che
aveva subito lui non era mai stato riparato... quel pezzo di merda umano che lo aveva violentato
l'aveva fatta franca. E il torto subito da Tohr non avrebbe mai potuto essere riparato, perch Wellsie
non sarebbe mai tornata.
Z per aveva chiuso la sua partita, aveva ottenuto soddisfazione.
E, perdio, l'avrebbe ottenuta anche la sua Xhex... fosse l'ultima cosa che faceva a questo mondo.
Con le lacrime agli occhi, prese una delle mani insanguinate di Xhex... e la spalanc.
Capovolse il pugnale e le mise il manico nel palmo. Vide un lampo nei suoi occhi mentre le chiudeva
le dita sull'arma e si spostava per aiutarla a sollevarsi e a portarsi a tiro.
Il petto di Lash andava su e gi, la sua gola scarnificata si contraeva a ogni inspirazione ed
espirazione. Quando intu cosa stava per succedergli, sgran nelle orbite gli occhi senza palpebre e
scopr i denti nella bocca priva di labbra, un sorriso degno di un film dell'orrore.
Tent di dire qualcosa, ma non ci riusc.
E fu un bene. Aveva gi detto anche troppo, fatto anche troppo, nuociuto anche troppo.
Era giunta l'ora della resa dei conti.
John sent che Xhex, tra le sue braccia, raccoglieva le forze; la guard togliere anche l'altra mano
dalla ferita per impugnare meglio l'arma. Con lo sguardo che ardeva d'odio, in uno slancio
improvviso alz le braccia in un arco sopra lo sterno di Lash.
Quel bastardo sapeva cosa lo aspettava, per, e par il colpo coprendosi il petto.
Oh, diamine, no. John scatt in avanti e lo afferr per entrambi i bicipiti, lo stese a terra, esponendo
la superficie che Xhex doveva colpire, dandole cos la possibilit di prendere la mira con cura.
Lei lo guard negli occhi; erano lucidi, velati di un rosso rivelatore, le lacrime facevano brillare le
iridi: tutto il dolore che aveva portato nel cuore era in mostra, come la mostruosit di Lash, tutto il
fardello sopra e dentro di lei manifesto in quello sguardo.
John le rivolse un cenno di assenso e il suo pugnale, stretto nelle mani di lei, cal con forza,
colpendo Lash dritto al cuore...
L'urlo del Male riecheggi tra gli edifici, rimbalzando avanti e indietro, aumentando di volume fino
a diventare il grande Popi accompagnato da un vivido lampo luminoso.
Che risped Lash dal suo empio genitore.
Quando lo schiocco e la luce si smorzarono, rimase solo un leggero cerchio bruciacchiato sull'asfalto
e un lezzo di zucchero bruciato.
Le spalle di Xhex si afflosciarono e la lama del pugnale stridette contro il marciapiede, mentre lei
cadeva in avanti, ormai priva di energie. John l'afferr prima che toccasse terra e lei lo guard; le
lacrime si mescolavano al sangue, sul suo viso, scorrendo lungo il collo, sopra il palpito che era la sua
forza vitale.
John la tenne stretta a s; la sua testa gli arrivava giusto sotto il mento.
E morto, singhiozz lei. Oh, Dio, John...  morto.
Avendo le mani occupate, lui pot solo annuire per farle capire che era d'accordo.
Fine di un'epoca, pens, guardando Blay e Qhuinn impegnati a combattere fianco a fianco con
Zsadist e Tohrment contro i lesser sopraggiunti all'improvviso.
Dio, aveva una stranissima sensazione di continuit. Lui e Xhex si erano brevemente sottratti alla
guerra, concedendosi quella tregua momentanea ai margini del conflitto. Ma la lotta, nei tenebrosi
vicoli di Caldwell, sarebbe continuata senza...
Di lei.
John chiuse gli occhi, affondando il viso nei ricci di Xhex.
Era quello il finale di partita che lei aveva sognato, pens. Prendere Lash... e poi prendere congedo
dalla vita.
Adesso il suo sogno si stava realizzando.
Grazie, la sent dire, brusca. Grazie...
Contro l'ondata di tristezza che minacciava di travolgerlo, John si rese conto che quella parola era
meglio di ti amo. In realt, per lui significava molto pi di qualunque altra cosa potesse dirgli.
Le aveva dato ci che voleva. Quando contava veramente, non l'aveva tradita.
E adesso l'avrebbe tenuta stretta mentre il suo corpo diventava sempre pi freddo e lei scivolava via
dal mondo in cui lui sarebbe rimasto.
La separazione sarebbe durata pi dei giorni che avevano condiviso.
Afferr il suo palmo sporco di sangue, lo appiatt di nuovo e poi, con la mano libera, sulla sua pelle
scrisse, con gesti lenti e precisi nella lingua dei segni: T. I. A. M. E. R. . X. S. E. M. P. R E.
Capitolo 68
La morte  sporca, dolorosa e largamente prevedibile... salvo quando non le va di comportarsi bene
e decide di esercitare il suo bizzarro senso dell'umorismo.
Un'ora dopo, quando socchiuse gli occhi, Xhex si rese conto di non essere nelle nebulose pieghe dei
Fado... ma nella clinica della confraternita.
Le stavano sfilando un tubo dalla gola, il fianco le faceva male come se ci avessero conficcato una
lancia arrugginita e da qualche parte, sulla sinistra, qualcuno si stava levando i guanti di lattice.
La voce della dottoressa Jane era bassa.  andata in arresto due volte, John. Le ho fermato
l'emorragia all'intestino... ma non so...
Credo che sia sveglia, disse Ehlena. Stai tornando tra noi, Xhex?
Be', a quanto pareva, s. Stava da schifo e, dopo aver squarciato una grande variet di stomaci nel
corso degli anni, non riusciva a credere che il suo cuore battesse ancora... per s, era viva.
Appesa a un filo, ma viva.
Il volto cadaverico di John entr nella sua visuale; in contrasto col colorito malsano, i suoi occhi
azzurri erano infuocati.
Xhex apr la bocca... ma tutto ci che ne usc fu l'aria nei suoi polmoni. Non aveva la forza di parlare.
Scusa, sillab.
Lui si accigli. Scuotendo la testa, le prese la mano e la accarezz...
Doveva essere svenuta, perch quando si svegli, John camminava al suo fianco. Ma cosa cavolo...
ah, la stavano trasferendo nell'altra stanza... perch stavano portando dentro qualcun altro...
qualcuno legato a una lettiga. Una femmina, a giudicare dalla lunga treccia nera che penzolava gi di
lato.
Le venne in mente la parola pain, dolore (2).
C' dolore, mormor Xhex.
John volt la testa. Come? sillab.
Laggi... c' dolore.
Svenne di nuovo... rinvenne e succhi il sangue dal polso di John. Poi svenne un'altra volta.
In sogno vide squarci della sua vita lontanissimi nel tempo, risalenti a un'epoca di cui non
conservava ricordi consapevoli. Le immagini scorrevano come in quei film proiettati in volo, sugli
aerei, e la trama, drammatica, era alquanto deprimente. C'erano troppi crocevia dove le cose
avrebbero dovuto andare diversamente, dove il destino era stato pi un fastidio che un dono. Il
destino  come lo scorrere del tempo, tuttavia, immutabile, inesorabile e indifferente all'opinione
personale degli esseri viventi.
Eppure... mentre la sua mente si agitava sotto il peso schiacciante e la superficie immobile del corpo
privo di conoscenza, Xhex ebbe la sensazione che tutto si era risolto come previsto, che il sentiero su
cui si era ritrovata l'aveva condotta proprio dove doveva andare: da John.
L'aveva riportava da John.
Anche se non aveva senso.
In fin dei conti lo conosceva solo da un anno o poco pi, il che non giustificava certo la storia
lunghissima che sembrava unirli.
Ma forse, invece, un senso ce l'aveva. Quando sei sotto morfina, privo di conoscenza, in bilico
sull'orlo del Fado... le cose ti appaiono in modo diverso. E la percezione del tempo cambia, come
pure le priorit.
Al di l della porta della sala post-operatoria dove era stata trasferita Xhex, Payne batt
convulsamente le palpebre, cercando di capire dove l'avevano portata. Non c'era nulla in grado di
illuminarla, tuttavia. Le pareti della stanza erano rivestite di piastrelle verdino pallido e c'era
un'abbondanza di armadietti e apparecchiature scintillanti. Ma non aveva la minima idea di cosa
significasse tutto ci.
Per lo meno il trasporto era stato lento, attento e relativamente confortevole. D'altro canto le avevano
messo qualcosa nelle vene per calmarla e alleviare il dolore... una pozione misteriosa per la quale,
invero, era grata.
Lo spettro del suo caro defunto, in realt, la turbava pi del malessere fisico e del dilemma circa un
suo possibile futuro l, sulla
(2) L'inglese pain, "dolore", ha lo stesso suono di Payne.
Terra. La dottoressa aveva davvero fatto il nome del suo gemello? O era un parto della sua mente
confusa e sconvolta?
Lo ignorava. Ma le premeva scoprirlo.
Con la coda dell'occhio vide che in molti erano pronti ad accoglierla, compresa la dottoressa e il Re
cieco. C'era anche una femmina bionda con un volto leggiadro... e un guerriero bruno che gli altri
chiamavano Tohrment.
Esausta, Payne chiuse gli occhi; a poco a poco il brusio in sottofondo le concili il sonno. Non
sapeva per quanto avesse dormito... ma ci che la ridest fu l'improvvisa consapevolezza di un nuovo
arrivo in quello spazio silenzioso.
Si trattava di qualcuno che lei conosceva molto bene, e la sua comparsa fu per lei fonte di grande
sconcerto, pi ancora dell'allontanamento da sua madre.
Appena apr gli occhi, No'One le si avvicin, zoppicando sul pavimento liscio, il volto celato dal
cappuccio. Il Re cieco incombeva minaccioso alle sue spalle a braccia conserte, affiancato dal Del
cane biondo e dalla bella regina bruna.
Cosa... sei qui? chiese Payne con voce roca; non riusciva a esprimere con chiarezza ci che aveva
in testa.
L'Eletta appariva molto nervosa, sebbene Payne non sapesse da dove le derivasse tale certezza. Era
qualcosa che si avvertiva, ma non si vedeva, dato che la veste nera copriva No'One da capo a piedi.
Prendi la mia mano, disse Payne. Lascia che ti rechi conforto.
No'One scosse la testa sotto il cappuccio. Sono io che vengo a recarti conforto. Payne si accigli e
l'Eletta si volt verso Wrath. Il re mi ha concesso di restare in questa casa per servirti come
cameriera.
Payne deglut, ma la bocca secca non procurava sollievo alla gola riarsa. Non servire me. Resta qui...
ma servi te stessa.
In verit... c' anche questo. La voce flebile di No'One si fece tesa. Dopo la tua partenza dal
Santuario ho avvicinato la Vergine Scriba... e lei ha accolto la mia richiesta. Tu mi hai ispirato ad
agire, come avrei dovuto fare da lungo tempo. Sono stata codarda... ma ora non pi, grazie a te.
Ne... sono... lieta... disse Payne, sebbene le sfuggisse ci che aveva potuto fare per giustificare tale
apprezzamento. E sono felice che tu sia qui...
Con una spinta esplosiva, la porta nell'angolo in fondo si spalanc e un maschio vestito di cuoio
nero avvolto in un nauseabondo lezzo di morte fece irruzione nella stanza, seguito dappresso dal
medico personale del re; quand'egli si ferm di colpo, la femmina spettrale gli pos una mano sulla
spalla, come a confortarlo.
Lui punt su Payne due occhi di diamante. Pur non avendolo mai visto, lei sapeva chi era. Ne era
certa come se si fosse guardata allo specchio.
Le lacrime sgorgarono spontanee, poich era convinta che egli fosse trapassato. Vishous, sussurr
disperata. Oh, fratello caro...
In un baleno, lui fu al suo fianco, prendendo forma proprio accanto a lei. Il suo sguardo
incredibilmente acuto indugi sui suoi lineamenti e Payne ebbe la sensazione che le loro espressioni
fossero identiche, come il colore degli occhi, dei capelli, dell'incarnato: la sorpresa e l'incredulit che
la pervadevano erano anche sul volto bello e rude di lui.
I suoi occhi... oh, i suoi occhi di diamante. Erano gli stessi che aveva lei; le avevano restituito lo
sguardo da un numero infinito di specchi.
Chi sei? chiese brusco lui.
D'un tratto, Payne sent qualcosa nel suo corpo ancora intorpidito... un gravoso fardello che non
derivava da ima ferita fisica, ma da una intima calamit. Che lui non sapesse chi era, che fossero stati
tenuti separati da una menzogna, era una tragedia intollerabile.
La sua voce ritrov la forza. Io ho... il tuo stesso sangue.
Ges Cristo... Lui alz una mano coperta da un guanto nero. Mia sorella?
Io devo andare, disse la dottoressa con una certa urgenza. La frattura alla sua spina dorsale va ben
oltre le mie competenze... Devo correre a chiamare...
Trova quel dannato chirurgo, ringhi Vishous, gli occhi ancora piantati in quelli di Payne.
Trovalo e portalo qui... costi quel che costi.
Non torner senza di lui. Hai la mia parola.
Vishous si volt verso di lei e le cattur la bocca in un bacio veloce quanto carico di passione. Dio...
ti amo.
II volto spettrale della dottoressa acquist solidit, mentre si guardavano. La salveremo, fidati.
Torno appena posso... Wrath ha gi dato il suo consenso e Fritz mi aiuter a portare qui Manny.
Sole maledetto. Non manca molto all'alba.
In ogni caso ti avrei chiesto di stare qui con lei. Tu ed Ehlena dovete monitorare i suoi parametri
vitali e Xhex  ancora in condizioni critiche. Le affido entrambe alle vostre cure.
Quando lui annu, la dottoressa svan nel nulla; un istante dopo, Payne sent una mano calda sulla
sua. Vishous si era tolto il guanto e aveva posato il palmo sopra il suo; quel contatto le procur un
sollievo che non avrebbe saputo definire.
Aveva perso sua madre... ma se riusciva a sopravvivere aveva ancora una famiglia. L, sulla Terra.
Sorella, mormor Vishous, non come una domanda, ma come un dato di fatto.
Fratello, gemette lei... prima che la coscienza sfuggisse alla sua presa lasciandola scivolare lontano,
alla deriva.
Ma sarebbe tornata da lui. In un modo o nell'altro, non avrebbe mai pi lasciato il suo gemello.
Capitolo 69
Xhex si svegli da sola nella stanza adiacente alla sala operatoria, eppure sentiva che John non era
lontano. La voglia di trovarlo le diede la forza di tirarsi su e buttare le gambe gi dal letto. Mentre
aspettava che il cuore la smettesse di galoppare per lo sforzo, not di sfuggita che il suo camice era
costellato di cuori, piccoli cuoricini rosa e azzurri.
Non riusc neanche a chiamare a raccolta l'energia necessaria a offendersi. Il fianco le faceva un male
cane e la pelle le prudeva dappertutto. E doveva assolutamente trovare John.
Voltandosi, vide che il tubo della flebo nel braccio era infilato in una sacca agganciata alla testiera di
monitoraggio del letto. Merda. Le avrebbe fatto comodo una di quelle aste che usavano per tenerle
appese. L'avrebbe aiutata ad alzarsi senza perdere l'equilibrio.
Quando finalmente si arrischi a caricare un po' di peso sui piedi, fu sollevata nel vedere che non
cadeva subito a faccia in gi. Dopo un attimo di assestamento, stacc il flacone con i liquidi e lo
port con s, complimentandosi con se stessa per essere una paziente tanto brava e diligente.
Quel coso assomigliava a una borsetta. Forse avrebbe lanciato una nuova moda.
Invece di passare dalla sala operatoria, infil la porta che dava direttamente sul corridoio.
L'esperienza con la dottoressa Jane e l'intervento di John l'avevano aiutata a superare la sua fobia, ma
al momento aveva gi abbastanza problemi; incappare in un'altra operazione era l'ultima cosa di cui
aveva bisogno... e Dio solo sapeva cosa stavano facendo a quella poveretta che avevano portato
dentro subito dopo di lei.
Appena oltre la soglia si ferm.
In fondo al corridoio, John era fermo davanti al muro di fronte alla porta a vetri dell'ufficio. Aveva
gli occhi fissi sulle crepe che solcavano il cemento e la sua griglia emotiva era sfocata, al punto che
Xhex faticava a percepirla.
Era in lutto.
Non sapeva per certo se lei era viva o morta, eppure gli sembrava di averla gi persa.
Oh... John.
Lui alz le testa di scatto verso di lei. Merda, disse a gesti, correndole incontro. Cosa ci fai gi dal
letto?
Xhex s'incammin nella sua direzione, ma lui la raggiunse per primo e fece per prenderla in braccio.
Lei lo trattenne, scuotendo la testa. No, ce la faccio...
Proprio allora le cedettero le ginocchia e, se non fosse stato per lui, sarebbe crollata per terra... il che
le ricord quando, in quel vicolo, Lash l'aveva pugnalata.
Anche allora John le aveva impedito di cadere all'indietro.
Senza il minimo sforzo John la riport nella sala post-operatoria, adagiandola sul letto e
riappendendo il flacone della flebo.
Come ti senti? le chiese nella lingua dei segni.
Lei lo guard, vedendolo per ci che era, il guerriero e l'amante, l'anima perduta e il capo...
l'innamorato comunque pronto a lasciarla andare.
Perch l'hai fatto? chiese con la gola serrata. L, nel vicolo. Perch hai lasciato che lo
ammazzassi?
John la guard con i suoi vividi occhi azzurri e, scrollando le spalle, disse,  stata una specie di
regalo. Per te era pi importante... chiudere la partita, credo che si dica cos. Ci sono gi tante cose
che non girano per il verso giusto, a questo mondo, e tu meritavi questa soddisfazione.
Xhex ridacchi. Anche se in un modo molto strano...  la cosa pi gentile che abbiano mai fatto per
me.
Un lieve rossore gli color le guance; in contrasto con la mascella quadrata, era maledettamente
attraente. Ma d'altronde, c'era qualcosa in lui che non lo fosse?
Allora, grazie, mormor Xhex.
Be', sai... non sei esattamente il tipo di femmina a cui si possano regalare dei fiori. Il che riduce le
alternative a mia disposizione.
Il sorriso di lei si spense. Non ce l'avrei mai fatta senza di te. Te ne rendi conto? Sei stato tu a
renderlo possibile.
John scosse la testa. La dinamica non ha importanza. Il lavoro  stato fatto nel modo giusto dalla
persona giusta. Soltanto questo conta.
Xhex ripens a come John aveva tenuto gi Lash, bloccandolo sul marciapiede per permetterle di
colpirlo. Non avrebbe potuto servirglielo meglio, se non presentandoglielo su un piatto d'argento con
una mela in bocca.
Le aveva offerto il suo nemico. Aveva anteposto i suoi bisogni ai propri.
Era quella l'unica costante in tutti i loro alti e bassi. John la metteva sempre al primo posto.
Ora fu lei a scuotere la testa. Penso che ti sbagli. La dinamica  stata tutto...  tutto.
John si strinse di nuovo nelle spalle e guard la porta. Senti, vuoi che faccia venire la dottoressa Jane
ed Eh lena? Vuoi mangiare un boccone? Ti serve aiuto per andare al gabinetto?
Ed eccolo che ricominciava.
Xhex scoppi a ridere... una volta partita, non riusc pi a fermarsi, anche quando il fianco cominci
a farle un male del diavolo e lacrime rosse le salirono agli occhi. Sapeva che John la stava guardando
come se fosse impazzita e non poteva biasimarlo. Lei stessa sentiva la nota stridula, isterica, che le
usciva di bocca... come prevedibile, poco dopo non rideva pi; piangeva.
Coprendosi il volto con le mani, singhiozz fino a restare senza fiato, in un'esplosione emotiva
impossibile da contenere o soffocare. Croll e basta, e per una volta non fece nulla per nasconderlo.
Quando alla fine entr nella stazione del paese di Cerca-di-do-minarti, non si sorprese
minimamente nel trovarsi davanti una scatola di Kleenex... grazie alla premurosa mano di John.
Tir fuori un fazzoletto di carta. Poi subito ne prese un secondo e anche un terzo: dopo quello
spettacolo, gliene serviva ben pi di uno per darsi una sistemata.
Cavolo, con quelle premesse, forse le conveniva usare direttamente le lenzuola del letto.
John... disse, tirando su col naso e tamponandosi gli occhi, cosa che, insieme all'orgia di cuoricini
sul camice, era la conferma ufficiale del suo status di femminuccia. Devo dirti una cosa.  da tanto
tempo che volevo dirtela... davvero tanto. Troppo.
Lui rimase perfettamente immobile, senza battere ciglio.
Dio,  difficile. E gi a piangere, accidenti. E incredibile che tre paroline siano cos difficili da
dire.
John butt fuori il fiato con forza, come se qualcuno gli avesse sferrato un pugno al plesso solare.
Buffo, si sentiva cos anche lei. Ma a volte, malgrado le ondate di nausea e il terribile senso di
soffocamento, bisogna dire quello che si ha nel cuore.
John... Si chiar la gola. Io...
Cosa?, sillab lui. Dimmelo. Per favore... dillo e basta.
Lei raddrizz le spalle. John Matthew... sono proprio una testa di cavolo.
Lui batt le palpebre e spalanc la bocca fin quasi a scardinarla. Mi sa che cos le parole sono un po'
pi di tre, eh, sospir lei.
Be', s... cos le parole erano un po' pi di tre.
Dio, per un istante aveva... John si costrinse a tornare alla realt, perch solo nella sua fantasia lei
poteva dirgli: io ti amo.
Non sei una testa di cazzo, hem, cavolo.
Xhex tir ancora un po' su col naso e quel suono era davvero troppo adorabile. Merda, lei era troppo
adorabile. Appoggiata contro i cuscini, circondata da fazzolettini di carta appallottolati e con la
faccia arrossata dal pianto, sembrava cos fragile e incantevole, quasi dolce. Aveva una gran voglia di
prenderla tra le braccia, ma sapeva che lei aveva bisogno del suo spazio.
Da sempre.
Altro che se lo sono. Xhex prese un altro fazzolettino di carta, ma invece di usarlo, lo pieg con
grande precisione, prima in due, poi in quattro, ricavandone dei quadrati e poi dei triangoli, fino a
ridurlo a un cuneo compatto tra le dita.
Posso chiederti una cosa?
Tutto quello che vuoi.
Mi perdoni?
John trasal. Per cosa?
Per essere questa specie di incubo testardo, narcisista, ossessivo ed emotivamente represso? E non
dirmi che non  vero. Tir di nuovo su col naso. Sono una symphath. Sono brava a leggere nella
testa della gente. Potrai mai a perdonarmi?
Non c' niente da perdonare.
Non sai quanto ti sbagli.
Allora sar che ci sono abituato. Non hai visto con che razza di svitati abito?
Xhex rise; quanto gli piaceva quel suono. Perch mi sei rimasto sempre vicino, con tutto quello che
 successo...? Aspetta, forse la risposta a questa domanda la conosco. Al cuor non si comanda,
giusto? disse in tono triste.
La voce le si spense in gola.
Con gli occhi fissi sul Kleenex che teneva in mano, Xhex cominci a disfare il lavoro che aveva fatto,
aprendolo, spianando le pieghe, facendolo tornare com'era prima.
John alz le mani, pronto a muoverle per dire...
Io ti amo. Xhex alz gli occhi grigio piombo. Ti amo, e mi dispiace e ti ringrazio, disse con una
risatina secca. Ma guardami, non sembro una vera signora?
Il battito del suo cuore era cos forte, nella cassa toracica, che John quasi fu tentato di gettare un
occhio fuori in corridoio per vedere se per caso stava passando una fanfara.
Xhex abbandon la testa all'indietro, sui cuscini. Tu ti sei sempre comportato in modo corretto con
me. Ma io ero troppo presa dal mio dramma personale per accettare quello che avevo davanti agli
occhi sin dall'inizio. O, forse, ero troppo fifona per affrontarlo.
John non credeva alle sue orecchie. Quando si desidera qualcosa o qualcuno quanto lui desiderava
lei, si rischia sempre di fraintendere, di interpretare male le parole... anche quando sono nella tua
lingua madre.
E il tuo finale di partita? chiese.
Lei inspir a fondo. Credo che mi piacerebbe un cambiamento di programma.
In che senso? Oh, Dio, pens John, ti prego d...
Mi piacerebbe che il mio finale di partita fossimo io e te. Xhex si schiar la voce.  pi facile
uscire di scena. Togliersi la vita e farla finita con tutto quanto. Ma io sono una che combatte, John.
Lo sono sempre stata. E se mi vuoi ancora... mi piacerebbe combattere insieme a te. Gli tese la
mano col palmo all'ins. Allora, cosa ne dici? Ti piacerebbe impegnarti con una symphath?
Tombola, cazzo.
John afferr la mano di Xhex e se la port alle labbra, baciandola con trasporto. Poi se la mise sul
cuore e, mentre lei la teneva l, us la lingua dei segni per dire, Credevo che non me lo avresti mai
chiesto, zuccona che non sei altro.
Xhex rise di nuovo e lui si ritrov a sorridere cos estasiato che gli sembrava di avere le guance piene
di pallettoni.
Con cautela la attir contro il suo petto, stringendola delicatamente.
Dio, John... non voglio rovinare tutto, e ho dei pessimi precedenti.
Lui si scost leggermente, accarezzandole i ricci morbidi come la seta. Xhex aveva un'aria cos
preoccupata... non voleva che si sentisse cos, in un momento come quello.
Faremo funzionare le cose. Adesso e in futuro.
Lo spero proprio. Merda, non te l'ho mai detto, ma avevo un amante, un tempo... Non era come con
te, ma era un rapporto che andava comunque al di l del semplice fatto fisico. Era un fratello... una
brava persona. Non gli avevo rivelato la mia vera identit. Non era giusto, ma credevo che la cosa
non avrebbe avuto conseguenze... e mi sbagliavo di grosso. Scosse la testa. Lui tent di salvarmi,
fece di tutto per riuscirci. Alla fine and in quella colonia per riportarmi a casa e, quando scopr la
verit, perse la testa. Abbandon la confraternita. Spar. Non so nemmeno se  ancora vivo.  questo
il motivo principale per cui ho contrastato in tutti i modi questa... cosa... tra noi due. Quando ho
perduto Muhrder ho sofferto da morire... e per lui non provavo neanche la met di quello che provo
per te.
Bene, pens John. Non che Xhex non ne avesse passate tante... Cristo, no, assolutamente. Ma adesso
il loro passato aveva ancora pi senso... e gli ispirava pi fiducia nel loro presente.
Mi dispiace molto, ma sono contento che tu me l'abbia detto. Comunque io non sono lui, chiunque
fosse questo Muhrder. Vivremo notte per notte, senza guardarci indietro. Guardiamo avanti.
Dobbiamo guardare avanti, tu e io.
Lei rise sommessamente. Credo che con questo abbiamo finito, quanto a rivelazioni. Ti ho detto
tutto quello che so di me stessa.
Gi, pens John... come affrontare l'argomento?
Alz le mani e lentamente disse, Senti, non so se ti senti di farlo, ma c' una donna, in questa casa, la
shellan di Rhage.  una psicologa e so che alcuni dei fratelli si sono rivolti a lei per chiarire certe
cose. Potrei presentartela. E magari potresti parlarci.  molto in gamba e molto discreta... e chiss
che non possa aiutarti col passato, oltre che col futuro.
Xhex fece un respiro profondo. Sai...  talmente tanto che vivo con delle cose sepolte dentro di me...
e guarda dove mi ha portata. Sono una zuccona, ma non sono scema. S... mi piacerebbe conoscerla.
John si protese in avanti e premette le labbra sulle sue; poi si sdrai accanto a lei. Il suo corpo era
stremato, ma il suo cuore era vivo di una gioia pura come la luce del sole che ormai gli era negata.
Era un povero muto con un passato tremendo e un lavoro notturno che consisteva nel combattere il
Male e massacrare i non morti. E malgrado tutto ci... aveva conquistato una ragazza.
Aveva conquistato la sua ragazza, il suo vero amore, il suo py-rocant.
Non si faceva illusioni, naturalmente. La vita con Xhex non sarebbe stata normale sotto molti punti
di vista... meno male che lui non aveva problemi col lato spericolato dell'esistenza.
John?
Lui fece un fischio su una nota ascendente.
Voglio sposarti. Come si deve. Davanti al re e a tutti quanti, tipo. Voglio che sia una cosa ufficiale.
Be'... a quel punto il cuore di John si ferm.
Si rizz a sedere e la guard; Xhex sorrise. Ges, che faccia. Cosa c'? Non pensavi che volessi
diventare la tua shellan?
Neanche tra un milione di anni.
Lei trasal leggermente, sorpresa. E ti andava bene cos?
Era difficile da spiegare, ma quello che c'era tra loro andava al di l di una cerimonia nuziale, di
un'incisione sulla schiena o di uno scambio di promesse davanti a dei testimoni. Non riusciva a
spiegare esattamente il perch... ma lei era il pezzo mancante del suo puzzle, il dodicesimo tassello
per completare la sua dozzina, la prima e l'ultima pagina del suo libro. E per certi versi non aveva
bisogno d'altro.
Tutto ci che voglio sei tu. Non importa come.
Lei annu. Be', io voglio il pacchetto completo.
John la baci di nuovo, con delicatezza, perch non voleva farle
male. Poi, scostandosi, sillab, Ti amo. E mi piacerebbe da morire essere il tuo hellren.
Lei arross. Incredibile ma vero. E questo lo fece sentire grande come una montagna.
Bene, allora  deciso. Xhex gli mise una mano sulla guancia. Ci sposiamo subito.
Subito? Nel senso di... subito? Xhex... tu fai fatica a reggerti in piedi.
Lei lo guard dritto negli occhi e quando parl la sua voce era struggente... Dio... quanto era
struggente. Allora vorr dire che mi terrai su tu, giusto?
Lui le accarezz il viso con la punta delle dita. Nel farlo, per qualche arcano motivo, sent le braccia
dell'infinito cingerli entrambi e tenerli vicini... legandoli per sempre.
S, sillab. Ti terr su. Sempre. E ti terr anche sempre nel mio cuore, amore mio.
Baciandola sulla bocca, John pens che quella era la sua promessa solenne a Xhex. Cerimonia
nuziale o meno, quella era la promessa che faceva alla sua compagna.
Capitolo 70
La tragedia si abbatt su di loro durante un violento temporale invernale e invero non fu affatto
come il lungo travaglio della fanciulla. La sciagura si consum nel volgere di un attimo... con
strascichi che, tuttavia, mutarono il corso delle loro vite.
No!
Al grido di Tohrment, Darius volt la testa di scatto dalla neonata ancora calda che stringeva tra le
braccia nude. Sulle prime non comprese cosa avesse cagionato un tale allarme. Molto sangue era
stato versato durante il parto, ma la fanciulla era sopravvissuta alla nascita della sua creatura. Darius
stava tagliando il cordone ombelicale e si accingeva ad avvolgere la piccola nelle fasce per mostrarla
agli altri...
No! Oh, no! Col volto terreo, Tohrment tese le braccia. Oh, beata Vergine Scriba! No!
Perch stai...
Sulle prime, Darius non comprese ci che stava vedendo. Il manico del pugnale di Tohrment...
sembrava sporgere dalle lenzuola che coprivano il ventre ancora tondo della fanciulla.
Le pallide mani di lei, ora coperte di sangue, scivolarono lentamente via dall'arma e giacquero lungo
i fianchi.
Me l'ha preso! ansim Tohrment. Dalla cintura... io...  stato un attimo... mi sono chinato a
coprirla e... lei ha sfoderato il... 
Darius riport lo sguardo sulla fanciulla, che aveva gli occhi fissi sul fuoco nel camino; una lacrima
solitaria le solcava la guancia mentre la luce della vita gi l'abbandonava.
Darius rovesci la tinozza piena d'acqua accanto al letto gettandosi scompostamente verso di lei...
per estrarre il pugnale... per salvarla... per...
La ferita che si era inflitta era mortale, dopo tutto ci che aveva
patito durante il parto, eppure Darius non pot trattenersi dal lottare per salvarla.
Non lasciate vostra figlia! grid, chinandosi con in braccio la piccola che si contorceva. Avete
dato alla luce una creatura sana! Alzate gli occhi, alzate gli occhi!
Il gocciolio dell'acqua che stillava dalla tinozza rovesciata risuonava assordante come una fucilata.
Dalla fanciulla non giunse risposta.
Darius sentiva la bocca muoversi e aveva la sensazione di parlare. .. ma per qualche motivo udiva
solo lo stillicidio di quell'acqua, mentre supplicava la fanciulla di restare l con loro... per il bene di
sua figlia, per la speranza del futuro, per i legami che lui e Tohrment erano pronti a stringere con lei,
cos da non lasciarla mai sola a crescere la creatura che aveva messo al mondo.
Sentendo qualcosa sui calzoni, guard in gi, accigliato.
Non era acqua, quella che gocciolava sul pavimento. Era sangue. Il sangue della fanciulla.
Oh, santissima Vergine Scriba... sussurr.
La fanciulla aveva compiuto una scelta e segnato il proprio destino.
Il suo ultimo respiro non fu che un fremito, poi la testa le ricadde di lato, gli occhi all'apparenza
ancora fissi sulle fiamme che lambivano i ceppi del camino... quando in realt non vedeva nulla e
sarebbe stata cieca in eterno.
I vagiti della neonata e quel maledetto sgocciolio erano gli unici rumori che Darius udiva nel suo
cottage col tetto di paglia. E fu proprio il pianto lamentoso della piccola a spingerlo all'azione, poich
non c'era pi nulla da fare per il sangue versato o per la vita perduta. Afferr la copertina lavorata a
mano e con cura vi avvolse quella creatura innocente, stringendola al cuore.
Oh, che destino crudele quello che aveva operato tale miracolo. E ora?
Tohrment alz gli occhi dal letto insanguinato e dal cadavere sempre pi freddo della puerpera, gli
occhi che ardevano di orrore. Mi sono voltato solo per un attimo... che la Vergine Scriba mi
perdoni... ma per un attimo io...
Darius scosse la testa. Quando fece per parlare non trov la voce, cos pos una mano sulla spalla del
giovane e la strinse con forza per offrirgli conforto. Allorch Tohrment si accasci su se stesso, i
vagiti aumentarono.
La madre se n'era andata. Restava la figlia.
Con quella nuova vita tra le braccia, Darius si chin ed estrasse dal ventre della fanciulla il pugnale
di Tohrment. Lo mise da parte, poi chiuse le palpebre della sventurata e le copr il volto con lenzuola
pulite.
Non sar ammessa nel Fado, gemette Tohrment con la testa tra le mani. Si  dannata da sola...
 stata dannata dalle azioni altrui. E, tra tutti, il peccato pi grave era la codardia di suo padre. 
stata dannata tanto tempo fa... oh, sorte ria,  stata dannata tanto tempo fa... La Vergine Scriba
veglier su di lei nella morte, ne sono certo, con un favore che in vita non le  stato concesso.
Oh... destino crudele... maledetto..., maledetto destino...
Maledicendo la sorte, Darius avvicin la neonata al focolare, temendo l'aria fredda della stanza.
Entrati nel cerchio caldo del camino, la piccola apr la bocca cercando disperatamente intorno a s.
In mancanza di alternative migliori, Darius le offr il mignolo da succhiare.
Con la tragedia ancora lacerante come un urlo, Darius scrut quel volto minuscolo, quelle braccine
tese verso la luce.
Gli occhi non erano rossi, le piccole mani avevano cinque dita e non sei e le nocche erano normali.
Apr lesto la copertina per controllare i piedi, la pancia e la testolina... e non trov traccia della
lunghezza anomala del busto e degli arti caratteristica dei divoratori di peccati.
Il suo petto ruggiva di dolore per la sventurata che aveva portato quella vita in grembo; la giovane
era entrata a far parte dell'esistenza sua e di Tohrment... e, sebbene parlasse di rado e non sorridesse
mai, ricambiava il loro affetto, Darius ne era certo.
Loro tre avevano formato una sorta di famiglia.
E adesso lei aveva abbandonato quell'esserino.
Darius risistem la coperta intorno alla piccola; quel pezzo di stoffa era l'unico modo, si rese conto
allora, attraverso cui la fanciulla aveva riconosciuto il parto imminente. Lei stessa aveva confezionato
la copertina in cui era avvolta la sua figlioletta. Era stato l'unico interesse che aveva manifestato per
la sua gravidanza... forse perch gi conosceva l'esito finale.
Sin dall'inizio sapeva ci che avrebbe fatto.
I grandi occhi della piccola lo guardarono, le sopracciglia inarcate nello sforzo di concentrarsi; con
solenne gravit, Darius comprese quanto era vulnerabile quel fagottino. Abbandonato tutto solo al
freddo, sarebbe morto nel volgere di poche ore.
Doveva fare la cosa giusta. Nient'altro contava, soltanto questo.
Doveva prendersi cura di lei e trattarla nel migliore dei modi. Aveva iniziato il suo percorso con
tutto il mondo contro e adesso era rimasta orfana.
Santissima Vergine Scriba... avrebbe vegliato su di lei, fosse l'ultima cosa che faceva.
Udendo un fruscio si volt e vide che Tohrment aveva avvolto il corpo della fanciulla nelle lenzuola e
l'aveva presa tra le braccia.
Mi prender cura di lei, disse il ragazzo. La sua voce non era quella di un ragazzo, tuttavia. Era
quella di un adulto. Ne avr... cura.
Per qualche strana ragione, Darius fu attratto dal modo in cui le sorreggeva il capo, tutto il resto era
come svanito: la mano grossa e forte di Tohrment cullava con delicatezza la defunta come se fosse
ancora viva, stringendola al petto quasi a volerle recare conforto.
Darius si schiar la gola, timoroso di non riuscire a reggere sulle spalle un tale fardello. Dove avrebbe
trovato la forza per il suo prossimo respiro... il prossimo battito del suo cuore... il prossimo passo?
Aveva fallito. Era riuscito a liberare la fanciulla, ma alla fin fine non l'aveva salvata...
Poi per si fece forza e, rivolto al suo pupillo, disse, Il melo.
Tohrment annu. S. L'ho pensato anch'io. Sotto il melo. La porto l subito e al diavolo il temporale.
Non lo sorprese che il ragazzo fosse disposto a sfidare gli elementi per dare sepoltura alla fanciulla.
Senza dubbio aveva bisogno di compiere uno sforzo fisico per alleviare lo strazio del suo cuore.
Sar allietata dalla fioritura, in primavera, e dal cinguettio degli uccelli appollaiati sui rami.
E la piccola?
Ci prenderemo cura anche di lei. Darius guard quel faccino. Affidandola a chi sapr accudirla
come merita.
Non potevano tenerla l con loro, in verit. Stavano fuori tutta la notte a combattere, e la guerra non
si ferma per i nostri lutti personali... La guerra non si ferma per niente e per nessuno. Inoltre, la
piccola necessitava di cose che due maschi, per quanto benintenzionati, non potevano offrirle.
Aveva bisogno del latte di una madre.
 gi buio? chiese brusco Darius, vedendo che Tohrment si avviava alla porta.
S, rispose quello levando il catenaccio. E temo che lo sar per sempre.
La porta si spalanc sotto la furia del vento e Darius si curv per riparare la piccola. Appena le
raffiche vennero chiuse fuori dall'uscio, abbass gli occhi su quella minuscola nuova vita.
Sfiorandole il volto con la punta delle dita, si figur con angoscia ci che gli anni a venire avevano in
serbo per lei. Sarebbero stati pi clementi delle circostanze della sua nascita?
Preg che cos fosse. Preg che la piccola trovasse un maschio di valore in grado di proteggerla, che
avesse dei figli e vivesse nel mondo come una persona normale.
Dal canto suo, avrebbe fatto tutto ci che era in suo potere per consentirlo.
Compreso... darla via.
[eBL 086]
Capitolo 71
La sera dopo, mentre la notte calava sulla grande casa della confraternita, Tohrment, figlio di
Hharm, si arm e prese il giubbotto dall'armadio.
Non doveva uscire a combattere, eppure gli sembrava di dover affrontare una sorta di nemico. E
stava per farlo da solo. Aveva detto a Lassiter di rilassarsi e farsi un trattamento completo mani-
pedicure, o roba del genere, perch ci sono cose che, semplicemente, dobbiamo fare da soli.
L'angelo caduto si era limitato ad annuire, augurandogli buona fortuna. Come se sapesse
esattamente quale prova del fuoco stava per affrontare.
Dio, la sensazione che nulla lo sorprendesse mai era seccante quasi quanto tutto il resto che lo
riguardava.
Il fatto era questo: John era rientrato una mezz'oretta prima e gli aveva comunicato la bella notizia.
Di persona. Aveva un sorriso cos largo che rischiava la paralisi facciale, ed era una cosa davvero
fantastica.
Merda, la vita  cos strana, a volte. E troppo spesso ci significa che le disgrazie colpiscono le brave
persone. Non in questo caso, per. Grazie a Dio, non questa volta.
Ed era difficile pensare a due persone che lo meritassero di pi.
Uscendo dalla sua stanza, Tohr attravers con passo deciso la galleria delle statue. L'annuncio delle
nozze tra John e Xhex aveva fatto il giro della casa, procurando a tutti una iniezione di euforia di cui
si sentiva un gran bisogno. Specie a Fritz e ai doggen, che adoravano organizzare ricevimenti in
grande stile.
Dal frastuono che saliva dal pianterreno, erano nel bel mezzo dei preparativi. O era cos, oppure la
West Coast Choppers stava
mettendo insieme una delle sue famose Harley-Davidson personalizzate gi nell'atrio.
Naa. Venne fuori che tutto quel baccano non era dovuto a qualche operazione di maquillage su una
moto, ma a una divisione corazzata di lucidatrici che andavano a manetta.
Tohr si ferm un attimo con le mani sulla balaustra a guardare gi di sotto, il mosaico dell'albero di
mele in fiore. Osservando i doggen intenti a passare i loro rumorosi elettrodomestici sopra i rami e il
tronco, decise che ogni tanto la vita sa essere bella e giusta. Proprio cos.
E questa fu l'unica ragione per cui riusc a trovare la forza di fare ci che doveva.
Sceso lo scalone di corsa, salut i doggen con la mano, zigzagando per schivarli, attravers il
vestibolo e usc. In cortile inspir a fondo per farsi coraggio. Gli restavano due ore abbondanti prima
della cerimonia, il che era un bene. Non sapeva quanto ci avrebbe messo.
Chiuse gli occhi, disperdendo nello spazio gli atomi del suo corpo, e riprese forma... sul terrazzo
della casa dove lui e la sua amata avevano vissuto per cinquant'anni buoni.
Quando alz le palpebre non guard la casa. Si volt a scrutare il cielo notturno sopra il profilo del
tetto. Le stelle erano gi spuntate e brillavano in tutto il loro splendore, per nulla offuscato dalla luna,
che ancora non aveva raggiunto un'altezza apprezzabile.
Dov'erano i suoi cari estinti? si chiese. Quali, tra quelle lucine minuscole, erano le anime delle
persone che aveva perduto?
Dov'erano la sua shellan e il loro figlioletto? Dov'era Darius? Dov'erano tutti gli altri che avevano
abbandonato precocemente il faticoso sentiero su cui ancora arrancava lui, per stabilirsi nel vellutato,
eterno Aldil del Fado?
Osservavano ci che succede quaggi? Vedevano cosa accade, nel bene e nel male?
Sentivano la mancanza di coloro che si erano lasciati alle spalle?
Sapevano che i vivi sentivano la loro mancanza?
Lentamente, Tohr raddrizz la testa e si arm di coraggio.
S, non si era sbagliato... anche solo guardare quel posto lo faceva soffrire da cani.
E la metafora era anche troppo ovvia: ci che stava fissando era un enorme buco in casa sua, la
vetrata scorrevole della ex camera di John esplosa in mille pezzi, divelta, un gigantesco nulla dove
avrebbe dovuto esserci qualcosa.
La brezza gonfi leggermente le tende ai due lati del telaio.
Fin troppo ovvio: la casa era lui, il buco era ci che restava dopo che lui aveva perso... Wellsie.
Trovava tuttora difficile pensare al suo nome. Dirlo, poi...
L di fianco c'erano una mezza dozzina di fogli di compensato,
una scatola di chiodi e un martello. Fritz li aveva portati appena Tohr aveva saputo dell'incidente, ma
il doggen aveva ricevuto l'ordine preciso di non riparare il danno.
Toccava a Tohr riparare la sua casa. Sempre.
Avanzando, schiacci sotto gli stivali i frammenti di vetro, polverizzandoli sulle lastre di pietra;
quello scricchiolio lo accompagn fin sulla soglia. Tir fuori dalla tasca un portachiavi, lo punt
verso la casa e sul telecomando premette il pulsante per staccare l'allarme. Il bip bip che si ud in
lontananza indicava che il sistema di sicurezza aveva captato il segnale e adesso era spento.
Era libero di entrare: i sensori di movimento erano disattivati e poteva aprire una qualunque finestra
o porta esterna.
Era libero di entrare. Gi.
Invece di compiere quel primo passo, si avvicin al compensato, prese uno dei pannelli lunghi un
metro e venti per due e quaranta e lo port fino alla vetrata sfondata. Appoggiatolo al muro esterno,
torn a prendere chiodi e martello.
Ci mise una mezz'ora a coprire il buco. Arretr di qualche passo per esaminare il risultato dei suoi
sforzi. Faceva schifo. Il resto della casa era intatto, come nuovo, malgrado fosse disabitata da
quando... Wellsie era stata assassinata. Era tutto chiuso e sprangato e i suoi domestici di un tempo
erano cos gentili da curare il giardino e controllare l'interno una volta al mese... anche se si erano
trasferiti fuori citt al servizio di un'altra famiglia.
Buffo, ora che era tornato nel regno dei vivi aveva tentato di pagarli per i loro servigi, ma loro
avevano rifiutato il denaro. Glielo avevano restituito con un biglietto molto cortese.
Ognuno vive il lutto a modo suo, evidentemente.
Tohr pos il martello e i chiodi rimasti sopra l'unico pannello di compensato che non aveva
utilizzato, poi si costrinse a girare intorno alla casa. Ogni tanto dava una sbirciata dalle finestre. Tutte
le tende erano tirate, ma la vista riusciva a penetrare attraverso le pieghe del tessuto per cogliere
prontamente tutti i fantasmi che abitavano tra quelle mura.
Rivide se stesso seduto al tavolo della cucina, con Wellsie che cucinava ai fornelli; discutevano
animatamente perch lui aveva lasciato fuori le armi, la notte prima. Di nuovo.
Dio, gli piaceva un casino quando Wellsie lo strapazzava di brutto.
Passando al soggiorno, ricord quando l'aveva presa tra le braccia per farla ballare, canticchiandole
un valzer all'orecchio. Male.
Wellsie era sempre stata cos agile e aggraziata, il suo corpo sembrava fatto per lui e viceversa.
E sul portone... ramment le volte che era entrato con un mazzo di fiori. A ogni anniversario.
Quelli che lei preferiva erano le rose bianche.
Sul vialetto d'accesso, di fronte ai garage, si concentr su quello a sinistra, quello pi vicino alla casa.
Quello da cui Wellsie era uscita in retromarcia al volante della Range Rover, per l'ultima volta.
Dopo la sua morte, i fratelli avevano preso il SUV e l'avevano fatto sparire, e Tohr non voleva
neanche sapere che fine avesse fatto. Non l'aveva mai chiesto e non l'avrebbe mai fatto.
Sentire il profumo di Wellsie e l'odore del suo sangue era troppo per lui, anche solo in via ipotetica.
Scosse la testa, guardando la porta chiusa. Non sai mai quando vedi qualcuno per l'ultima volta. Non
sai quando ci litighi per l'ultima volta, l'ultima volta che ci fai sesso, o l'ultima volta che, guardandolo
negli occhi, ringrazi Dio che faccia parte della tua vita.
Ma dopo che quel qualcuno se n' andato, pensi solo a quello, a quell'ultima volta.
Giorno e notte.
Gir intorno al garage e sul lato trov la porta che cercava. Dovette aprirla con una spallata.
Merda... c'era sempre lo stesso odore: quello asciutto di cemento, quello dolciastro di olio della
Corvette e quello persistente di benzina dei due tosaerba elettrici. Accese un fiammifero. Cristo,
sembrava di stare in un museo dedicato a un'epoca lontanissima; riconosceva gli oggetti della vita di
un tempo, ricordava a cosa servivano... ma che fosse dannato se adesso avevano ancora un posto
nella sua esistenza.
Gli venne in mente una cosa.
Torn verso casa e trov la scala che saliva al primo piano. La soffitta sopra il garage era tutta
rifinita, riscaldata e ingombra di una eclettica combinazione di bauli dell'Ottocento, scatole di legno
del Ventesimo secolo e contenitori di plastica del Ventunesimo.
Non guard quello che era andato a prendere, si limit a sollevare il vecchio baule-armadio di Louis
Vuitton in cui era sempre stato custodito, e lo port faticosamente gi dalle scale.
Impossibile smaterializzarsi con quello, per, accidenti.
Gli serviva una macchina. Perch non ci aveva pensato?
Lanciandosi un'occhiata alle spalle, vide la Sting Ray del 1964 che aveva risistemato con le sue mani.
Aveva passato ore al lavoro sul motore e sulla carrozzeria, a volte anche di giorno... cosa che aveva
fatto imbestialire Wellsie.
E dai, tesoro, mica verr gi il tetto, no?
Tohr, ti avverto, stai tirando troppo la corda. Sei al limite...
Mmm, cosa ne dici di superarne un altro, di limite... ?
Strinse le palpebre con forza, scacciando quel ricordo.
Si avvicin all'auto, chiedendosi se c'era ancora la chiave. Tombola.
Apr la portiera e, con qualche difficolt, si infil al volante. La capote era abbassata, come sempre,
perch altrimenti non riusciva a entrare in macchina. Premette il piede sinistro sulla frizione, gir la
chiave e...
Il motore si accese con un rombo, come se stesse aspettando da troppo tempo quel momento e fosse
nero per essere stato ignorato.
Il serbatoio di benzina era a met. Il livello dell'olio era a posto. Il motore girava che era una
meraviglia.
Dieci minuti dopo riattiv l'allarme e usc dal garage con il baule Louis Vuitton assicurato con dei
cavi al sedere della decappottabile. Fissarlo era stato facile; dopo aver protetto la vernice della
carrozzeria con una coperta, aveva sollevato il carico sopra il cofano posteriore e lo aveva legato ben
bene come un salame.
Avrebbe dovuto guidare adagio, per. Ma non c'era problema.
La nottata era gelida e la punta delle orecchie si intirizz dopo neanche un chilometro, ma il
riscaldamento andava a tutto spiano e il volante era ben stretto tra le sue mani.
Guid verso la grande casa della confraternita con la sensazione di essere sopravvissuto a un test
mortale. Eppure non provava il minimo senso di trionfo per quell'impresa.
Era determinato, per. E, come aveva detto Darius, pronto a guardare avanti.
Almeno per quanto riguardava la voglia di uccidere il nemico.
Gi, quello proprio non vedeva l'ora di farlo. A partire da quella sera stessa, non gli restava altro per
cui vivere ed era prontissimo a far fronte ai propri impegni.
Capitolo 72
Condussero la neonata nella sua nuova dimora in sella a destrieri da guerra.
La famiglia che doveva adottarla viveva a parecchi villaggi di distanza, dunque Darius e Tohrment
viaggiarono tutta la notte seguente il parto, armati fino ai denti, consapevoli di tutti i pericoli che
potevano incontrare lungo la strada. Giunti a destinazione, notarono che il cottage col tetto di paglia
e le mura di pietra non era dissimile da quello in cui alloggiava Darius. Gli alberi intorno offrivano
riparo dagli elementi e nella stalla dietro casa c'erano recinti con capre, pecore e vacche da latte.
In casa viveva anche un doggen, come aveva appreso Darius la sera prima, allorch si era recato da
quella famiglia modesta ma prospera. In tale circostanza non era stato presentato alla padrona di
casa, naturalmente. La femmina non riceveva visite, dunque lui e il padrone di casa si erano fermati
a discutere di quella faccenda privata sulla veranda.
Quando lui e Tohrment tirarono le redini, i cavalli si fermarono, scalpitando irrequieti. I maestosi
stalloni erano stati allevati per andare in battaglia, non per pazientare; Darius smont e il suo pupillo
riusc a placare entrambe le cavalcature con la mera forza delle spalle.
A ogni miglio di quel lungo viaggio, Darius si era interrogato sulla scelta compiuta, ma una volta
giunti alla meta seppe con certezza che quello era il luogo giusto per la piccola.
Si accost all'uscio col suo prezioso carico e fu il padrone di casa in persona ad aprire il robusto
portone. I suoi occhi brillavano al chiaro di luna, ma non di gioia. Una perdita tragicamente
familiare aveva colpito quei coniugi virtuosi... ecco come Darius li aveva trovati.
I vampiri si tenevano in contatto a distanza, al di l di colline e
vallate, allo stesso modo degli umani: condividendo storie e confortandosi a vicenda.
Malgrado la sua condizione sociale pi elevata, Darius salut con un inchino il padrone di casa.
Salute, in questa notte gelida.
Salute a voi, signore. Il padrone di casa si pieg in un profondo inchino; raddrizzandosi, il suo
sguardo si appunt sul minuscolo fagotto. Ora fa pi caldo, tuttavia.
Avete ragione. Darius apr la copertina e guard ancora una volta il visetto minuto. Quegli occhi,
quegli incantevoli occhi grigi ricambiarono il suo sguardo. Desiderate... esaminarla, prima?
Gli si incrin la voce, poich non voleva giudizi sulla piccola, n ora n mai... e aveva invero fatto del
suo meglio onde evitarli. Non aveva rivelato al padrone di casa le circostanze della sua nascita. Come
avrebbe potuto? Chi l'avrebbe mai accolta, in tal caso? Non mostrando i tratti caratteristici della
met paterna, nessuno avrebbe mai scoperto la verit.
Non ho bisogno di alcuna ispezione. Il padrone di casa scosse la testa. Questa piccola  una
benedizione che andr a colmare le braccia vuote della mia shellan. Avete detto che  sana e tanto
basta; non ci preme di sapere altro.
Darius esal il fiato che non si era avveduto di trattenere, senza staccare gli occhi dalla neonata.
Siete certo di volerla dare via? chiese sottovoce il padrone di casa.
Darius si volse verso Tohrment, che ricambi il suo sguardo dall'alto del magnifico stallone. Gli
occhi del giovane ardevano; il suo corpo di guerriero fasciato di cuoio nero, le armi legate al petto e
alla sella, tutto in lui era un presagio di guerra, morte e sangue versato.
Darius sapeva di offrire un'immagine analoga, allorch, volgendosi verso il padrone di casa, si
schiar la voce. Mi concedete una licenza?
S, signore. Prego, qualunque cosa desideriate.
Gradirei... gradirei darle un nome.
Ancora una volta il padrone di casa si inchin profondamente. Sarebbe un gesto molto cortese e
ben accetto.
Alle spalle del civile, Darius guard l'uscio del cottage, che era stato chiuso per tenere fuori il freddo.
All'interno, da qualche parte, c'era una femmina in lutto, che aveva perso suo figlio nel darlo alla
luce.
Ne sapeva qualcosa, in verit, dell'ombra oscura lasciata da un vuoto incolmabile, mentre si
apprestava a cedere ad altri la creatura che stringeva tra le braccia. Avrebbe sentito per sempre la
mancanza di una parte del suo cuore, una volta allontanatosi in sella al suo destriero da quella vallata
boscosa e da quella famiglia spezzata, che adesso avrebbe ritrovato completezza... ma la piccola
meritava l'amore che l'attendeva in quel focolare domestico.
La chiamer Xhexhania, dichiar.
Il padrone di casa si inchin nuovamente, "benedetta". Sle si addice magnificamente.
Segu una lunga pausa, durante la quale Darius torn a guardare quel piccolo volto angelico.
Ignorava quando l'avrebbe rivista. Era quella la sua famiglia, ora; non le servivano due guerrieri...
meglio che lui e Tohrment si facessero da parte. Due soldati che si recavano in visita regolarmente in
quel tranquillo paesino? Potevano sorgere degli interrogativi sul perch e finanche compromettere il
segreto che doveva circondare il suo concepimento e la sua nascita.
Per proteggerla doveva sparire dalla sua vita, consentendo che venisse cresciuta come una persona
normale.
Signore? chiese timidamente il padrone di casa. Siete certo di volerlo fare?
Me ne dispiaccio. Ma naturalmente... ne sono pi che certo. Con un peso sul cuore, Darius depose
la piccola tra le braccia di un estraneo.
Suo padre.
Grazie... disse questi con voce rotta, accettando quel peso tanto lieve. Vi ringrazio per la luce che
ci avete donato nella nostra tenebra. Ma ora ditemi, c' qualcosa che possiamo fare per voi?
Siate... siate buoni con lei.
Lo saremo, non dubitate. Il civile fece per voltarsi, poi indugi. Non tornerete mai pi, dunque?
Darius scosse la testa, incapace di staccare gli occhi dalla copertina confezionata dalla madre della
piccola. Lei  vostra, come se l'aveste generata voi stesso. La affidiamo alle vostre cure, confidando
che la tratterete bene.
Il padrone di casa si accost a Darius e lo afferr per il braccio. Con una stretta robusta gli manifest
piet e rassicurazione. Riponendo in noi la vostra fiducia avete agito saggiamente. E sappiate che
sarete sempre il benvenuto, qui, se vorrete vederla.
Darius chin il capo. Vi ringrazio. Che la beata Vergine Scriba vegli con benevolenza su di voi e sui
vostri cari.
Altrettanto auguro a voi.
Ci detto, il padrone di casa varc la soglia di casa. Alzando la mano in un ultimo saluto, si chiuse
dentro con la piccola.
Mentre gli stalloni sbuffavano e scalpitavano, Darius gir dietro l'angolo per sbirciare attraverso la
finestra, sperando di vedere...
Accanto al camino, sopra un letto lindo, una femmina giaceva col viso rivolto verso il calore delle
fiamme. Era pallida come le lenzuola che la coprivano e i suoi occhi spenti gli rammentarono la
tragica fanciulla trapassata nel Fado davanti al suo stesso focolare.
La shellan del padrone di casa non si rizz a sedere n si volse a guardare, quando il suo hellren
entr nella stanza, e per un attimo Darius temette di aver commesso un errore.
Ma la piccola doveva aver emesso un vagito, poich la femmina d'un tratto volse la testa.
Alla vista del fagottino che le veniva mostrato, spalanc la bocca; confusione e poi timore
reverenziale si dipinsero sul suo bel viso, bruscamente scost le coperte e protese le braccia verso la
neonata. Le mani le tremavano con tale violenza che il suo hellren dovette deporre la piccola contro
il suo cuore... ma poi lei riusc a reggere da sola la figlioletta appena nata.
Fu il vento a far lacrimare gli occhi di Darius. Nient'altro che il vento.
Passandosi le mani sul viso, si disse che tutto andava bene, che tutto era come doveva essere...
bench avesse il petto gonfio di cordoglio.
Alle sue spalle, il suo destriero emise un nitrito minaccioso, impennandosi per liberarsi dalla stretta
delle redini e calpestando il terreno con i grossi zoccoli. A quel fragore, la femmina in camera da
letto alz gli occhi allarmata, stringendo al petto quel dono prezioso, quasi a proteggere la piccola.
Darius si volse e, alla cieca, raggiunse lesto il corsiero. Con un balzo fu in sella all'imponente animale
e ne assunse il controllo, imbrigliandone la possanza e la furia instillategli fin dentro ai muscoli e alle
ossa.
Andiamo a Devon, disse, bisognoso di una missione ancor pi che di aria nei polmoni e di un
cuore che batteva. Corre voce che col si trovino dei lesser.
S. Tohrment si volse a guardare la casa. Ma siete... nello spirito atto a combattere?
La guerra non attende che siamo nella giusta disposizione di spirito. A volte, invero,  meglio
essere alterati.
Tohrment annu. A Devon, dunque.
Darius allent le briglie e il destriero balz in avanti dalla sosta forzata, lanciandosi nei boschi al
galoppo e volando libero. Il vento spazz via le lacrime dal volto di Darius, ma non pot nulla contro
il dolore che gli stringeva il petto.
Cavalcando di nuovo verso la guerra, si chiese se avrebbe mai rivisto la piccola... ma gi conosceva la
risposta. Le loro strade non si sarebbero incrociate di nuovo. Come potevano? Per quali bizzarri casi
della vita avrebbero mai potuto ricongiungersi?
Era un'eventualit che sfidava la sorte.
Oh, piccolina. Malnata. Nei secoli indimenticata.
Con lei se ne andava per sempre un pezzo del suo cuore.
Capitolo 73
In seguito Xhex avrebbe riflettuto che le fortune, come le disgrazie, non vengono mai sole.
Solo che fino a quel momento non aveva mai vissuto quella particolare esperienza... non la parte del
"non vengono mai sole", ma quella relativa alle "fortune".
Grazie al sangue di John Matthew e all'ottimo lavoro della dottoressa Jane, era gi in piedi la notte
dopo la resa dei conti con Lash. Sapeva di essere tornata alla normalit perch aveva rimesso i cilici.
E tagliato i capelli. E fatto un salto nella casa sul fiume Hudson a prendere vestiti e armi.
E passato grosso modo... quattro ore a fare l'amore con John.
Si era anche vista con Wrath e, a quanto pareva, adesso aveva un nuovo lavoro: il grande Re cieco
l'aveva invitata a combattere insieme alla confraternita. Di fronte al suo shock iniziale, il sovrano
aveva dichiarato che i suoi talenti erano molto utili e graditi in guerra... e be', che cavolo, uccidere dei
lesser?
Idea grandiosa. Xhex era prontissima a imbarcarsi in quell'avventura.
E, a proposito di imbarcarsi in un'avventura, si era trasferita armi e bagagli nella stanza di John.
Nell'armadio, i suoi calzoni di pelle e le sue canotte attillate erano appese accanto a quelle di John, i
loro stivali erano allineati vicini, e tutti i suoi coltelli, le pistole e gli altri suoi giocattolini, adesso
erano sottochiave nell'armadietto ignifugo di John.
Avevano messo insieme perfino le munizioni.
Troppo romantico.
Cos, gi, tutto come al solito.
Salvo... be', salvo il fatto che se ne stava seduta....... da tipo
mezz'ora su quel lettone enorme a sfregare i palmi sudati sui cai-
zoni di pelle. John si stava allenando, gi al centro di addestramento, prima della cerimonia, e lei era
ben contenta che fosse impegnato altrove.
Non voleva farsi vedere cos nervosa.
Perch era saltato fuori che, oltre alla fobia per tutto ci che aveva a che fare con la medicina, c'era
un altro piccolo problema tecnico nel suo sistema di cablaggio: al solo pensiero di trovarsi al centro
dell'attenzione davanti a un mare di gente, durante la cerimonia nuziale, le veniva voglia di vomitare.
Non avrebbe dovuto essere tutta questa sorpresa, in effetti. In fin dei conti, nella sua professione di
killer, tutto stava nel non farsi vedere. E per lungo tempo lei era stata un'introversa, per carattere e
per circostanze.
Abbandonandosi contro i cuscini, si appoggi alla testiera del letto, accavall le caviglie e afferr il
telecomando. L'apparecchietto nero della Sony fece il suo dovere in modo ammirevole: accese il
televisore a schermo piatto, passando poi da un canale all'altro in uno zapping veloce come il battito
del suo cuore.
Non era solo il fatto di tutta la gente che avrebbe assistito alla cerimonia. Era che sposarsi la faceva
pensare a come avrebbero dovuto andare le cose se lei avesse avuto una vita normale. In serate come
quella, la maggior parte delle femmine sfoggiano abiti confezionati per l'occasione e gioielli di
famiglia. La maggior parte delle femmine non vede l'ora di comparire davanti al futuro sposo al
braccio di padri colmi di orgoglio mentre le madri piangono come fontane per tutto il tempo, fino al
momento dello scambio delle promesse nuziali.
Lei invece sarebbe andata all'altare da sola, in calzoni di pelle e canotta, perch non aveva mai
posseduto altri vestiti.
Mentre le stazioni televisive scorrevano rapide davanti ai suoi occhi, la distanza tra se stessa e le
persone "normali" sembrava uno spartiacque grande come quello della storia stessa: non poteva
rimaneggiare il passato, rivedere i picchi e le vallate della sua vicenda personale. Tutto, dal suo
sangue misto alla generosa coppia di coniugi che aveva cresciuto quell'incubo di neonata, alle cose
che le erano capitate da quando aveva lasciato il loro cottage... tutto quanto era scritto nella fredda
pietra del passato.
Immutabile in etemo.
Almeno sapeva che le due persone meravigliose che avevano tentato di crescerla come se fosse figlia
loro, alla fine erano riuscite a mettere al mondo un figlio, un maschio, che era cresciuto sano e forte,
aveva fatto un ottimo matrimonio e li aveva resi nonni.
Il che le aveva reso molto pi facile staccarsi da loro.
Ma tutto il resto, nella sua vita, a parte John, non si era risolto bene. Dio, forse anche questo spiegava
il suo nervosismo. Quel matrimonio con John era una tale rivelazione, quasi troppo bello per essere
vero...
Aggrott la fronte e si tir su di scatto. Poi si stropicci gli occhi.
Quello che stava vedendo sullo schermo doveva essere un errore.
Non era possibile... o invece s?
Cercando affannosamente il tasto giusto sul telecomando, alz il volume. ... il fantasma di
Rathboone che si aggira per i corridoi della magione risalente all'epoca della Guerra Civile. Quali
segreti attendono i nostri Investigatori del paranormale, impegnati a svelare...
Xhex smise di ascoltare la voce fuori campo via via che la telecamera stringeva sul ritratto di un
uomo coi capelli scuri e due occhi spiritati.
Muhrder.
Avrebbe riconosciuto quel volto ovunque.
Balz in piedi lanciandosi verso il televisore... come se servisse a qualcosa.
La telecamera fece una panoramica all'indietro, mostrando un bel salottino e poi scorci dei giardini
di una grande villa bianca, di quelle tipiche delle piantagioni del Sud. Nel promo si parlava di uno
speciale in diretta... durante il quale avrebbero tentato di stanare il fantasma di un abolizionista dei
tempi della Guerra Civile che, a detta di molti, vagava ancora per i saloni e i terreni della tenuta in
cui un tempo aveva abitato.
Risintonizzandosi sul commento, Xhex cerc disperatamente di capire dove si trovava la dimora
padronale. Forse poteva...
Appena fuori Charleston, nella Carolina del Sud. Ecco dove.
Xhex indietreggi, and a sbattere con i polpacci contro il letto e si mise a sedere. Il suo primo
pensiero fu di fiondarsi laggi per vedere coi suoi occhi se era la sua vecchia fiamma, un fantasma
vero e proprio o solo qualche produttore televisivo di talento che faceva un gran chiasso.
Ma la logica ebbe la meglio sull'impulso. L'ultima volta che lo aveva visto, Muhrder aveva messo
bene in chiaro che non voleva avere pi niente a che fare con lei. E poi, solo perch c'era un vecchio
dipinto a olio che gli assomigliava, non significava che si fosse stabilito in quella vecchia villa a
giocare a "Casper il fanta-smino".
Anche se quel ritratto era Muhrder sputato. E terrorizzare gli umani, in effetti, era proprio da lui.
Merda... gli faceva i suoi migliori auguri. Di tutto cuore. Se non avesse avuto la certezza di essere
sgradita - come il segreto che avrebbe dovuto svelargli quando si erano messi insieme - avrebbe
intrapreso quel viaggio.
Ma a volte la cosa migliore che possiamo fare per qualcuno  stargli alla larga. E poi gli aveva dato il
suo indirizzo sull'Hudson. Muhrder sapeva dove trovarla.
Dio, comunque sperava che stesse bene.
Bussarono alla porta. S? disse, voltando la testa.
Sarebbe a dire "avanti"? disse una profonda voce maschile.
Xhex si alz in piedi, accigliata; non sembrava affatto un doggen. S.  aperto.
La porta si spalanc, rivelando... un baule... nel senso di un baule-armadio. Un baule-armadio Louis
Vuitton dei bei tempi andati. E chi lo stava reggendo doveva essere un fratello... dati gli stivali e i
calzoni di pelle che spuntavano da sotto.
A meno che Fritz non avesse cambiato stile di vita, passando dalla banalit pi assoluta a qualcosa di
decisamente pi trasgressivo, in linea con i gusti di Vishous. E avesse messo su una cinquantina di
chili.
Il baule si abbass abbastanza da permetterle di vedere in faccia Tohrment. Aveva un'espressione
molto seria, ma d'altronde non era un allegrone. Non lo era mai stato... e, vista la piega che la sua vita
aveva preso, non lo sarebbe mai stato.
Tohrment si schiar la gola, poi pieg la testa verso l'enorme baule che reggeva contro il petto. Ti ho
portato una cosa. Per il matrimonio.
Ehm... be', io e John non abbiamo fatto una lista nozze. Xhex gli fece segno di entrare. E
improbabile che da Crate and Barrel vendano le pistole. Comunque grazie.
Il fratello entr e pos a terra il baule. Era alto un metro e mezzo e largo poco meno di un metro e
sembrava di quelli che si aprono a met.
Nel silenzio che segu, Tohrment la scrut in volto e, per l'ennesima volta, lei ebbe la strana
sensazione che la conoscesse anche troppo bene.
Tohrment si schiar la voce. Quando una femmina si sposa  tradizione che la sua famiglia le offra
gli abiti per la cerimonia.
Xhex si accigli di nuovo. Poi, lentamente, scosse la testa. Io non ho una famiglia. Non proprio.
Dio, quello sguardo grave, penetrante, del fratello, le dava i brividi... in un lampo il suo lato
symphath si insinu dentro la sua griglia emotiva, frugando, sondando.
Be', ma era assurdo. Il dolore straziante, l'orgoglio, la tristezza e la gioia che Tohrment stava
sentendo... avrebbero avuto senso solo se l'avesse conosciuta. E, per quanto ne sapeva lei, loro in
pratica erano due estranei.
In cerca della risposta, tent di penetrare nella sua mente e nei suoi ricordi, ma lui la blocc. Invece
dei suoi pensieri... dovette accontentarsi di una scena di Godzilla contro Mothra.
Chi sei tu, per me? sussurr Xhex.
Il fratello annu in direzione del baule. Ti ho portato... una cosa da metterti.
Be', okay, ma sono pi interessata al perch. Suonava ingrato, certo, ma le buone maniere non
erano mai state il suo forte. Perch ti sei preso tanto disturbo?
I motivi specifici sono irrilevanti, ma pi che sufficienti. Leggi: non era intenzionato a fornire
spiegazioni. Posso mostrartela?
Normalmente gli avrebbe opposto un "niente da fare" per una notevole quantit di ragioni, ma
quello non era un giorno normale, n lo era il suo stato d'animo. E aveva la stranissima sensazione...
che, bloccandole l'accesso alla sua mente, Tohr volesse proteggerla. Proteggerla da tutta una serie di
fatti che temeva la ferissero nel profondo.
S. Okay. Xhex incroci le braccia sul petto, a disagio. Aprilo.
Il fratello si inginocchi davanti al baule, facendo scricchiolare le giunture, e prese dalla tasca una
chiave di ottone. Si ud un clic, poi Tohr liber i fermi in alto e in basso e si spost dietro il baule.
Ma non lo apr. Lo accarezz con reverenza... e la sua griglia emotiva quasi collass per il dolore.
Preoccupata per la sua salute mentale e per la sofferenza che manifestava, Xhex alz una mano per
fermarlo. Aspetta. Sei sicuro di volere...
Lui apr il baule, spalancando completamente le due met...
Chilometri di raso rosso... chilometri di raso rosso sangue si riversarono fuori dal baule-armadio,
allargandosi sul tappeto.
Era un abito da sposa degno di tal nome. Il genere di abito che si tramanda di madre in figlia. Il
genere di abito che ti lascia senza fiato anche se non sei la classica femmina a cui piacciono le cose da
femmina.
Xhex alz gli occhi sul fratello. Non stava guardando il vestito. Aveva lo sguardo fisso sul muro di
fronte, con un'espressione rassegnata, come se quello che stava facendo gli spezzasse il cuore.
Perch me l'hai portato? gli chiese in un sussurro; aveva capito di cosa si trattava. Non sapeva
molto di Tohrment, ma era a conoscenza del fatto che la sua shellan era stata uccisa dal nemico. E
quello doveva essere il vestito da sposa di Wellesandra. Per te  un supplizio.
Perch ogni femmina dovrebbe avere un vestito come si deve per... andare... all'... Dovette
schiarirsi la gola un'altra volta. L'ultima volta, questo vestito  stato indossato dalla sorella di John,
il giorno delle sue nozze con il re.
Xhex socchiuse le palpebre. Allora  John che me lo manda?
S, rispose Tohrment con la voce incrinata dall'emozione.
Stai mentendo... non voglio mancarti di rispetto, ma non mi stai dicendo la verit. Xhex guard
quella cascata di raso rosso.  incredibilmente bello. Ma proprio non capisco perch hai deciso di
presentarti qui adesso, stanotte, offrendomi di indossarlo...
perch le tue emozioni sono molto intime, in questo preciso momento, e non riesci neanche a
guardarlo.
Come ho detto, le mie motivazioni sono personali. Ma sarebbe... un bel gesto se accettassi di
metterlo per la cerimonia nuziale.
Perch  cos importante per te?
Perch lui era presente quando tutto ha avuto inizio, intervenne una voce femminile.
Xhex si volt di scatto. Ritta sulla soglia c'era una figura vestita di nero e incappucciata. Il suo primo
pensiero fu che si trattava della Vergine Scriba... solo che non filtrava nessuna luce da sotto i suoi
panneggi.
Il suo secondo pensiero fu che la griglia di quella femmina... era una copia carbone della sua.
Praticamente identica.
La figura avanz zoppicando e Xhex si ritrov ad arretrare con passo malfermo, incespicando in
qualcosa. Perse l'equilibrio e cerc di non cadere aggrappandosi al letto, ma lo manc e atterr col
sedere sul pavimento.
Le due griglie erano assolutamente identiche, non in termini di emozioni, ma per la loro struttura.
Identiche... come quelle di una madre e di una figlia.
La femmina alz le braccia e, lentamente, sollev il cappuccio che le copriva il volto.
Ges... Cristo.
L'esclamazione proveniva da Tohrment; nel sentire il tono incredulo della sua voce, la femmina volse
su di lui gli occhi grigio ferro. Poi si inchin, lenta, con grande reverenza. Tohrment... figlio di
Hharm. Uno dei miei salvatori.
Xhex si accorse vagamente che il fratello si reggeva al baule, come se le ginocchia avessero deciso di
piantarlo in asso. Ma ci che pi la lasciava sconcertata erano i lineamenti che il cappuccio aveva
svelato. Erano cos simili ai suoi, pi arrotondati, certo... pi delicati, s... ma la struttura ossea era la
stessa.
Mamma... esclam con un filo di voce.
Quando riport lo sguardo su Xhex, la sconosciuta fece la stessa cosa che Xhex aveva fatto con lei,
scrutandola in volto con estrema attenzione. Invero... sei bellissima.
Xhex si tocc le guance. Come...
Gi... come? chiese Tohrment, in tono scioccato.
La femmina avanz ancora un po', sempre zoppicando... e subito Xhex fu assalita dal desiderio di
sapere chi o che cosa le aveva fatto male; per quanto fosse assurdo - le avevano detto che la sua vera
madre era morta di parto, per l'amor del cielo - voleva preservare da qualunque sofferenza quella
mesta, amabile creatura vestita di nero.
La notte in cui nascesti, figliola cara, io... io morii, effettivamente. Ma quando tentai di entrare nel
Fado, il permesso mi fu negato. La Vergine Scriba, tuttavia, nella sua infinita misericordia, mi
autorizz a dimorare dall'Altra Parte, e col rimasi, a servire le Elette come penitenza per la mia...
morte. Sono tuttora al servizio di una Eletta, sono venuta qui per starle accanto e prendermi cura di
lei. Ma... in verit, sono arrivata in questa dimensione per poterti finalmente vedere di persona. Per
lungo tempo ho vegliato su di te e pregato per te, dal Santuario... e ora che ti vedo... molte cose
dovrebbero esserti spiegate e potrebbero suscitare la tua giusta collera, lo so bene... Ma se accetterai
di non escludermi dal tuo cuore, mi piacerebbe forgiare... un affetto. Posso capirlo, se la giudicherai
ben poca cosa, se riterrai che  troppo tardi...
Xhex batt le palpebre come un'idiota. Non riusc a fare altro... salvo assorbire l'incredibile sofferenza
della femmina.
Alla fine, nel tentativo di capirci qualcosa, qualunque cosa, tent di insinuarsi nella mente della
figura dalla lunga veste che aveva davanti, ma non and lontano. Qualunque pensiero o ricordo
specifico, come era accaduto con Tohrment, venne sottratto alla sua percezione. Coglieva il contesto
emotivo, ma nessun dettaglio.
Sapeva, tuttavia, che la femmina diceva la verit.
E anche se tante volte si era sentita abbandonata da chi l'aveva messa al mondo, non era una stupida.
Le circostanze del suo concepimento, data l'identit di suo padre, non potevano essere state gioiose.
Orripilanti era forse l'aggettivo pi adatto a descriverle.
Lei doveva essere stata una maledizione per la madre che l'aveva portata in grembo, questo aveva
sempre pensato; cos adesso, incontrandola faccia a faccia, non provava la minima acrimonia verso
la figura immobile e carica di tensione che aveva davanti.
Xhex si rimise in piedi e, nel farlo, avvert la profonda disperazione e incredulit di Tohrment,
sentimenti che lei stessa condivideva. Ma non voleva voltare le spalle a quell'opportunit... a quel
dono che il destino le aveva fatto la notte delle sue nozze.
Lentamente attravers il tappeto. Giunta a pochi passi da sua madre, not che era molto pi bassa di
lei, pi minuta e di natura pi timida.
Come ti chiami? le chiese, brusca.
Io sono... No'One, fu la risposta. Sono No'One... (3)
Un fischio acuto spinse tutti a voltarsi verso la porta. Appena oltre la soglia c'era John, con al fianco
sua sorella, la regina, e in
(3) Il nome proprio, No'One, ricalca con una leggera differenza il sostantivo inglese noone,
"nessuno"; la frase si pu quindi anche leggere come: Non sono nessuno (N.d.T.).
mano un sacchettino rosso con scritto MARCUS REINHARDT, GIOIELLIERI DAL 1893.
Evidentemente non era sceso in palestra ad allenarsi. Era andato con Beth nel mondo degli umani...
a scegliere un anello nuziale.
Xhex volse lo sguardo sui presenti, immobili come in un quadro: Tohrment vicino al baule-armadio
di Louis Vuitton, John e Beth sulla soglia, No'One accanto al letto.
Avrebbe ricordato quel momento per il resto della vita. Con la mente affollata pi da domande che
da risposte, trov comunque la forza d'animo di rispondere alla muta domanda di John circa
l'identit di quell'ospite misteriosa.
In realt era proprio grazie a lui che era in grado di dare una risposta: guarda sempre avanti. Molta
parte del passato era meglio lasciarla negli annali della storia. L, in quella stanza, con quelle persone,
sentiva il bisogno di guardare avanti.
Schiarendosi la gola, disse a voce alta e chiara, John... questa  mia madre. E mi far da testimone
alle nozze.
John parve disorientato... ma, superato in fretta lo sconcerto iniziale, si avvicin a No'One,
salutandola con un profondo inchino da gran signore. Poi disse qualcosa nella lingua dei segni, che
Xhex tradusse con voce commossa.
Dice che  lieto della tua presenza in questa serata, e che sarai sempre la benvenuta in casa nostra.
No'One si copr il volto con le mani, chiaramente sopraffatta dall'emozione. Grazie. Vi... ringrazio.
Xhex non era tipo da abbracci, ma in compenso era bravissima a sorreggere le persone, cos afferr
con prontezza il braccio terribilmente sottile di sua madre per impedirle di accasciarsi sul tappeto.
Va tutto bene, disse rivolta a John, evidentemente scosso dal timore di avere turbato quella
poveretta. Aspetta... non guardare da quella parte, non devi vedere il mio vestito.
John si immobilizz con gli occhi a met della stanza. Vestito, sillab.
Gi, difficile dire cosa fosse pi scioccante: sua madre che compariva per la prima volta dopo
trecento anni o il fatto che, s, pareva proprio che si sarebbe messa in abito da sposa.
Non si sa mai cosa aspettarsi dalla vita, vero?
E qualche volta le sorprese non sono male, non sono affatto male.
La prima era stata... John.
La seconda... un vestito.
La terza... sua madre.
Che bella serata, era proprio una bellissima serata.
Forza, trasferiamoci nella stanza in fondo al corridoio, disse
Xhex, affrettandosi a chiudere il baule per nascondere il vestito. Devo prepararmi... non voglio fare
tardi al mio matrimonio.
Mentre spingeva il baule fuori dalla stanza, rifiutando l'aiuto dei maschi presenti, chiese a No'One e
a Beth di accompagnarla. Dopo tutto dovevano pur cominciare a conoscersi, lei, sua madre e la
sorella di John... e quale modo era migliore che aiutarla a mettersi in ghingheri per il suo futuro
hellren.
Per il suo maschio di valore.
Per l'amore della sua vita.
Quella serata era proprio la cosa migliore che le fosse mai capitata.
Capitolo 74
John Matthew fu costretto a farsi da parte e a stare a guardare
mentre la sua shellan sollevava un baule grosso come una Chevrolet per portarlo fino in fondo al
corridoio insieme a sua sorella e a... sua madre?
Era euforico per le ultime due, non altrettanto per il pesante carico. Ma non era cos sprovveduto da
mettersi a fare il macho tutto muscoli. Se Xhex aveva bisogno del suo aiuto, l'avrebbe chiesto.
E, pensa un po', era abbastanza forte da fare tutto da sola.
Bene, sul serio... era fantastico... mica palle.
Hai da vestirti? chiese burbero Tohrment.
John lo guard; il fratello era rimasto profondamente scosso, era evidente. Traballava, letteralmente.
Ma data la faccia cupa e la mascella contratta, era meglio non approfondire.
Ehm... non so cosa mettermi, disse John. Uno smoking?
No, vado a prenderti io quello che ti serve. Aspetta.
Barn... la porta si chiuse.
John fece scorrere lo sguardo su tutta la stanza e, quando vide l'armadio, gli torn quel sorriso ebete
che sembrava non abbandonarlo mai. And a posare sul com il sacchettino rosso che aveva preso
in gioielleria e si sofferm ad ammirare la dimostrazione visiva della loro vita di coppia.
Oh, cavolo... Xhex si era trasferita l da lui. Si era proprio trasferita l da lui. I loro vestiti erano appesi
vicini.
Allung la mano per toccare i calzoni di pelle di Xhex, le sue canotte attillate, i foderi in cui teneva le
armi... e sent affievolirsi leggermente quell'impeto di orgoglio e felicit. Xhex avrebbe preso parte
alla guerra. Fianco a fianco con lui e i fratelli. Le Antiche Leggi lo vietavano espressamente, ma il Re
cieco aveva gi dimo-
strato di non essere schiavo delle tradizioni... e Xhex aveva gi dimostrato di cavarsela egregiamente
sul campo di battaglia.
John and a sedersi sul letto. Non sapeva bene cosa provava al pensiero di Xhex, fuori nella notte,
contro i lesser.
Okay. 'Fanculo. Sapeva benissimo cosa provava.
Non le avrebbe impedito di combattere, per. Xhex era quello che era e lui stava per sposare una
guerriera.
Proprio come lei stava per sposare un guerriero.
Spost gli occhi sul comodino. Si allung ad aprire il primo cassetto e tir fuori il diario di suo
padre. Accarezzando il morbido cuoio della copertina, sent la storia scivolare dalla dimensione
intellettuale a quella reale. Molto, moltissimo tempo prima le mani di un altro avevano stretto quel
libro e scritto sulle sue pagine... poi, per una serie di circostanze fortuite, attraverso la lunga
sequenza di notti e giorni, il diario era arrivato fino a lui. Per qualche motivo, quella sera, il legame
con suo padre Darius sembrava abbastanza forte da vincere il nebuloso etere del tempo per
ricongiungerli, per unirli al punto che... Dio, sembrava quasi che fossero una persona sola.
Perch John sapeva che suo padre sarebbe stato entusiasta di quelle nozze. Lo sapeva per certo, come
se Darius fosse seduto l, sul letto, accanto a lui.
Darius avrebbe voluto che lui e Xhex si mettessero insieme, alla fine. Perch? Chiss... ma era una
verit molto concreta, come le promesse che stava per pronunciare.
Si allung di nuovo verso il cassetto, e stavolta tir fuori la vecchia scatolina. Alz il coperchio e
guard il pesante anello d'oro con sigillo. Era enorme, proporzionato alla mano di un guerriero e,
malgrado il sottile reticolo di graffi che copriva lo stemma e la fascia, brillava.
Lo infil all'indice della mano destra. Era perfetto.
E improvvisamene decise che non se lo sarebbe pi tolto, neanche quando combatteva.
Lui ti avrebbe dato la sua approvazione.
John alz gli occhi. Tohr era tornato, portando con s un mucchio di seta nera... oltre a Lassiter. Alle
spalle del fratello, la luce dell'angelo caduto si diffondeva in tutte le direzioni, come se fuori in
corridoio stesse sorgendo il sole.
Sai, non so perch, ma credo che tu abbia ragione, disse John.
Io sono certo di avere ragione. Il fratello avanz e si mise a sedere sul letto. Lui la conosceva.
Chi?
Conosceva Xhex. Era presente quando  nata, quando sua madre... Ci fu una lunga pausa, come se
la mente di Thor fosse ancora in subbuglio dopo lo shock di poco prima. Quando sua madre mor,
Darius port Xhex da una famiglia che potesse pren
dersi cura di lei. Voleva un gran bene a quella piccola... e anch'io. Ecco perch la chiam Xhexania.
Vegli su di lei da lontano...
L'attacco epilettico giunse cos improvviso che John non ebbe il tempo di contrastarlo... un attimo
prima era seduto ad ascoltare Tohr e un attimo dopo era steso sul pavimento, scosso da quella specie
di ballo di San Vito.
Alla fine le sue sinapsi la piantarono di fare i fuochi d'artificio e i suoi arti smisero di agitarsi in
modo convulso, lasciandolo a terra ansante. Con suo enorme sollievo, vide Tohr chino sopra di lui.
Come ti senti? chiese preoccupato il fratello.
John si tir su a sedere. Stropicciandosi la faccia, fu lieto di constatare che la vista funzionava ancora
bene. Non avrebbe mai pensato di essere tanto felice di vedere il muso di Lassiter.
Con un certo sforzo riusc a controllare le mani per rispondere, Come uno che  finito dentro un
frullatore.
L'angelo caduto annu gravemente. Si vede.
Tohr gli scocc un'occhiataccia, poi torn a concentrarsi su John. Non farci caso, lui  cieco.
Non  vero.
Tempo un minuto e mezzo e lo sarai. Tohr afferr John per i bicipiti e lo sollev di nuovo sul letto.
Vuoi qualcosa da bere?
O magari un cervello nuovo? sugger Lassiter.
Tohr si sporse verso John. Per il bene comune lo render anche muto, okay?
L'ho sempre detto che sei altruista.
Ci fu ima lunga pausa, poi John disse, Mio padre la conosceva? S.
E anche tu, giusto? S.
Nel silenzio che segu, John decise che a volte  meglio non approfondire. E questa era una di quelle
volte, data la tensione sul viso di Tohr.
Sono contento che porti il suo anello, disse all'improvviso Tohr, alzandosi in piedi. Specialmente
in una serata come questa.
John guard il grosso pezzo d'oro che aveva al dito. Gli sembrava la cosa pi naturale. Come se lo
portasse da anni.
Anch'io, disse.
Ora, se vuoi scusarmi, vado a prepararmi anch'io.
Quando John alz gli occhi, venne catapultato indietro nel tempo, al momento in cui, anni prima,
aveva aperto la porta del suo squallido monolocale e puntato una pistola su, su, molto in su, in faccia
al fratello.
E adesso Tohr gli aveva portato il vestito per il suo matrimonio.
Il fratello abbozz un sorriso. Vorrei tanto che tuo padre fosse qui a vedere tutto questo.
John si accigli, rigirando al dito l'anello con sigillo e pensando a quanto era in debito con Tohr. Poi,
di slancio, balz in piedi e lo abbracci stretto. Dopo un attimo di sorpresa, Thor ricambi il gesto,
stringendolo tra le forti braccia.
Quando John si sciolse dall'abbraccio, lo guard dritto negli occhi. Lui  qui, disse nella lingua dei
segni. Mio padre  qui con me.
Un'ora dopo John, in piedi sul pavimento a mosaico dell'atrio, si dondolava avanti e indietro,
spostando il peso da un piede all'altro. Indossava la tradizionale tenuta nuziale di ogni aristocratico
di valore: pantaloni di seta nera e ampia casacca legata in vita da una cintura adorna di pietre
preziose offertagli dal re.
Si era deciso di celebrare la cerimonia ai piedi dello scalone, nell'arcata d'ingresso della sala da
pranzo. La porta a due battenti della stanza dove solitamente consumavano i pasti era stata chiusa a
formare una sorta di muro e, dall'altra parte, i doggen avevano imbandito un sontuoso banchetto.
Era tutto pronto, i fratelli erano allineati accanto a lui, le shellan e altri abitanti della casa radunati in
semicerchio di fronte a lui. Tra gli astanti, Qhuinn era da una parte; Blay e Saxton dall'altra. In
mezzo, due ospiti d'eccezione: iAm e Trez.
John si guard intorno, soffermandosi sulle colonne di malachite, le pareti di marmo e i lampadari a
bracci. Tantissime volte, da quando era andato a vivere H, gli avevano detto che suo padre sarebbe
stato felicissimo di avere la casa piena di gente che viveva sotto lo stesso tetto.
John si focalizz sul melo raffigurato sul pavimento. Era cos bello, un simbolo della primavera
eternamente in fiore... il genere di cosa che ti tira su di morale ogni volta che la vedi.
Quell'albero gli era sempre piaciuto da matti, sin da quando aveva traslocato l...
Un ansito collettivo gli fece alzare la testa.
Oh... Maria... santissima... madre... di...
A quel punto il suo cervello s'incepp. And in tilt. Era abbastanza sicuro che il cuore continuava a
battere, dato che era ancora in piedi, ma per il resto...
Be', era morto e finito in paradiso.
In cima allo scalone, con la mano sulla balaustra dorata, era comparsa Xhex, in uno splendore
mozzafiato che lo lasci interdetto e attonito.
L'abito rosso le andava a pennello, gli inserti di pizzo nero del corpetto mettevano in risalto il nero
dei capelli e il grigio scuro degli occhi, i chilometri di raso della sottana ricadevano in splendide
onde intorno al suo corpo snello.
Xhex incroci lo sguardo di John, si aggiust l'abito in vita, poi lo lisci sul davanti.
Vieni da me, disse lui. Scendi gi da me, amore mio.
Nell'angolo in fondo, un tenore cominci a cantare, la voce cristallina di Zsadist si libr verso i
guerrieri dipinti sul soffitto, in alto, molto in alto sopra le loro teste. All'inizio John non cap di che
canzone si trattava... a onor del vero, in quel momento non capiva pi niente, se gli avessero chiesto
come si chiamava, avrebbe risposto Babbo Natale, Luther Vandross o Teddy Roosevelt.
Forse addirittura Joan Collins.
Ma poi le note si ricomposero e riconobbe il motivo. Era All I Want Is You degli U2.
La canzone che lui stesso aveva chiesto a Zsadist di intonare.
Il primo passo di Xhex gi dalla scalinata fece scattare la commozione delle femmine. E di Lassiter,
evidentemente. O era cos, oppure gli era finito un granello di polvere nell'occhio.
Via via che Xhex scendeva i gradini, John sentiva il petto gonfiarsi sempre pi, finch gli parve non
solo di galleggiare, ma di sollevare con s anche il peso enorme della casa di pietra.
Giunta in fondo allo scalone, Xhex si ferm di nuovo e Beth le corse incontro per sistemare il lungo
strascico.
Poi John se la ritrov al fianco, di fronte a Wrath, il Re cieco.
Ti amo, sillab.
Il sorriso che lei gli rivolse, dapprima timido, una lieve increspatura del labbro, si allarg sempre
pi... oh, Dio, si allarg fino a diventare cos radioso da scoprire le zanne e farle brillare gli occhi
come due stelle.
Ti amo anch'io, sillab muta Xhex.
La voce del re riecheggi contro l'alto soffitto. Ascoltate, voi tutti. Siamo qui riuniti per assistere
all'unione di questo maschio e questa femmina...
La cerimonia ebbe inizio e procedette come di prammatica, con John e Xhex che rispondevano al
momento opportuno. Il re sorvol sull'assenza della Vergine Scriba, dichiarando che quella era
un'ottima unione; poi, dopo lo scambio delle promesse, fu il momento di diventare seri.
A un segnale di Wrath, John premette le labbra su quelle di Xhex, poi fece un passo indietro e si tolse
la preziosa cintura e la casacca, e le porse a Tohr con un sorriso compiaciuto, mentre Fritz avvicinava
il tavolino con sopra la ciotola colma di sale e la brocca piena d'acqua.
Wrath sfoder il pugnale nero e a voce alta disse, Qual  il nome della tua shellan?
Rivolgendosi a tutti i presenti, John rispose, nella lingua dei segni, Xhexania.
Guidato dalla mano di Tohr, il re incise la prima lettera del nome sulla schiena di John, proprio
sopra il tatuaggio. Gli altri fratelli fecero altrettanto, seguendo a loro volta le lettere tracciate a
inchiostro sulla sua pelle, ripassando con le lame non solo i quattro simboli nell'Antico Idioma, ma
anche l'elaborata cornice disegnata dal tatuatore. In ginocchio sul mosaico dell'albero di mele, John
sopportava il dolore con orgoglio, senza un lamento... e dopo ogni lettera o svolazzo alzava gli occhi
su Xhex. Lei se ne stava ritta in prima fila, davanti alle femmine e agli altri maschi, le braccia strette
sul corpino dell'abito, con uno sguardo grave, ma di approvazione.
Quando il sale venne sparso sulle ferite fresche, John strinse i denti talmente forte da far stridere la
mascella, sovrastando il gocciolio dell'acqua. Pur trafitto da un dolore lancinante che gli annebbi la
vista, non si lasci sfuggire un solo ansito o una muta imprecazione.
Allorch raddrizz il busto, il grido di guerra dei fratelli e degli altri soldati presenti riecheggi per
tutta la casa. Tohr tampon l'incisione nella carne viva con una pezza bianca di lino; al termine,
depose la pezzuola dentro una scatola laccata di nero che consegn a John.
Alzandosi in piedi, John and da Xhex con la baldanza di un giovane nel fiore degli anni... che aveva
appena affrontato una prova terribile e ne era uscito con onore, e scusate se  poco. Giunto di fronte
a lei si inginocchi di nuovo, chin il capo e le offr la scatola nera, che lei poteva accettare o
rifiutare, a suo piacimento. La tradizione voleva che, accettandola, accettasse anche lui.
Xhex non attese un istante.
John sent che gliela toglieva di mano e guard in su. Con gli occhi velati da quelle sue bellissime
lacrime rosse, Xhex stringeva sul cuore la scatola contenente il pegno d'amore del suo sposo.
Tra gli applausi e le acclamazioni dei presenti, John balz in piedi e prese in braccio lei e
quell'ingombrante, magnifico abito rosso. La baci con trasporto e poi, davanti al re, a sua sorella, ai
suoi migliori amici e alla confraternita al gran completo, port la sua femmina su per lo scalone da
cui lei stessa era scesa poco prima.
In breve sarebbe iniziato un banchetto in loro onore, certo, ma il vampiro innamorato in lui sentiva
il bisogno di lasciarle addosso un marchio... sarebbero scesi a rifocillarsi dopo.
Era a met strada, quando sent Hollywood che diceva, Oh, cavolo, anch'io voglio tutti quei bei
ghirigori intorno al mio.
Non pensarci nemmeno, Rhage, fu la reazione di Mary.
Possiamo mangiare, adesso? chiese Lassiter. O volete trasformarvi tutti quanti in un sushi?
La festa ebbe inizio; chiacchiere, risate e il ritmo di Young Forever di Jay-Z riempirono la casa. In
cima allo scalone, John si ferm un attimo a guardare gi. Lo spettacolo sotto di s, insieme alla
femmina che stringeva tra le braccia, lo fecero sentire come se, dopo aver scalato una montagna
altissima, fosse giunto finalmente, inspiegabilmente, incredibilmente sulla vetta.
La voce sensuale di lei suggell la sua eccitazione. Hai intenzione di startene qui impalato o mi hai
portata quass per un buon motivo?
John le infil la lingua in bocca, penetrandola. E continu a baciarla mentre la portava verso la sua...
La loro stanza.
Una volta dentro, la depose sul letto e lei lo guard; sembrava pi che pronta per ci che voleva farle.
Poi, nel vedere che John si voltava, parve sorpresa.
Ma lui doveva darle il regalo che le aveva comprato.
Quando torn verso il letto, aveva con s il sacchetto rosso di Reinhardt.
Sono cresciuto come un umano, e quando gli umani si sposano l'uomo regala alla donna un pegno
d'amore. Tutt'a un tratto si fece prendere dal nervosismo. Spero che ti piaccia. Ho cercato di fare la
scelta giusta.
Xhex si rizz a sedere e, quando prese l'astuccio lungo e sottile, le mani le tremavano leggermente.
Che cosa hai combinato, John Matthew...
L'esclamazione che le sfugg quando socchiuse il coperchio lo mand in estasi. Troppo favolosa,
cavolo.
John si protese in avanti e tolse la grossa catena dal suo nido di velluto. Il diamante quadrato al
centro degli anelli di platino era di sei carati... qualunque cosa significasse. L'unica cosa che gli
importava era che la pietra fosse abbastanza grossa e scintillante da essere visibile fino in Canada.
Giusto nel caso che un maschio qualunque, vedendo Xhex, si facesse venire strane idee, voleva
mettere bene in chiaro che lei era impegnata: se l'odore di vampiro innamorato con cui l'aveva
marchiata non fosse giunto alle narici del rivale, il luccichio di quella pietra non poteva sfuggire alle
sue retine.
Non ti ho preso un anello perch so che dovrai combattere e vorrai avere le mani libere. Mi
piacerebbe che la portassi sempre, se sei d'accordo...
Xhex gli prese la faccia tra le mani e gli diede un bacio cos lungo e profondo da togliergli il respiro.
Cosa che non lo infastid neanche un po'. Non me la toglier mai. Mai.
John premette la bocca sulla sua e le mont sopra, spingendola contro i cuscini; le mani corsero su
verso i seni e poi gi sotto i fianchi. Inarcandosi contro di lei, cominci a rovistare tra i chilometri di
raso...
In meno di un secondo cadde in preda alla frustrazione.
Alla fine il vestito risult ancora pi bello una volta tolto.
John fece l'amore lentamente con la sua femmina, godendosi il suo corpo, accarezzandolo con le
mani e con la bocca. Quando alla fine la penetr, la fusione dei loro corpi fu cos perfetta, il
momento cos magico che rimase immobile. La vita lo aveva condotto l, a quell'istante con lei, con
loro due insieme...
Quella era la storia che avrebbe vissuto da quel momento in avanti.
Be', John... fece Xhex con voce sensuale.
Lui fischi su una nota ascendente.
Stavo pensando di farmi fare un piccolo tatuaggio anch'io. John inclin la testa di lato e, con
cautela, lei gli fece scorrere le mani sulle spalle. Cosa ne dici di andare insieme in quel negozio... cos magari mi faccio tatuare il tuo nome sulla schiena?
L'orgasmo che esplose dentro di lui, per poi travolgere anche lei, evidentemente bast come risposta, essendo lui incapace di dargliela a voce.
Xhex rise di gusto, muovendo le labbra sulle sue. Lo prender per un s...
S, pens John cominciando a pompare dentro di lei. S, oh, cazzo, s...
In fin dei conti, quello che andava bene per lui andava ancora meglio per lei. Era ancora pi sexy. E quel che  giusto  giusto.
Dio, quanto amava la vita. Amava la vita e tutti gli abitanti di quella casa e tutte le persone di valore in ogni angolo della Terra. Il destino non  sempre facile... ma col tempo mette a posto le cose. Alla fine, tutto ci che accade  esattamente come doveva essere.
...
.
...
FINE.
...
.
...
Ringraziamenti.
...
.
...
Con immensa gratitudine ai lettori della Confraternita del Pugnale Nero e in particolare alle ragazze! Grazie infinite per tutto il supporto e la guida: Steven Axelrod, Kara Welsh, Claire Zion e Leslie Gelbman.
Grazie anche a tutti quelli della New American Library - questi libri sono davvero uno sforzo di
squadra. Grazie, Lu, Opal e tutti i nostri Mods, per tutto ci che fate spinti dalla vostra bont d'animo! Come sempre con molta riconoscenza al mio Comitato Esecutivo: Sue Grafton, Dott.ssa Jessica Andersen e Betsey Vaughan.
E con grande stima all'incomparabile Suzanne Brockmann e alla sempre favolosa Christine Feehan
(e famiglia) e a tutti gli autori della mia vita che sono una tale fonte di conforto e consigli (Christina, Linda e Lisa!).
Grazie anche a Kara Cesare, che resta sempre vicinissima al mio cuore.
A D.L.B. - sono una della tue pi grandi fan, continua a scrivere, per favore! Ti voglio bene. Baci. Mamma.
A N.T.M. - grazie di essere rimasto sempre al mio fianco, nel bene e nel male.
A Jac (e alla sua Gabe!) - con tanti ringraziamenti per Plastic Fantastic e per la ridefinizione del romanticismo.
A Lella Scott - a cui voglio un mare di bene, e non solo perch si prende splendidamente cura del
mio adorato cucciolotto.
A Katie, alla nostra piccola Kaylie e alla loro mamma - che inserir subito nelle chiamate rapide del cellulare.
A Lee per avermi spianato la strada e a Margaret e Walker per essere una tale fonte di gioia.
Niente di tutto ci sarebbe possibile senza: il mio affettuoso marito, che  il mio consigliere,
assistente e visionario; la mia meravigliosa madre, che non potr mai ripagare per tutto l'amore che mi ha dato; i miei familiari (sia di sangue che di adozione) e i miei pi cari amici.
Oh, e con affetto alla dolce met di WriterDog, come sempre.
...
.
...
FINE.